S.L.U.T | Marzo '14

Sebbene il titolo possa sembrare un insulto, in realtà siete di fronte ad una nuova strabiliante rubrica.
Ho rimandato questo momento per parecchio tempo, primo perché ero indeciso; secondariamente perché, work in progress, quelle che sembravano idee positive, nel corso dei giorni diventavano negative.
Mi spiego meglio: tutti noi attraversiamo momenti decisamente no. Che sia il lavoro, che sia la nostra vita privata, che sia qualunque cosa. Momenti di scoramento, in cui anche la questione che credevamo più solida e forte inizia a vacillare e lentamente si sgretola.
Eppure, anche in quei momenti, se ci fermassimo un attimo a riflettere c'è sempre qualcosa, anche solo una miserabile sciocchezza, che, anche solo per un istante, ci fa stare bene.
Proprio per questo ho pensato a S.L.U.T, ovvero

Stupid Lovable Unuseful Things

ovviamente in inglese ché fa più figo.
Premessa poetica a parte, ho preso l'idea dai classici "preferiti del mese" che si vedono soprattutto su Youtube, solo che, piuttosto che restare monotematico, ho deciso di inserire diversi elementi in base a diverse categorie in base a quella che è la mia quotidianità e così da accontentare un po' tutti. 
Quindi chiunque volesse, può prendere l'idea e togliere o aggiungere parti che lo riguardano. Si potrebbe anche fare una versione in negativo come valvola di sfogo, ma credo che per questo ho già ampiamente dato.
Un post al mese (preghiamo gli dei della puntualità) in cui sarò dannatamente positivo, spassionatamente leggero, Sui monti con Annette oriented.
Iniziamo? Iniziamo.
Random 
Heliophilia

Regole vogliono che si inizi con qualcosa a caso. 
Qualunque cosa va bene, per cui io ho scelto il calore del Sole. 
Non una giornata di sole, che anzi mi da fastidio ché l'ascella pezzata non te la leva nessuno. Ma proprio quel tepore, quei due o tre raggi che ti scaldano.
Marzo, come vogliono i più famosi detti popolari, è stato pazzerello, che tradotto per noi comuni mortali vuol dire tempo di merda
Per cui avvicinarsi alle tapparelle al mattino, iniziare a sentire pochi i raggi che si irradiano attraversano i fori rimasti aperti, per poi aprire la finestra e scoprire un cielo azzurro e una palla accecante ( rare occasioni ndr.). 
Chiariamoci: a me la pioggia, il freddo, le nubi stanno pure bene, a meno che non sia in mezzo alla strada senza un ombrello, e considerando che l'estate non è poi tanto lontana; ma non so perché ho sentito un richiamo dal Sole, tanto da mettermi lì ad uso lucertola e godermelo! 

Food
Tuc Salt & Pepper

Seconda categoria: il cibo. Ora, giustamente il tag non intende cose del tipo "ero affamato, son tornato a casa e mi son fatto un panino con la mortadella e i crauti". Anche perché i crauti non li digerisco.
Semplicemente l'ho inteso come uno snack, una qualunque schifezzuola ricca di grassi saturi diventata droga quotidiana, ma anche un piatto più elaborato, magari fatto con le nostre mani che ha avuto una buona riuscita. Io questo mese ho avuto modo di provare i Tuc Salt & Pepper, i famosi cracker salati, in una versione che non credo sia esportata in Italia, ma reperiti a Malta come snack per il viaggio da mia sorella. Bene, li ho amati. Li ho dovuti centellinare per ovvie ragioni, ma non avrei smesso di mangiarne. Il gusto è quello dei classici biscottini, più salati del solito ma con uno spiccato e deciso aroma di pepe nero. 
Signori Saiwa, fateli arrivare anche in Italia, grazie.

Daily Moment
Il risveglio ( dall'oltretomba)

Può sembrare quasi un insulto a tutti coloro i quali son costretti a svegliarsi all'alba per svariati motivi, ma in questo periodo il mio momento preferito della giornata sono i primi secondi al mattino, subito dopo il risveglio. Quegli istanti in cui non sai né dove ti trovi né come ti chiami, in cui la mente è sgombra da ogni pensiero e in cui il torpore del letto ti coccola.
E non importa se la mia sveglia biologica suona alle 7:30, quei momenti sono stati nel corso di Marzo piccoli piaceri.

Yankee Candle
Lake Sunset

Prosegue imperterrita la mia passione per queste candele, e adesso sono alla ricerca della perfetta fragranza primaverile. Mi son lanciato sui profumi più freschi e che abbiamo sentori più naturali. 
Lake Sunset riesce nell'impresa discretamente, tanto che ho praticamente finito la tart questo mese. 
E' un odore difficile da descrivere, non mi ricorda certamente un tramonto su un lago, anche perché i laghi in Sicilia sono più simili a piscinette sporche. Io avverto note fiorite, soprattutto di rosa e muschio, abbastanza deciso e intenso tanto da bastarne un pezzetto.
Volevo aggiungere una piccola cosa che mi avete fatto notare sul post specifico sulle Yankee di qualche tempo fa, ovvero sul fatto che siano di paraffina. In primis bisogna dire che è paraffina alimentare, motivo per cui sarebbe commestibile. Secondariamente le tart non si consumano, la cera resta, e a meno che non decidiate di spalmarvi la cera ancora calda sul corpo, questa è del tutto inerme e sicura.

Tech
LINE Camera

Nella categoria Tech, includerò l'applicazione, il programma per pc, o il sito internet che più ho utilizzato o visitato nel mese e che ho trovato più carino e utile.
LINE Camera, sorella dell'applicazione di messaggistica istantanea, è certamente la mia preferita sia in questo periodo ma anche di sempre. Intanto è gratis sia per Android che per iOS, e solo per questo dovreste averla tutti. E poi trovo sia la più completa fra le applicazioni che editano le immagini. Ha decisamente più filtri di Instagram ed ha una funzione che per certi versi ricorda Photoshop e che consente il fotoritocco delle nostre selfie.
E indovinate con cosa ho creato il bellissimo logo di questa rubrica!? 

Music
Anastacia - Stupid Little Things
Categoria musica, e mi tengo sul generico qualora volessi includere, non una canzone ma un intero album o magari un cantante.
Questo mese son entrato in fissa con Anastacia e il suo nuovo singolo Stupid Little Things.
Vi suona familiare il titolo, vé?
In realtà sto un po' barando perché il pezzo è uscito a metà Marzo, ma non potevo non citarlo perché mi da davvero la carica. E poi ha un bellissimo messaggio: lasciar andare le sciocchezze che nella nostra vita ci frenano e puntare il nostro sguardo su ciò che veramente conta e sulla nostra strada. Detto così suonerà retorico, ma se a cantartelo è una donna che più volte a dovuto tirare il freno a mano per via di seri problemi di salute, allora rende certamente l'idea.

Living in a world of fantasy
There is nothing left of me
Now I gotta face reality
All done trying to believe
I don’t want to give up on you
Serial
Pretty Little Liars

Sempre più espressive.
Fermi tutti, lo so che Pretty Little Liars non è una delle migliori serie dell'attuale palinsesto. E non è nemmeno la migliore fra quelle che seguo, ma finalmente sembra aver imbroccato la strada giusta e con la Season Finale mi son gasato. Sperando di non spoilerare nessuno, ed in caso siete stati avvertiti, abbiamo dovuto aspettare una roba tipo 4 stagioni e 95 episodio per iniziare a capirci qualcosa. Se magari Alison non avesse parlato per mezze frasi sarebbe stato meglio, idem con patate se Ezra piuttosto che venire a fare l'eroe ( dico, Ian Harding non ha minimamente l'aspetto da virgulto salvatore di ragazzette indifese), avesse detto chi il tizio mascherato. Ma ovviamente parliamo dello show che ormai è diventato un cult del trash, quindi che je voi dì? Ecco. Io già immagino la quinta stagione, ma intanto fatemi gongolare solo un pochino.
Comunque ne parliamo meglio nel prossimo #backtoseries.

Beauty 
250ml
Io l'ho pagata in offerta 3,95€
Come forse saprete sono abbastanza attento alla cura del corpo e dell'estetica, quindi non potevo non inserire questa categoria. 
Non ci spenderei milioni ( che non ho) in cosmesi, ma cerco prodotti che mi soddisfino e sempre più ecobio, anche se qui si apre un capitolo che magari un giorno spiegherò con maggiori dettagli. Comunque il mio
cruccio sono soprattutto i capelli, che sono secchi, crespi, grossi, indisciplinati, e sono sicuro che qualche
volta abbiano attentato alla mia incolumità.
La risposta al mio problema l'ho trovata in questa maschera per capelli.
Penso si noti il risultato.
Ogni tanto mi pettino anche
Per me è una mano santa. Innanzitutto ha una consistenza cremosa/gelatinosa che consente di prenderne la giusta quantità. L'odore è molto delicato e non si sente troppo sui capelli. Sin da bagnati si avverte
la morbidezza, ma la cosa più lascia più sorpreso è la lucentezza e la leggerezza una volta asciutti. Io la applico sotto la doccia, dopo lo shampoo, come un balsamo, o, se ho tempo, la applico prima di lavare i capelli e la lascio in posa anche un'oretta.
Essendo un prodotto non proprio leggero non la consiglio a chi ha i capelli grassi.


Fashion
Sciarpe in saldo da purciari.

Ex foto profilo.
E' più grande di ciò che sembra qui e
il colore più brillante.
Non sono un tipo alla moda, non la seguo pedissequamente né mi importa, ma adoro fare shopping per cui ho pensato che sarebbe stato l'ideale aggiungere questa categoria. Credo che non abbia mai parlato sul blog di abbigliamento. In parte perché non credo importi a qualcuno, in parte perché ho uno stile molto casual e semplice e credo anche poco in voga. Ho le mie piccole manie in fatto di vestiario ma non punto mai su qualcosa di troppo eccentrico. 
Comunque ero entrato nel tunnel del color ottanio/petrolio, e volevo assolutamente qualcosa di questa tonalità. 
Così, facendo un giro agli scorsi saldi, ho trovato questa mega sciarpa, che potete vedere indossata alla vostra destra, da Piazza Italia, pagata una miseria: 2,50 €. 
Io la adoro. Credo sia sintetica, considerando la morbidezza, e mantiene davvero caldi. Come dicevo su, il clima ancora non è esattamente primaverile, e qui in Sicilia, o per lo meno dalle mie parti, c'è molto vento. Quindi ho finito per indossarla sempre. Forse alcuni di voi l'hanno vista nella mia precedente foto del profilo su Twitter, perché è stata davvero onnipresente, tranne quando ovviamente era in lavatrice.
L'ho detto che l'adoro? 


E nulla miei cari. Intanto perdonate la lungaggine, ma volevo spiegare bene la questione. 
Fatemi sapere se apprezzate l'idea di una rubrica simile. Sicuramente saranno dei post variabili, considerando che di mese in mese non faccio sempre le stesse cose, per cui le categorie potrebbero cambiare, aumentare o diminuire di volta in volta. E soprattutto spero di fare post più brevi!
A presto.



Reinas - Il matrimonio che mancava (2005)

Dovevo scrivere un'altra recensione ma vagando fra le bozze ho scorto questo post bianco con solo il titolo, e, dopo essermi dato ampiamente del rincoglionito, ho deciso di riprendere anche un vecchio progetto, ovvero parlare di film a tematica LGBT. D'altronde lo avevo già fatto con Come non detto L'amore è imperfetto. Quindi adesso continuiamo con Reinas - Il matrimonio che mancava.

Paese di produzione: Spagna
Anno: 2005
Durata: 107 min
Genere: commedia, romantico
Regia: Manuel Gómez Pereira

Siamo nel 2005, l'anno in cui la Spagna dichiarò legali i matrimoni fra coppie dello stesso sesso. Per celebrare l'importante traguardo, 20 coppie decisero di sposarsi nello stesso giorno in un grande hotel. Proprio 3 giorni prima delle nozze però gli imprevisti non sembrano mancare.
Normale, direte voi, se non fosse che i problemi non riguardano la preparazione dell'evento, quanto soprattutto far incontrare le rispettive famiglie dei futuri sposi.
Che già gestire una suocera al primo incontro è difficile, immaginate se le donne in questione sono cinque e cosa possano scatenare differenze sociali, di classe, di provenienza e soprattutto caratteriali.
Da quella in analisi in preda a continue insicurezze, alla madre iper apprensiva e appiccicosa, alla genitrice in carriera, tutte finiscono per scontrarsi con il problema maggiore: accettare che il proprio figlio sposi un ragazzo. Non tanto per la sua sessualità, quanto soprattutto per i propri mondi di provenienza che finiscono inevitabilmente per incontrarsi e sbattere fra loro.
E poi diciamolo, per una mamma non esiste essere umano all'altezza del proprio bambino.
Ogni scarrafone è bello a mamma soja anche in Spagna evidentemente.
Per ultimo, ma non meno importante, proprio poche ore prima dal fatidico evento, il personale dell'albergo che avrebbe dovuto ospitarlo, decide di scioperare.
Ma saranno le stesse madri a risollevare la situazione per la gioia dei propri figli.
Non un film imperdibile, e forse a molti lascerà l'amaro in bocca vedere in maniera così tangibile quanto sia arretrata l'Italia in temi LGBT, ma resta comunque una commedia leggera che mette in campo però temi importanti, strappando una risata e senza scadere troppo nella macchietta.


Voto 6 +



Non capisco o forse sbaglio.

E' diventato sempre più raro che pubblichi delle riflessioni ad ampio raggio, che non riguardino per forza un mio stato attuale. Ma cadere nel tunnel delle rubriche è molto facile quando iniziano a passare gli anni e hai tanto da fare e sei un disorganizzato cronico. E non mi va pensiate che io sia costantemente depresso, che se c'è qualcosa che non va, e sono pronto a parlarne, in qualche modo ve lo dico.
Comunque a me di ciarlare piace proprio, e sono il classico tipo che se lo vedi con lo sguardo perso nel vuoto, intento a divorarsi le pellicine, vuol dire che sta riflettendo su qualcosa.
E questo accade tipo ogni 3 minuti.
Che io di cose ne vedo tante e sto lì a rimuginare, a confrontarmi con qualcuno se posso.
Oggi non potevo fare a meno di pensare e riflettere sulle coppie attuali, e su gli ingranaggi dietro di esse.
La mia visuale è soprattutto rivolta alle coppie gay, visto che è un meccanismo che conosco dall'interno, ma immagino che il discorso sia più generale e generico.
Però ci sono cose che mi sfuggono, soprattutto sulla fiducia e sulla fedeltà. Che io mi pensavo fossero gli anelli della catena chiamata Amore. Pensavo fossero il collante di tutto, le fondamenta, le basi, il principio e la fine.
E invece alla gente importa un cazzo.
Se davanti vedi una coppia felice, magari di vecchia data, dietro si nascondono situazioni perplimenti.
Evito il capitolo "finte coppie etero", perché lì scadiamo in qualcosa che prescinde qualsiasi concetto di coerenza e etica. Lì non si parla più di fedeltà, ma un problema dalle radici ben più profonde.
Ho visto, ed ho sentito storie di gente senza il benché minimo scrupolo.
Che quando il gatto non c'è, i topi ballano e se vuoi balliamo sul letto ancora caldo dell'ultimo che è venuto e se n'è andato.
Storie che, dopo anni e anni, si portano avanti come un moribondo, stanche di vivere in una camera iperbarica senza neanche l'ossigeno delle emozioni.
Storie che non trovano cura alla noia, ma che in essa si crogiolano e aspettano che qualcosa esploda.
Poi ci sono quelle coppie al limite della open relationship, dove uno dei due, o forse entrambi, magari fa il disinvolto con questo e quello e quell'altro. Magari si iscrive a quella famosa chat, ma giusto per passare il tempo e farsi due risate.
Poi ci scappa la foto pochetto zozza, che fra arte e "ti faccio vedere a mutanda" c'è differenza. Ma la pubblico su Twitter, non ci sono problemi.

Pié, ma te chi caspita sei a poter giudicare quello che fanno gli altri?!
potreste dire voi.
Giustamente nessuno. Non sono il nuovo profeta  in vena di castità e ascetismo. Ho sbagliato anche io. Nella mia precedente storia, ad esempio, non ho arginato il corteggiamento di un ragazzo, che, seppur lontano ( ma neanche tanto), aveva varcato un po' il limite. Ho sbagliato, l'ho detto?
Mi son sentito in colpa. Mi è parso di aver rovinato qualcosa, pur non avendo fatto nulla nel concreto.
Ovviamente venuta a galla la questione ci fu un po' di maretta, ma andammo avanti, pur non dimenticando, né io né lui.
Considerando che io non ci sarei io mai andato oltre, non era nulla di grave.
Ma ciò che ho visto e sentito mi ha fatto riflettere.
E se queste coppie, insieme ormai da decine di anni, abbiano trovato nella libertà, il segreto per restare insieme a lungo?
Magari dietro quella libertà non c'è nulla di perverso e scomodo. Magari sono solo i miei occhi a trovare fuori luogo qualcosa che in realtà non conosce malizia, che in quella foto pubblicata c'è solo bisogno di ammirazione, ed è sempre meglio farlo apertamente che sotto banco.
Forse la scappatella è tollerabile a fronte di un rapporto pluriennale, forse è proprio l'ingrediente di una ricetta perfetta.
Magari ho sempre sbagliato io credendo che il noi dovesse essere separato dal resto del mondo. E che altri non dovessero entrare in alcun modo nel noi.
Forse il mio punto di vista è troppo acerbo per capire che sto dal lato sbagliato, e fra una decina di anni aprirò finalmente gli occhi su una verità amara ma ineluttabile.
Ci sto riflettendo, non capisco.



{Aggiornamento #20}
Perché esisto ancora.

Ciao, sono Pier.
Forse vi ricorderete di me perché ho parlato di ascelle pezzate, sbiancamenti di orifizi e festival musicali trash, eppure questo è il mio blog personale.
E se ogni tanto me ne scordo io, figuriamoci voi cari miei avventori.
La verità è che dopo la maratona di Sanremo proprio non mi andava di stare a scrivere ancora, anche perché le idee mi avevano abbandonato.
Ed immagino che anche voi ne avevate un po' piene le palle dei miei continui post.
Comunque, per chiudere la parentesi, devo dire che qualche canzone in testa mi è rimasta.
Ho scaricato l'album di Rubino, Arisa e Noemi, ma quest'ultima è quella che ascolto più spesso.
Ma son tutti buoni album, li ascolterò meglio appena possibile.
Vorrei raccontarvi entusiasmanti ed intriganti novità, ma essenzialmente non ce ne sono, e d'altronde non faccio il paracadutista, il sarto di Platinette o il correttore di congiuntivi dei concorrenti del Grande Fratello.
E' stato un periodo pesante, e lo dico sempre che ormai mi è presa a noia da solo.
Il fatto non è tanto l'ansia, quanto una sensazione diversa che forse vi è capitato di provare.
Avete presente quando, dopo un'abbuffata, vorreste correre a casa per stravaccarvi sul divano ed allentare la cinta dei pantaloni, e invece siete costretti a stare composti, magari tirando in dentro la pancia?
Ecco, trasponete questa sensazione alle emozioni.
Immaginate un tumulto dentro, senza capo né coda, a cui non riuscite a dare un nome, o una risposta.
Ed immaginate di non trovare la cintura da slacciare, né di poter andare a casa a sciogliere quel nodo alla bocca dello stomaco.
Forse la metafora non ha reso bene, fa nulla.
Comunque ci sono stati anche degli esami, tutto sommato andati bene.
Ci sono state decisioni da prendere. E mal di testa da sopportare.
Non so voi, ma io per adesso sono imperituramente stanco ed emicranico.
Sarà lo stress o il cambio di stagione o la morte che mi picchietta sulla spalla. Non lo so. Fatto sta che mi sveglio col mal di testa e la sera è ancora lì a cantarmi la ninna nanna.
E poi vogliamo parlare della sonnolenza? Simpatica amica durante il giorno, ardito desiderio la sera.
Vi lascio immaginare le condizioni in cui vertevo nei giorni scorsi, quando, essendo Carnevale, passavano i carri con la compilation di HIT Mania 2000 talmente tanto forte da far tremare i vetri.
Non so voi, ma ho sempre detestato il Carnevale, troppo caciarona come festività per i miei gusti.
E poi c'è tutta la continua pianificazione per il futuro.
La sintesi suprema è che vorrei finalmente laurearmi.
Il che dovrebbe accadere fra Giugno e Luglio, ma se voglio che accada devo appunto organizzare le cose in dettaglio, soprattutto i futuri esami, il tirocinio e la tesi.
Il che mi fa pensare che sono inguaiato.
Dovrei anche riprendere un'alimentazione che possa essere accostata al termine salutare, ma proprio non mi riesce.
"Fa magari lunghe passeggiate per distrarti"- direte voi.
Ma no, non si può. Piove.
Piove ogni giorno per almeno mezza giornata, e la temperatura si è abbassata, e le mie labbra danno segni di cedimento.
Nuova compagnia di questo periodo è un telefilm: Nashville, una serie tv ambientata nell'omonima città, che
coinvolge delle cantati country nella loro carriera e vita privata.
Sì, l'ho riassunta malissimo ma fondamentalmente non ha una linea narrativa particolare. Non ci sono colpi di scena così esaltanti, o un intreccio che magari tende all'inverosimile. No, anzi a volte è anche prevedibile, ma è interessante e scorre bene. Finora siamo alla seconda stagione e pare sia a rischio non rinnovo. Vedremo.
Ci sarebbe dovuta essere a fine Febbraio una nuova rubrica che penso sarebbe piaciuta a boys and girls. Nulla di nuovo ecco, ma volevo trovare un titolo carino, tuttavia non ho avuto testa per pensarci ed onde evitare banalità, ho tosato il male alla radice. Ma le mie idee sono come la caponata ad Agosto: ritorna sempre.
Io avrei ancora tanto da dire, ma credo che per oggi ho ciancicato abbastanza con i tasti.
Voi che mi raccontate? Come state? Mi vedete un po' assente forse, ma appena posso lo sapete che passo volentieri.
Per il resto, buona serata.





IGBA - Italian Gay Blogger Awards 2014

Sembra impossibile ma sono stato nominato agli Italian Gay Blogger Awards 2014, il concorso che ha l'intento di premiare, in diverse categorie, i migliori blog che si impegnano a favore delle tematiche LGBTQ, cercando di sdoganarle e di farle sembrare ciò che sono: normale quotidianità.

Quella di quest'anno è la seconda edizione e vede il supporto di Arcigay Palermo, Arcigay Salerno, Arcigay Napoli, I Mondi Diversi No Profit, il programma radiofonico GayDay2. 
Il concorso ha una validità di 3 settimane, inizia oggi e si concluderà alle 23:59:59 del 12 Marzo 2014.
Per votare basta andare sul sito 


cliccare su VOTA ed accedere per votare. Trovate me e tutto il cucuzzaro nella categoria Gossip.
E nulla cari, io ringrazio chi ha fatto il mio nome per questa bella iniziativa, ringrazio voi se vorrete aiutarmi in questa impresa, e non mi resta che dirvi



[EDIT:  mi sono informato e la votazione tramite Facebook non comporterà la diffusione dei vostri dati e soprattutto non apparirà nulla nelle vostre bacheche. Quando voterete verranno elencati i dati che vengono presi in carico per certificare che non state votando più volte. In sintesi apparirà la stessa schermata che appare quando fate i giochini scemi online.] 

#Sanremo2014 - Sei falsa Simona, ma io non mi scompongo

Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta: siamo giunti alla finale della 64esima edizione di Sanremo.

Come poteva iniziare un Sanremo tutto all'insegna della balengaggine se non con Luciana e Fazio uniti in matrimonio da Don Matteo?
Eccerto. Intonano Un corpo e un'anima, che ancora a questo giro mancava, e si inizia.
Primo ad esibirsi è Giuliano Palma finalmente vestito decentemente.
La canzone Così lontano sono convinto sia piacevole ma poco interessante in un panorama musicale più ampio e soprattutto non in grado di vincere. Passerà certamente qualche volta in radio.
Siamo di fretta e tocca a Noemi.
L'abito era sconclusionato, se un vestito può essere definito tale. Il top e la gonna sembrano due parti di due abiti diversi entrambi brutti. In video sembrava avesse la gonna di velluto, in foto sembra un'accozzaglia di tessuto. Anche trucco e capelli bocciati.
Peggio conciata di tutto il Festival? Probabile.
Mentre la canzone Bagnati dal sole dopo 3 ascolti posso dire che non mi convince del tutto; sembra voler essere allegra e positiva, ma è troppo ripetitiva, un po' pesante.
Pubblicità e primo cambio d'abito di Luciana. È ufficiale, i suoi vestiti quest'anno erano belli ma non adatti a lei che proprio proprio slanciata non è.
Turno di Ron opta per una giacca iper glitterata in pendant con i capelli.
Quarta in gara Arisa, con un abito troppo simile a quello della semifinale, e ci si aspettava qualcosa di più. Sta bene, ma i tasconi sulla panzetta non migliorano la questione.
Riguardo alla canzone, già la canticchio, preparatevi.
Via Arisa e arriva Francesco Sarcina ed ho deciso che la sua canzone non mi piace proprio pe' niente. E poi lui fa tanto l'alternativo, il dandy, il bohemien e poi ti spara queste canzoni da Kekko dei Modà?! Eddai.
Pubblicità e arriva Maurizio Crozza che, visti i trascorsi è munito di uno scudo.
Ci spiega come siamo italiani e ci autoinculiamo, e di come l'Europa avrebbe ed ha avuto solo da imparare da noi. Dopo un po' però la questione si è fatta pesante fra populismo, campanilismo e noia.
Si riprende alla fine, con una imitazione di Renzi e una canzone ma ho già detto noia?
Pubblicità e si riprende la gara con i Perturbazione e la loro L'unica. E si conferma la mia idea: coinvolgenti
anche se il pezzo non mi fa impazzire. Adoro la giacca del frontman simil coreana, e la bombetta è un tocco carino.
Segue Giusy Ferreri che opta per un abito lungo nero con
maniche impreziosite, forse il più bello che abbia indossato in queste serate, ma le sta male.
La canzone è proprio una tribolazione.
Arriva Francesco Renga, bono come il pane, il meglio vestito del Festival ma con la stessa canzone Vivendo adesso, che al terzo ascolto risulta pesante.
Pubblicità e ospite Luciano Ligabue.
Solita solfa del solito Ligabue anche se il pubblico sembra gradire e comunque ci sveglia un po' tutti.

Peccato però che si arrivi ad una standing ovation. E allora penso che l'Italia si meriti le giovani sfrante di Ti lascio una canzone.
Si prosegue dopo la pubblicità con Renzo Rubino che osa con un completo blu, camicia blu scuro e cravatta verde glitterata.
Il buon gusto.
Come Luciana vestita da fagiana.
Lui sembra un esagitato per premere 4 tasti del piano, e io continuo a preferire il pezzo scartato.
Dopo di lui Antonella Ruggiero con Da Lontano.
Sembra che indovini le parole ma troppo piatta, se ne apprezza solo la voce. Sbaglia invece il look, o meglio, si è vestita sempre alla stessa maniera, tanto da superare il concetto di noia,
Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots la succedono e sembra quasi che San Remo abbia deciso di graziarci con un black out fonico, e invece si riprende. Credo che Bloody ormai abbia il muschio sotto quella maschera.
Segue Cristiano De Andrè sempre più sgualcito e si passa a Frankie Hi NRG ultimo in gara con la sua non molto interessante Pedala.
Ospite in tema di bellezza: Claudia Cardinale.

Simpatica e alla mano, ma si imbruttisce da sola. Il solito trucco sempre pesante, una tunica nera senza forma. Avere una certa età non vuol dire per forza questo.
Si inizia con i primi premi: premio della sala Stampa a i Perturbazione, premio Mia Martini a Cristiano De Andrè con la canzone non proseguita in gara, Invisibili.
Prosegue la serata con un ospite internazionale, Stromae con Formidable che io, dal basso della mia ignoranza, non ho capito.

Momento inutile, anche perché si passa dall'intensità al disagio quando va a cantare in faccia ad un tipo in prima fila.
Fazio ci fa sorbire Riccardo Senigallia, brutto come sempre, che era stato squalificato, ma a lui piace, e come i vecchietti va assecondato o tanti saluti, e poi vengono nominati i primi 3 finalisti.
Renzo Rubino, Raphael Gualazzi, e Arisa.
Gualazzi francamente inutile in questo trio quanto le applicazioni del vestito di Luciana Littizzetto, che sembra ancora più fagiana, in versione royal e poppe al vento.
Comunque i cantanti si son dovuti esibire di nuovo e da casa rivotare, come se la crisi non ci abbia minimamente sfiorato.
E, giusto per allungare la serata, visto che era già l'una, Fazio ci fa risorbire un pezzo della canzoni dei giovani, in ordine Bianca, che si fosse presentata come ieri sera avrebbe vinto, Vadim sempre più inutile, Filippo Graziani l'unico figo, Veronica de Simone con una zanzariera per abito, The Niro in versione casual e Zibba sempre più odioso e fuori luogo.

E a vincere la 64esima edizione del Festival di Sanremo è Arisa!

Io contento, lei non si scompone, ma forse siamo noi troppo abituati a gente che si strugge.
Sicuramente una vittoria meritata dopo l'anno scorso in cui perse con La notte. E poi mi piace, bòn.
Poteva essere una bella serata ma Fazio si è perso alla fine. Vedremo quale sarà il successo di queste canzoni, e io finalmente posso riposarmi.


#Sanremo2014 - Two is megl che one

Sembrava impossibile ma siamo giunti alla penultima puntata del Festival di Sanremo.

Finalmente un inizio azzeccato: Marco Mengoni tributa Sergio Endrigo cantando Io che amo solo te. Lui caruccio, elegante e pulito.
La serata vedeva gli artisti in gara reinterpretare canzoni d'autore in duetto con altri personaggi famosi.
Ovviamente molti non erano nemmeno cantati e mi suggeriscono sia a causa di magheggi discografici.
Vi meritate Amici di Maria de Filippi. L'ho detto.
I primi ad esibirsi sono i Perturbazione che cantano La donna cannone di Francesco De Gregori accompagnati da Violante Placido, che bella è bella, ma questo vestito totalmente di pizzo era un attimo troppo poco coprente.
Gioia, te se vede la passera, e sei un po' schiappa a cantare.
Tutto sommato comunque è una bella esibizione, delicata.
Arriva Luciana che sembra avere un ospite misterioso ma in realtà è Beppe Vessicchio. Come non adorarlo?!
Riccardo Scamarcio e Francesco Sarcina cantano Diavolo in me di Zucchero.
Scamarcio sempre stropicciato suona la batteria, si scatenano, strillano ma il tutto non è nulla di che.
Pubblicità e si riprende con Frankie Hi NRG con Fiorella Mannoia.
Belli entrambi, specie lei con un abito rosso fasciante al punto giusto, peccato per le scarpe urende.
Cantano Boogie pezzo di Fiorella, molto jazz. E se la ballano pure.
Carini e soprattutto simpatici.
Si prosegue con Noemi vestita da meringa al limone e canta La costruzione di un amore di Ivano Fossati. Lei, mischina, era una di quelli che non erano accompagnati. La canzone è indubbiamente bella
ed anche l'esibizione.
Seguono Francesco Renga e Kekko dei Modà che cantano Un giorno credi di Edoardo Bennato.
Renga è un filino piu tamarro del solito visto che mette la maglia al posto della camicia, sotto il gilet e la giacca, ma lui può.
E ammetto che mi aspettavo si mettessero a sparare acuti sopra acuti, e
invece.
Arriva il mago Silvan, così a random è piuttosto che far sparire Fazio o tutto il Festival, decide di attoppare ancora di più Luciana Littizzetto.
Non se se ne capisce il senso ma si va avanti e arriva Ron con una canzone di Lucio Dalla: Cara.
Anche della partecipazione di Ron non si capisce il senso.
Comunque tocca ad Arisa accompagnata dagli WhoMadeWho cantano Cuccurucucu di Franco Battiato.
Arisa è carinissima pur con la panzetta un po' evidente. E la canzone non è affatto male, anzi è una vera e propria cover in chiave moderna. Loro invece sono un gruppo indie danese, che però conosco
superficialmente.
Pubblicità e primo ospite, Gino Paoli.
Ho sonno.
Un uomo che ha superato il concetto di vita, di morte, di vecchiaia, di tutto. Avrà 300 anni, li dimostra ma ancora si muove.
Live dalla bocciofila "Noia"
Pubblicità, Luciana mette un abito bellissimo color petrolio e tocca alla gara sei giovani che vengono
leggermente anticipati.
Il primo è Diodato, che indossa pressappoco la stessa roba della prima serata. Canta Babilonia, e a me piace proprio.
Zibba è il secondo con Senza di te. Lui ha quel l'aria da comunistoide che me lo rende detestabile, la canzone tutto sommato è piacevole.
Terzo in gara fra le nuove scoperte Rocco Hunt con Nu Juorn Bonu, tamarro ma coinvolgente.
Turno seguente di The Niro con 1969. Bella canzone ma forse più debole fra quelle in gara. Lui mette seriamente paura comunque.
Monologo di Luca Zingaretti sulla bellezza e si riprende con la gara dei big.
Parentesi Senigallia: cacciato dalla gara in quanto aveva già eseguito la canzone, e Raphael Gualazzi, The Bloody Beetroots e Tommy Lee cantano Nel blu dipinto di blu.
Scempio. Sembra improvvisata sul momento.
Segue momento paraculo: Cristiano De Andrè canta una canzone di suo padre, ovvero Verranno a chiederti del nostro amore. Prova non superata, a me non piace, e trovo poco carino che abbia scelto questo brano, per quanto sicuramente ci sia affezionato.
Almeno però ha cambiato la camicia.  
Segue a ruota Renzo Rubino con Non arrossire di Gaber. Lo accompagna Simona Molinari, che indossa un abito monospalla blu scuro con un gioco di trasparenze, elegante e sensuale. Peccato per le scarpe che si intravedono e sembrano tamarre. E come mi fa notare la mia amica Rory, serve ClioMakeup a toglierle il kilo e mezzo di blush che le hanno messo.
E son stati bravi, carucci.
Subito dopo arriva Enrico Brignano e omaggia Aldo Fabrizi per i 60 anni della Rai. A me lui non fa impazzire ed era mezzanotte quindi non l'ho presa bene.
Si riprende ed è il turno di Giusy Ferreri che canta Il mare d'inverno insieme a Alessandro Haber che sembra terrorizzato, introdotti da Alessio Boni.
Lei insiste con le paillette. Comunque la fanno malissimo, sembra Viva la pappa col pomodoro.
Subito dopo Antonella Ruggiero canta Una miniera con i DigiEnsemble Berlin, questo gruppo troppo figo che suona i tablet.
Lei ha tirato fuori la giacca di natale. Bella esibizione, stranamente capiamo anche ciò che dice. Un attimo dopo arriva Giuliano Palma, accompagnato dalla sua band in I say I'sto cca', di Pino Daniele.
Nulla di che, Giuliano fa tutto nel suo stile, per non saper né leggere né scrivere.
Alla fine della gara, probabilmente avendo già preparato tutto e a cavallo PAGATO non si guarda in bocca, si è esibito anche Riccardo Sinigallia Ho visto anche degli zingari infelici, con Marina Rei e Paola Turci. Loro azzeccano i vestiti ma con le scarpe sono come Rubino: fanno a cazzotti col mondo, visto che mettono pure i calzini in vista. Capisco l'ironia ma non avete più l'età.
Non conosco la canzone.
Ospitone internazionale ma che canta in italiano: Paolo Nutini che canta prima Caruso di Dalla e le sue Candy e la nuova Scream.
Lui mi piace molto e, anche se mi danno della " critica esterofila", lo seguo da tempo. Infatti piccola delusione per non aver sentito altri brani più vecchi a posto ad esempio di Dalla.
Si iniziano a dare i primi premi.
Rocco cor'i mamma Hunt
Zibba, con la canzone Senza di te, ha vinto il Premio della Critica "Mia Martini" nella sezione Nuove Proposte.
Il premio per il miglior arrangiamento "Sanremo 2014" - attribuito dall'Orchestra - è stato assegnato a "Per sempre e poi basta", canzone che sto adorando di Renzo Rubino.
E il vincitore di Sanremo nella sezione Giovani è Rocco Hunt, grazie al suo rap napulegno, che frigna e va a salutare la mamma e il papà.
Vi siete annoiati?
Io molto, credo sia stata la serata peggiore di tutto il Festival. Fortuna che stasera è l'ultima.

#Sanremo2014 - Pipponi, campioni e magoni.

Siamo giunti alla terza serata della kermesse Sanremese.

E si apre parlando di musica, o meglio della perdita di un pezzo di musica: la morte di Claudio Abbado, direttore d'orchestra scomparso un mese fa.
La Filarmonica del teatro Fenice di Venezia suona in suo onore l'ouverture de Le Nozze di Figaro. Oh, io son estasiato. Le nozze di Figaro è la prima opera lirica a cui abbia assistito, ed ero ancora un bambino. E mi pare giusto che nel Festival della canzone italiana vi sia anche l'opera.
Fazio presenta tutti i pezzi in gara e si inizia già a noia.
Arriva la Luciana con una maxi tuta dal taglio maschile che la ingrassa di tre taglie almeno.
Primo in serata Renzo Rubino, vestito bene, se non fosse che le scarpe facciano a pugni col mondo.
Ora, la sua canzone è carina ma suona un po' stupida, continuo a preferire l'altra, che le genti hanno cassato.
Turno di Giusy Ferreri con Ti porto a cena con me.
L'abito non mi spiace, una sorta di zebrato di paillette. Peccato per le scarpe di Lady Gaga che non bastano per farla arrivare al microfono.
Canzone no, e ancora no. Noiosa, lenta, ripetitiva.
Pubblicità e tocca a Frankie Hi NRG con Pedala.
Arriva con un completo doppiopetto grigio che a modo suo hiphoppizza.
Però la canzone al secondo ascolto pare più carina. Diciamo che è quel pezzo che in radio ascolti con piacere.
Si continua con Raphael Gualazzi, sempre più sbattuto in viso, e The Bloody Beetroots, che passeggia per Sanremo come i cani al parco.
Liberi o no, la canzone non mi garba mica. Troppi strilli, troppo coro gospel.
Cristiano De Andrè è il prossimo e canta Il cielo è vuoto e non si è nemmeno cambiato dalla puntata scorsa.
La canzone piace praticamente a nessuno in Italia, anche perché non capiamo una mazza di ciò che dice. Lui, però, afferma di aver avuto apprezzamenti.
Pubblicità e Luciana ci fa sorbire un monologo sulla bellezza già sentito, ma che si trasforma in una splendida metafora quando arriva Dergin Tokmak, un ballerino non munito di gambe, ma munito di talento e forza di volontà.

Mega pippone di Flavio Caroli, che parla di Van Gogh, ma che non ascolto nemmeno di striscio.
Momento panico: sembrava che Fazio stesse per iniziare l'ennesimo pippone in monologo e un tizio dal pubblico urla che vuole la musica e non le chiacchiere. Fazio tenta di ignorarlo, ma questo insiste fino ad alzarsi ed ad andare verso il palco.
Intercetta Luciana ma non basta.
Fazio lo invita a parlare al microfono perché altrimenti non sentivamo, e questo inizia a cantare.
Un tipo che sembra della sicurezza lo sbatte fuori ma poi inizia a cantare pure lui.
E poi tutto il pubblico o quasi si unisce al medley dei Shai Fishman and the a cappella all stars, un gruppo vocale, e quei burloni di Sanremo ci hanno preso per le natiche.
Si riprende con la gara. Tocca a Francesco Sarcina con Nel tuo sorriso, che continua a non piacermi, è vestito come ieri e mi pare un po' esagitato, e i Perturbazione con L'unica, che non mi fa impazzire ma loro sono bravi e coinvolgenti.
Turno di Francesco Renga ed è momento ormonella, col suo completo nero simile a quello della prima serata.


La canzone Vivendo adesso mi piace ma non so se sia in grado di vincere, o se il mio metro di giudizio sia offuscato dalla sua visione maschia.
Pare che Iva Zanicchi gli abbia dato indirettamente del "frocio".
Ma magari Iva! Secondo te non sarei già a Sanremo sotto la sua stanza?
E invece.
Subito dopo Riccardo Sinigallia con Prima di andare via, che ci fa perdere quel poco di eccitazione che Renga ci aveva lasciato.
Brutto come le coltellate di notte.
Pubblicità e pippone di Renzo Arbore, anima e core, ospite che tenta di far il simpatico e invece si sprofonda nel disagio come in sabbie mobili.




Si parla di vecchiaia, giusto per rimarcare che questo è un Sanremo per i giovani.
Scatta quasi il trenino, ma invece finisce lì.
Pubblicità e Luciana si cambia con un abito a maglia metallica, molto carino, ma solito taglio anni '70.
Arriva Noemi con Bagnati dal sole.
Look no: vestito carino, nero a sirena, ma non adatto al suo fisico, essendo lucido, con tanto di strisce bianche sui punti più forti di Noemi.
Capelli in perenne stato di disastro.
La canzone è fra le mie preferite.
Scatta il turno di Antonella Ruggiero con Da lontano.
Ed imbrocca pure il look tutto sommato, con una ispirazione orientaleggiante. Peccato io non riesca a capire ciò che dice.
Pubblicità e arriva Arisa con Controvento.
Canzone promossa la sto già sentendo più volte. L'abito però bocciato. O meglio bocciato su di lei. Tessuto bello da vedere su una
gruccia, ma non adatto per una non magrissima, infatti si muove e le fa tutte le grinze.
Tocca a Ron e ci canta Sing in the rain.
Originale vè!?
Almeno si veste da impiegatuccio e non sta male. Però non mi pare ci sia molto hype intorno alla sua canzone. Cioè, non se la fila proprio nessuno.
Segue a ruota Giuliano Palma, che si presenta vestito da tovaglia per pic nic, con Così lontano. Lui si diverte a ballare, noi anche meno, sebbene il pezzo non sia malaccio.
Pausa réclame, e arriva uno degli ospiti: Luca Parmitano, l'astronauta.
Lo so che può sembrare strano, ma mi ha trasmesso dolcezza, pacatezza, tranquillità.
Sembrava di essere nello spazio a fluttuare. E poi siculo è.
Va via lui ed arriva Damien Rice, altro ospite internazionale.
Vero ospite, vero musicista, vero poeta.
Cannonball emoziona, The Blower's Daughter commuove per la delicatezza e la malinconia che trasmette.
Credo sia una delle mie canzoni preferite di sempre.
Tanto bella da far male a sentirla.
E provo odio viscerale perché la platea apprezza poco.
Ovviamente siamo a Sanremo e si continua la gara. Lucianina è al terzo cambio, con un abito duo chrome verde acqua e oro. Un po' eccessivo il girocollo.
Tocca ai giovani, che nel frattempo saranno andati in giro a far bisboccia, e il primo è Rocco Hunt giovanissimo, che canta Nu Juorno Buono.
Direttamente sottratto dagli studi di Maria de Filippi o non si spiega. Rappa in napoletano, ed ho detto tutto.
Veronica de Simone è la prossima con Nuvole che passano. Lei è vestita col centrino fatto dalla nonna, tacchi troppo alti e pesanti per un corpo così esile e una treccina fatta con i capelli di Barbie.
Il pezzo è troppo melenso e senza pathos.
The Niro con 1969, si veste discretamente, ha una bella voce e la canzone non è male, ma mi mette paura mentre canta.
Segue Vadim con La modernità ed è di una tristezza più unica che rara.
Mugugna al microfono, sembra tutto fuorché giovane ed ha pure la sciarpa di flanella. L'abito non sarebbe stato malaccio, ma la performance mi ha fatto salire l'emo.
Luciana duochrome, Rocco Hunt, Veronica De Simone, The Niro e Vadim
Passano Rocco Hunt e The Niro.
Intanto Fazio ci legge la classifica provvisoria che vede ai primi posti Renga, Arisa e Renzo Rubino, e ci siamo, peccato che Noemi sia alla nona posizione.
Serata bah, per un Festival in picco di ascolti e che non credo vedrà più Fazio alla conduzione. Anzi, piccola parentesi: non perché io sia di parte, ma quando lascia la Littizzetto da sola, se la cava alla grande, è sveglia e capace.
Vertici Rai, mi leggete?
Vedremo stasera come andrà.




Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti