lunedì 22 agosto 2016

Recensioni film:
The DressMaker - Money Monster - Looking Il Film

So bene che d'estate l'ultima cosa che va di fare è stare in casa a guardare un film magari in streaming; al massimo si va al cinema, dove in genere l'aria condizionata ti costringe a portarti dietro un plaid per non gelare, ma ho pensato che una sera di nulla di interessante può capitare anche in una estate perfetta, e qualche dritta cinematografica può far sempre comodo.
O, per farla breve, ho una serie di film di cui volevo parlare prima che mi dimentichi anche il titolo.

The DressMaker
Il diavolo è tornato (2015)


Titolo originale: The Dressmaker
Genere: drammatico
Durata: 118 minuti
Regia: Jocelyn Moorhouse
Uscita in Italia: 28 Aprile 2016
Paese di produzione: Australia

Tilly vuole ricordare, e l'unico modo per farlo è tornare nel posto da cui anni prima era stata cacciata "per il bene di tutti": Dungatar, uno sperduto villaggio australiano. Era solo una ragazzina quando venne accusata dell'omicidio di un suo compagno di scuola, ma di quel giorno non ricorda che frammenti. 
Al ritorno di Tilly nulla è cambiato nella sua città natale, nemmeno il ricordo che la gente di Dungatar ha di lei.
Ma la giovane donna adesso è una talentuosa stilista ed è certamente cresciuta rispetto alla bambina bullizzata e spaventata che era.
Per cercare di ricostruire i pezzi del giorno del presunto omicidio, ma anche per riappacificarsi con quella gente che per lungo tempo l'aveva odiata, e odiava, decide di cucire abiti per le donne del luogo. Con una ventata di modernità e stile, Tilly tenterà di rompere quella campana di vetro che ricopriva il villaggio e i suoi abitanti, e riuscirà a ripercorrere i passi fatti ormai tanto tempo addietro e finalmente a ricordare.
Ma non basterà lo sforzo per cambiare quel luogo e quelle menti.


The Dressmaker è un film un po' particolare.
Mi è piaciuta l'idea di base, la rivincita di qualcuno ingiustamente punito che va contro il bigottismo e l'arretratezza, anche mentale. Tilly probabilmente tenta proprio di cambiare quelle persone non solo grazie ai suoi abiti, ma attraverso ciò che è diventata, di "ergersi" a esempio di chi è andata avanti.
Mi è piaciuta in parte l'ottica grottesca di certi personaggi che si affaccia di tanto in tanto. Questa ottica però finisce per diventare assurda e irreale, mentre però scorrono a fianco dei temi importanti ma anche attuali, come emarginazione, pregiudizio e bullismo
Due binari che potrebbero essere paralleli, ma in questo film non mi sembra ci sia sempre armonia.
Insomma promuovo tutta la prima parte del film. Poi però c'è una parte, che più che secondaria definirei centrale nel film, cui si aggiunge un certo pietismo vecchio e già visto, che pare messo lì apposta per farci scendere la lacrimuccia.
Un po' ci riesce, tanto che, ad un certo punto, ho pensato fosse finito il film nell'ottica di una pellicola drammatica. Invece no, continua e si riprende nel finale, con più ritmo, probabilmente più strambo ma appunto scorrevole, e piacevole
Attori bravi, bellissimi i costumi e gli abiti "creati" dalla protagonista. Devo ancora capire se Kate Winslet nel suo ruolo risulti credibile al 100%. Mi spiego: Kate Winslet ha 40 anni portati che ci metterei la firma io per arrivarci così. Ma il resto degli attori, che nel film dovrebbero essere poco più, poco meno suoi coetanei, non hanno nemmeno 30 anniLiam Hemsworth è più piccolo di qualche mese di me, per quanto io sembri più giovane (beccate questa Liam!). Da un lato questa differenza di età dà al personaggio principale una effettiva maturità: Tilly è cresciuta, ha viaggiato, ha una carriera, mentre a Dungatar tutto è rimasto invariato. Dall'altro però può fare un po' strano. 
E, piccola parentesi, ma quanti sono i fratelli Hemsworth? Mi pare di vedere Chris dappertutto!
Comunque sia, The Dressmaker non mi è parso un capolavoro, sia chiaro. La storia alla fine è molto lineare, e i colpi di scena non sono così sconvolgenti (per lo meno non tutti), però è un film che si fa guardare, che vi consiglio se cercate qualcosa di tutto sommato leggero ma non troppo vuoto.

Voto 7 

***

Money Monster
L'altra faccia del denaro (2016)


Titolo originale: Money Monster
Genere: drammatico
Durata: 95 minuti
Regia: Jodie Foster
Uscita in Italia: 12 Maggio 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Lee Gates conduce un programma chiamato Money Monster che si occupa, con uno stile sopra le righe, di finanza e mercati, dando consigli a riguardo. 
Un giorno però la sua trasmissione viene interrotta in diretta da un giovane ragazzo armato di una pistola, Kyle Budwell, che minaccia di far saltare in aria lo studio e il conduttore. 
Kyle infatti ha perso 60 mila dollari, praticamente tutti i risparmi della madre, a seguito di un investimento nella IBIS Clear Capital; ma Kyle non è l'unico investitore coinvolto perché l'azienda infatti, a causa di un problema ad un algoritmo, ha perso 800 milioni di dollari.
Lee cercherà in ogni modo di dissuadere Kyle a lasciar stare questa sua "missione", anche proponendogli un rimborso di tasca sua, ma il ragazzo vuole delle risposte credibili e convincenti. 
Non ci vorrà molto affinché Lee, con l'aiuto della sua regista storica Patty Fenn, capisca che non è stato l'algoritmo a creare il glitch, l'errore che ha portato alla perdita di denaro, ma una "impronta umana".



Sembra fatto apposta, ma Money Monster ha un po' la stessa struttura di The Dressmaker, solo che questa volta era tutto un po' più noioso
Mettiamola così: questo film non mi ha lasciato nulla. La storia drammatica di sottofondo concentrata sulle frodi e sulle speculazioni in borsa a discapito dei più deboli, viene disturbata in primo luogo da incursioni di situazioni al limite del ridicolo quanto sono assurde e irreali, e così si perde l'aggancio emotivo, o per lo meno, io l'ho perso. 
Altro disturbo sono i personaggi: Julia Roberts ha una particina insulsa, piatta, noiosa, ci fosse o meno, non credo che qualcuno se ne accorgerebbe; il personaggio di George Cloney, è sicuramente più sfaccettato ma mi è rimasto antipatico fin dal primo momento, senza contare che il ruolo del cinico e pieno di sé che si redime è già stantio da un pezzo.
A tutto questo devo aggiungere i grandi sbadigli che mi sono fatto in certi momenti: tutta la parte centrale sembra un continuo ripetersi delle stesse situazioni  e solo alla fine c'è un minimo di apertura e di ritmo. Ma non aspettatevi questi colpi di scena così rivoluzionari da restare a bocca aperta. 
Magari è il miglior film degli ultimi anni, ma questa è la mia impressione su Money Monster: un film fatto discretamente, ma che non mi ha dato grandi spunti

Voto 5 e mezzo


***
Looking -  Il Film (2016)


Titolo originale: Looking: The Movie
Genere: drammatico
Durata: 90 minuti
Regia: Andrew Haigh
Uscita in Italia: 3 Agosto 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Dopo quasi un anno a Denver, Patrick deve tornare a San Francisco per una bella novità: il suo amico Agustín ed Eddie stanno per sposarsi. Qui rincontra anche Doris che sta proseguendo la sua relazione, e Dom totalmente immerso nella gestione del suo locale. Tuttavia per Patrick questo ritorno a San Francisco non è solo foriero di belle notizie, ma la città e suoi abitanti faranno riemergere dei fantasmi dal passato: il ragazzo infatti non ha mai chiuso in maniera definitiva il rapporto con Kevin, da cui si era allontanato perché convinto che non sapesse gestire una relazione monogama. Dall'altro lato c'è Richie, il "primo" (e mai sbocciato a pieno) amore di Patrick, che però sta vivendo ancora la sua storia con il suo ragazzo.
Il protagonista, volente o nolente, dovrà mettere a posto le cose per chiudere definitivamente qualche capitolo della sua vita e decidere quale sarà il suo futuro.


Molti di voi forse si staranno chiedendo che film sia questo, visto che non lo avrete visto nelle sale cinematografiche. In realtà Looking: The Movie è un film per la tv, che fa da conclusione all'omonimo telefilm firmato HBO di cui vi avevo parlato qui, e che si era concluso anticipatamente dopo sole 2 stagioni.
Ho apprezzato molto il progetto - che a quanto pare sta prendendo piede (vedi Una Mamma per Amica) - di dar conclusione alle serie tv con una puntata finale magari più lunga, non solo perché dà coerenza e continuità alla storia, ma soprattutto per i fan, che, orfani del proprio telefilm, si ritrovano senza nemmeno uno straccio di finale.
Brava HBO, bravi tutti. Continuate così.
Andando alla storia, non c'è granché da dire. Tutta la serie racconta le vicende di questo giovane omosessuale, Patrick Paddy Murray appunto, e si concentra soprattutto sulla sua vita affettiva, gli amici e gli amori. Della serie ho apprezzato che non si scadesse esageratamente nei cliché dell'omosessuale tipico, ma che si raccontasse una storia quotidiana, "quasi" banale. 
Però ho fortemente, ardentemente, e costantemente detestato il protagonista. Lui è un ragazzo di 29 anni, ma alle volte sembra un adolescente indeciso e inesperto, che non capisci se ci è o ci fa.
Prima manda a quel paese la storia ancora acerba con Richie, solo per paura che la madre non accettasse il ragazzo che ha uno stile di vita, delle aspirazioni diverse dalle sue. Poi si era innamorato di Kevin, il suo capo, che era già impegnato; Kevin decide però di credere nella storia con Paddy ma questo lo lascia e scappa via perché ha paura che Kevin non riesca a mantenere una storia monogama. Nop, non ci prova nemmeno, scappa e va appunto a Denver. 
E qui arriviamo al film, che comunque continua con le stesse dinamiche che avevamo visto durante la serie, giustamente, ma senza aggiungere novità interessanti alla narrazione. L'attenzione è rivolta ancora una volta al protagonista e ai rapporti con i due ex. Devo dire che, per quanto detesti Patrick, umanamente può avere dei caratteri in cui ci si può immedesimare, ma il suo è un personaggio che non cresce: non ha effettivamente capito il modo in cui ha sbagliato con Kevin ad esempio, e infatti quando Kevin lo affossa dicendogli tutto ciò che pensa, faccia a faccia, nell'unico momento di tutto il film in cui c'è una svolta importante nella storia, io ero lì davanti allo schermo, così:


Tutto meritato. Per il resto non mi pare ci sia qualcosa da sottolineare. 
Probabilmente mi aspettavo un finale più definito, una chiusura totale con il passato, ma già la tagline della locandina sottolinea una fine che però è anche un nuovo inizio, come se le due cose fossero collegate.
Insomma Looking non è nato, per quanto mi riguarda, sotto una buona stella; si poteva far di meglio, ma così è andata. Il film non ha salvato la situazione ma penso che abbia fatto piacere un po' a tutti rivedere i personaggi ancora una volta insieme.
Non darò un voto per questa volta, ma probabilmente, nel complesso, li avrei promossi.

E con questo chiudo e vi auguro buona visione!
A presto.




12 commenti:

  1. Breve storia triste: avevo una mezza idea di vedere Money monster... ora non la ho più! XD

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    1. Mmmh se hai anche mezza idea di annoiarti con un film a tratti ridicolo va pure XD

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  2. Ho apprezzato l'interpretazione della Winslet, un'attrice che con il passare del tempo è maturata e non si fa spaventare da ruoli difficili o scomodi. Il secondo film non l'ho visto perchè non apprezzo Clooney, secondo me ha la capacità interpretativa di un cactus. Per il terzo, ti saprò dire quando lo vedrò.
    Ciao e buona giornata!

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    1. Condivido su Clooney :D E anche sulla Winslet, di cui non è che non abbia apprezzato l'interpretazione, solo risultava poco coerente all'interno della storia.
      Looking se non hai visto la serie non ti dirà granché.
      Ciao :)

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  3. The Dressmaker è nella mia lista di film da vedere. Mi spiace leggere che tu non l'abbia apprezzato in toto.

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    1. Sì non mi ha convinto del tutto però l'ho trovato gradevole. Resta comunque una mia opinione :) Magari è un film che vale davvero, ma cerco di raccontare le mie impressioni

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  4. Looking: visto sia il film che il telefilm! Su Sky, natürlich.

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    1. Non so... hai detto che il telefilm "non è nato sotto una buona stella"... e che "il film non ha salvato la situazione"... sì, tutto sommato, sono d'accordo con te.

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    2. Reazioni tiepide insomma. Capisco bene!

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    3. A questo proposito ti invito a visitare il blog http://teoninja.blogspot.it e a leggere l'articolo del blogger sul film e i relativi commenti dei visitatori.
      Uno è intervenuto dicendo "La sceneggiatura è stata proprio cannata. Poi, è vero che gli attori erano bellini e anche bravi e bella la fotografia e la regia, ma senza una storia si fa poca strada."
      Ecco... anch'io ho percepito un che di... come dire?... di dilettantesco nella sceneggiatura sia del telefilm che del film...

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    4. Lo conosco, non so perché non lo avevo più fra i blog seguiti!
      Sono d'accordo.

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