sabato 30 gennaio 2016

Recensioni film:
|Allacciate le cinture|
Joy
|Tutto può accadere a Broadway|

Buon pomeriggio,
piuttosto che perder tempo e andare al Family Day, che tanto è poco credibile, perché non andate al cinema o vi chiudete in casa a guardare un bel film?
Ve ne propongo come sempre tre.
Ovviamente vanno bene anche per voi a cui del suddetto evento non importa una mazza, e anzi vi bacio pure.

Allacciate le cinture (2014)


Paese di produzione: Italia
Durata: 110 min
Genere: drammatico
Regia: Ferzan Özpetek

Elena, 25 anni, fa la cameriera in un bar del sud Italia. Un giorno per caso, mentre aspetta il bus, incontra Antonio, un cafone, omofobo e razzista, ma anche bello e primitivo.
Un incontro quasi scontro, proprio fisico e verbale, ma che si conclude lì.
Tuttavia i due avranno altre occasioni per rivedersi. Casualmente, infatti, Silvia, amica e collega di Elena, sta frequentando Antonio, e un giorno, in occasione di una festa, lo presenta agli amici.
Antonio comincia a frequentare il bar in cui lavorano le due ragazze, per incontrare Silvia, ma la vera fiamma scatterà con Elena, la quale, pur cercando di appigliarsi alla propria morale, non riuscirà a resistere al suo istinto e all'attrazione che prova per il ragazzo. 
Tredici anni più tardi Antonio sarà diventato il marito di Elena, e avranno messo su famiglia. 
La ragazza intanto è diventata una giovane donna in carriera che, insieme all'amico (gay) di sempre, Fabio, ha aperto il pub dei suoi sogni. 
Tuttavia il sogno di un happy ending è lontano per Elena, e lo scorrere della sua vita subirà una forte battuta di arresto. 

Io questo film non lo volevo vedere, o meglio, volevo farlo, ma poi tutti ne parlavano male. Poi gli ho dato una opportunità e ho capito che la gente che scrive certe critiche non ha molta testa. 
Sebbene la trama del film sia un po' scontata e ci siano situazioni un po' strambe e personaggi irreali, e l'ambientazione si un po' poco precisa, a me è piaciuto
E' un film da un lato garbato, dall'altro pieno di emozioni che arrivano forti e chiare; 
Non fa ridere, o meglio, nelle scene che sarebbero dovute essere ironiche io non ho riso. È proprio il dramma, a mio avviso, a farla da padrone; un dramma quotidiano se vogliamo, perché le tematiche sono tutte attuali e ci si ritrova un po' tutti. 
È un film che scorre bene e ti coinvolge, senza essere però pietistico o lagnoso o, peggio, farti annoiare. 
Bella la fotografia, bello il cast  di giovani attori, come Filippo Scicchitano che è tra l'altro un mio sosia. So che magari un Francesco Arca può portarvi qualche pregiudizio, ma proprio per la sua recitazione basilare, risulta perfetto nel ruolo di Antonio. 
Avevo qualche titubanza sul titolo, pensavo fosse poco attinente, ma questo assume un senso se si pensa che questo film non vuole trattare una storia sensata e lineare, ma proprio una giostra di sentimenti, e di umanità.
Ozpetk chiude il film lasciandoci una risata, ma mortacci sua quanto ho pianto.

Voto 7 e mezzo


Joy (2016)


Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 124 min
Genere: drammatico, biografico, commedia
Regia: David O. Russell

Joy avrebbe dovuto portare gioia nella vita di tutti; una ragazzina sveglia, intelligente e piena di inventiva. Tuttavia crescendo è stata sopraffatta dalla vita: dopo la separazione dei suoi genitori, Joy restò ad accudire la madre e a badare alla famiglia e alla casa. L'uomo che aveva conosciuto, e poi aveva sposato, e che era diventato il padre dei suoi due figli, si era dimostrato presto incapace di contribuire e quindi arriverà il divorzio. E i sogni finiscono per essere riposti in fondo all'ultimo dei cassetti. 
La goccia che però fa traboccare il vaso sarà il cambio di turno a lavoro: Joy è infatti una hostess di terra per una compagnia aerea. 
Non potendo più gestire tutto, la giovane donna, capisce che è il momento di rivoluzionare la sua vita e di riprendere in mano la sua creatività e le sue aspirazioni. Creerà quindi un oggetto destinato a entrare nelle case di milioni di persone, e che porterà una svolta nella vita di Joy. Ma non è tutto semplice per una giovane donna che si ritrova catapultata nel mondo degli affari, in cui pesce grande mangia pesce piccolo. 


Sono giorni che penso a come parlarvi di questo film, perché non mi ha dato un'idea chiara
Parte da una storia vera, o meglio da personaggi reali e poi si sviluppa un po' come il classico American Dream ma al femminile: la rivalsa e l'affermazione di Joy come donna di affari, una selfmade woman, che è partita dal basso, senza nulla, per arrivare al vertice.
È la nonna di Joy, Mimi, che ci racconta la storia della nipote, e continuerà ad essere la voce narrante anche quando non può assistere agli eventi; e già questo rende il tutto un po' strano. In pratica parla un fantasma. Anche gli altri personaggi sembrano quasi una parodia, eccessivi e appunto un po' strani, però funzionano, come funzionano gli attori che li interpretano. 
Qualche riserva su Jennifer Lawrence, sempre troppo perfettina, anche quando te la immagineresti come grassa e sciatta, stanca dalla vita e da tutti. 
Quello che mi è mancato è un po' il coinvolgimento; mi è parso che alcune scene, anche centrali, si svolgessero un po' troppo in fretta, e che tutta la vicenda possa essere compreso maggiormente da un'ottica femminile.  
Una sceneggiatura piacevole, non molto originale, ma un po' troppo distaccata. 

Voto 6 e mezzo


Tutto può accadere a Broadway (2015)


Titolo originale: She's Funny That Way
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 93 min
Genere: commedia
Regia: Peter Bogdanovich

Arnold e Izzy si incontrano per un fortuito caso, per due volte, ai rispettivi luoghi di lavoro. Izzy, o meglio, Isabella, è un giovane ragazza che tenta di diventare un'attrice di successo, ma arrotonda facendo la escort.
Arnold è un regista teatrale con il pallino delle escort, ma non solo per il sesso, anche per uno strambo istinto da benefattore.
Non ci sarebbe nulla di male nella sua condotta, se non fosse che Arnold è sposato con Delta, una attrice. A pochi mesi dal debutto del suo spettacolo a teatro, una serie di rocamboleschi equivoci, porterà a galla questo intreccio fatto di tradimento e intrecci amorosi, e tutti i suoi protagonisti verranno alla luce come gli attori su un palcoscenico.


Quando hanno intitolato questo film, ci hanno azzeccato. Ne succedono di ogni, anche cose al limite dell'assurdo. Mi ha ricordato un po' le commedie anni '60, o  i cinepanettoni (una versione meno cretina, se possibile), che si basano tutto sull'equivoco, sul non detto, sul rocambolesco.
Non mi ha fatto cadere a terra dal ridere, ma è stata una visione piacevole, scorrevole e simpatica. Non c'è tanta originalità, gli stessi attori sembrano recitare un ruolo che hanno già avuto, come Owen Wilson in Midnight in Paris  o Jennifer Aniston in Come ammazzare il capo e alcuni punti del film perdono il ritmo della commedia brillante e serrata. I personaggi poi finiscono per toccare punte di poca credibilità; tuttavia per me è un film promosso, con una ironia gradevole e non volgare.

Voto 6 e mezzo


E questo è quanto.
Non mi resta che augurarvi buon week end e ci sentiamo presto presto.



15 commenti:

  1. L'ho visto qualche mese fà (giorno più, giorno meno) su sky, non sapevo delle critiche negative perchè sinceramente, non essendo una grande appassionata di cinema, non me le vado mai a leggere, però ti posso solo dire che a me è piaciuto (e sapevo che mi sarebbe piaciuto, perchè a me Ferzan Ozpetek mi piace tanto, ma proprio tanto) e anch'io ho pianto tanto, sono rimasta con quel peso sullo stomaco per un giorno (SPOILER: e anche con la paura che da un momento all'altro, mi sarei potuta ammalare di tumore al seno anch'io. Lo sò, sono un tantino ipocondriaca), e quanto mi è piaciuta la canzone finale... quella ha dato la mazzata finale. Anche se a me il finale mi è rimasto un pò lì...comunque bellissimo. Ah, e sinceramente io non l'ho trovato poi così male Francesco Arca come attore, ok che non me ne intendo, ma ci sono attori molto peggio di lui, a mio parere!
    Gli altri due, non li ho visti, quindi non mi esprimo, però mi incuriosisce Joy.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me il finale ha lasciato un attimo di perplessità, tanto che ne cercavo un senso, ma alla fine ho capito che il film non voleva essere un racconto banale, ma uno spaccato emotivo.

      Elimina
  2. concordo su TUTTO PUO' ACCADEREecc: è davvero divertente (al di sopra della media delle commedie americane)
    e poi mi fa davvero piacere che il vecchio Bogdan sia ancora sulla breccia
    gli altri 2 non li ho ancora visti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente le solite commedie americane tendono ad essere davvero ridicole o volgari per cercare di essere simpatiche. Questa un po' se ne discosta.

      Elimina
  3. Il primo e il secondo mi ispirano, bisogna che ricominci a interessarmi a cosa esce al cinema! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lanciati Sara, c'è un mondo che ti aspetta :D

      Elimina
  4. Come dicevo su Instagram (sì, chiarastaff84 sono io! ma forse te l'avevo già detto...), ho visto solo tutto può accadere....
    Dopo che ho letto la trama di quello di Ozpetek ho ricollegato, ma non l'ho visto... Joy è sulla mia lista di film da vedere, ormai li guardo tutti quelli con la Lawrence... anche se su questo comincio ad avere più di una riserva...
    buon inizio settimana!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora ti cerco e ti seguo se non è un problema :)
      Poi mi dirai magari se riesci a recuperare. Allacciate le cinture immaginavo lo conoscessi, solo è un po' più vecchiotto.
      Buona settimana anche a te!

      Elimina
  5. Allacciate le cinture mi é piaciuto parecchio,l'ho visto al cinema con uno dei miei migliori amici che..ormai non sento ne vedo da decenni. E un po' mi manca.. Almeno mi ricorda lui. Peccato che ci si perde,vabbè non c'entra con il film. A me é piaciuto,anche l'effetto finale che mostra le fasi (adulta,giovane etc..) non so..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La bellezza dei film è che ci legano sempre a qualcosa, sia per quello che vediamo sullo schermo, che per quello che viviamo in quel momento nella vita reale.
      L'effetto finale comunque è piaciuto anche a me ma mi chiedevo se ci fosse un senso più profondo.

      Elimina
  6. Penso che andrò a vedere Joy, mi incuriosisce, mentre "Allacciate le cinture" è un film che conosco bene, è stato girato nella mia città, nei posti che amo, forse è per questo che mi è rimasto nel cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora posso dirti che la tua città è molto bella :D
      Fammi sapere che ti pare di Joy!

      Elimina
  7. ANdrò sicuramente a vedere Joy, i film precedenti del regista con lo stesso trio mi sono piaciuti molto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E allora possibile ti piaccia anche questo :)

      Elimina
  8. Ho visto tutti i film di Ozpetek, perfino "Cuore Sacro" che a detta di molti era di una noia mortale. Invece io lo trovai intenso, sofferto e preciso come ogni film di quello che io ritengo uno dei migliori registi delle ultime generazioni.
    Anche "Allacciate le Cinture" mi ha rapito, sospeso, emozionato e trasportato in un viaggio introspettivo. Perché la paura di quella malattia è dentro ognuno di noi.
    Lo neghiamo, stiamo alla larga, evitiamo di nominare quel male bastardo. Invece guardando il film abbiamo dovuto puntare dritto in faccia al dolore. Quello della protagonista, quello di chi le stava attorno e lo rifiutava, quello di chi le era rimasto accanto e ha provato a comprendere. Non è facile nella vita come nella finzione.
    E come sempre, il regista non ci risparmia niente.
    Tutti i protagonisti sono perfetti nella parte, Francesco Arca come gli altri.
    E alla fine rimani lì con il magone che sale e sale e sale...
    Abbraccio serale.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...