giovedì 29 dicembre 2016

{Aggiornamento #56}
Ricordi e dimenticanze.



E quindi, avete passato un buon Natale?
Viste le varie critiche che leggo su questo giorno ho fatto un sondaggio su Twitter (quanto mi diverto con 'sti sondaggi!) e pare che sia andato bene, almeno per la maggior parte della trentina di persone che hanno partecipato.
Il mio è stato abbastanza tranquillo. Ormai da un paio di anni non facciamo più nulla di eccessivo, abbiamo anche impedito a mia madre di fare più di una seconda portata, così almeno non ci ritroviamo con avanzi per le scampagnate del 25 Aprile.
E sono stati anche tutti molto graditi i regali che ho ricevuto, cosa non poco importante alla fine ché riciclare brutti regali è sempre complicato. Di alcuni sono certo ne sentirete parlare anche qui!
In realtà, anche se non ho pubblicato qui nessuna wishlist, esiste una lista dei desideri che ho condiviso solo con gli amici. Nulla di speciale, si intenda, ma sicuramente efficace. 
Sono ancora un po' in modalità relax, sto iniziando e finendo nuove serie tv, e dormo tantissimo, che se il sonno si potesse vendere sarei sceicco in un qualunque paradiso fiscale.
In realtà sono anche concentrato al futuro e non pensate sia stato un periodo liscio liscio. 
Ad esempio, fra una cosa e l'altra, ho dimenticato che il mio blog ha compiuto 4 anni il 12 di questo mese!
Non che volessi organizzare un party itinerante per l'Italia, ma il fatto che mi sia sfuggito è un po' sintomatico di dove sia rivolta la mia mente al momento.
Dicembre non è mai un mese tranquillo, penso un po' per tutti ma non è che abbia molto capito questa ansia. Alla fine superato Natale ci sono stati diversi giorni feriali e nemmeno un misero ponte più lungo, per cui mi sembra si sia tornati subito alla normalità. 

Sempre più o meno agli inizi di dicembre, si è concluso il trono gay a Uomini e Donne. Non ho seguito il programma se non per alcuni stralci che magari mi fermavo a vedere dalla tv accesa, ma mi è parso di capire che le mie remore fossero infondate: non credo che il programma, nonostante sia quel che sia, è sceso a livelli tali di trash che possano averne inficiato quelle che erano le buone premesse. Anzi, parlare di omosessualità in un modo tutto sommato non eccessivamente spettacolarizzato, in uno show che ha un pubblico molto ampio, è stato secondo me incoraggiante. Quindi, che la coppia #Clario sia vera o meno, francamente poco me ne importa. Magari ha ragione Stefano Gabbana, ma se il messaggio è stato recepito, va benissimo così. 
Ancora comunque non è certo ci sarà un seguito al trono gay. 
Non si può dire abbia avuto la stessa accoglienza positiva il programma di Rai 3 Stato Civile, dove viene raccontata la vita di alcune coppie prima e dopo la celebrazione dell'unione civile appunto. Sulla pagina Facebook della emittente infatti sono volati commenti di gente che inneggia a propaganda omosessuale come se non esistessero miliardi di programmi in cui Enzo Miccio organizza matrimoni di coppie etero.


Ma nella parabola discendente di questo 2016 decadente e matto, dicembre ha fatto il suo, e dopo un attentato terroristico, su cui non mi soffermo, non perché voglia declassare l'evento ad un fatto di quotidiana amministrazione, ma perché cosa c'è da dire a riguardo?, abbiamo perso altri pezzi di storia della cultura pop mondiale: George Michael, Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds.



Non vi sciorinerò storie su quanto fossi fan di questi personaggi, su quanto la cosa mi abbia distrutto, perché ridefinirei il concetto di Giuda.
Ma da fan in generale della musica e dell'intrattenimento, oltre all'umano dispiacere, posso immaginare come possa essere perdere qualcuno che, pur non conoscendolo, pur essendo lontano da te, e magari non avendolo mai incontrato, ha saputo farti emozionare, qualcuno con cui eri in qualche modo legato magari per un ricordo passato.
Ho ad esempio un ricordo di George Michael, quando nel 1998 uscì Outside.


Ricordo me, che ero un bambino di 9 anni, guardare il video con forse un po' di perplessità, ma incuriosito da quel fare provocatore, irriverente, al limite quasi del proibito per me. Non capivo all'epoca cosa significasse quel "Let's go outside" né da cosa provenisse ma rimasi sorpreso dal modo con cui si esprimeva nel video, non lo trovavo volgare ma liberatorio, leggero, divertente e autoironico.
Non so, mi piaceva quella sensazione e quel video, ed era un ricordo che avevo effettivamente sommerso.
Comunque adesso si guarda avanti.
Il 2017 alle porte, e, mi pare di capire che gli altri duemila anni precedenti ci abbiano insegnato che i buoni propositi non durano neanche fino a San Valentino e che ogni anno alla fine può portare cose belle e altre più brutte. Per questo ormai ho deciso di affrontare il capodanno col minimo sforzo.
Tirando le somme, questo 2016 per me è stato un anno ibrido che non mi ha lasciato molto. Non posso dire ci siano stati dei momenti bassi da incubo come gli anni precedenti, ma conto i momenti belli come si contano le stelle in un cielo annuvolato. Pochi e offuscati.
La cosa che forse ho imparato e che mi porto dal 2016 è certamente di smettere di guardare al passato, di rimuginarci sopra più o meno ogni ora del giorno.
A me poi il 17 è sempre piaciuto come numero, contro ogni regola e scaramanzia, ma se proprio devo chiedere qualcosa allo spirito del nuovo anno è che finalmente mi porti il coraggio di affrontare gli scheletri seppelliti in armadi, cassetti, valigie e beauty case.
Non so se ci leggeremo qui ancora, per cui colgo l'occasione per augurarvi non solo un buon 2017, ma soprattutto la forza per affrontarlo al meglio.
A presto!






sabato 24 dicembre 2016

Tutti odiano il Natale.



Quando si avvicina il periodo natalizio la popolazione mondiale si divide in due categorie: chi è contento che arrivi Natale e chi ha prurito e generici attacchi di schizofrenia solo a vedere una lucetta appesa ad un albero.
In realtà le categorie sarebbero tre, perché, fra chi odia il Natale, c'è anche una sorta di sottocategoria la quale afferma che Natale sia ormai una festa commerciale.
E io a questi li ringrazio proprio perché di loro è il regno del risparmio
Immagino non si aspettino un regalo, no?
Chi odia il Natale solitamente adduce come motivazioni il fatto che la calca per le strade sia impossibile, che la gente impazzisca nemmeno si fosse sniffata le esalazioni di chissà quale colla glitter, e, soprattutto, tutto diventa più finto e forzato
Pare che il Natale spalanchi le porte al manierismo, alla falsità, al dover fare.
Tutto questo e molto altro va a discapito dell'atmosfera, del tepore umano che le feste riescono a darci più di qualsiasi altro periodo dell'anno. Forse quando ne abbiamo più bisogno, alla fine appunto di un anno che ci ha portati a ridere, piangere, sgomitare, e qualche volta anche incazzare abbestia. 

Ma se ci pensate un attimo, ogni singolo momento della nostra vita può essere una gigantesca pantomima.
Al mattino ci alziamo, ci prepariamo per le nostre giornate. Usciamo di casa ed a denti stretti diciamo buongiorno al vicino di casa, quello stronzo che lo so che sei stato tu a graffiarmi la macchina, ma non ho prove per dimostrarlo.
E poi vai a lavoro e in metro lasci il posto a quella signora anziana, ma dentro imprechi e muori un po' perché ieri hai fatto gambe in palestra e adesso l'acido lattico ti fa tremare ed indolenzire ogni singolo muscolo degli arti inferiori e saresti tu quello che ha realmente bisogno di star seduto.
Invece tu stai in piedi, magari sorridi, ringrazi pure, per quieto vivere, per educazione, perché ti hanno insegnato che si fa così. O semplicemente perché sei stanco di dover litigare solo perché la tua collega si lascia prendere dalla sindrome premestruale e scarica tutto il lavoro a te. 
Questo accade ogni singolo giorno, eppure ci sta bene. Andiamo avanti nelle nostre giornate. Al massimo borbottando un po', e via.
Ma il Natale ci turba particolarmente, e non c'è molto da fare.

Io e lo spirito natalizio abbiamo avuto i nostri alti e bassi, anzi direi proprio dei trascorsi parecchio burrascosi. 
Eppure questo spirito non è mai mancato del tutto, ma mi ha sempre accompagnato sin da bambino. 
Da piccolo i miei genitori hanno cercato di non farmi crescere come il figlio unigenito del consumismo, per cui ad esempio non hanno mai né confermato ma nemmeno smentito l'esistenza di Babbo Natale che riempie l'albero di doni. Un po' perché per loro il Natale è la festa più cristiano-cattolica che esista. Un po' perché non c'erano grandissime possibilità, un po' ancora perché volevano che imparassi il valore delle cose e non che mi limitassi a contarle. I regali erano doni fatti da persone a cui volevo bene, che avrei dovuto ringraziare e magari ricambiare. 
Eppure, nonostante questa visione più rigida e meno fiabesca l'atmosfera del Natale non è mai mancata.

Crescendo diventa tutto un po' più complicato, specie quando ti affacci alla vita da adulto (sempre giovane sia chiaro), e ti devi confrontare e fronteggiare talmente tante cose che Natale ti arriva fra capo e collo e te ne rendi con solo quando salta il contatore della luce perché il vicino ha appeso troppe luminarie
Non è facile immedesimarsi di questi tempi, non è per nulla facile cadere e lasciarsi trascinare dalla corrente natalizia, questo lo capisco.
Non capisco però il vivere nell'obbligo e nella necessità.
Sembra ormai che siamo unicamente programmati per far cose di cui alla fine non ci importa, e che non ci piace fare. E lo so che potrebbe sembrare utopico, lo so che la realtà è sinteticizzata, incasellata e convenzionata in atteggiamenti che ci consentono di far parte della nostra società civile, ma non vuol dire che dobbiamo farci perseguitare da questi schemi anche nel nostro privato.
Tutto questo si traduce in una unica semplice parola: sincerità. 

Il mio augurio per questo natale è che possiate (possiamo!) trovare la vostra strada verso ciò che vi rende felici abbandonando il più possibile tutti gli orpelli che ci legano all'infelicità. Non solo a Natale, ma possiamo far finta che sia un po' come il lunedì per le diete.
E se non possiamo liberarci di tutto, come è umano che sia, impariamo a scegliere, a livellare, ad imburrare e far scivolare quanto più possibile le facce scelte o imposte, ed usare la nostra più spontanea e vera.

È il caso di dirlo, un sincero Buon Natale.





" So may I suggest, the secret of Christmas
It's not the things you do 
At Christmas time but the Christmas things you do 
All year through " 







mercoledì 21 dicembre 2016

|Candle(s)|
Yankee Candle Holiday Party e qualcosa dal passato

Come ogni anno a Natale non può mancare l'appuntamento con Yankee Candle, il mio marchio preferito di candele (al momento almeno) che come da tradizione ci presenta una nuova collezione dedicata alle feste.
In passato vi avevo già parlato delle profumazioni natalizie ma anche di tutta una serie di fragranze più dolci e calde che ben di sposano (per me almeno!) con la stagione fredda e l'atmosfera festiva, e praticamente quasi tutte quelle profumazioni sono ancora in vendita per cui dateci un'occhiata.
La collezione natalizia di Yankee Candle, chiamata appunto Holiday Party, è composta da quattro diverse profumazioni, almeno per noi che facciamo parte del mercato europeo: All is Bright, Festive Cocktail, Macaron Treat, Star Anice and Orange tutte declinate nei vari formati e corredate da vari accessori per i veri infoiati (in senso buono ovviamente).
Quest'anno ho avuto modo di provare tutta la linea grazie ad un regalo della mia amica Rory, che mi ha omaggiato di questo bel cofanetto di votivi.


Mi spiace che la foto non renda giustizio al cofanetto, ma essendo tutto specchiato e con le rifiniture oro era difficile fotografarlo.
La confezione contiene tre votivi di All is Bright, Festive Cocktail e Macaron Treats, più un porta-votivo color bianco ghiaccio con delle pagliuzze dorate e argento, che all'inizio mi aveva reso titubante sulla sua reale utilità vista la grandezza, ma in realtà si è rivelato efficace, perché anche se la candela si scioglie e si affloscia, continua a bruciare e profumare senza problemi. Secondo me il set è davvero carino come regalo, anche a chi non è un estremo amante delle candele e ora vi racconto perché. 
Come sempre vi ricordo che le mie recensioni vanno appunto a naso e che tutte le candele che ho provato sono state accese e riaccese, perché sì, vedo video o post in cui si parla delle candele da spente e mi chiedo quale sia il senso.
Per sapere come utilizzare tart e votivi, vi rimando a questo vecchio post in cui spiego tutto. 
Iniziamo!

Macaron Treats

votivo yankee candle
Il classico macaron Parigino, dolce e leggero più dell’aria, con note di Vaniglia, Mandorla e naturalmente  zucchero.
Dei tre votivi del kit, questo è il primo che ho voluto provare perché mi preoccupava. Non amo le profumazioni troppo zuccherine e temevo fosse stucchevole a lungo andare. Da spento non riuscivo a farmi un'idea, sentivo un profumo strano, ma una volta acceso mi ha stupito in quanto essendo in votivo, la profumazione non è invadente, eccessivamente intensa o stucchevole. Infatti sono giunto alla conclusione che se volete provare una fragranza dolce ma non siete tipi da vaniglia e zucchero, i sampler sono il modo migliore per avere la profumazione ma senza esagerazioni. Tipo Fireside Treat, che da votivo mi piaceva tantissimo. Io ci avverto assolutamente la vaniglia, non sento le mandorle di cui parlano nella descrizione. Non è esattamente persistente nell'aria una volta spenta ma per il mio gusto va bene così. Non la riacquisterei né la proverei in tart perché come dicevo non è una di quelle fragranze che mi rapiscono, ma se amate le Yankee più dolci farà per voi.
Non ho apprezzato, per quel che conta, la scelta dei macaron e di quel tono di verde della cera, in cui non vedo nulla di natalizio. 

Festive Cocktail


Festeggiate con questa pungente miscela arricchita con frutti di bosco di montagna e un rametto di pino appena raccolto.
Festive Cocktail è stata la seconda fragranza che ho acceso probabilmente perché anche questa mi aveva creato alcune perplessità da spenta. Annusandola mi sembrava un po' troppo pungente, ma una volta acceso il votivo questo ha rivelato il meglio. Il profumo che avverto principalmente è sicuramente quello dei frutti di bosco, soprattutto cranberry. Non avverto il pino, e per me che non ne sono un fan è una fortuna. Noto che la profumazione diventa più calda una volta che la candela è accesa, rispetto ad annusarla da spenta che invece risulta più fruttata e pungente. Diciamo che avverto che c'è altro oltre ai frutti di bosco ma non distinguo cosa. Se il votivo fosse stato leggermente più intenso, l'avrei gradito ancora di più. Anche qui non abbiamo grande persistenza nell'aria. 

All is Bright


Un mix di scintillanti aromi agrumati tendenti al muschio bianco.
Fra i tre votivi questo era quello che da spento mi incuriosiva di più, tanto che se non me lo avessero regalato lo avrei comperato da me. Mi piace anche la scelta dell'immagine dell'etichetta, con questi glitter dorati che fanno subito festa. Anzi fra i tre mi sembra quello più natalizio. Già annusato da spento avverto effettivamente il mix fra agrumi e muschio che crea una bella fragranza frizzante ma tutto sommato adatta alla stagione fredda. Tuttavia devo dirvi che questo votivo per i miei gusti è un po' troppo blando, e rilascia una fragranza poco intensa. Ci vogliono diverse ore di combustione affinché nell'aria si avverta il profumo in maniera distinta e non resta nulla una volta che spengo la candela. Sarei curioso di provare la tart di questa profumazione. Potrebbe far per voi se amate le Yankee fresche ma comunque avvolgenti, però mi sento di consigliarvi i formati che profumano di più, se come me siete abituati a candele più intense. 

Star Anise & Orange


Una succosa fetta di arancia fresca raffreddata dal dolce e rinfrescante anice.
Questa tart l'ho acquistata non solo per completare il quartetto di profumazioni ma perché è stata la fragranza che più mi ha incuriosito non appena l'ho annusata in negozio: dell'arancia non avverto nulla, ma ci sento distintamente l'odore dell'anice. Una premessa originalissima secondo me.
Una volta accesa la tart questa premessa è stata in parte rispettata: il profumo che emana è quello di anice, in modo dolce ma non stucchevole, e allo stesso tempo fresco. Tuttavia secondo me manca parecchia intensità a questa tart. Considerate che io non ho grandi spazi da profumare, quindi in genere uso un quarto di tart che tengo accesa per 3 orette circa. Invece un quarto di Star Anise & Orange dopo già nemmeno un'oretta non profumava più. Per accenderla una seconda volta e sentire il profumo ho dovuto aggiungere un altro quarto di tart. Un vero peccato.
Spero ripropongano questa profumazione con una intensità maggiore, perché sarebbe secondo me davvero ottima. 

Oltre a queste nuove profumazioni, ho recuperato tre "vecchie" fragranze da due collezioni passate.

Sparkling Snow


Il fresco profumo dei pini innevati con leggeri sentori di patchouli e frutta
Sparkling Snow è una fragranza che credo esista da diversi anni, ma che è stata ritirata fuori lo scorso anno. Mi aveva incuriosito perché annusando la tart si avverte una fragranza fresca, che sa di pulito e per me abbastanza piacevole, così ho deciso di approfondire. Una volta accesa ho sentito abbastanza nettamente l'odore di pino, ma sicuramente mitigato da altri aromi, a mio avviso poco distinguibili, ma da non appassionato di profumazioni al pino, mi sta più che bene e nemmeno mi interessa capire gli altri intrecci odorosi. Trovo che la tart abbia una buona intensità e che la profumazione persista abbastanza. Se la tengo accesa qualche ora al mattino, alla sera sentivo ancora nell'aria un accento di questo odore di pulito.
Non mi ha stregato questa Sparkling Snow, al punto da volerne fare scorta ma non posso che parlarne bene e finisco la tart con piacere.

Bundle Up


Una profumazione invernale pulita, che fa tornare alla mente le giornate fredde e gli indumenti caldi e confortevoli.
Un tocco agrumato dona una fragranza di un velo di neve gelida e fresca biancheria.
L'anno scorso vi avevo detto che Bundle Up, facente parte appunto della scorsa collezione natalizia, mi ricordava un po' la Chistmas Garland, profumazione al pino (i signori Yankee Candle ce l'hanno a cuore 'sto pino) che non era esattamente fra le mie preferite. Ho voluto però dare una chance a questa versione diciamo rivista. Il votivo in negozio mi aveva conquistato più della tart che probabilmente alle mie narici risultava troppo intensa. Il votivo invece mi sembrava il giusto compromesso: una fragranza che sa di pulito, o meglio, sa di bustine profuma armadio ma in senso positivo, sicuramente fresca. Da acceso il votivo emana una profumazione più avvolgente, non propriamente calda ma sicuramente piacevole (altri due avverbi!?). Ci sento diverse note che faccio un po' fatica a distinguere, qualcosa di effettivamente agrumato, ma anche speziato e anche una puntina dolce. So che è la peggiore descrizione EVER ma vi basti sapere che mi è piaciuta.
Il votivo non è super intenso, ma si avverte distintamente la fragranza e per i mie gusti non so se azzarderei con una tart, ma credo sia una di quelle profumazioni che vanno bene tutto l'anno.
Quanto a persistenza sicuramente pollice su: una volta spenta si percepisce per qualche ora abbastanza chiaramente. Oh, promossa.

Cosy by the fire



Un caldo mix di Zenzero, Chiodi di Garofano e arancia abbinati a note legnose ricrea il crepitio di un camino scoppiettante ed il calore di una bevanda calda e aromatica sorseggiata davanti al fuoco.
Sempre dall'anno scorso ho tirato fuori la Cosy By the Fire, che appunto faceva parte della stessa collezione di Bundle Up. Da spenta ci sentivo sicuramente chiodi di garofano e cannella, per cui già così si capiva che era una fragranza speziata. Una volta accesa si sente più un mix di odori che effettivamente ricordano una bevanda calda. Forse non è qualcosa riconducibile alla nostra tradizione, ma se amate le profumazioni appunto speziate e un po' pungenti, può fare a caso vostro.
La tart secondo me è abbastanza intensa quindi eventualmente dosatela bene, però se da un lato la profumazione si sente molto bene, dall'altro non c'è una grande persistenza una volta che la candela smette di bruciare. Un po' strana come cosa.
Comunque per mio gusto una volta finita la tart non credo la riacquisterò.


E chiudo qui questa recensione di candele Yankee Candle, sperando di avervi aiutato nella scelta delle vostre profumazioni.
Ci leggiamo presto, con alcuni altri marchi.




lunedì 19 dicembre 2016

|P_laylist #11|
Christmas Edition 2016

Quando è arrivato Dicembre e quindi il periodo natalizio, la mia mente è corsa subito alla musica, che è alla fine il modo migliore, e sicuramente più comune, per ricreare l'atmosfera delle feste.
È possibile che esistano più canzoni di Natale che puntate di Beautiful, o è comunque un testa a testa all'ultimo sangue.
Già l'anno scorso avevo creato una playlist natalizia che era praticamente un'opera magna in quel genere che difficilmente avrei potuto replicare; tra l'altro se andate su Spotify la trovate ancora disponibile ed è anche più ricca rispetto alle canzoni che avevo incluso nel post.


Ma siccome ho beccato qualche novità, e ho apprezzato altre canzoni ho deciso che dovevo condividere le nuove scoperte.
Sicuramente vi starete chiedendo se ho ascoltato il nuovo album di Laura Pausini, Laura Xmas, e la risposta è affermativa.


Se non sapete di che parlo, Laura Pausini, la cantante di Solarolo che la tiene come todos e a cui "piace cantare, casso!" ha fatto un album con 12 brani, tutti classici del natale. L'album è uscito il 4 Novembre e se avete una vena latina, o siete parenti di Ricky Martin, oltre a presentarmelo, sappiate che esiste anche la versione del disco in spagnolo, chiamato Laura Navidad.
Ho dovuto forzare con un piede di porco ogni mia resistenza per riuscire ad ascoltare le canzoni e alla fine la mia idea è stata confermata: non importa quante orchestre, campananellini, o echi ci siano sotto, la voce di Laura sta al Natale, come la parmigiana di melanzane sta in una dieta low fats. Secondo me non appatta, però posso salvare Santa Claus is coming to town


che essendo un brano più veloce non le riesce male. Idem per Let it snow che riesco ad ascoltare in questa sua versione senza troppa fatica.


Insomma un album che poco mi ha dato rispetto a quello che già conoscevo e già avevo sentito. Avesse aggiunto Let it go avrebbe fatto una cosa decisamente più carina e simpatica. 


Sempre per restare in tema novità, spostiamoci dall'Italia l'Inghilterra, o meglio in Scozia. 
Vi ricordate Susan Boyle? La signora di mezza età che aveva bisogno di una brava estetista ma con una voce di tutto rispetto? Lei.
Dopo la vittoria a Britain's Got Talent, alcuni album, tanto successo e tanti soldi (pare abbia un gruzzolo di 30 milioni di dollari) Susan si è ritirata a vita privata per circa due anni, ma è tornata con un album, uscito il 25 Novembre, intitolato A Wonderful World.


Non è un album propriamente natalizio, i 10 brani sono praticamente cover di canzoni famose, rimasterizzate in chiave angelica come si confà alla voce di Susan, e secondo me stanno bene in una playlist natalizia.
Tipo Like a Prayer di Madonna 


mi è piaciuta moltissimo fatta in questa versione, così come mi è piaciuta Angels di Robbie Williams, che ha un po' più di intensità rispetto agli altri pezzi dell'album.


Spostiamoci ancora geograficamente ma non temporaneamente, perché restiamo nel 2016, esattamente ad Ottobre, con un altro nuovo album che secondo me merita più di un ascolto. 
Loro sono un gruppo vocale a cappella statunitense e se non li conoscete fate male perché sono bravissimi. Parlo dei Pentatonix, che hanno pubblicato un secondo disco (erano già presenti nella mia scorsa playlist) di Natale intitolato A Pentatonix Christmas con tanti pezzi della tradizione.


I brani sono 11 per l'esattezza secondo me tutti molto gradevoli ma a colpirmi maggiormente è stato God Rest Ye Merry Gentlemen


Ma anche Halluluja mi ha fatto venire i brividi.


Da ascoltare assolutamente con gli auricolari. 
Sempre per restare ad Ottobre e sempre per restare su volti già noti su queste pagine, non posso non nominarvi Andra Day, che ha fatto un piccolo album intitolato Merry Christmas from Andra Day.

Risultati immagini per Merry Christmas from Andra Day copertina

Diciamo che qui ci spostiamo dal pop verso il soul e il jazz un po' anni '50, quindi capisco che possa non piacere a tutti, ma è un album di sole 5 canzoni e sono sicuro volerà leggerò sui vostri timpani. Vi lascio Someday at Christmas perché forse vi suonerà familiare.


Torniamo in Italia con un po' la coda fra le gambe, perché lo scorso anno ho dimenticato un album che invece è carinissimo, secondo me anche come regalo, magari per i nostri genitori. Parlo di Christmas Song Book di Mina.
L'album risale al 2013 ed include brani classici come White Christmas o Jingle Bell Rock  in chiave blues come si confà alla tigre di Cremona e che stanno bene sempre.


E con questo brano finisce la mia playlist natalizia per quest'anno, ma per tantissime altre canzoni fate un salto su Spotify dove ho raccolto moltissimi altri pezzi.
C'è pure Britney Spears, ed ho detto tutto. 

Ci leggiamo presto!
Un bacio.






mercoledì 14 dicembre 2016

DIY: due decorazioni natalizie facilissime.



Questo è un post dal passato, ma non da ieri o dal giorno prima, ma da praticamente un anno fa.
Oggi è giorno 7 gennaio 2016 e ho anche un po' di fame.
Per il me di oggi sono in ritardo, per il me del futuro sarò in anticipo (no, me di ieri, ti confermo che sei comunque in ritardo), ma fra un attimo vi spiego perché.
Sapete che appena sento odore di Natale mi scatta una certa vena artistica e volevo mostrarvi delle piccole decorazioni che ho fatto a mano, una perfetta sia come decorazione per l'albero che per i pacchetti, così da dare un tocco in più.
Sono due tipologie di decorazioni semplicissime, non ci vuole una laurea in architettura e design di interni per farle, per cui la spiegazione sarà molto breve, ma volevo darvi qualche tips per riuscire al meglio, anche (soprattutto) nel reperire il materiale.

Per entrambe le decorazioni ci serve
  • Fil di ferro diametro da 0.5mm ad un massimo di 1mm
  • formina a piacere (nel mio caso stella)
  • Pinza o pinzetta.

La formina non è indispensabile se avete una buona manualità, ma se volete fare qualcosa di un po' più complicato, vi servirà. Vanno bene anche quelle per i biscotti e in generale non vi consiglio un soggetto con delle linee troppo complicate o non si capisce nulla.
Il fil di ferro invece è importante, perché se è troppo spesso non riuscirete a creare la decorazione, ma anche se è troppo molliccio diventa un po' più scocciante. Io vi consiglio di prenderlo più sottile e al massimo di metterlo in due o in tre per essere più resistente.  Potete trovarlo dal ferramenta o nei negozi di bricolage ecc.
Quello che ho utilizzato io viene da un sito cinese. Lo trovate esattamente cliccando qui.
Super economico e non è affatto male. E sì, è da 0.3mm ma posso metterlo in più volte così da rinforzarlo. Sono due bobine, una dorata, che mi sembra ben fatta, e una argento, che mi pare leggermente meno resistente. Ovviamente se il fil di ferro è troppo sottile, non può avere la stessa resistenza di uno più spesso.


Decorazione Stella




Questa è la decorazione più semplice che piace un po' a tutti, e secondo me il risultato è molto carino, e si nota seppur nella sua semplicità. Inoltre l'artigianalità del tutto fa sì che queste stelline non siano tutte della stessa grandezza. Sono anche molto adatte a essere aggiunte come decoro ad un pacchetto regalo vista la leggerezza.
Non ci vuole molto a farla come potete immaginare, basta fare la forma col fil di ferro e inserire le perline. 
Le perline sono ovviamente reperibili nei negozi per bricolage o mercerie, ma io qui vicino non ho granché per cui mi sono affidato anche in questo caso ai vecchi e cari siti cinesi, ed in particolare Aliexpress, che in questo senso è davvero una risorsa.
Io ho acquistato le sferette (queste, non più disponibili), che hanno questa texture ruvida. Non sono dorate super brillanti, direi più un color champagne, ma a me vanno bene.
L'unica accortezza da sottolineare in questo caso è di prestare attenzione allo spessore del fil di ferro. Queste sferette sono piccole e leggere, per cui non serve un filo troppo grosso; inoltre hanno un foro di entrata e uscita davvero piccolo per cui rischiate che non passi. Anche quando create la struttura col fil di ferro, cercate di non renderla troppo stretta agli angoli o le sferette faranno fatica a passare.
E, non meno importante, nascondere un fil di ferro molto grosso, diventa più complicato.
Con 250 sferette ho creato circa 6 stelline con uno stampino da 6 centimetri.
Una volta finito indicativamente di inserire tutte le perline nel fil di ferro, in genere riprendo lo stampo e ridò forma al tutto qualora si sia un po' storto. E poi stringo le due estremità del fil di ferro che, essendo più sottile, si nasconde bene.
Per appenderle all'albero trovo molto carino un nastrino, invece del classico gancetto. Lo shabby che non guasta.


Decorazione sfera




La seconda decorazione è ancora più semplice della prima e non richiede molta manualità.
L'idea è nata dal fatto che sono tonto ed ho comprato delle sfere di polistirolo tristissime, che erano semplicemente ricoperte da uno strato sottile di glitter. Ho tentato di tingerle con uno spray (metodo che vi consiglio se avete delle sfere magari rovinate e di un colore diverso rispetto a quello che avete scelto per decorare il vostro albero) ma non funziona perché il polistirolo assorbe la vernice e quindi i viene tutto brutto e disomogeneo. Ho visto in giro ad esempio la classica sfera coperta da uno strato di iuta, magari arricchita da merletti. Carina, ma non avevo tutto questo tempo e temevo di far papocchi. Così mi è venuta in mente, forse dopo anni di bamboline vudù, di infilzare la sfera. Sempre su Aliexpress (giuro non è una marchetta!) ho trovato queste borchiette a forma di stella. Le ho applicate semplicemente appunto inserendole nella sfera, non è necessaria colla o altro. Ho cercato di dare una logica al disegno, seguendo uno zig zag, ma potete andare anche random. L'effetto per me è molto carino e mi piace il rilievo delle stelline.

Vi starete chiedendo a questo punto come mai questo post sia così in ritardo o così in anticipo.
L'inghippo è stato per me proprio la reperibilità dei materiali.
Ho ordinato questa merce da Aliexpress l'11 novembre 2015, ma molte delle cose sono arrivate appunto a fine dicembre/inizi di gennaio.
Capite bene che non aveva senso parlarvene prima.
Quindi se volete fare queste decorazioni o qualcosa di simile e dovete ordinare da questo sito cinese, conviene partire in largo anticipo per non arrivare al 28 dicembre a star lì a fare decorazioni.
Ovviamente, se non volete impinguare i pomeriggi di Barbara d'Urso come genitori assassini e degenerati, non fate questi lavori con dei bambini piccoli che possono ingerire e soffocare con degli oggetti così piccoli.

E nulla miei cari, questo è tutto per il momento. Spero di avervi dato qualche idea, o anche solo uno spunto per i vostri DIY.
A presto!





domenica 11 dicembre 2016

{Aggiornamento #55}
Pacco, doppio pacco e contropaccotto




No, non ho finto il mio rapimento per poi chiedere un riscatto ai miei, ché figuratevi se avrebbero pagato. 
Non sono nemmeno finito in una rissa fra chi tifa Heather Parisi e chi sostiene Lorella Cuccarini, ché non sono fan di entrambe e il programma l'ho visto a spizzichi e bocconi ma comunque non ci dimentichiamo chi parlava di comprare bambini come si fa al mercato del pesce. 
Semplicemente mi ha abbandonato il pc
Come già vi avevo annunciato, la tecnologia mi sta abbandonando.
Il pc già da tempo dava segni di cedimento, prima con generali problemi alla tastiera che sembrava ormai stanca di essere freneticamente percossa dalle mie dita. Che avrà mai di così importante da scrivere, si sarà chiesta. A nulla è potuto una tastiera (wireless) di emergenza: era peggio della collega.
Poi un generale incasinamento fra porte USB che rispondevano secondo loro volontà, così, in maniera intermittente, e l'audio ormai più simile ad una grattugia.
Non sono bastati aggiornamenti, preghiere, rimproveri, riavvii ed attese "quì seduto in una stanza
pregando per un sì" [cit.]. Non c'è stato nulla da fare, dopo 8 anni di onorato servizio, ho dovuto pensionare il vecchio notebook, e così adesso vi scrivo da un pc nuovo.
Ci vorrà un po' affinché mi abitui, reinstalli tutti i programmi e trasferisca i file più importanti, ma non importa. Ho recuperato tutti i commenti, ma ovviamente non riuscirò mai a leggere tutti i post arretrati. 
Che è successo nel frattempo?
Nulla di speciale, abbiamo soltanto votato per un referendum costituzionale che ci ha fatto un po' tutti chiacchierare e che ci ha lasciati perplessi per quello che sarà il futuro politico ed economico del nostro paese. La palla è passata proprio oggi a Paolo Gentiloni e si potrebbero sprecare battute sul fatto che se a Natale si è tutti più buoni.
Anzi, a proposito ci stiamo avvicinando alle feste e questo si che è un bel casino.
L'avete fatto l'albero? L'avete piazzata la mangiatoia con i pastorelli? Avete già dedicato All I want for Christmas is You al vostro amato?
Io no. L'atmosfera natalizia che mi avvolgeva già da tempo si è dovuta scontrare con una ben più solida carenza di tempo nel gestire tutto. E così mi ritrovo all'11 dicembre senza nemmeno una luminaria o quei glitter che ti restano incollati alle pantofole fino a Pasqua.
Niente.
Però ho quasi terminato di fare tutti i regali di Natale.
Yep. Alcuni li ho consegnati, così per un cambio taglie c'è sempre tempo, altri sono per strada, ma comunque ho ben focalizzato cosa dovevo donare a chi per cui non ho avuto così tanta difficoltà nella scelta.
Le difficoltà sono state altre. Ad esempio con Oysho, il sito di abbigliamento femminile.


Ho ordinato dal sito, perché non ho un negozio vicino, un regalo per mia sorella, pagando anche qualcosa in meno grazie agli sconti per il Black Friday.
Era preventivato che ci fossero ritardi e casini vari vista la mole di ordini che avranno ricevuto, ma alla fine il Black Friday serve a quello: iniziare a farci sperequare denari in vista del Natale.
Per quanto mi riguarda non è che mi sia proprio dato alla pazza gioia, anche perché alcuni sconti mi sembravano una pernacchia non molto velata (Tezenis, mi leggi?!). Ho usato altri sconti, successivamente, per fare un piccolo ordine da EccoVerde.
Il mio ordine da Oysho però non ha subito grossi ritardi, anzi è arrivato straordinariamente giorno primo dicembre. Il sito dà la possibilità di richiedere una confezione regalo con tanto di opzione di scontrino di cortesia e il bigliettino con un pensiero, opzione di cui io ho usufruito, o per lo meno credevo. 
Giorno uno mi arriva a casa questa busta, vado ad aprire il sacchetto, e ci ritrovo questa scatola bianca, bella, con impresso in oro il marchio. Unico neo è che non ci sta né il biglietto né un nastro che tenga chiusa la scatola. 
E va bene, dico, non si muore per un nastro o un biglietto mancato. Apro la scatola visto che c'ero e controllo com'è il regalo, e cosa ci becco dentro? Non solo lo scontrino con i costi, ma anche con le etichette con i prezzi appesi ai capi. Ora, posso capire che io sono un po' rincoglionito e non ho inserito la richiesta di scontrino senza costi, che in realtà però c'era, ma se ti chiedo un incarto regalo e pago (3.95€) per averlo, mi lasci i cartellini con i prezzi!?


Non è stato un reale problema, il regalo era per mia sorella e anche se le avessi messo un'insegna luminosa al led attorno alle etichette non si sarebbe formalizzata. Ma è proprio una di quelle questioni di principio per cui mi sale la cagnara. Inutile contattare il servizio clienti che al telefono non si sono nemmeno scusati.
Ma non mi fermo, spero però che gli altri pacchetti non debbano subire lo stesso iter. Ma di certezze ne abbiamo ben poche, ora nemmeno più la Gabanelli a Report, per cui figuriamoci.
Per il resto non so se riuscirò a fare un #Mammalovoglio Xmas Edition proprio perché sono in ritardo e non so quanto avrebbe senso ed utilità. Ho già in mente un paio di post a tema Natale, per cui credo che sia già ammorbante per alcuni, e poi è un attimo che arriva il 25 Dicembre.
Anzi la taglio qui 'sta lagna altrimenti faccio Capodanno, non mi resta che augurarvi una splendida domenica sera.
Ma a proposito, fatemi sapere come va!
Un bacio, a presto. 

sabato 3 dicembre 2016

{Recensioni film}
Animali Notturni
La famiglia Fang
La ragazza del treno

Non senza difficoltà tecniche riesco a parlarvi di tre film che ho visto negli ultimi mesi e di cui credevo di tenere in caldo le mie opinioni nella mia mente, invece si stavano freddando. Così ho preferito correre subito ai ripari. 

Animali Notturni (2016)


Titolo originale: Nocturnal Animals
Genere: drammatico
Durata: 116 minuti
Regia: Tom Ford
Uscita in Italia: 17 Novembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Animali notturni mi è sembrato un film particolare. È un film che si fraziona in tante parti sia narrativamente, visto che ci sono praticamente tre filoni narrativi che si incontrano, sia emotivamente.


La prima parte infatti l'ho trovata un po' ansiolitica, mentre la seconda più lenta, in un paio di punti noiosa ma comunque interessante
Ho dovuto pensare un attimo per capire questo film e sono giunto alla conclusione che secondo me, guardarlo può smuovere due reazioni. Essendo un film che racconta vicende verosimili, chi lo guarda può restarne o particolarmente colpito, direi intimamente coinvolto, o restare in un ambito più superficiale riconoscendo la triste drammaticità degli eventi, ma non riuscendo ad entrarci in profondità.
Voi direte che è così per tutti i film fondamentalmente, ma qui questo scarto mi è parso ancora più evidente, specie ascoltando un po' le reazioni in giro, a volte contrastanti. Probabilmente molti non riescono appunto a farsi coinvolgere perché è un film che racconta una possibile realtà narrativa ed emotiva, che però risulta dura, fredda in modo costante. Animali notturni non è stato per me uno di quei film che riesce a darmi un range di sensazioni contrastanti fra loro, non passa dal bello al brutto, ma resta diretto, e crudo per tutta la sua durata. La conseguenza è che alla fine, o ti senti come la protagonista quindi partecipi in qualche modo attivamente all'enfasi emotiva, o ti dispiaci soltanto per lei, accettando, come si fa con la realtà alla fine, quanto è accaduto. 
Io mi son ritrovato in quest'ultima descrizione.
Non so se vi ho spiegato le mie impressioni in maniera chiara, ma per tirare le somme direi che Animali notturni mi è piaciuto, ha una certa estetica nella regia, nei colori e nelle immagini; gli attori sono tutti ottimi e probabilmente lo rivedrei una seconda volta ma non mi ha rapito fino in fondo.

Voto 7 e mezzo


La famiglia Fang (2015)


Titolo originale: The Family Fang
Genere: drammatico, commedia
Durata: 105 minuti
Regia: Jason Bateman
Uscita in Italia: 1 Settembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama


Mi pare palese ormai come io venga attratto da film che sono tratti da romanzi per chissà quale strana ragione inconscia. In questo caso posso dire che ad attrarmi invece in maniera conscia è stata la storia che mi sembrava particolare ed originale.



Ed in fondo lo è, così come potrebbe sembrare interessante per gli argomenti che va a trattare, uno su tutti il rapporto genitori-figli. Tuttavia nello sviluppo La Famiglia Fang mi è parso un film strano. Ho dovuto pensare un po' prima di farmi una idea e mi è parso strano perché in fondo non è un pellicola complicata.
Ho apprezzato gli attori, questo sì. I personaggi un po' meno perché oltre che poco simpatici, sono pure poco approfonditi.
La storia di per sé viene raccontata in maniera molto lineare e consequenziale, senza grandi sbalzi emotivi o colpi di scena. Anzi a volte mi ha pure annoiato, soprattutto nella parte centrale in cui i protagonisti ricercano i genitori.
Inoltre, sebbene le tematiche sensibili potessero sembrare palesi e numerose, alla fine della visione ho fatto fatica a trovarle, probabilmente perché nessuna di queste tematiche viene approfondita. O meglio, ancora più in generale ho fatto fatica a trovare un messaggio in questo film. Mi ha lasciato così, un po' perplesso con sensazioni tiepide. Non mi ha fatto nemmeno generale simpatia seppur questo film viene definito anche come una commedia.
Magari non l'ho capito io, ma per me si merita giusto una sufficienza.

Voto 6

La ragazza del treno (2016)



Titolo originale: The Girl on the Train
Genere: drammatico, thriller
Durata: 112 minuti
Regia: Tate Taylor
Uscita in Italia: 3 Novembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama


Come sopra, un altro film tratto da un libro che non ho letto. In questo caso ad avvicinarmi alla visione è stato probabilmente il gran parlare che se n'è fatto. Che penso de La ragazza del treno?



Penso che sia un film piacevole da televisione. Un film in cui la narrazione procede tutto sommato lineare fino ad arrivare all'epilogo finale, salvo alcuni momenti che ho trovato un po' inutili o strambi. Non mi è parso un film svelto: le sue quasi due ore le ho sentite scorrere ma non mi sono annoiato. Dall'altro lato però non posso nemmeno dire di essere rimasto colpito. L'ho trovato più coinvolgente de La famiglia Fang, perché chi più chi meno ci siamo trovati tutti a nuotare in un baratro da cui non riusciamo ad uscire ma la storia è comunque semplice; in sala molti avevano già spoilerato a metà visione il finale capendo subito come sarebbe andata a finire.
Anche qui non ho trovato grandi sbalzi emotivi e in verità a parte un po' di umano dispiacere non ho granché empatizzato con i personaggi, tutti un pochino vuoti di storia. Spuntano come funghi ma vanno bene giusto al momento.
Emily Blunt, per quanto abile in un ruolo drammatico, secondo me non riesce a cogliere in pieno il carattere di una donna che ha perso il senso dell'orientamento nella sua stessa vita, che è una vittima incosciente. Emily Blunt è troppo figa per questo è il massimo che ti sentiresti di fare per consolarla è sistemarle l'eyeliner e darle il tuo correttore per le occhiaie.

Voto 6 e mezzo


E con questo, per il bene di tutti, concludo, e non mi resta che augurarvi buon week-end al cinema e non.



martedì 29 novembre 2016

|Beauty Cues Update|
Prodotti promossi 🏆!

Dopo le sòle del mese scorso, ho alcuni prodotti promossi di cui volevo chiacchierare e siccome non sapevo bene dove metterli, ho deciso di radunarli in un unico post che manderà in pappa il sistema delle etichette, ma che importa.

Il primo prodotto che intendo promuovere è la Omia Laboratoires Crema corpo all'olio di Jojoba.


200ml//3.90€//Grande distribuzione
Sicuramente conoscerete questa crema o comunque questa linea di prodotti per il corpo Omia Laboratoires per cui non mi spertico con le presentazioni. È una crema di media densità ma che si stende molto bene. La scia bianca è minima e l'assorbimento molto rapido, senza residui unti o appiccicosi. È una di quelle creme che definisco "ad idratazione base" cioè con quel grado di idratazione da cui inizio a considerare un prodotto funzionale per la mia pelle.
L'odore ha un non so che di speziato ma poi sulla pelle resta più un profumo di crema classica, tranquillo, nulla di invadente per me. In realtà è stata una beauty adoption proprio per vai dell'odore ma la persona che me l'ha donata (ciao!) ha comunque una particolare sensibilità a riguardo.
Una crema decente, semplice, anche guardando agli ingredienti abbastanza comuni, ma comunque ecofriendly, pur facendo parte della linea Erboristica e non certificata di Omia Laboratoires.
Quel quid che me la fa promuovere particolarmente è un uso alternativo che son riuscito a darle ovvero come maschera capelli
Prima che le persone all'ascolto con i capelli grassi inizino a scappare urlando, lasciatemi spiegare.
So che mettersi una crema corpo sui capelli può sembrare una follia, ma più e più volte ho sottolineato la secchezza del mio cuoio capelluto. Per anni ero convinto fosse semplicemente forfora e la trattavo con i prodotti in commercio contro questo inestetismo e non è che funzionassero proprio egregiamente. Col tempo ho capito che il problema del mio scalpo è una certa secchezza ed una accentuata sensibilità ad irritarsi, per cui è necessaria delicatezza e idratazione. Così ho iniziato a fare qualche esperimento e la crema corpo in questo senso è diventata un'alleata. Ho iniziato ad usarla come una semplice maschera capelli prima dello shampoo ovviamente, e ho trovato un doppio beneficio: da un lato idrata effettivamente la cute, dall'altro aiuta anche ad ammorbidire i capelli
Tornando a questa crema Omia Laboratoires, mi è piaciuta a mo' di maschera capelli per il semplice fatto che è sì idratante, ma anche leggera e quindi non mi obbliga poi ad un lavaggio più aggressivo
Per dirvi, ho provato ad utilizzare in questo modo anche la crema corpo fluida all'argan di Equilibra, ma mi è risultata un pelo pesante. 
Per farla breve è un prodotto per me promosso e pure multiuso. Come crema corpo la prediligo nelle stagioni più calde, ma come maschera capelli va bene sempre. Non la consiglio se avete la pelle secca a livello muta di serpente ovviamente. 

Sempre in tema di prodotti multiuso, un promosso sicuramente è il Burro di Karitè di Lovea Nature.

30gr//1.50€//OVS, Grande Distribuzione

Il prodotto in sé non ha nulla di unico: è burro di karitè e tocoferolo per arricchirlo e conservarlo più a lungo. Diciamo che si tratta più di una scoperta personale, visto che non avevo mai utilizzato questo componente cosmetico in purezza.
Come tutti i burri, ha una consistenza quasi solida, che col calore delle mani diventa semplicemente una sorta di olio. E come qualunque burro di karitè anche questo di Lovea va benissimo per qualsiasi utilizzo. L'azienda stessa infatti dice 
Questo burro multiuso può essere usato sulle corpo, mani, viso, labbra e capelli .
Io l'ho usato sulle labbra come sostituto al burrocacao, e mi è piaciuto; come mi è piaciuto sul contorno occhi, per dare una mano a quel prodotto inutile di Equilibra. Ma l'uso che mi ha fatto innamorare di questo prodotto è stato sulle cuticole per idratare ed ammorbidire la pelle in modo che non si sollevino le pellicine, ché non solo è brutto ma anche fastidioso. 
Ah se solo avessi avuto un prodotto simile a Parigi quante sofferenze in meno avrei patito!
Non l'ho provato come impacco sui capelli per il semplice fatto che il prodotto è piccolo. Questa infatti è una minitaglia da 30gr che ho scovato da OVS. Purtroppo Lovea ha una distribuzione tipo le sfere di drago in Dragon Ball: trovare i loro prodotti richiede una poderosa botta di chiappa. Io son riuscito a trovare soltanto questo burro, il docciaschiuma alla vaniglia e  la maschera capelli tutto in formato minitaglia. 
Comunque per tornare al prodotto devo dire che mi è piaciuto, non lo utilizzerò per tutto il corpo perché non credo che possa essere confortevole imburrarsi come una cerniera per torte; probabilmente non riuscirò mai più a ritrovarlo in negozio, ma se mi capiterà farò un ordine da qualche sito di materie prime per cosmetici e mi prendo un po' di burro di karitè con cui refillare la stessa confezione Lovea. 

Un prodotto che invece deve essere necessariamente usato sul corpo (estro e creatività si sprecano per questo collegamento!) è il Deovapo Biologico Antiodore de I Provenzali.

deovapo i provenzali
75ml//3.99€//Grande Distribuzione//PAO 9m

Sto testando questo deodorante da parecchio tempo e devo assolutamente promuoverlo. A me personalmente piace alternare l'attivo anti odorante in modo che l'ascella non si abitui. Questo in particolare è a base di triethyl citrate, che su di me funziona molto bene come attivo, ma ora ci arrivo. Sul retro della confezione troviamo una analisi degli ingredienti, come ormai il brand è solito fare nei suoi nuovi cosmetici.


È un deodorante molto liquido essendo in spray; l'erogatore è molto valido perché effettivamente spruzza in modo sottile senza sgocciolamenti. 
Il profumo è gradevole, fresco, direi sul floreale, non saprei ovviamente dirvi quanto sia persistente.
Vi dicevo l'efficacia per me c'è. Premesso che non ho grandi problemi di sudorazione e di odori, e che da tempo prediligo deodoranti più delicati e magari "con buon INCI". Dovete anche considerare che posso restare ad esempio una intera serata senza applicare il deodorante e senza avere problemi. 
Detto questo posso dirvi che a me questo prodotto I Provenzali regge proprio bene durante l'arco della giornata, non creandomi cattivi odori e lasciandomi abbastanza fresco, sia in giornate più calde che in queste più fredde. Per dovere di cronaca devo sottolineare che ci sono state un paio di giornate in cui ho sentito la necessità di rinfrescarmi a metà giornata ma erano giornate non solo calde, ma anche particolarmente umide e soprattutto stressantemente movimentate
Inoltre, sempre per dovere di cronaca, vi riporto anche la voce di mia sorella che me l'ha rubato e l'ha gradito, pur essendo abituata ai classici deo da supermercato. 
Quindi un prodotto non solo promosso, ma da riacquistare.

Più che da riacquistare è invece da scoprire la linea triocologica Homocrin Probiotic di Specchiasol. Io ho provato una minitaglia dello shampoo Naturale per capelli naturali e lavaggi frequenti, che era venduta in allegato ad una rivista un paio di mesi fa, per questo la confezione che vedete in foto è diversa da quella ufficiale.

Campione omaggio//100ml//Erboristeria//PAO 12m

Diciamo che essendo un 100 ml ho potuto fare diversi esperimenti ed ho potuto apprezzarne le qualità anche in un uso continuato (ma su questo ora ci arrivo).
Il prodotto è un gel abbastanza fluido che per me profuma delicatamente di mela verde o comunque fruttato. Come sempre diluisco il prodotto e se volte sapere come faccio vi rimando a questo post. Diluito produce subito una bella schiuma morbida, e lava in modo delicato. È sicuramente uno shampoo per lavaggi frequenti come riportato sulla confezione, ma se come me avete i capelli secchi, va benissimo anche con lavaggi normali.
Questo shampoo Specchiasol mi lascia i capelli morbidi, condizionati, ma soprattutto lucidi. Non va ad annodarli particolarmente, ma se appattato ad un buon balsamo (io l'ho utilizzato con la Maschera Ristrutturante di Biofficina Toscana) dà davvero il meglio di sé. Non noto tantissimo volume, ma non importa per quanto mi riguarda, anche perché il prodotto non lo promette.
Sulla cute si comporta bene nel senso che la deterge senza aggredirla, ma devo scendere un attimo in dettaglio. Nel corso del tempo, a seguito di vari esperimenti e qualche brutta parola che non ripeterò, ho capito che gli shampoo che contengono coco-glucoside, se usati in modo continuato e costante, mi vanno a sensibilizzare quella situazione di naturale secchezza del cuoio capelluto. So che il coco glucoside è considerato un agente delicato, ma credo sia una sorta di reazione allergica. Ovviamente se inserito in una formulazione di per sé non molto delicata, i problemi si palesano subito dopo lo shampoo. Per tornare al prodotto di Specchiasol, che contiene questo ingrediente, credo che sia un prodotto valido e che promuovo, ma che su di me non può essere usato troppo continuativamente. Son curioso di provare gli altri prodotti di questa linea, soprattutto il balsamo.

Infine promuovo un prodotto un po' diverso dagli altri, ovvero il dentifricio Biorepair Whitening. Avevo bocciato la versione Total Protective Repair, e questo lo batte 10 a 1.

75ml//3.10€//Grande distribuzione//PAO 12m

È un dentifricio in pasta, consistenza che io prediligo, ed ha un gusto per me gradevole. Lascia effettivamente una sensazione di freschezza molto gradevole, non eccessiva da bloccarvi la bocca, ma nemmeno troppo delicata da non sentirla.
Avendo i denti sensibili, cerco sempre un prodotto che riesca a tenere a bada questo problema ed al contrario del fratello sopracitato, questa versione Whitening ci riesce.
Ma la domanda che vi starete chiedendo è: questo dentifricio sbiancante funziona? Secondo me sì. Ora famo a capisse, è ovvio che se avete i denti molto macchiati o per natura non bianchissimi, sarebbe meglio provare altri trattamenti e chiedere al dentista, come con qualsiasi dentifricio che promette denti bianchi. Ma se cercate uno sbiancante che aiuti a mantenere il risultato di un trattamento appunto, o la vostra naturale brillantezza, penso possa funzionare. Per questo concordo con il claim
Ripara la superficie dello smalto e restituisce il bianco naturale dei denti.
Volevo infine aggiunge che questo Biorepair è un dentifricio promosso anche perché non lo sento abrasivo come molti dentifrici sbiancanti che contengono bicarbonato e io francamente odio, soprattutto a livello di gengive.

E così concludo questa intensa carrellata di prodotti promossi del periodo e, sperando che anche nei futuri post possa parlarvi sempre di cose belle, buone e giuste, vi saluto!                                                                                                                                                                                                                                                    


                                                                                                                                                                                                                  

giovedì 24 novembre 2016

Occhiali da sole Hawkers: la mia esperienza

Da un po' di tempo voglio parlarvi di quelli che sono stati i miei primi occhiali da sole, visto che magari c'è qualcuno che come me ha sempre pensato che questo accessorio non facesse al caso suo per paura di sembrare Mr. Potato o comunque chiunque volesse un'alternativa da sfruttare ogni giorno senza spendere un capitale.
Sto parlando del sito Hawkers Co.


Vi avevo accennato del mio primo acquisto già tempo fa, ma poi le cose si sono evolute e ho fatto un secondo acquisto. 
Sul web il marchio Hawkers co. è molto chiacchierato, molti blogger hanno una collaborazione con l'azienda, per cui ho pensato potesse essere utile raccontare la mia esperienza del tutto sopra le parti.
Non so se conoscete già il brand, ma in caso contrario ci penso io: Hawkers è un marchio spagnolo che produce e vende occhiali da sole low cost. Infatti gli occhiali in genere arrivano a costare un massimo di 40 euro (più 7 euro di spese di spedizione), ma sono presenti tantissime offerte, come quella del Black Friday con sconti fino al 70%.
Inoltre online si trovano sempre dei codici sconto
Il segreto di un costo così basso per un accessorio in genere abbastanza costoso, senza però comprometterne la qualità (ma a riguardo ci arrivo fra un po'), immagino stia proprio nel fatto che il brand propone, oltre ad un unico modello classico, l'Original, pochi altri modelli, per lo più appartenenti a collezioni temporanee.
Inoltre abbiamo soltanto delle misure standard che vanno dai 12,6 cm ai 14,2 cm di lunghezza della parte anteriore della lente. Questo è un po' un contro perché se avete un viso particolarmente piccolo, potrebbero non fare al caso vostro.
Ci sono però tantissime varianti di colore, che possono accontentare più o meno tutti i gusti. I materiali di cui sono fatti sono policarbonato, cellulosa e acetato di cellulosa, in base al modello. 
Per quanto riguarda le lenti, cito testualmente
Le lenti polarizzate Hawkers forniscono una protezione UV400, salvaguardando i vostri occhi da radiazioni ultraviolette dannose. Gli occhiali da sole Hawkers soddisfano i seguenti standard: Standard americano ANSI Z80.3-2001, standard australiano AS/NZS 1067:2003, e standard EN 1836-1997 secondo la Direttiva della Comunità europea 89/686/EEC.
Il sito non offre la possibilità di graduare le lenti, in caso di problemi di vista.
Comunque per quanto riguarda la parte tecnica, il sito è di facile navigazione, e molto chiaro nelle descrizioni. Inoltre è possibile pagare con Paypal, quindi anche sicuro. 
Nelle F.A.Q  potete trovare tutte le info del caso, per cui veniamo alla mia esperienza. 

Il mio primo acquisto da Hawkers risale al 7 Agosto del 2015. Il mio ordine venne processato e spedito in circa tre giorni, e giorno 13 Agosto avevo i miei occhiali, arrivati con corriere DHL (in Sicilia n.d.r.). Gli occhiali erano questi per l'esattezza

Il modello era il Frozen Grey - Chrome One, pagati solo 20 euro grazie appunto ad uno sconto; purtroppo non è più disponibile sul sito ufficiale.
Gli occhiali della linea base vengono venduti in semplici scatole nere, e non hanno una custodia rigida, ma solo un sacchettino in microfibra che fa da custodia ed è adatto per pulirli, ma non protegge dagli urti. All'interno della scatole c'è anche la garanzia, le istruzioni sulla pulizia e sulla cura e alcuni adesivi. 
Mi ero innamorato subito di questi occhiali da sole: la montatura è completamente in plastica, senza parti metalliche, di color grigio chiaro satinato e trasparente. Le lenti invece avevano una leggera specchiatura argento, che li rendeva particolari ma non eccessivi. Mi ci vedevo bene, la misura era adatta anche a me che non ho un volto particolarmente grande, non mi sentivo appunto Mr. Potato e li trovavo comodi e leggeri e mi davano l'impressione di proteggere effettivamente dai raggi solari. Li utilizzavo spessissimo, li trovavo versatili.
Ma da Agosto 2015, arriviamo a fine Marzo 2016. Un bel giorno vado ad indossare i miei occhiali e mi accorgo che una delle lenti era come sporca; cerco quindi di pulirli con un panno asciutto e questo è stato il risultato 


Su una lente si era come sciolto il film che crea la specchiatura. 
Hawkers consiglia di pulire gli occhiali con un sapone delicato e acqua e asciugare con panno morbido. Ho sempre fatto così, ma evidentemente qualcosa era successo e ancora oggi non so cosa. Contatto quindi il servizio clienti spiegando l'accaduto e allegando le foto delle lenti. Loro mi chiedono dei codici che si trovano all'interno delle astine e mi propongono un coupon per il costo degli occhiali escluse però le spese di spedizione ed eventuali differenze di prezzo dell'occhiale. 
A me interessava solo avere i miei occhiali così com'erano e in base alla cifra che avevo speso, per cui ribatto chiedendo se fosse possibile quantomeno utilizzare altri codici sconto disponibili insieme a quello che mi avrebbero dato così da non pagare le spese di spedizione. Loro mi dicono che erano trascorsi più di sei mesi dal mio acquisto e che quindi non possono far di più. Cosa voglia dire questo "sei mesi" mi sfugge ancora per cui rispondo alle loro mail (un po' alterato, lo ammetto) dicendo che non avevo manomesso io gli occhiali e che loro stessi danno una garanzia di due anni per cui quei sei mesi non mi erano chiari. Al chè l'azienda mi ha detto che studiando il mio caso, mi avrebbe dato un coupon che includeva anche le spese di spedizione.
Così ho scelto un altro paio, andando sul classico.
Giorno 19 Aprile scelgo tramite il coupon i Carbon Black con lenti Dark One. Il 21 dello stesso mese erano fra le mie mani sempre tramite corriere DHL.


La montatura è nera ma satinata, e le lenti non hanno alcun riflesso. Anche questo paio di occhiali è arrivato con la scatolina nera e l'astuccio in microfibra.
Li avete visti indossati qui.


Questo modello non mi ha dato alcun problema, è tutt'oggi integro e senza un graffio.
Ed arriviamo ai giorni nostri. Questa estate sul sito Hawkers è apparsa una linea chiamata Warwick che includeva sei diverse colorazioni. 
La linea mi ha colpito subito visto che non era uguale ai soliti modelli, ma era più tonda e con un gioco geometrico che rende secondo me l'occhiale carino e particolare, ancora una volta senza esagerare che non sia mai. Inoltre sono un pelo più piccoli degli altri quindi più adatti a più volti. 
La linea è la più costosa fra quelle disponibili perché non solo presenta un design diverso ma abbiamo le cerniere e lo scheletro delle astine metalliche e alcuni accessori come la custodia semi rigida in simil pelle e la pezzetta per pulirli.
Ho titubato in verità (c'ho pure fatto un sondaggio su Twitter) perché temevo di spendere 40 sacchi per un paio di occhiali che non sapevo mi sarebbero stati bene. E sono andati fuori stock. E me ne sono pentito subito.
Credevo non sarebbero tornati disponibili, ed invece a Ottobre li hanno ritirati fuori e mi sono lanciato come Totò sugli spaghetti in Miseria e Nobiltà. Giorno 24 Ottobre ho ordinato il modello Carey Dark Warwick X, che sfruttando un codice sconto ho pagato solo 37 euro e giorno 28 ottobre sono arrivati a casa mia, ma questa volta con corriere SDA non so per quale motivo. 


Li ho adorati fin dal primo momento. La montatura è appunto "carey" che in spagnolo significa tartaruga, e le lenti nere. Sono anch'essi molto leggeri e comodi, e direi anche ben fatti. Dicono che si dovrebbero modellare in base alla forma del viso, ma su di me fin da subito calzavano bene.  Come gli altri che già possedevo (quelli utilizzabili ovviamente) proteggono bene dai raggi solari e devo dire che la custodia inclusa è molto comoda e riesce appunto a contenere anche il modello classico.
Li indossavo in questa foto, per quanto non si capisce bene come mi stiano.

Una foto pubblicata da ~ Pier ~ (@pier_ef_fect) in data:

Tirando le somme da questa odissea, posso dirvi che sono parecchio soddisfatto dagli occhiali Hawkers. Nonostante la prima disavventura, li ritengo validi, sono comodi, funzionali e possono star bene ad una grande varietà di volti e stili. Certo non mi comprerei tutta la linea, e presterei la massima attenzione alle lenti specchiate, ma dovessero creare un design nuovo come è stato per la linea Warwick potrei farci più di un pensiero. 

Con questo vi saluto e ci leggiamo presto!




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