martedì 29 dicembre 2015

Nuovi ritmi, cattive abitudini e altre amenità post Natale.




Dicembre sta per finire e non ho scritto nemmeno un post di aggiornamento. Forse perché non c'era molto da aggiornare.
I primi giorni sembrava tutto così lontano, e non era difficile ricacciare l'idea che sarebbe stato l'ultimo mese dell'anno. 
O meglio, provavo sensazioni alterne: da un lato il fiato sul collo di mille scadenze, dall'altro la sensazione friccicosa che ancora hai tempo per far tutto e che poi, scattata la fatidica mezzanotte, avrai ancora più tempo e ancora più speranze.
Ma i giorni sono centometristi da medaglia d'oro, e in un lampo è arrivato Natale.
Belle giornate, frenetiche senza essere stressanti. Calde senza essere forzate. Simpatiche senza essere false. Non ero partito con le migliori presupposti, ma alla fine è andata.
Certo, non tutto è stato perfetto, ma di meglio non potevo aspettarmi.
Son riuscito ad inserire la levetta della festa, ma adesso che il Natale è alle spalle, è tornato quel ticchettio che scorre come la sabbia portata via dal vento: costante ma un po' disordinata.
E che si può fare se non riprendere a dare un ordine a questo ritmo?

Intanto disintossicarsi dal colesterolo che ha preso pianta stabile nelle arterie con tutto il cibo di questi giorni. Non è sempre vero che al Sud si mangi tanto. 
Ma è vero che si mangia di continuo e pesantemente e voluttuosamente. 
Ho persino riscoperto il digiuno la sera, che fa un po' frate penitente, ma non mi ero mai sentito così leggero prima d'ora. 
Voi al Nord avrete sicuramente da che disintossicarvi anche da smog e polveri sottili. Mi spiace, soprattutto per la storia dei riscaldamenti a 18° massimo.
Tanto vale vivere in una ghiacciaia per quanto mi riguarda.
E poi disintossicarsi dalle vecchie abitudini, dai vecchi ritmi troppo lenti o scattosi
In genere si aspetta il primo dell'anno per rivoluzionarsi, ma chi l'ha detto che c'è un inizio preciso?
Non è meglio farsi trovare pronti?
Chi prima arriva meglio alloggia? Poi le cose si sedimentano e a mandarle via ci vuole il raschino.
Invece ci vuole rapidità, più di quella della Grecia per approvare la legge sulle unioni civili (con tanto di adozioni). 



Proprio un istante fa scrivevo ad una amica che siamo sempre in lotta con noi stessi per non cadere nei vecchi meccanismi e nelle brutte abitudini che non fanno altro che spingerci giù, in un baratro fatto di buio e di un noioso io. E va bene che il nero snellisce, ma mica si vive per gli altri.
Con lei non parlavo solo di vecchie abitudini, ma anche di come ci si fa condizionare dagli altri, a volte anche troppo intimamente. 
E io non ci sto e non ci voglio stare. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per star bene.

Pure le stelle a quanto pare sono favorevoli, ma mi facevano un po' sorridere gli oroscopi di questo periodo che parlavano di fortuna e persino che potessi attuare progetti lavorativi
A Natale che lavoro vuoi fare?
Il massimo che posso mettere in atto è quello di strozzarmi col pandoro. 
Ho cercato quindi di interpretare tutto a mio modo e ho capito che il segreto sta tutto nel risvegliare la forza, come il film di cui non sono affatto fan, ma senza spade laser o me la ficco in un occhio. 
Io ad esempio, mi sono imposto di leggere.
Pian piano ci sto riuscendo, mi interesso di più alle novità e anche quando torno a casa stanco persino per passarmi il filo interdentale, cerco di leggere anche solo un paio di pagine. Sotto l'albero "qualcuno" mi ha fatto trovare il libro di Ozpetek che volevo  e quasi quasi ve ne parlo, dato che l'ho divorato.
E' una cosa minuscola, ma è un andare contro cattive abitudini
Come smettere di mangiare carboidrati dopo le 18, o passeggiare di più o svegliarsi sempre alla stessa ora.
O smettere di darsi contro, e cercare di non odiarsi troppo
In pratica è tutta questione di riscoprirsi, per trovarsi nuovi e forse migliori.
La nuova meta è Capodanno adesso.
E io che faccio a Capodanno?
Niente. 
Voglio attraversare l'anno nel modo più indolore e silenzioso possibile, come una puntura Pic. Da un paio di anni ho messo in pratica questo metodo e funziona: attendo la mezzanotte, e, come qualsiasi giorno, se riesco resto sveglio, altrimenti vado a letto e dormo.
Questa mi sembra una buona abitudine. 
Ma c'è ancora tempo per sondare buoni propositi e affini. 
Quello che voglio adesso, è iniziare a scacciare via qualche piccola brutta abitudine e trasformala in buona. 
Anche solo fare qualcosa di inaspettato e diverso ogni giorno, qualcosa di nuovo, una sciocchezza, che cambi il ritmo. A volte ci sono sorprese che nemmeno notiamo e di cui invece dovremmo essere più grati.

Questo è quanto da un Dicembre ormai agli ultimi granelli della clessidra. 
E voi, che avete combinato di bello?






giovedì 24 dicembre 2015

Un giorno a Natale.




Ieri sera, come ogni sera quando inizia a far buio, chiudevo le tapparelle della mia finestra e vedevo il mio albero di Natale riflettersi sui vetri con le sue lucine, i nastri, gli addobbi, e son rimasto per un attimo perplesso a fissarlo.
Anche un po' amareggiato.
Non sono sicuro di sapere perché, ma ne ho un vago presentimento. 
Lo penso, ma non lo dico, ché tanto non tutto si aggiusta solo nominandolo ad alta voce.
Questo Natale è un po' come quell'albero dalle lucette esagitate: non mi ha convinto fin dall'inizio.
Ho provato a sistemarlo, ma mi sembra tuttora caotico e disordinato.



Volevo quasi smontarlo tutto, ma capite bene che ormai è fatta.

Avrei voluto smontarli un po' questi giorni, vedere che c'era dentro e magari aggiustare qualche ingranaggio.
Ma questo orologio con su scritto Natale a caratteri cubitali, non si è fermato, ed eccoci qui. 

È (quasi) Natale!

Un po' non me ne rendo conto, come quando sei a letto a scrollare Instagram e ti casca il telefono in faccia.
Devi realizzare almeno un secondo se incazzarti o ridere.
Di incazzarmi non ne avrei motivo, visto che saranno giorni normalissimi e molto easy going.
Gli auguri di facciata sono banditi da molto tempo, infatti mi riesce difficile immedesimarmi quando la gente ti attacca il pippone drammone che deve fare auguri a tutti, ed è tutto un finto buonismo. 
Da un po' di tempo mi manca il concetto di augurio comandato, e non mi pare tanto difficile da farsi.
Sta a casa, o, se esci, sciarpa alta e occhiali scuri e via.
Non vedi, non senti e non parli. 
Poi se vuoi fare il presenzialista del pandoro, ti tocca il bello e il brutto, quindi zitto e pippa.
Qualche risata ci sarà comunque come quasi ogni giorno; non so se sarà più dolce o amara, ma l'importante è che sia sincera.
Io non sono uno molto da grandi auguri, ma qui sul blog parlo tantissimo. 
Di parole ne ho spese così tante che questo è infatti il quattrocentesimo post, e sono contento di usarlo per farvi tantissimi auguri
Spero riusciate a staccare almeno un giorno, e possiate premere l'interruttore della festa e finalmente rilassarvi.
Sì, è importante stare bene e con le persone che amate, ma quello che più conta è volersi bene, e cercare di star bene con se stessi.
Quest'anno va così, e quindi non mi resta che abbracciarvi e ci sentiamo prestissimo!



Someday all our dreams will come to be
Someday in a world where men are free
Maybe not in time for you and me
But someday at Christmastime

Buon Natale.




lunedì 21 dicembre 2015

Candle(s) #5
Fragranze Natalizie Yankee Candle

Proprio in questo periodo, due anni fa, ho iniziato ad usare le Yankee Candle.
Cercavo di ricreare un'atmosfera che forse non sentivo da tempo e in generale di dare un tocco in più a casa. Da quel momento mi si è aperto un mondo e ho voluto condividerlo con voi, come faccio con alcune delle mie passioni.
Ovviamente è anche il periodo migliore per accendere una candela, visto che non c'è il caldo torrido e appiccicoso che ti attanaglia il respiro.
Visto che Natale è ad un passo da noi, e le candele in questo senso diventano un ottimo regalo (anche dell'ultimo minuto), sia per sé che per gli altri, ho pensato di rendermi utile e parlarvi un po' delle fragranze più invernali che Yankee Candle propone, per dirvi quali mi sono piaciute e quali no.
Vi ricordo sempre che le profumazioni sono soggettive, per cui se non conoscete i gusti della persona, rischiate di sprecare denaro.


Come ogni anno il marchio ha tirato fuori una Christmas Collection che va ad affiancare le fragranze festive standard.
Per noi del mercato europeo le nuove profumazioni sono cinque - mortacci vostra, fateci arrivare collezioni complete! -: Berry Truffle, Bundle Up, Cosy by the fire di cui ho parlato QUI, Sparkling Snow e Winter Glow.


Ho annusato tutte le profumazioni con attenzione in negozio, salvo Spakling Snow che non è presente nei luoghi in cui sono andato, non so per quale ragione, ma alla fine ho acquistato solo una tart di Winter Glow.
Il perché è presto detto: queste profumazioni mi ricordano o somigliano a cose che già ho provato. Ovviamente, è possibile che una volta accese, vi siano delle differenze, però, al momento dell'acquisto non ho voluto comprare "doppioni". In futuro magari le prendo

Per dare una logica a quanto sto per dire e non mandarvi allo sclero, intanto parliamo delle tart festive, e inizio però dall'ultima arrivata.


Winter Glow


Winter Glow mi sembrava la profumazione più originale fra quelle della collezione natalizia, ma una volta accesa non mi ha fatto impazzire. Non che sia sgradevole o che mi crei fastidio: ha una profumazione di pino, misto ad una fragranza fiorita e una puntina dolce.
È abbastanza persistente nell'aria, ed anche abbastanza maschile come fragranza. Non la ricomprerei.


Angel's Wings


Una fragranza che inizia dolce e vanigliata ma mentre brucia sento anche un sentore lattiginoso, non so come descriverlo. Resta tutto sommato sopportabile al mio naso, non mi stucca al punto di doverla spegnere immediatamente. La preferisco una volta riaccesa, quando quel sentore lattiginoso (spero capiate cosa intendo) svanisce un po'.
La ricomprerei? No, sono sincero.


Candy Cane Lane


Non so se esistono ancora ma anni fa ero solito mangiare le caramelle mou alla liquirizia. Ecco questa Yankee me le ricorda molto: dolce, vanigliata, ma con un sentore fresco che la rende per nulla stucchevole. Altro cassetto della memoria che si è aperto. L'unica pecca è che l'odore, dopo averla spenta, non persiste particolarmente a lungo, ma si tiene accesa con molto piacere. Stra promossa, e la prederò di nuovo.
Per chi lo ignorasse, la "candy cane lane" è la tipica strada americana con le case e i giardini addobbati a festa. 


Christmas Cookie


Simile alla Vanilla Cupcake, ma per me decisamente migliore, questa Christmas Cookie è sempre una profumazione dolce, ma meno sintetica, più ricca: si avverte il miele, la vaniglia, lo zucchero. Sembra effettivamente un biscottino al burro, senza però quel retrogusto chimico, che io sento nella tanto nominata Vanilla Cupcake appunto. Mediamente persistente, e la ricomprerei.

Cranberry Ice

Foto presa dal web, il resto sono tutte mie!
Tart usata parecchio tempo fa e a mio avviso non necessariamente natalizia. Emana un profumo fruttato, un misto fra fragole e lamponi con una nota fresca. E' dolce, ma non stucchevole. L'ho trovata un bel po' intensa e persistente tanto che dovevo usarne meno di un quarto di tart.
Questa fragranza a mio avviso somiglia alla nuova Berry Truffle, che però è più dolce e "cremosa".
In linea generale non sono fra le mie profumazioni preferite, per quanto siano entrambe piacevoli. Credo che in futuro prenderò l'ultima uscita per avere un confronto reale.

Icicles


Ultimamente i miei gusti sono virati verso questi odori più freschi. Questa Icicles ad annusarla bene è un misto di pino, cannella, qualcosa di dolce e anche una punta fruttata. Così spiegata sembra un minestrone speziato ma in realtà il mix risulta fresco, e persistente. Per me è ottima, e adatta anche ad altre stagioni. L'unico inconveniente è che non è super intensa e a parità di accensione con altre tart, perde prima di intensità, risultando sì buona, ma meno ricca e più blanda.
Secondo me è adatta da regalare, proprio perché ben bilanciata e non invasiva.

Red Apple Wreath


Fra le profumazioni alla mela che ho provato è la più piacevole e veritiera. E' una bella fragranza fruttata e leggermente speziata da una punta di cannella, cannella che si avverte di più riaccendendola. Francamente secondo me va bene anche in primavera, sarà che la nostra associazione per cultura va al frutto e non alla ghirlanda natalizia. Inoltre resta nell'aria per diverse ore dopo averla spenta.
Dolce al punto giusto, da ricomprare.


Snow in Love


Credo sia stata ritirata dal mercato e già per questo stringerei la mano al signor Yankee. L'ho terminata tempo fa ma non mi piaceva, mi ricordava Baby Powder e io odio quella fragranza. Pungente da far venire il mal di testa. Non ricorda una spezia o un cibo. 
E' un sentore fresco, un po' legnoso, ma allo stesso tempo dolce e talcata. Altro inconveniente è che mi si è sbriciolata nel dividerla, per cui per finire la tart, ho messo tutto nel bruciatore e via. Abbastanza persistente. Non la comprerei nemmeno sotto tortura.

Sugared Apple

Anche questa foto non è mia, sono una persona disordinata.
Io la mela in questa tart non ce la sento, anzi non so bene distinguere il profumo, ma è promossa. E' dolce senza stuccare e allo stesso tempo è fresca. Piacevole e avvolgente, con una punta di borotalco che in questo caso non guasta. L'unica nota negativa se come me avete una casa piccola, è che è molto intensa per cui devo usarne davvero poca, e la apprezzo di più alla seconda accensione quando l'odore si affievolisce un po'. La ricomprerò magari in votivo. 

Season of Peace


Ultima arrivata a casa e già promossa. Questa fragranza in tart ha una profumazione maschile, fresca e non necessariamente Natalizia. C'è una forte componente di muschio, quindi se non vi piace, lasciate stare. Mi ricorda moltissimo un profumo da uomo utilizzato da uno dei miei familiari, ma non so esattamente quale sia. 
Si tiene accesa a lungo ma non persiste una volta spenta. Un buon regalo per un uomo. 

Queste sono le profumazioni natalizie, ma secondo me ce ne sono altre che appattano bene con la stagione, ovvero le profumazioni che richiamano Cibi e Spezie.

Home Sweet Home


Per me sa di té, una bevanda speziata con chiodi di garofano e cannella ma senza essere eccessiva. L'ho tenuta accesa a lungo e mi è piaciuta parecchio, senza che stufasse o fosse troppo invasiva. La trovo particolarmente invernale, e anche persistente una volta spenta.
Lei rientra nella categoria Cibi e Spezie, e secondo me lei è la sorella di Cosy by the fire, che però presenta a mio avviso (parlo sempre da spenta, annusata in negozio) note più speziate e legnose.


Honey&Spice

E questa? Da dove l'avrò presa? 
Sempre fra le prime tart utilizzate, ma non più ricomprata. Non è più in produzione, ma nei negozi come sempre c'è qualche rimasuglio.
Non l'ho ricomprata di recente perché appunto Honey Glow me l'ha ricordata. Solo che questa Honey&Spice è più dolce, più intesa e sicuramente più speziata. È anche più persistente quindi sta ai propri gusti. 


Macintosh Spice



Purtroppo è fuori produzione ma credo che in giro si trovi ancora. Un odore fruttato, anche se non propriamente mele da quel che sento, e spezie, in primo luogo chiodi di garofano, e poi cannella. Dolce senza essere stucchevole o pesante. Piaciuta al mio naso, e se dovessi trovarla ancora, la riprendo. 

Tarte Tatin


Questa fa parte della collezione Café Culture e l'avevo snobbata, perché mi sembrava banale. Mi hanno detto di dargli una possibilità e mi è piaciuta molto. La tarte tatin, per chi non la conoscesse, non è una classica torta di mele, ma ho scoperto esserne una variante che viene rovesciata; in questo modo le mele vengono caramellate al meglio. E questa tart Yankee Candle sa proprio di mele cotte, caramellate, speziate. Non è invasiva né fastidiosa da tenere accesa a lungo. La persistenza non è grandiosa ma la promuovo e la comprerei di nuovo. 

Vanilla Chai


La prima tart in assoluto che ho acquistato e credo sia stata tolta dal commercio. Me ne sono assicurato una tart l'ultima volta che l'ho trovata in giro, anche se in verità questa fragranza è difficile da spiegare. Di mezzo ci avranno messo un po' troppe diverse profumazioni, e il risultato finale è un po' vago. E' abbastanza strong, io ne sciolgo piccoli pezzi e se proprio insistete posso dirvi che è speziata e a me ricorda un po' un incenso. Persiste pure, ma ripeto è adatta se amate proprio il genere, ad esempio non la regalerei mai. 

Vanilla Cupcake


Amata da molti, odiata da altri in quanto troppo dolce. Di base è sì, dolce, vanigliosa, burrosa, non esageratamente stucchevole, ma sintetica. Io ci sento così tanta sinteticità (???), che non capisco esattamente a cosa sia dovuta la sua fama. 
Francamente non mi è piaciuta, e non la riprenderei nemmeno fosse gratis.

Vanilla Satin


Totalmente vanigliosa, come aprire un baccello. Non stucca, non è sgradevole, anzi  ma non ha nulla di particolare che possa farmi innamorare. Certamente se cercassi una profumazione alla vaniglia, sceglierei questa, ma ormai credo non sia più in commercio. 
L'ho trovata anche persistente devo dire. 

Fra le profumazioni che ho provato ne ho volutamente saltate alcune, perché volevo fare una premessa.
Dopo tante tart, ho voluto provare alcuni votivi o samplers. Per chi non lo sapesse i votivi sono il formato a candelotto, con già lo stoppino pronto per essere acceso.
Molti lamentano il fatto che i votivi non siano super profumati come le tart, ma questo pare sia voluto dall'azienda che ha pensato a questo formato di Yankee Candle per creare ambiente in primis, e in secondo momento per far profumo. Per cui, ad esempio, potreste accendere anche più di un votivo per creare un'atmosfera rilassante, romantica o quello che volete voi, e "stratificare" la profumazione.
Ovviamente per accendere i votivi serve un contenitore, un portacandela della grandezza giusta affinché non spargiate cera in ogni dove.
Anche qui, per risparmiare sono sicuro troverete un bicchiere della giusta grandezza. Eventualmente sicuramente a pochi euro li trovate.
Prima di accenderla, oltre a togliere l'involucro esterno di plastica, sul fondo del porta candela/bicchiere/quel che vi pare mettete del sale o della sabbia che vada a creare un leggero spessore. Questo serve per far si che la candela non si incolli e diventi poi difficile da staccare.
Se proprio la profumazione del vostro votivo non si sente, potete spezzettarne la cera e farla sciogliere in un brucia essenze come fosse una tart


Christmas Garland


Un'altra fragranza natalizia ed è stato il primo votivo che ho provato e non mi è spiaciuto. Sa di pino in modo fresco e non troppo pungente o fastidioso. Il problema è stato quando ho provato a sciogliere un pezzo di cera nel bruciaessenze: in pratica sembrava che in casa mia fosse passata una tardona lavatasi nel Pino Silvestre
Non mi ha fatto venire mal di testa, come è solito fare il noto profumo, ma epic fail lo stesso. 
Chistmas Garland secondo me è la sorella di Bundle Up. Quando ho annusato la tart in negozio l'ho trovata davvero sgradevole: avete presente le bustine profuma-armadi dall'odore sintetico e forte? Uguale. Poi però ho annusato il votivo e mi è piaciuta di più. Magari la proverò in offerta.

Fireside Treats


Questa fragranza in votivo mi è piaciuta. Da accesa ha un aroma dolce, molto gradevole ma anche delicato, forse anche troppo delicato dopo un po' che la candela bruciava; così ho pensato di tartizzare il votivo: in pratica è stato come farsi una pista di zucchero a velo vanigliato. Una immersione in un mare di zucchero filato. 
Ed ho sciolto solo un mini pezzetto!
L'aspetto positivo di questa ubriacatura è che la profumazione, per quanto intensa non ha sentori chimici. Quindi in questo senso la promuovo, ma io la utilizzerò esclusivamente in votivo.

Vanilla Bourbon


Ho amato questa fragranza, e la sto centellinando. Annusandolo da spento, il votivo sembra una crema liquorosa, ricca, dolce e vanigliata al punto giusto. Una volta acceso, questo aroma si sparge lentamente e delicatamente. Una fragranza gourmand che ricomprerò. Non è molto persistente, ma chi se ne importa. Provando a scioglierne un pezzetto mi è piaciuta in egual modo, ma ho provato solo una volta. 
Chi non lo sapesse, la vaniglia bourbon è una variante di vaniglia da cui si fanno vari estratti. 

E finisco qui questa mega maratona di profumazioni che ho provato.
Spero di avervi dato qualche dritta interessante per qualche regalo dell'ultima ora.
E sì, son un po' deluso da questa nuova collezione natalizia. Mi aspettavo qualcosa di più originale, ma considerando la varietà Yankee Candle è anche normale che ci siano somiglianze.
Vi abbraccio forte e ci leggiamo presto!



giovedì 17 dicembre 2015

P_laylist #9 Christmas Edition 2015


Christmas Playlist















      
Natale arriverà fra esattamente una settimana e con sé porta tutto un mondo carico di belle cose, o, per lo meno, belle per chi piace il Natale.
Alla fine c'è spazio per tutti e più siamo meglio stiamo, l'importante è non puzzare.
Se voi amate l'atmosfera festiva o state cercando di ricrearla, forse posso darvi una mano con qualche canzone a tema natalizio. 
Ho creato una mia playlist, ma mi va anche di chiacchierare su alcuni album più o meno conosciuti o più o meno recenti, sia mai che dovete fare un regalo e non sapete cosa. 
Ovviamente non posso conoscere tutto lo scibile in tema natalizio, o le palle che cadrebbero sarebbero le mie e non quelle dell'albero.
Prima di "fare sul serio" non posso non nominare il festosissimo pezzo di Katy Perry, scritto per la pubblicità di H&M.

Everyday's a Holiday


Mi pare di capire che non abbia altro scopo che appunto far parte della campagna pubblicitaria del brand, ma mi piaceva molto lo stesso. E poi lei non riuscirebbe mai a fare quei passaggi vocali dal vivo, per cui di che parliamo!?

Parlando di album, anche quest'anno, come ogni anno c'è sempre qualcuno che cerca di rimasterizzare e coverizzare i classici di Natale, non sempre con successo, ma almeno ci provano.
Tipo Kylie Minogue, che sicuramente ha una buona attitude al Natale.
Il suo album Kylie Christmas contiene principalmente i grandi classici rivisitati con il suo stile da fatina, e qualche featuring più o meno riuscito, con qualche artista più o meno vivo.

Copertina Kylie Christmas

In mezzo a canzoni orchestrali e ballate, ci sono un paio di pezzi che un po' stonano, come quello con Iggy Pop, Christmas Wrapping, che non c'entra molto col resto.
Resta però un bell'album, che si ascolta bene nella sua interezza, ed è adatto anche per fare un bel regalo.
Fra le 16 canzoni della Deluxe edition, ho ascoltato più frequentemente

Christmas isn't Christmas 'Til You Get Here 


Molto carino anche il brano lanciato come singolo

 Every Day's Like Christmas


peccato però che, con quei sintetizzatori anni '80, anche questa canzone risulta un po' staccata dallo stile del disco.
Nota di demerito all'ombretto metallizzato di Kylie e nota di merito al suo nuovo compagno presente nel video.

Totalmente staccato, a mio avviso, dallo stile fiabesco del Natale, è invece l'album della famiglia Braxton, Braxton Family Christmas.

Copertina Braxton family Christmas

Da Toni a Tamar, tutte e cinque le sorelle hanno tentato di sfondare nel mondo della musica con risultati altalenanti.
Il problema di questo album secondo me è che è troppo R'n'B. Sono solo 8 canzoni, per cui resta abbastanza digeribile, ma a Natale voglio archi, violini e campanellini, non una tipa che fa la sensualona.  
Di tutto il disco salvo soltanto 

Blessed New Year 


e

Under My Christmas Tree


Entrambi pezzi lenti, e che secondo me rispecchiano il tema natalizio.

Allontanandoci davvero tanto (ma a ragion veduta) dal  mood più classico, fra le nuove uscite di questo 2015, abbiamo l'album natalizio di RuPaul, la drag queen più famosa al mondo.
Slay Belles è un album ricco, con tante interlude molto carine e un po' trash, e un totale di 21 brani. Il genere è molto vario, e ovviamente non è che potete aspettarvi pezzi orchestrali; si passa dalla dance anni '80 fino, all'hip hop più moderno.
Le mie preferite sono

From Your Heart 


e

Christmas is About Love


che a me mettono molta ma molta allegria, e vi vedo già sculettare ascoltandole.
Sposto la lancetta ancora più verso il non-Natale, ma secondo me restiamo sempre in tema, e soprattutto può essere un regalo carinissimo. Parlo dell'album

We Love Disney

We Love Disney Copertina


Uscito il 30 Ottobre di quest'anno è in pratica la raccolta di alcuni dei brani classici tratti dai film di Walt Disney ricantati da artisti dei giorni nostri, per cui per gli amanti del genere può essere davvero una chicca.
Non credo sia la prima volta che viene pubblicata una cosa del genere, ma mi pare di capire che di anno in anno venga pubblicato in nazioni diverse. 
Io non sono proprio un fan sfegatato dei film Disney, ma questi sono brani così famosi che chiunque li conosce.
Purtroppo Ne esiste anche una versione italiana. Vi lascio la deluxe edition così potete sentirla.  


Le mie preferite sono Part of Your World cantata da Jessie J, per la versione americana; per l'italiana ho apprezzato molto la versione di Carmen Consoli de I Sogni Son Desideri e Supercalifragilistichespiralidoso rifatta dai Kutso.

Ma torniamo ai classiconi tutti natalizi, o ci perdiamo in questa mega playlist natalizia.
Non posso purtroppo non nominare Michael Bublé, che col Natale ci pagherà diverse rate di mutuo, e se a Dicembre non si ritrova in una qualunque lista di canzoni, pare se la prenda a male.
Anche quest'anno ha fatto una canzone intitolata 

The More You Give 





Tutto sommato un bel brano, se non fosse per la follia falsettosa finale. Mi pare di capire che non ci sia un album che contenga questa canzone, il che non ci dispiace, visto quello di tre anni fa intitolato molto originalmente Christmas.
Un classico.
Parlando sempre di album abbastanza recenti non posso non nominare i Pentatonix, gruppo vocale a cappella poco famoso in Italia, ma molto noto su Youtube e all'estero.
Famo a capisse, hanno vinto anche un Grammy.
Il loro album si chiama That's Christmas to Me.  



Ovviamente, se amate il genere, l'album è molto piacevole da ascoltare per intero, ma dovendo scegliere non posso non includere in questa playlist un pezzo da brividi che hanno cantato insieme ad un gruppo di musicisti chiamati String Mob.

Mary, Did You Know?


State piangendo, vero?

Facciamo un saltino a 2 anni fa: Ariana Grande lanciava il suo EP contenente 5 brani e intitolato Christmas Kisses. Nulla di epico, anche perché è molto breve, ma noi giovani non possiamo non canticchiare Santa Tell Me durante il periodo festivo.


E sempre due anni fa, altre due cantanti straniere lanciavano il loro album di Natale.
Il 25 Ottobre 2013, Kelly Clarkson pubblicava Wrapped in Red.



Un album meritevole e ben cantato, anche questo molto carino come regalo, visto che tutti i pezzi sono piacevoli. Le sonorità a volte si scostano dal mood e vanno più verso il pop- rock, ma a me non spiace.
Fra i pezzi preferiti dal sottoscritto ci sono sicuramente la movimentata

Run Run Rudolph


mentre fra i lenti non posso non includere

Silent Night 


cantata in terzetto con Trisha Yearwood e Reba McEntire, che magari non vi dicono nulla, ma sono due famose cantanti di musica country.
Circa un mese dopo, nello stesso anno, esce Christmas, with Love della cantante inglese Leona Lewis.



Anche questo un album promosso, eccetto qualche pezzo preso con troppa flemma (ah Leo' datte na svejata de core!).
Le mie preferite? Al momento non smetto di ascoltare

Mr. Right


Ma anche la bellissima versione di

Ave Maria


Passo ancora indietro e arriviamo al 2012.
Tranquilli, non intendo ripercorrere tutta la storia della musica di Natale. 
Anche CeeLo Green (quello di Crazy) ha pubblicato un album natalizio, intitolato CeeLo's Magic Moment.



14 canzoni, molto festive, per lo più classici rivisitati. Un album molto carino, ma che magari non regalerei visto che credo in Italia non sia così conosciuto.
Mi è piaciuta la sua rivisitazione di Silent Night, ma fra tutte le canzoni in questo album vi ci infilo nella mia playlist la versione di

Baby It's Cold Outside


in coppia con Christina Aguilera, che secondo me si appatta bene con lo stile della canzone, un po' civettuolo.
E con la sciura Christina entriamo col tacco 12 nel mondo delle Divas. Lei stessa ha fatto un suo album di Natale, nel lontano 2000, chiamato My Kind of Christmas.


Un album un po' acerbo, con acuti da ogni parte e troppi vocalizzi totalmente a caso, ma tutto sommato carino. Alcuni pezzi li zompo proprio, altri sono piccole perle.
Una fra tutte

Have Yourself a Merry Little Christmas


Molto a tema è invece un suo live di qualche anno fa di un classico Disney, When You wish Upon a Star.


E vi pare possibile che in questa maratona natalizia manchi nostra Signora del Natale Mariah Carey, colei che ha praticamente inventato il Natale?! 
Oramai i suoi zigomi hanno la forma di due palle. Coincidenze? Non lo credo.
Mariah ha all'attivo ben due (bellissimi) album di Natale: l'ormai classico Merry Christmas pubblicato nel 1994 e il più recente Merry Christmas II You, del 2010.

Risultati immagini per merry christmas mariah carey

Basta l'odore della cannella e del vischio e Mariah Carey torna in vetta alle classifiche mondiali. Ovviamente entrambi gli album sono ottimi regali per chi ama la musica e non per forza l'artista, ma se dovessi mettere tutte le canzoni, qui facciamo notte.
Ne scelgo una estratta dal secondo album, che forse è un po' meno conosciuto del primo.

Christmas Time is in the air again


Restiamo sul territorio americano, e passiamo a Céline Dion. 1998, io non avevo nemmeno 10 anni e lei pubblicava These Are Special Times.



Sebbene dalla copertina sembri che Céline stia sniffando il pacchetto, l'album è godibile, e scorre bene. E in una playlist natalizia che si rispetti, non può mancare un brano famosissimo, tratto proprio ( e non lo sapevo, sinceramente) da questo album.

The Prayer


in duetto con Andrea Bocelli. E a proposito di Bocelli, anche lui ha un suo album di Natale, pubblicato nel 2009 e chiamato, sempre in maniera molto originale, My Christmas
Molti penseranno sia un album palloso, con una impostazione lirica scassatimpani e maroni.
E invece vi sbagliate. E' un album con dei pezzi pop che vanno a mitigare lo stile classico che può avere un cantante lirico, e con duetti interessanti.

 

Altro ottimo regalo per gli amanti della musica straniera, è un album che mi hanno fatto scoprire da poco e che ho messo subito nella mia playlist. Parlo di Christmas Memory, album di Barbra Streisand del 2001.


Dodici pezzi perlopiù orchestrali e molto raffinati, non solo classici reinterpretati, ma anche qualche inedito. Che volete di più? Intanto ascoltiamo 

Closer 


So che ha fatto anche un album puramente di cover natalizie, intitolato A Christmas Album e pubblicato nel 1967, ma sinceramente non l'ho mai ascoltato.
E dopo questo marasma di musica pop, siamo arrivati ad un genere che non può mancare, che a me piace molto e che va a braccetto abbastanza bene con il Natale: il jazz.
Non sono un esperto, penso ci siano centinai di nomi da fare, ma io ne faccio solo due, sempre per la questione che si è fatto buio. Etta James e Ella Fitzgerald.
La prima ha pubblicato un album natalizio nel 1998, intitolato 12 Songs of Christmas, mentre la seconda ha ben due album (Ella Wishes You a Swinging Christmas e Ella Fitzgerald's Christmas) pubblicati negli anni '60, più una compilation. 
Vi lascio 

Jingle Bells


Non credo ci sia bisogno nemmeno che lo nomini, ma, sia mai che qualcuno possa pensare me lo sia scordato, io ve lo nomino: Frank Sinatra. Un classico più del panettone con l'uvetta, solo che Sinatra non può non piacere.
Ovviamente ci sarebbero così tanti nomi che non finirei mai, e siccome non voglio fare Natale del 2020, ho creato appositamente una playlist su Spotify, così potrete ascoltare queste e molte altre canzoni.

P_laylist Christmas Edition 2015



Fatemi sapere qual è la vostra compilation di Natale, e se manca qualcosa alla mia.
Un bacio!





lunedì 14 dicembre 2015

| Spy |
Le regole del caos
| Jenny's Wedding |

Buon lunedì!
Oggi si va di film, e ammetto che ho tanti titoli da recuperare. Ho avuto più sonno che voglia di vedere qualcosa la sera, per cui va così. 
Ma mi conosco: se non mi impongo di ritagliarmi degli spazi, "va tutto in móna", come dite finemente voi al nord. 

Spy (2015)


Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 120 min
Genere: azione, commedia
Regia: Paul Feig

Susan Cooper, da semplice ed anonima analista dietro una scrivania della CIA si ritroverà direttamente sul campo come agente segreto dopo la morte del (fighissimo) collega Bradley Fine. Sarà proprio il suo anonimato a renderla perfetta in questa missione, ma sarà poi la sua cazzimma e un inaspettato talento, a fermare dei terroristi che vogliono impossessarsi di una potente bomba.

Uno 007 al femminile, fra inseguimenti, combattimenti, azione e ironia. 
Un film simpatico ma senza grande originalità. Siamo su una scia già battuta più volte e la novità al femminile sposta di poco la lancetta. Melissa McCarthy penso debba staccarsi un po' da questi personaggi. L'avevamo già vista in Io sono tu a fare praticamente la stessa solfa. Brava, simpatica, autoironica, ma basta.
Tornando al film, la trama non ha chissà che linea narrativa particolare; la prima parte risulta noiosetta, mentre è più piacevole nella seconda parte quando il film prende movimento e tutto diventa più frizzante. Il classico action movie per passare quell'oretta senza sbattimento, e che ti fa anche un po' ridere. 

Voto 6 


Le regole del caos (2015)

Le regole del Caos locandina
Titolo originale: A Little Chaos
Paese di produzione: Regno Unito
Durata: 117 min
Genere: drammatico, commedia
Regia: Alan Rickman


Versailles 1682.
André le Notre, architetto paesaggista alla corte del Re Sole, deve trovare un nuovo giardiniere in grado di stupire Luigi XIV. Fra tutti i concorrenti, sarà una donna vedova e non nobile, Sabine De Barra, a colpirlo per la sua "mancanza di ordine".
Con qualche reticenza, da un bozzetto della donna, l'estro di le Notre riuscirà a creare il Boschetto di Rocailles, non senza difficoltà del caso. Le invidie, le gelosie, ma anche la malinconia accoglieranno Sabine alla corte di Versailles, dove però saprà farsi valere e apprezzare per il suo reale valore.

Storia e finzione si incontrano in un film che ho trovato delizioso.
Il quadro di Versailles con i suoi nobili annoiati e sotto la lente di controllo del re, fa da scena a due filoni narrativi. Da un lato la costruzione appunto del boschetto (realmente esistente), dall'altra la vicenda personale di Sabine, tormentata dalla morte del marito.
Narrativamente la trama non ha chissà quali colpi di scena sconvolgenti; risulta lineare ma scorrevole. Forse la durata di quasi due ore penalizza un po' il tutto.
Fra i personaggi un pollice su a Stanley Tucci che interpreta il Duca D'Orleans, mentre pollice in giù per Alan Rickman nel ruolo di un Luigi 14° troppo umano per chi all'epoca era considerato una divinità, e per Matthias Schoenaerts, in un André le Notre così asettico che non smuoverebbe nemmeno gli ormoni di Cicciolina.
Personalmente l'ho trovato un film toccante, piacevole e Kate Winslet è fresca senza essere artefatta.
Ho letto che il film ha diverse contraddizioni storico - biografiche, ma secondo me nulla che non possa essere superato pensando di guardare appunto finzione.
La cosa che non ho capito è perché mettere in campo il "caos" quando invece tutto torna ad un ordine di (quasi) perfezione. Anche il Boschetto di  Rocailles, alla fine risulterà in perfetto equilibrio.
Se volete del vero caos, venite nella mia stanza.


 


Voto 6 e mezzo

Jenny's Wedding (2015)

Jenny's Wedding Locandina
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 94 min
Genere: commedia, drammatico
Regia: Mary Agnes Donoghue

Non si può sempre scappare da se stessi, soprattutto con la propria famiglia che "da una vita" ci conosce, e ci supporta. E questo è il caso di Jenny. Una brava ragazza, assistente sociale, e fidanzata con una ragazza. Tutti conoscono l'omosessualità di Jenny, e lei stessa non se ne fa un problema in pubblico, tranne che la sua famiglia. Sarà la voglia di fare il grande passo, a spingerla ad aprirsi verso i genitori e i fratelli.

Un film tenero, attuale, spontaneo e semplice, così ho inteso questo Jenny's Wedding. Si parla di coming out al femminile, di come la famiglia e gli estranei assimilano e recepiscono l'omosessualità. Piacevole da vedere, ma alcune cose mi hanno lasciato un po' perplesso. 
Di base l'atteggiamento di Jenny che pretende di essere accettata, quasi con arroganza, da un giorno all'altro e dopo anni di bugie e parole non dette, come se avesse detto alla famiglia di volersi tingere i capelli. Sappiamo che nella realtà non è sempre così istantaneo, e passare da niente a tutto è poco credibile. Oltre al fatto che mettere i genitori di fronte al fatto compiuto quasi per costringerli ad entrare in un "mondo nuovo", non è molto carino. 
Per questo i personaggi della vicenda sono più che altro i familiari di Jenny piuttosto che la ragazza. Poco spazio viene riservato a questo "matrimonio di Jenny", ma anche alla sua storia con Kitty, e questo un po' mi spiace.
Per il resto lo promuovo, in quanto delicato, e non sguaiato. 

Voto 6

Direi che produttori e sceneggiatori devono decidersi di dare nomi meno random ai loro film.
Per il resto aspetto ancora un film davvero bello. Avete idee?




venerdì 11 dicembre 2015

|Beauty Cues Update|
Biofficina Toscana Siero Viso Antiossidante (e qualche campioncino)

Dopo video, ringraziamenti, abbracci e baci, si riprende con la routine, e in questo caso intendo proprio quella della pelle.
Vero e proprio update in questo caso, visto che i prodotti di cui vi parlo sono andati a soppiantare la crema di L'Erboristica di Athena's ormai giunta alla fine, mentre tutto il resto è invariato.
Me lo chiedono in tanti com'è che cambio spesso prodotti, ma la realtà è che se ne finisco uno, passo ad altro, e non solo per vezzo ma anche per necessità.
Da un paio di anni ho notato che la mia pelle con il cambio verso la stagione fredda, vuole maggiore idratazione. Per molti sarà ovvio, ma per me prima non era fondamentale.
La gente non ci crede ma in Sicilia piove molto e fa freddo, almeno dalle mie parti. E poi c'è anche molto vento, per cui mi serve qualcosa di nutriente ma protettivo allo stesso tempo.
Ho scelto in questo caso, un prodotto che puntavo da tempo ovvero il

Biofficina Toscana - Siero Viso Antiossidante

Biofficina Toscana Siero Viso
30ml//PAO 6 m//13.90€//Bioprofumeria, online
Rispetto agli altri sieri che ho provato finora, questo di Biofficina ha una consistenza di un gel fluido; il colore è giallino e il profumo, fruttato, è molto buono.
Ne uso una goccia mattina e sera, dopo il tonico. Ha la pipetta contagocce, per cui si dosa bene e non si spreca. La confezione è in vetro, ma, anche se sono imbranato e distratto, è ancora integra.
Questo siero mi è piaciuto da subito: si stende con estrema facilità, e si assorbe altrettanto bene e in fretta. Non risulta appiccicoso e nemmeno untuoso, ma non per questo non è idratante, anzi.
Idrata molto bene, senza appesantire, o far patina. 
La pelle risulta fresca, morbida, distesa e luminosa immediatamente. Quindi è perfetto per chi vuole un prodotto nutriente ma non grasso. Ho provato questo siero di Biofficina anche qualche volta a Settembre, quando la mia pelle era più mista e faceva più caldo, ma non mi sono ritrovato unto e lucido come un tacchino al Thanksgiving.
Ora che la mia pelle è più secca però è ideale.
Sul sito dell'azienda dicono

Un siero dall’uso versatile ricco di principi funzionali antiossidanti in concentrazioni importanti.
[...]svolge un’azione di difesa dai radicali liberi regalando alla pelle un aspetto più tonico e luminoso.
Sono d'accordo su tutto, dal "versatile" al "tonico e luminoso". E, infine, posso anche dire che non mi ha creato impurità o appunto lucidità benché sia un prodotto per pelli mature e spente.
Vi sembro spento e maturo?
Son curioso di provare la versione rigenerante.

Come gli stessi signori Biofficina Toscana suggeriscono, questo siero come gli altri, può essere affiancato o mischiato con le emulsioni, e io così ho fatto.
Mi spiego: questo siero antiossidante, benché sia idratante non mi dà la sensazione che danno in genere le creme (ma va?!) di proteggere dagli agenti esterni, proprio perché si assorbe del tutto.
Quando quindi fa più freddo, c'è più vento o semplicemente necessito di più idratazione, utilizzo la 

Biofficina Toscana - Emulsione viso preventiva

Biofficina Toscana Emulsione Preventiva
Campione gratuito da vero poraccio. 
In realtà di questo prodotto ne ho tre campioni (in foto ne vedete due perché uno l'ho distrutto, e insomma non era bello da vedere) per cui queste saranno delle prime impressioni approfondite.
Con un campione riesco indicativamente a farci una settimana usandolo almeno una volta al giorno.
La consistenza di questa emulsione è molto leggera, e forse proprio per questo si tende ad abbondare con le quantità, anche se non è necessario. Profuma molto piacevolmente di rosa e camomilla, ma secondo me quest'ultima prevale.
La sensazione sulla pelle è, sarò ripetitivo, è piacevole e fresca. Si assorbe abbastanza velocemente e senza ungere. È un' emulsione idratante ma l'efficacia maggiore che ho riscontrato è quella lenitiva: tempo di passarla e i rossori spariscono. 
La pelle appare omogenea, liscia, luminosa, direi satinata.
Utilizzandola da sola, è una buona idratazione giornaliera per una pelle normale o leggermente mista; in mix o dopo il Siero Antiossidante mi dà quel punto in più di idratazione che cerco in questo periodo, perfetta sia di giorno, che di sera, anche col freddo. 
Non mi ha creato impurità o lucidità.
Sul sito dicono
Svolge un'azione emolliente e preventiva contro i segni del tempo, donando alla pelle un aspetto tonico e luminoso. 
quindi fa ciò che promette. 

Una combo che la mia pelle sta gradendo molto e che promuovo cum laude. Il siero dura parecchio, lo uso da mesi, ne ho dato un po' via ma ne ho ancora abbondantemente.
L'emulsione invece potrei anche acquistarla in full size, o più avanti in questo inverno, passerò all'emulsione antiossidante.
E con questo vi saluto, fatemi sapere quale dei due prodotti conoscete, avete apprezzato o non vi è piaciuto.

Baci!




lunedì 7 dicembre 2015

Ieri come oggi.

Qualche tempo fa mi hanno fatto notare come, chi è arrivato recentemente sulle pagine del mio blog, si può trovare spaesato davanti a tanti post e a tanti argomenti diversi.
E poi è facile domandarsi chi sia 'sto Pier, che vuole, e perché mai gli si dovrebbe dar retta.
Ma anche chi mi legge da più tempo, magari tante cose le ha persino scordate. Capita. 

In concomitanza a questo, ho beccato per caso un mio post di più di 3 anni fa. Era un tag per cui avrei dovuto raccontarvi sette fatti su di me.
L'ho tirato subito via. Tornato in bozza per direttissima. 
I concetti c'erano, ma il modo di esprimersi, hell to the no.


Troppo netto, quasi aggressivo.
Non mi è piaciuto. Inoltre doversi incanalare in solo sette cose era davvero difficile oltre che riduttivo. Dall'altro lato però, nemmeno un post intero può riassumere una persona, per questo ci fai un blog e non due link su Facebook. 
Comunque vi raccontavo che sono un ragazzo siciliano, che studia Scienze Politiche.
Vi raccontavo che questa non era esattamente la mia scelta, ma che non mi sentivo adeguato, o meglio di aver la preparazione per poter proseguire in altri campi.
Quello che non sapevo è che alla fine puoi imparare da te, se hai forza e coraggio.
Ma chi ce lo aveva questo coraggio, a soli 18 anni?
Non sicuramente il ragazzetto di paese from Sicily with love che sono ero. 

Vi raccontavo della mia omosessualità, ma insomma, non è che ci sia molto da raccontarvi. Per me è sempre stato così, e non ci ho messo nemmeno molto a capirlo. Ma in questo caso ogni storia è a se stante e la mia è fin troppo banale per cui qualcuno possa interessarsene. 
Altra cosa molto poco interessante per voi che vi ho raccontato era la mia (tuttora presente) passione per cardigan e sciarpe, ma soprattutto la mia scorpionica gelosia e permalosità che richiede lunghe sessioni di training autogeno. 
Tutto questo non so quanto possa interessarvi. 
Quello che volevo raccontarvi riguarda 4 anni fa. Era dicembre e non avevo granché da fare.
Le mie amiche me lo dicevano da un po'
"Apri un blog, così dai consigli!"
ma anche qui non mi sentivo adeguato. E poi consigli su cosa?!
Però alla fine ho iniziato, come si toglie un cerotto: ho aperto Pier(ef)fect.
Il nome è presto spiegato: "Pier", cioè me, che si fonde con "-fect", a formare "perfect" ma con una i; e questo fuso a sua volta con "effect", come effetto, risultato, significato, impronta, se vogliamo.

L'inizio non è stato affatto facile.
Chi sa come si apre un blog? Io no. Sapevo scrivere in italiano corretto ma questo non è tutto. Come vi ho detto ci vuole tempo per trovare uno stile, e altrettanto tempo per curarlo.
Creare un sito di pura informazione non era fattibile da solo e con non troppo tempo da dedicarci. E poi volevo un mio spazio, dove poter dire quello che mi pare e piace.
E poi volevo che questo blog fosse una parte di me, ma allo stesso tempo non riconducibile a me.
Rosa, mica per nulla.
Un colore ben lontano dal mio stile, e allo stesso tempo segno di leggerezza.

Per gli argomenti è bastato attingere al mio quotidiano.
Perché in realtà non porto il blog nella realtà, porto (parte della) la realtà nel blog.
Una realtà che passa quasi sempre attraverso una lente rosa.
E passo dopo passo il puzzle prendeva sempre più forma. 
Vi ho raccontato così di me, vi ho raccontato dei miei viaggi, vi ho raccontato di ciò che vedo.
Vi ho raccontato degli odori che sento, e dei miei ricordi. Vi ho raccontato di quello che mi spalmo in faccia, e persino quello che mangio.

Adesso vorrei raccontarvi un'altra piccola cosa, faccio in fretta!





Grazie.


venerdì 4 dicembre 2015

#backtoseries chapter 9
Le regole del delitto perfetto, American Horror Story, Downton Abbey & More

Buon pomeriggio!
Visto che la maggior parte delle serie tv sono in pausa per l'arrivo delle feste, ho pensato che una bella chiacchierata ci stava come lo zucchero al velo sul pandoro, quantomeno per fare un punto e sapere un po' la vostra impressione su quello che seguite. 
Intanto vi dico le mie, fate attenzione agli spoiler. Iniziamo!

Le regole del delitto perfetto

(How to get away with murder)
Seconda stagione


De Le regole del delitto perfetto non si può dire granché. Nel senso che resta una serie tv ben fatta, e non devo certo dirvelo io. Ma questa stagione a me ha annoiato. La frase che ho scritto più spesso sul blog è "mi stanco facilmente delle cose".
La stagione si presenta con lo stesso stile narrativo, quindi continui flash back e flash forward, la nona puntata che è sempre il clou delle vicende, casi giudiziari che si affiancano e intrecciano col filone principale; sarà che la storia è diventata sempre più assurda e inverosimile (non che prima lo fosse al 100%), ma non mi ha colpito. Non mi addormento ma in certe puntate ho fatto un po' fatica. Non ho sentito quella suspanse che altri hanno sentito.
Piccolo spoiler: ci fanno vedere di continuo Annalise agonizzante per un colpo di pistola ma vi pare possibile che muoia? No, per cui a chi importa chi le ha sparato? A me no. 
E questo doveva essere il punto cruciale del tutto.
Dall'altro lato però l'evoluzione dei personaggi è interessante: le debolezze di Annalise che man mano vengono fuori, i ragazzi che vanno quasi ad assumere il suo ruolo, chi invece cerca di distaccarsene. 
Per il resto il tutto ha preso toni troppo drammatici ed esasperati per me.

Downton Abbey

Sesta stagione

A malincuore possiamo dire addio a Downton Abbey. Tragedia, disperazione e tante lacrime. Ci resta solo lo speciale di natale trasmesso il 25 dicembre.
Che la storia si stesse esaurendo lo si capisce dal fatto che iniziavano a girare intorno agli stessi temi, ma a Downton non hanno mai voluto strafare. 
Sono stato molto entusiasta di questa stagione visto che coinvolge un periodo che mi piace molto, gli anni '20 inoltrati appunto. Sono stato affascinato dagli abiti, ho apprezzato l'arrivo della modernità anche in chi appartiene ad un'altra epoca. Ho apprezzato meno Lady Mary, a cui anche io, ad un certo punto, avrei dato della stronza se mi fossi trovato a passare da lì. 
Ho amato Lady Edith, dalla crescita umana e professionale agli outfit. 
E la scena splatter con Robert Crawley? L'ho rivista almeno 3 volte!
E Carson che si sposa? Momenti tenerezza a pioggia. 
Mi aspettavo forse una chiusura diversa, non so, sembra quasi vogliano lasciare il racconto aperto, ma è presto per parlare.
Credo che rivedrò la serie dall'inizio, a poco a poco.

American Horror Story - Hotel

Quinta stagione 

Su American Horror Story volevo aspettare prima di dirvi la mia opinione definitiva. Arrivati però all'ottava puntata posso già tirare un po' le somme. 
La stagione finora per me è stata una chiavica. 
Novità pari a zero: stesse scelte registiche, stessi colori e stesse inquadrature delle altre stagioni.
Come in Murder House, ritorna il tema delle anime che, lasciando qualcosa di irrisolto, restano intrappolate nell'hotel.
Non ho capito se Muphy voglia fare un horror o una roba psichedelica, surreale e con poco senso. Ormai aggiungere cose a caso sembra, più che una scelta stilistica, un modo per nascondere voragini narrative. 
Intanto non ho condiviso e non capisco la scelta di mischiare personaggi inventati con personaggi reali, ma in ogni caso sono comunque tutti bocciati. 
Ha preso Lady Gaga come se fosse la sua Barbie, spogliandola e vestendola con i suoi stessi vestiti. Infatti Lady Gaga interpreta chiaramente se stessa e non sai se ti trovi in un telefilm o in un videoclip di Bad Romance.
Ed hanno anche risparmiato sugli effetti speciali: un vampiro che non ha denti ma deve tagliare per nutrirsi.
Il poliziotto John è un completo inetto a cui non affideresti nemmeno una bottiglia d'acqua che invece di bere, se la versa in testa. Vive in questo hotel in cui succedono cose strane, ma non è che ragioni, no, lui cerca di copulare con chiunque. Sua moglie non è che sia molto più sveglia visto che piuttosto stare a casa a badare a sua figlia (viva) preferisce diventare un vampiro per stare accanto al figlio (morto). Evan Peters chiaramente interpreta Gomez Addams.
Anche la puntata di Halloween è stata noiosa; solo dalla sesta mi è sembrato che la storia scorresse meglio, ma resta una roba anche qui che non ti coinvolge.
Quel po' di sentimenti mostrati qui e lì sembrano più che altro il divismo di reginette che hanno perso la corona, che magari è un modo per non cadere nel pietismo, ma no. 
Salvo le scelte musicali sempre gradevoli.
Ci restano due puntate prima della pausa natalizia. Preparo il caffè?

Scream Queens

Prima stagione 

Già due mesi fa, quando parlai per la prima volta di Scream Queens, dissi che non avrebbe avuto molto seguito (secondo me ovviamente) e bòn, hanno avuto un calo di ascolti.
Ma la cosa mi sembra più che giusta. La serie infatti, benché chiaramente vuol essere una roba parodistica e esagerata, a me ha annoiato. Lenta, con una trama debole (tò stesso creatore, stessi problemi), e poche novità. Ok, deve essere volutamente assurda e trash, ma date una senso alla storia. 
Red Devil uccide tutti, e lo farei anche io se urlassero così di continuo. 
I possibili moventi son venuti fuori, i possibili colpevoli anche, cosa manca? Scoprire chi si nasconde sotto la maschera!? Ma chi se ne importa?
Quello che resta è qualche battuta trash giusto per sollazzarci un attimo, il resto è fuffa. 
La cosa che però mi ha lasciato perplesso è che malgrado il calo di ascolti, si parla di una possibile seconda stagione. 
What!? Mi pare proprio che ci sia una Murphy Mafia in quel della Fox.

The Whispers 

Prima stagione 

The Whispers è stato giustamente cancellato alla prima stagione, ma ve ne parlo in caso a qualcuno venisse in mente di imbarcarsi per questa strada. 
Di base è la storia di un'invasione aliena da parte di un'entità di nome Drill che irretisce bambini i cui genitori hanno lavori importanti con l'obbiettivo di riuscire a chiamare a sé altri suoi simili. A tentare di fermare questa invasione c'è l'agente dell'agente Claire Bennigan, non solo appunto agente dell'FBI, ma anche una madre.
Sulla base poteva funzionare: i bambini sono sempre inquietanti e bastavano già.
Il problema è stato lo svolgimento. Una trama poco consistente che gira intorno al tentativo di Drill di impossessarsi di un bambino definitivamente, per poter lanciare il suo messaggio. Il tutto si sarebbe potuto risolvere in qualche puntata, invece questa prima stagione è stata trascinata in un susseguirsi di vicende che sembravano giusto il frutto di un montaggio fatto male e non il proseguo coerente di una storia. 
L'assurdo poi è giunto nelle ultime puntate, quando l'agente Wes Lawrence raccoglie tutti i bambini come fossero banditi di un qualche clan mafioso e li tiene in un bunker isolato, come nulla fosse. 
Poi però quando si tratta della sua di figlia, fa le sceneggiate come una madre napoletana qualunque.
E poi c'è pure un'occasione per porre fine al tutto, sacrificando un bambino, ma loro no, se ne fregano. Tanto che importa della salvezza del mondo?
Punto a favore il cast: oltre ai bambini inquietanti, anche gli altri personaggi erano interpretati da bravi attori, tipo Lily Rabe, che però, ha preferito farsi rapire dagli alieni piuttosto che continuare uno scempio simile.
Chissà come mai la serie non è stata confermata per una seconda stagione, me lo chiedo ancora.


Una ricognizione molto rapida infine per 

  • The Originals, che, malgrado amassi gli attori, ho abbandonato all'inizio di questa terza stagione;
  • The Vampire Diaries, che prosegue come al solito, senza alti né bassi. Anche lui potrei abbandonare.
  • Jane the Virgin, che non ho proseguito a vedere oltre il primo episodio, senza una ragione specifica.
  • Quantico, che intendo iniziare, sebbene sia sempre firmato da Shonda. 
Vi bacio, ma fatemi sapere se non solo l'unico deluso/annoiato/scazzato da queste serie tv.


 


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