venerdì 14 novembre 2014

The Normal Heart (2014)



Titolo originale: The Normal Heart
Paese: Stati Uniti d'America
Genere: drammatico
Durata: 133 min
Regia: Ryan Murphy

Al contrario dei soliti film, quello di cui vorrei scrivere questa volta, è un film per la tv, e non trasmesso nelle sale cinematografiche. Ammetto che ho tergiversato un po' per parlarne, ed ammetto che è in questi momenti che la scansione a rubriche che ho dato al blog mi sta un po' stretta.

Il fatto è che The Normal Heart è difficile da inquadrare, o per lo meno così è stato per me.
Ci prende e ci trasporta negli anni '80, periodo in cui la comunità gay, almeno negli Stati Uniti, sta attraversando un periodo di maggiore libertà sessuale. Ma ogni battaglia, seppur vinta, lascia dietro di sé dei morti e dei feriti.
Ned lo sa, soprattutto quando vede morirsi davanti il suo amico Craig, e cerca di avvertire tutti gli altri, appena viene a sapere che c'è questo strana malattia che si diffonde per via sessuale fra gli omosessuali, e sta mietendo vittime. Ma molti di loro non ci credono, temono sia una scusa per farli recedere dalle posizioni acquisite con tanta fatica. Non basteranno né la dottoressa Brookner, che si è occupata della maggior parte dei pazienti deceduti per questo cancro, né il giornalista del New York Times Felix Turner, né l'organizzazione di Ned, la Gay Men's Health Crisis, a far da cassa di risonanza.


Siamo tutti impotenti, brancolando nel buoio che solo l'ignoranza può dare, e nessuno intende farsi carico di quella che sembrava essere una malattia "dei gay". 
Ci vorranno anni prima che il governo prenda atto della gravità della situazione e si decida a stanziare dei fondi per iniziare una ricerca scientifica. Passeranno 4 anni dall'esplosione della malattia prima che il presidente degli Stati Uniti, allora Ronald Reagan, dichiari l'AIDS essere una priorità del governo.
Un film inteso, vero e sincero. A me ha lasciato un senso di incompiuto, come una strada ancora tutta da percorrere, o meglio come l'inizio di un cammino ancora lungo prima di trovare la sua meta.



Voto 9




Ps: no, Ruffalo non mi è piaciuto lo stesso. In alcuni momenti è abbastanza convincente, in altri sembrava un bambino capriccioso con manie di divismo e, visti i suoi precedenti ruoli, anche questa volta non si capiva se l'esagerazione fosse un carattere del personaggio o del suo modo di recitare. Propendo per quest'ultima. Ciao Mark.



9 commenti:

  1. gran bel film!
    di certo non avrebbe sfigurato pure nelle sale, anzi..

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    1. Speriamo ne facciano anche una versione cinematografica :)

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  2. concordo col voto...
    Mark Ruffalo bravo in modo importante, così come la Roberts, dura ed implacabile in un'interpretazione che poteva serenamente essere da sala!

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  3. La Roberts perfetta. Il film incredibile. Murphy è sempre stato uno molto attento alle comunità gay e a questo genere di temi.
    E' un regista versatile, che fa cose buone ma anche cose meno belle, ma è veramente bravo a catturare l'attenzione del pubblico. E questo film lo conferma, ha vinto l'Emmy 2014.

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    1. Murphy è omosessuale, questo spiega come mai la sua attenzione alla causa ;)

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  4. Pant, pant... Un po' in ritardo ma ci sono. Sai che il film l'ho amato molto. Su Ruffalo non la pensiamo allo stesso modo. Non ho notato alcuna spinta eccessiva. Ho trovato il suo personaggio perfetto, a volte umanamente sopra le righe. Ma la lettura che ho dato al film glielo concedeva. Julia Roberts per me oltre ogni classifica. Abbraccio Pier!!!

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    1. Tranquilla, nessun ritardo :) Quanto a Ruffalo il dubbio mi viene dal fatto che in ogni film lui fa una scenata (in questo caso ad esempio quando se la prende col fratello, poi quando incontrano diciamo il sottoposto del presidente, per ognuno doveva attaccarsi a qualcosa) quindi mi chiedo, è un caso o è il suo modo di recitare "umanamente sopra le righe"?
      Abbraccio a te :)

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    2. La scenata la fa pure al suo compagno quando non riesce più a mangiare. Mi sono immaginata di essere io al suo posto. E mi sono detta che (istericamente poiché spaventata) avrei reagito allo stesso modo. Per spiegarti il mio "umanamente". Abbraccio doppio.

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