mercoledì 30 luglio 2014

#backtoseries chapter 4

Sono un po' in ritardo effettivamente, visto che molte serie sono finite ma io son rimasto indietro con le puntate ed ho anche iniziato qualcosa di nuovo. Curiosi? Attenti allo spoiler, io vi ho avvertito.

Game of Thrones (Season 4)

Odiatemi pure ma questa quarta stagione mi ha fatto storcere il naso. Il problema secondo me è che, sebbene vi siano rami narrativi e sfumature sempre interessanti, la storia principale viene messa troppo in ultimo piano. E' la solita tecnica usata in tante serie tv ma che qui arriva agli estremi, ché non siamo mica in Pretty Little Liars. Il culmine è stata la nona puntata, in genere punto di rottura con la storia, questa volta però solo rottura di palle.
Sarò io che non noto le cose davvero importanti, ma un'ora di combattimento. Giuro, sono andato a fare i piatti a metà puntata.
A qualcuno importava della morte di Ygritte? A me no.
Interessante la svolta di Arya, finalmente libera e di sua sorella Sansa che forse ha iniziato a capire come funziona il mondo.
★★

In the Flesh (Season 2)

Avevo parlato per la prima di questa serie tv lo scorso #backtoseries, che mi era stata suggerita su Twitter e devo ammettere che mi è piaciuta parecchio. Principalmente è la storia di un ragazzo, Kieren, che muore suicida e si risveglia da zombie, viene curato per riabilitarsi e non essere più un mangiacervelli, ma accanto a questo c'è tutta la sua storia personale. Dalla sua omosessualità, presente ma garbata e palesata in questa seconda stagione, ma mai ostentata, al rapporto con i genitori, con la sorella, ma anche l'ipocrisia dei suoi concittadini.
Insomma, non un telefilm epico: in certe parti tende ad annoiare, è come se l'intensità della storia si perdesse anche qui in inutilità o sciocchezze ( tipo il padre di Kieren).
★★

Orange is the new black (Season 1 & 2)
Nuova serie stra chiacchierata, su cui mi sono fiondato in questo periodo di magra. 
Ho recuperato entrambe le stagioni e devo ammettere che è proprio carino. È la storia di Piper Chapman, sosia di Katy Perry, una ragazza che vive una vita tranquilla, insieme al fidanzato, pronta ad aprire una sorta di Lush con la migliore amica, ma che ad un certo punto viene coinvolta in un processo giudiziario riguardo un traffico internazionale di droga e decide di costituirsi per avere una pena ridotta. A fare il suo nome è Alex Vause, che tra l'altro è l'ex compagna della protagonista. 
Sì, roba lesbo. 
Comunque Piper si ritrova in carcere con altre donne e qui si svolgono buona parte delle vicende. Il carcere rappresenta un microcosmo rispetto alla vita reale che comunque va avanti, e quindi con tutto ciò che comporta.
La prima stagione mi è piaciuta molto, perché pur essendo abbastanza corale e pur conoscendo le vite dei personaggi tramite flashback, Piper restava la protagonista rappresentando una unicità rispetto agli altri. Nella seconda stagione invece si perde la centralità del personaggio e si mettono di mezzo diverse storie e innesti di cui secondo me ci interessano poco e servono ad allungare la storia. Ho detestato inoltre George Pornobaffo Mendez, perché in un contesto irriverente, sarcastico e anche poco politically correct, lui risulta semplicemente stupido, di quella deficienza che trovi solo in American Pie. Fortuna che non tornerà per la terza stagione.
★★

Devious Maids ( Season 2)
Io adoro DM, perché è una delle poche serie televisive che mi fa davvero ridere, ma bisogna essere critici ogni tanto e questa seconda stagione non è certamente esente da spunti negativi.
Intanto i personaggi come ad esempio Nicholas Deering, fidanzato di Marisol, che sembra quasi staccato dalla storia per buona parte della stagione. Solo alla fine si capisce che effettivamente è collegato ed ha anche un ruolo importante pure con la prima stagione. Non si capisce nemmeno tanto bene l'accanimento di Marisol nello smascherare il marito. Cosa sei, la paladina della legge? Una combattente che veste alla marinara?
Ci sono poi i Miller, da cui lavora Rosie, le cui vicende sembrano interessarci in qualche modo, ma alla fine fanno solo da contornino per movimentare le cose.
Forzatissimo il rapporto fra Rosie e Spencer, che sembravano essersi lasciati e invece in poche scene tornano insieme. E forzatissimo, ancora, il ritorno del "quasi" defunto marito di Rosie.
Poco carina Zoila a non stare col marito fin quando questo conceda il proprio rene a Genevieve.
★★

The Americans (Season 1& 2)

Idem con patate quanto sopra per The Americans, la serie sulle spie del KGB durante gli anni '80 e la guerra fredda.
Se la prima stagione era avvincente e convincente, con le varie missioni da seguire e portare a termine con una consequenzialità, la seconda stagione mi è apparsa annacquata.
E' come se non si capisse dove vogliano andare a parare, e anzi si dimostra più interessante il rapporto fra Nina Sergeevna e l'agente Beeman, che quello che stanno facendo nel frattempo i Jennings. A distanza di tempo posso dire che non mi è rimasta affatto in mente e che il pathos è stato davvero poco. Ma solo io ho notato che non sembrano esattamente negli anni '80, fra abbigliamento e arredamento?
★★

Voi avete visto queste serie? Che ne pensate delle ultime stagioni? E cosa state seguendo di interessante?



lunedì 28 luglio 2014

Compagni di scuola.

Non ho mai amato i revival, visto che molte volte o ti deludono o ti lasciano l'amaro in bocca.
Altre volte li trovi semplicemente inutili. Tipo le reunion con i compagni del liceo.
E' da più di un mese che su Facebook aleggia questo evento riguardo una rimpatriata, ed io ho glissato, scapolando la notifica come gli inviti a Candy Crush.
Il tempo è passato ed eccoci al giorno fatidico.
Mi arriva un messaggio dall'organizzatore dicendomi di dare conferma, e in quel momento mi chiedo
Perché?
Perché qualcuno dovrebbe essere così sadico da organizzare una rimpatriata?
Perché qualcuno dovrebbe essere così masochista da andarci?
Perché fare una rimpatriata considerando che il liceo è finito da nemmeno 5 anni?
Chiariamoci, non ho mai odiato particolarmente nessun componente della mia ex classe.
C'era molta disarmonia, e questo lo sapevano persino gli scarafaggi nei bagni.
In fondo non c'erano chissà quali motivazioni, o grosse rivalità, ma fra noi non funzionavamo.
Piccoli gruppetti abitavano la classe: c'erano i ragazzi, intenti a parlare di calcio, le ragazze intente a sparlarsi alle spalle, c'erano quelli convinti di essere fighi, c'erano quelli che volevano fare gli amici di tutti, c'eravamo noi, un po' sfigati un po' nerd.
Provare a fare incursione negli altri gruppi era fattibile ma a tempo determinato, per la tua personale salute mentale.
Le assemblee di classe poi erano i momenti in cui queste divisioni esplodevano in discussioni e litigate senza fine, che sottolineavano rimostranze tutte personali. Credo che qualcuno abbia ancora i video delle scenate fatti col cellulare.
Già con le varie feste per i diciottesimi si sottolinearono come stavano le cose e chi era davvero amico di chi, ma poi con l'esame di maturità vi fu il tripudio degli egoismi.
Ok, non si suggerisce, ma se per non farlo scappi dall'aula appena finito il compito, allora un pochino stronzo sei.
Finito il liceo ognuno ha preso giustamente la sua strada. Con alcune persone sono ancora in contatto, con altre non più, con altre ancora ho provato a riprendere i rapporti, finendo a tarallucci e vino.
E' vero, le persone cambiano, a volte crescono, ma ho ripensato a tutte le volte in cui ho incontrato al supermercato o per strada qualche ex compagno di scuola.
Ho ripensato a quanti rapporti ho chiuso per via di situazioni sedimentatesi in questi anni.
Ho ripensato alle persone che non ho più avuto voglia di sentire per svariate ragioni.
Ho ripensato alle occasioni mai colte di potersi risentire.
E mi sono chiesto, ma a che ci serve una rimpatriata?
Alla fine ho detto che sarei stato impegnato per la serata ma in realtà pensavo



E voi? Che rapporto avevate con i vostri compagni di scuola? Siete ancora in contatto?



mercoledì 23 luglio 2014

P_laylist #6

Mi dicono dalla regia che son passati circa 3 mesi dall'ultima volta che ho parlato delle canzoni che mi frullano per la testa, ma la verità è che fra esami e impegni di vario genere non ho avuto modo di ascoltare molta musica.
Inoltre io ho un rapporto di amore ed odio con i classici pezzi dance estivi che passano in radio. Ho odiato tutte le canzoni dei mondiali, anche quella di Mina con un testo sinceramente ridicolo.
La palla è rotonda. Ma vero dici?
Io mi sento piuttosto una Muchacha sexy che balla senza trucco e tacchi ma con le chiappette al vento, le sopracciglia che prendono il volo e le tette al mento.
E non ho guardato questo Sky full of stars, perché l'ho trovato noioso e banale.
Mi è piaciuta invece Love Runs Out dei One Republic, perché Ryan Tedder è figo, amo il video e il cardigan che indossa e ci dovrebbero essere più Ryan Tedder in giro.


Dovrei riascoltare il loro album, Native, che forse non mi era piaciuto o magari ricordo male.
Ma non ho apprezzato solo gli ometti, ma anche le donnine.
Una, non proprio ancora donnina, è Ariana Grande che qualche tempo fa ha tirato fuori Break Free, primo singolo del prossimo album. Per me è al limite del tunz accettabile e il pezzo è originale come i vestiti a fiori in primavera, ma anche i neuroni vanno in ferie con questo caldo.


E sempre in tema di ragazzette poco originali ma che per l'estate hanno tirato fuori delle canzoncine carine e adatte al mood, ho sentito il brano di Nicole Scherzinger, un nome, un progetto.
La canzone si chiama Your Love e devo ammettere che all'inizio non mi faceva impazzire per colpa del troppo autotune di cui non capivo il senso. Poi mi è capitato di sentirla dal vivo e l'ho apprezzata generalmente di più. E poi lei è proprio gnocca.




 Continuo, a distanza di due mesi, ad ascoltare Staring at the Sun di Anastacia (qui la recensione dell'album) dopo un periodo in cui Pendulum non voleva uscirmi dalla testa, pur essendosi beccata una stellina.
Invece, non so da quale cassettino della memoria ho tirato fuori Save you di Kelly Clarckson, ballatona che risale almeno al 2009, che già allora non era la mia preferita ma che non so come, mi è rimasta impressa per giorni e giorni.

Io mi fermo, voi però fatemi sapere se conoscete questi brani, quali sono i vostri preferiti e più ascoltati del momento.



venerdì 18 luglio 2014

Quartet (2012)

Appuntamento fisso ormai, quello col filmetto del venerdì, ché dopo una settimana di lavoro chi ha lo sbattone di uscire!?
E poi la crisi, il traffico, la pioggia, la stanchezza, la forfora e quel fastidioso prurito intimo dopo aver finito il Vagisil, dove li mettiamo?
Meglio restare a casa e godersi il divano, come ho fatto guardando Quartet.

Titolo originale: Quartet
Paese di produzione: Regno Unito
Durata: 98 min
Genere: commedia, drammatico
Regia: Dustin Hoffman

La Beecham House, una casa di riposo per cantanti e musicisti ritiratesi dalle scene, sta preparandosi per un galà di beneficenza con l'intento di raccogliere fondi per poter mantenere la struttura ancora attiva. La vita procede normale, per quanto normale possa essere la vecchiaia di artisti che, abituati ad essere applauditi sui palchi di tutto il mondo, adesso si ritrovano gomito a gomito.
Si sa, l'anzianità accentua i nostri difetti, per cui questi amabili nonnetti non sono esenti da gelosie e senso di competizione, fra coristi, che conoscono la loro importanza nel canto, e solisti, troppo abituati ad avere la scena tutta per sé.
Tuttavia la situazione diventerà ancora più calda con l'arrivo di Jean Horton, nota soprano, conosciuta per la sua bravura e il suo carattere duro, inaspritosi ancora di più con l'avanzare degli anni. Jean inoltre è l'ex moglie di uno dei residenti della casa, Reginald, un baritono anch'egli in pensione.
Si risveglieranno così malumori e vecchie ferite, ma la vecchiaia insegna anche la pazienza, e Reggie, con l'aiuto dei suoi amici Cecily e Wilfred cercheranno di convincere Jean a cantare al galà presentando il quartetto del Rigoletto. Tuttavia la diva non può fare a meno di ricordare i vecchi tempi, quando la voce era alla piena potenza e si mostrerà restia nella paura di fallire.

Una commedia molto piacevole, che spiega l'anzianità sotto tanti aspetti, dal ricordo al rimpianto, passando per la voglia di credere in se stessi ancora una volta.
Un film delicato e intenso che, da giovane quale sono, ti porta anche a riflettere su quanto sia importante non lasciare nulla di intentato nel corso degli anni, ma che non è mai tropo tardi per perdonare e dare e darsi una seconda chance.


Voto 7


giovedì 17 luglio 2014

Yankee Candle(s) - Promossi e Ciarpame Summer Edition

Buongiorno genti.
Ho pensato potesse essere utile (soprattutto per me che ormai non ci sto più con la testa) un post di ricognizione delle varie fragranze Yankee Candle che ho provato per adesso, ovvero tutte le profumazioni più fresche, estive, fruttate, che ben si accordano con questa stagione rovente.



Inoltre, visto che adesso è aumentato di 40 centesimi il prezzo delle tarts, cerco di evitarvi qualche ciofeca.
Ci tengo a precisare che quelli di Yankee Candle non mi si filano, per cui le tarts sono acquistate di tasca mia, se parlo di questa marca è perché questa conosco e la mia opinione è sinceramente dettata dal mio naso. Ogni tanto annuso nei negozi altre candele di altri marchi, ma trovo sempre che siano troppo sintetiche e che ci sia poca scelta.
Se non sapete di cosa io stia parlando, vi rimando a questo post in cui riassumevo un po' le caratteristiche delle candele.
Se invece non ve ne importa una sega e non volete ammorbarvi, ci vediamo al prossimo post.
Vi sembrerà un numero spropositato di tarts, e sono solo alcune di quelle che ho effettivamente usato, ma dovete dilazionarle per un arco di tempo di circa cinque mesi.

Promossi


Champaca Blossom
Ve ne avevo parlato in questo post. Delicata, fiorita, una punta dolce. Dura abbastanza nell'aria e la consiglio a chi non ama le profumazioni molto marcate, ed è perfetta per la bella stagione.
Come vi scrivevo non so se sia questo il profumo delle magnolie, ma che ce ne importa.
Ho finito la tart e credo la ricomprerò, anche se fa parte della collezione primaverile 2014.


Lovely Kiku
Una delle mie favorite, anche se può sembrare strano. Vedete bene, quello stampato è un crisantemo, ché non ho il gusto del macabro, ma in Giappone il fiore è un simbolo che richiama la famiglia imperiale e che viene regalato con grande ccioia.
Momento National Geographic a parte, è una fragranza floreale molto carina, si avverte il crisantemo ma risulta dolce e delicato e non da l'impressione di una passeggiata al camposanto il primo di Novembre.
Collezione primaverile 2014.

Honey Blossom
Sempre di una fragranza fiorita si tratta, ma un po' più decisa e intensa.
E' abbastanza dolce, al punto che io ci sento odore di miele, ma non mi stucca ed è gradevole da tenere accesa anche a lungo.
Si avverte anche la nota fiorita ma non saprei distinguere di cosa si tratta.
La ricomprerò, però forse non è adattissima ai periodi molto afosi perché a qualcuno potrebbe sembrare pesante.


Lake Sunset
Tra le profumazioni definibili "bona, ma che è sta robba?!" c'è questa Yankee.
Come dicevo già in questo post, non saprei dire che odore abbia esattamente, a me ricorda un profumo fiorito di rosa e qualcosa altro tipo muschio, ma magari in realtà è tutta un'altra roba.
D'altronde che profumo può avere un tramonto sul lago?!
Comunque resta un'ottima candela, un pizzico pungente ma non penetrante da stordirti.

Margarita Time
Una delle ultime provate, forse non la mia preferita ma comunque buona. Io adoro il Margarita, ma in questa Yankee sento un mix di frutti fra cui spicca il limone o meglio, non so se vi è mai capitato di annusare la verbena odorosa, meglio detta cedrina. Ecco, a me ricorda l'odore di quell'albero. Sicuramente una fragranza particolare e intensa.
Fa parte della collezione Beach Party.

Midnight Oasis
Amore a prima snasata. Una fragranza maschile, elegante, decisa. Sa proprio de omo figo e virile che non deve chiedere mai, ma d'altronde a noi le chiacchiere non importano.
Abbastanza fedele alla descrizione: legno di cedro, un sentore agrumato e un puntino di muschio.
E' una edizione limitata, e credo ne farò scorta. Non ho provato Under The Palms della stessa edizione limitata.



Sun&Sand
Non ho ben capito se questa profumazione sia fuori produzione perché la vedo solo sullo store ufficiale Yankee e io l'ho trovata per caso in negozio, ma credo sia molto carina. Si sente una punta di sintetico ma è tollerabile alle mie narici. La cosa più piacevole è che mi ricorda davvero l'odore di spiaggia, di salsedine, di brezza marina, di crema solare. Non sento invece la lavanda e gli agrumi che dicono nella descrizione.




Ocean Blossom
Altra nuova scoperta, ma che a quanto pare non è più distribuita.
Arrivo sempre tardi. Comunque si trova ancora in giro. E' una profumazione un po' femminile, mi ricorda un po' l'odore di alcuni ammorbidenti.
Fiorita, delicata, ma con una sferzata di fresco che non guasta. Inoltre la tartina mi sembra si senta abbastanza bene anche dopo essere stata riaccesa più volte.


Ciarpame

Immagine presa dal web.

Baby Powder
Dovevo bocciarla a tutti i costi anche se non è esattamente fra le fragranze più estive, ma comunque fresca. A molti piace, e mi chiedo come facciano visto che di borotalco io non ci sento nulla. 
Annusando la tart sembra una buona profumazione ma da accesa la trovo sintetica, troppo pungente, mi mette mal di testa. Ne ho ancora qualche pezzo che regalerò, giusto per farla provare.




Midsummer's Night
Un nome poetico che dovrebbe richiamare l'opera di Shakespeare, per una fragranza che dovrebbe essere maschile e sensuale.
In realtà è una profumazione orrenda che ricorda le signore anziane e fresche di cotonatura a mo' di impalcatura.
In sintesi mi ricorda l'odore della lacca.
Bocciata e da dar via.
Orange splash
Un tuffo... nel lavandino con i piatti in ammollo.
Questo è ciò che mi ricorda questa Yankee: il sintetico odore di detersivo per i piatti.
Forse Michael Kittredge non sa che le sue candele arrivano anche in posti in cui le arance vengono coltivate e te le tirano dietro in certe stagioni. Fortuna che si tratta di una fragranza uscita per l'estate 2014.
Ti perdoniamo Michelino!



Turquoise Sky
Se cercate la versione farlocca di Sun&Sand, questa fragranza fa per voi. Dovrebbe ricordare una bella giornata di sole, una spiaggia, l'odore del mare e della sabbia.
In realtà è solo un odore sintetico che sembra voglia emulare i deodoranti spray per la casa. Devo dire che mi spiace, perché la tart da spenta è decisamente buona.

Fresh cut roses
Fra le rimandate a settembre metto questa candela. Non posso dire che sia brutta come le altre ma se penso al nome mi viene in mente in profumo di rose fresche, un po' erbaceo volendo.
In realtà io sento un odore quasi mentolato con un sottotono fiorito non ben identificato ma che rose, sono quasi certo, non siano.
Nel dubbio la boccio.



Mi scuso per il post infinito, e se vi ho annoiato , ma mettere le foto senza due righe avrebbe avuto poco senso. Fatemi sapere se avete provato queste Yankee, cosa ne pensate, se questo genere di post vi è utile e se avete altri marchi da consigliarmi.
Ma voi, che profumo preferite? Che tipo di fragranze siete soliti annusare o spruzzarvi addosso?



martedì 15 luglio 2014

{Aggiornamento #24}
Antinazionalismo, Brooke Logan e Instagram.

    Finalmente Luglio, con la fine dei mondiali di calcio e dell'Onda Pride, che in Italia a Giugno pare non esista altro.
Hanno vinto i tedeschi e sinceramente non mi piace la cosa, ché già questi, quanto a ego, stanno messi alla grande.

Musica offerta da Janis Joplin: Cry Baby.

Invece sono felice della dipartita italiana, anzi ho tifato Uruguay come mai nella vita.
Mi è parsa un'ottima occasione per far scendere dai piedistalli gente spocchiosa, sovrastimata e sovrapagata come i calciatori.
Nulla da fare per i tifosi, i quali resteranno, in buona parte, un'acefala massa becera.
Bòn.

   Quanto al Pride invece non ho nulla contro, o meglio sono del parere che pochi siano i frutti concreti che possa portare. Ad onor del vero mi pare di capire che lentamente la parata, indecisa fra la "provocazione" dello smutandato di turno e la manifestazione del cartellone urlante diritti, stia volgendo verso quest'ultima caratterizzazione, fortunatamente, anche solo per il rispetto di quello che è il significato del Pride. Ne avevo parlato in dettaglio in questo post dell'anno scorso.
Ma avete sentito la piccola polemica sui poliamore?
In pratica con questo termine si intende l'intrattenere relazioni affettive con più persone che ovviamente sono consenzienti e coscienti della cosa, quindi no corna, no Brooke Logan.

Mi state dicendo che la famiglia Forrester non era consenziente!?

Ora loro hanno colto l'occasione per manifestare e richiedere una propria legislazione, ma non sarà un tantinello complicato?
Nessuno vuol sfruculiare nella vita altrui, perché qui non si sta a discutere se è giusta o sbagliata la poligamia, ma se già non riusciamo ad avere una legislazione che unisca due persone, figuratevi un gruppo. Inoltre mi sembra una fattispecie un po' complicata da gestire. E, non ultimo, se verranno accordati i matrimoni fra partner dello stesso sesso, in un certo qual modo sono inclusi anche i poliamore, no?!

   Ma adesso parliamo dei fatti miei o finisce che cambio titolo al blog.
Intanto devo ringraziarvi per il sostegno datomi riguardo al tirocinio di cui avrete seguito le mie disavventure. Devo ammettere che, a parte la difficoltà di iniziare, e tutta la trafila burocratica, è una esperienza interessante.
Io mi sto occupando di tutto un progetto che riguarda i servizi per gli stranieri, che il comune in cui sto lavorando, pur non avendo questo grande afflusso di immigrati, voleva in qualche modo aggiornarsi.
Pur non essendo il mio specifico settore, mi sta appassionando e approfondire le varie legislazioni, vedere come si svolge in concreto l'accoglienza, mi entusiasma.
Tra l'altro sono stato messo nell'ufficio di stato civile per cui capisco anche un po' il funzionamento di una pubblica amministrazione. Adesso sono in pausa per via degli esami ma riprendo prestissimo e devo comunque concludere entro Settembre.

   Parlando di sciocchezze invece volevo dirvi che ho creato il profilo Instagram. A dire il vero già possedevo il profilo, ma mi sentivo troppo stupido a pubblicare foto di una vita che non ha nulla di straordinario o particolare. Idem a pubblicare 'sti benedetti selfie. Poi pian piano ho iniziato e devo dire non è male, soprattutto per merito dei brasiliani palestrati che ti cuorano l'impossibile. Lo trovo rilassante e ci sono scatti che magari ti piacciono e vale la pena condividere. Non abbiate timore a seguirmi, nella colonna qui a destra trovare gli share buttons che vi collegano subito ai miei social.

   Sempre in tema social network invece volevo segnalarvi la mia nuova pagina Google Plus. Non è che mi è salita la megalomania, ma ero stufo di avere un profilo in cui non potessi inserire il nome del blog.
Apriamo una parentesi. Google + ti consente di creare o un profilo ad uso personale, o una pagina business. Nel primo caso non puoi avere un nickname, perché non risulteresti una persona reale, pur essendo un'entità conosciuta con un soprannome su un'altra piattaforma Google (Blogger); leggasi che io non posso usare le parentesi del mio nickname. Nel secondo caso puoi aggiungere persone da seguire ma non vederne i post, pur non essendo un vip o un brand, e quindi troncando di netto l'interazione tanto cara a noi blogger.
Il senso di tutto questo? Lo ignoro.
Francamente capisco chi schifa questo social, e io stesso ero tentato di cancellare la pagina Google ed aprirne una Facebook.

   Per il resto la vita procede tranquilla. Ancora non ho fatto nemmeno un bagno a mare, e devo dire che non ne ho avuto voglia. Intanto perché non mi sento in forma da mostrare le mie (dis)grazie alle genti, e secondo purtroppo pare che dalle mie parti, a causa di un guasto all'impianto di depurazione, l'acqua sia particolarmente inquinata, tanto che alcune persone, specie bambini, hanno manifestato delle infezioni. E francamente non sono tipo da starmene steso sulla stuoia sotto il sole a uso braciola sul fuoco.
Che non sia un amante del caldo è noto, però devo dire che sapere che il mio mare è sempre più inquinato, mi ha tristemente sorpreso, ché in un'epoca in cui si discute di impatto ambientale e risorse eco-sostenibili, nuotare letteralmente nella melma è una contraddizione.

   Avrei ancora molto da dirvi, riguardo il casino in Palestina, riguardo la morte di Giorgio Faletti, riguardo l'Italia che crolla con la velocità di una slavina, ma ho parlato fin troppo e come sapete non sono una persona così seria.
Io adesso vi saluto e vi auguro buona settimana, ma prima aggiornatemi un po' dei fatti vostri, anzi, se volete, lasciatemi il link a qualche post, vostro o altrui, che credete valga la pena di leggere.
A presto.




venerdì 11 luglio 2014

The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (2013)


Titolo originale: The Butler
Paese di produzione: Stati Uniti d'AmericaDurata: 113 min
Genere: biografico, drammatico
Regia: Lee Daniels

È ancora un ragazzino Cecil, quando è costretto a vedere una delle peggiori atrocità che un essere umano può sopportare: la morte del padre per mano di un uomo bianco, protetto da leggi razziali che consideravano uno il padrone dell'altro.
Miss Annabeth, la padrona, per consolare il giovane decise di assumerlo in casa e insegnargli a servire.
Ma Cecil crebbe e presto cerco un posto migliore per sé, scappando da una terra che gli aveva tolto tutto. La strada che gli si presentò davanti era tutta in salita, fin quando non conobbe ... Fu proprio lui a trovargli lavoro in un lussuoso hotel di Washington, dove riesce a farsi notare per il suo garbo, l'abilità e la discrezione. Caratteristiche perfette per poter diventare un perfetto maggiordomo alla Casa Bianca.
Qui Cecil vedrà passare ben 5 presidenti, dagli  anni '50, fino agli anni '80, e con loro i tumulti socio-politici che hanno coinvolto quei decenni.
Stessi tumulti che coinvolgeranno la vita privata di Cecil, che a suo modo, lentamente, compostamente, cerca di abbattere quel muro fra bianchi e neri. Infatti, mentre la moglie Gloria, insofferente dell'assenza del marito da casa per via del lavoro, affogherà nell'alcool, il figlio primogenito Luis darà non pochi pensieri ai suoi genitori.

È questo che ci racconta la voce di Cecil Gaines, in un film delicato che mischia la vita privata di un personaggio, che, nel suo piccolo, ha fatto la storia, ad avvenimenti di portata internazionale, che hanno segnato il 900, fino ai giorni nostri.
Un racconto intenso e commovente che mette in scena un ampio range di tematiche, problematiche ed emozioni sia della sfera privata che pubblica: la lotta per i diritti civili, la guerra, ma anche la famiglia, l'alcolismo, il rapporto intergenerazionale, con le sue complicazioni.
Bisogna dire che a volte il background storico, e quindi la presenza di Luis, prendono troppo la scena rispetto al protagonista. Inoltre, benché il cast conti nomi importanti, molti personaggi si susseguono troppo velocemente al punto da essere praticamente comparse. Un meno ancora per il trucco fatto su alcuni attori, troppo finto e poco credibile.


Voto 8




mercoledì 9 luglio 2014

Liebster Award #2

Era da molto tempo che non ricevevo un premio, ma questa volta sono stato omaggiato dalla mia amica Rory di La Rockeuse, per cui non potevo non risponderle e ringraziarla.
A dire il vero ho già ricevuto il Liebster Awards, ma non importa. perché le domande sono sempre diverse.

Le regole sono
  1. Ringraziare chi ci premia - Fatto
  2. Rispondere alle 10 domande della nomina - 
  3. Nominare altri 10 blog. - Non nomino nessuno, ché vi sarete scocciati dei premi, ma se volete potete accettarlo e rispondere.

1. Come è cambiata la tua vita con il blog?
Cambiata non credo, ma ho scoperto che scrivere mi piace davvero molto più di quanto immaginassi, e che posso condividere ciò che scrivo con chi magari la pensa come me, o magari no, ma comunque ti fa riflettere.

2. Descriviti con un solo aggettivo:
Con la testa fra le nuvole.

3. Quale stato d’animo ti rappresenta meglio?
Sognatore/malinconico.

4. Trovate più seducente l’intelligenza o l’attrazione fisica?
Saper intrattenere una conversazione è già un buon passo. Però trovo più seducente l'ironia e i modi di fare.

5. Il vostro motto è:
Non ne ho uno.

6. Quanti libri leggi in un anno?
Purtroppo non abbastanza! Dovendo leggere i manuali dell'università, non sempre ho voglia di leggere altro. Non sono un lettore da pre- sonno e questo mi frega!

7. Un difetto/pregio su di te:
Un pregio è che non mi lamento (troppo). Un difetto è che non mi lamento (purtroppo).

8. Musica/strumento preferito?
Trovo magico il violino e il pianoforte, ma tutti gli strumenti sono magici altrimenti la musica non esisterebbe!

9. Esiste l’amicizia virtuale?
Sì, non esiste l'amore virtuale.

10. Quanto trovi stupido/carino queste piccole attenzioni, come un pensiero Award?
Sempre trovata carina, perché è un modo per blaterare un po' di sé e, se possibile, far conoscere altri blog.


venerdì 4 luglio 2014

Il Grande Gatsby (2013)

Penso di essere l'ultimo nella blogosfera a parlarne ma la puntualità non è il mio forte.
Ma di fare la recensione attuale poco mi importa; per chi non lo sapesse, questi post nascono per stimolare la mia sopita passione per i film. Una gara contro me stesso per vedere più film possibili, costruirmi una piccola cineteca e se incuriosisco qualcuno mi fa solo che piacere.
Come da titolo comunque, ho visto Il Grande Gatsby.


Titolo originale: The Great Gatsby
Durata: 143 minuti
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Australia
Genere: drammatico
Regia: Baz Luhrmann

Nick Carraway, giovane giornalista, ci racconta la storia d'amore fra Daisy, sua cugina, e il milionario Jay Gatsy. Un amore intenso, delicato, quello fra i due, ma che, come tale, non ha superato il logorio del tempo.
Jay, infatti, conobbe Daisy nel 1917, quando egli stava per partire per la Prima Guerra mondiale, e lei era una giovanissima ereditiera. I due si innamorarono, ma solo Gatsby portò nel cuore la giovane, pur sapendo che, dopo la sua partenza per la trincea, questa si era sposata con Tom Buchanan, un giocatore di polo.
Trascorreranno ben cinque anni prima che i due riescono a rincontrarsi grazie a Nick.
Un lustro che ha permesso a Gatsby di costruire un impero, non propriamente fondato sulla legalità, fatto di sfarzo, lusso, feste alla moda con l'unico intento di ritrovare la sua Daisy.
Quei cinque anni però avevano il peso di un macigno su un animo fragile come quello della ragazza, che aveva illuso Gatsby fino alla follia, per poi tornarsene al suo posto.
Erano persone noncuranti Tom e Daisy. Schiacciavano cose e creature e poi si ritraevano nei loro soldi e nella loro immensa noncuranza.
Purtroppo devo unirmi al coro di tutti coloro che hanno trovato questo film stupendamente vuoto. Le scene, bellissime, con fantastiche luci ed effetti, ma che dovrebbero essere pregne di sentimento, molte volte, si racchiudono in bellissimi primi piano, in una esaltazione della bellezza degli attori e lì resta.
Inoltre, altre volte, quando vengono esposte delle emozioni, queste sembrano quasi distorte ed esagerate.
Un esempio? Gatsby che rivede Daisy a casa di Nick. A me faceva ridere più che trasmettermi la tenerezza di un uomo fatto e finito che si intimorisce davanti alla donna che ama.
Inoltre di base c'è una grande contraddizione: Gatsby viene dipinto come un personaggio schivo, di cui nessuno è a conoscenza del suo volto o del suo passato, proprio come nel libro in cui il personaggio sembra quasi un'ombra, che conosce tutto e tutti ma che nessuno riesce ad identificare.
Bene, nel film la casa di Gatsby è disseminata di sue fotografie in svariate situazioni.

[Edit: aggiungo questa parte perché sembra che il mio voto sia sintomo di un brutto film. Non è così, le ciofeche sono altre. Ma diverse cose non mi sono piaciute. Oltre a quanto già detto, mi sono emozionato davvero solo per un paio di scene. Inoltre ho trovato il personaggio Daisy riduttivo rispetto al libro. Qui sembra per lo più una ragazzetta viziata e indecisa. Resta un film piacevole, ma non un capolavoro]

Voto  6 e mezzo


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