La Poraccitudine #11 Speciale Sanremo 2013 (terza puntata)

Terza puntata di Sanremo e ovviamente io sono puntuale e loro sono in ritardo. 
Ma per farsi perdonare Fazio, con lo stesso vestito da 3 giorni che c'è crisi, e Luciana con un impermeabile, cantano Vattene amore per augurare buon San Valentino a tutti.
E si baciano pure.
Comicamente teneri.Spiegazioni di rito e si comincia con Simona Monilari e Peter Cincotti.
Lei molto figa devo dire.
Abito fucsia fluo, la gonna non l'ho capita ma aveva uno strascico, scollatura a cuore e tette strizzate per prendere aria. Fascia di strass in vita, capello mosso. Look ok, ma canzone La Felicità, boh. Carina, fresca, ma boh.
Tocca a Mengoni che sembra aver pippato la polvere del teatro Ariston visti i movimenti scoordinati e scattosi. Ha scelto lo stesso abito della prima serata tinteggiato con la colorerai italiana. La canzone L'essenziale mi piace, ho deciso.






Non un capolavoro, ma a Sanremo ci può stare.
Poi arrivano gli Elio e le storie tese vestiti di tutto punto e con tanto di braccia posticce che, come tutte le cose posticce, cadono.

La canzone Mononota è fantastica, uno show fatto canzone.






E dopo una tosatina a Vessicchio, canta Malika Ayane, truccata come Marlene Dietrich ma con i capelli di Mirko di Kiss me 
Licia.
Il look g
uadagna con l'abito lungo nero, con un mega fiocco sotto il collo.La canzone E se poi non so cosa abbia ma non mi convince, non mi arriva il brivido. Il testo è bello ma la melodia forse la rende noiosa. 
Sembra voglia raccontare una storia che non capisco.
Cambio di abito per Luciana con una brilluccicante cerata nera e scarpe rosso fuoco, che introduce il One Billion Rising, flash mob contro la violenza sulle donne.
Uomini sappiate che quando picchiate un qualsiasi essere vivente, donne, bambini, animali, perdete 3 centimetri di uccello e diventate amebe.
E io lo so che mentite in partenza sulle misure, sappiatevi regolare.
Comunque uno spettacolo suggestivo.
Brividi.
Riprende la gara con i Marta sui Tubi, con Vorrei.

Continuo a non capire l'articolazione delle parole, ma la canzone è bella, d'impatto, non prettamente nel loro stile e forse per questo più adatta all'occasione.
Turno di Chiara che si ripresenta vestita come la pri
ma serata nei modelli, cioè dalla collezione '98/99 della Bon Prix, ma almeno opta per il nero che non sbagli mai.
La canzone, Il futuro che sarà, è un tango pop a mio avviso un po' moscio.
Subito dopo il primo ospite: Roberto Baggio.
Io non ho mai capito un ciuffolo di calcio ma ho sempre avuto simpatia per lei.
Più vecchio, appesantito ma un bell'uomo.
E poi si rivela anche filantropo, che volete di più?!?

Pubblicità e arriva Gazzè con la sua Sotto casa.

Mi piace, un pezzo leggero, scanzonato. Mi ricorda un po' il duo Cocchi e Renato per come la canta.
E madonna se è truccato.
Luciana a confronto è acqua e sapone.
Arriva Annalisa e il mio naso si deforma.
Blusa bianca e mini rosa confetto da liceale. E peggio ancora
pareva avere anche le calze rosa.
Almeno la canzone Scintille è piacevole e allegra.
Non mi fa sbarellare, ma brava.


E siccome hanno fretta arriva subito Maria Nazionale che stavolta si è vestita da signora della sua età, corpetto bianco ricamato e pantalone nero. 
Non può mancare il balconcino in esposizione, che puoi farci una grigliata in 12. Su È colpa mia sorvoliamo.
Sale sul palco Cristicchi col suo solito vestitino in nuance grigia questa volta. La canzone, La prima volta che sono morto, è ironicamente realistica, carina e quasi rassicurante nei confronti della morte. Il pubblico sembra apprezzare.Pubblicità e altro mega ospitone Antony and The Johnson. 
Momento di musica pura. Canta You are my sister.
Anthony ha una voce che può leggere l'inci del bagnoschiuma in bagno e farti venire i brividi pure alle ciglia.
Non so cosa sia ma è in grado di scatenare qualcosa ad un passo dalla magia. 
Quella vera, e sembra di poterla toccare.
A spezzare l'incantesimo un orrendo top strassato di Luciana Littizzetto e Kekko dei Modà con le sue giacchette di velluto. La loro Se si potesse non morire potrebbe anche piacermi se non fosse che il pathos che ci mette mi angoscia. 
Tipo che ti aspetti schiatti da un momento all'altro.
Passa la palla a Daniele Silvestri con A bocca chiusa, che avanti un altro. 
Non mi dice nulla.
Anzi mi annoia pure.
Arrivano gli Almamegretta e vado in bagno. Torno giusto per vedere che il cantante è vestito da Aladin e sentire mia madre che si domanda se abbia la voce in un punto che molti vorrebbero sbiancare.
Andiamo avanti con Raphael Gualazzi vestito da pianista dopo il turno di lavoro. 

La canzone, Sai( Ci basta un sogno) è un piacevole crescendo, ci fossero meno "AaaaaaAaaa" sarebbe anche meglio.Arrivano i giovani.
Da sinistra: Ilaria, Antonio, Paolo, Andrea
Il primo è Andrea Nardinocchi con Storia Impossibile. Un pezzo che vorrebbe essere un po' RnB, invece è solo noioso. 
Look oltre il discutibile con la giacchetta rubata a e da Fabri Fibra e le scarpe da ginnastica.
Altro giovane Antonio Maggio che mi pare di aver già visto da qualche parte e non intendo al supermercato. Mi confermano essere un ex degli Aram Quartet (XFactor prima stagione)
Mi servirebbe sapere è pezzo piacevole, ritmato, da radio.
Ancora altro giovane, Paolo Simoni con Le Parole. Suggestivo il piano rosso, ma lui aveva un prato da calcio sintetico e pestato al posto dei capelli, e la giacca senape gne. 
Un dandy scrauso.
Ultima in gara fra i giovani, altro volto noto: Ilaria Purceddu con In equilibrio. Lei ha fatto X factor e sta volta me lo ricordo, mi piaceva pure. Look nuovo, capello corto, abito lungo che definirei il più bello visto fin'ora. Bianco e nero, mi ricorda un po' Black Swan. Il brano, che avevo sentito sul sito Rai e non mi era piaciuto, ma live diventa più suggestivo. 
Foto che non ha bisogno di commenti.
Mi convince.
Purtroppo però prima di sapere chi passa fra i giovani, dobbiamo sorbirci Al Bano appena scongelato dall'ultima lite con Romina.
Laura Chiatti, con un vestito carino ma banalissimo come l'ospite che presenta, lo introduce.
Si spara due acuti, grattati come il parmigiano sulla pasta e scatena una groupie sessantenne nella piccionaia.
Poi, insieme a Laura, Luciana e Fazio urla ancora sulle note di Felicità come se da ciò dipendesse tutta la sua virilità. 
Le mie corde vocali piangono in pena.
Fra i giovani passano Ilaria e Antonio.
La classifica provvisoria vede in testa Marco Mengoni, Modà, e Annalisa, con sommo dispiacere di tutti. Io non mi esprimo, devo pensarci. 
E per concludere, con una Vattene amore, riproposta come all'inizio dalla Littizzetto e da Fazio, siamo andati tutti a ninna.
E voi?
Ieri sera che avete fatto?

La Poraccitudine #10 Speciale Sanremo 2013 (seconda puntata)

Ad un orario che non sapevo è iniziata la seconda puntata del Festival di Sanremo.

La serata è introdotta da Beppe Fiorello che con una giacca fresca di naftalina ma con un po' di puzzo del sudore del fratello, ci marchetta il suo film su Domenico Modugno.
"Famogli prendere un po' d'aria a 'sta ascella!"
Almeno canta bene.
Meglio di gente in gara magari.
Poi se la toglie e così Sanremo mi guadagna punti in un colpo.

Arriva la bellona che non può mancare mai.
Bar Refaeli.
Inutile che è inutile, ma è figa e pure simpatica. 
Abito plissettato celeste in stile impero.
Fazio sembra un automobilista con la pioggia.
Non capisce più una mazza.
Poi arriva Luciana che giustamente è vestita con una sorta di copricostume ricavato da un lenzuolo e i leggings contenitivi che anche no.
Primi concorrenti sono i Modà con 
 Se si potesse non morire, una canzone che è una tribolazione per la giugulare di Checco.
Lui conciato da "fighetto" del sabato sera che deve andare in disco, pare sbiancato con l'ACE, che Michael, levati mulatto.
Segue Come l'acqua dentro il mare.
Accozzaglie di luoghi comuni che sembrano più la lista della spesa.
Supera Se si potesse non morire, anche se a volte ci speri.
Tocca a Cristicchi fresco di toelettatura e canta Mi manchi
Brano che trovo stranamente e con senso quasi di stizza, molto carino e simpatico.
Cantato come mia nonna
canta la litania per la santissima eucatistia, ma Britney docet e vai di autotune.
La prima volta che sono morto invece mi perplime in un turbinio di perché?
Perché ci fai questo?
È terrorismo psicologico.
Passa ovviamente La prima volta che sono morto.

Eloquente questo tweet?


Pubblicità e arriva Carla Bruni che probabilmente stava facendo l'impiegata alle poste visto il tailleur grigio e triste in cui si è ficcata.
Mugugna qualcosa in francese con la simpatia del trapano dal dentista.
Naturale e spigliata come il botox che ha scofanato sotto gli zigomi.

Momento epico: Luciana Littizzetto che sfotte Carla Bruni sotto i suoi zigomi rigonfi.
Rifanno, è il caso di dirlo, un pezzo di Carla che Luciana canta meglio di Cristicchi.
Si riprende la gara con Malika Ayane con un bell'abito nero lungo dal taglio semplice ma con scollo profondo sulla schiena che mostra il murales sopra il fondoschiena.
Peccato per i capelli tinti con acqua ossigenata e Stabilo Boss.
Prima Niente, pezzo intenso ma non ho capito una mazza del testo.
Che l'abbiano chiamata Niente di proposito?
Poi appunto E se poi che passa il turno.

Io la preferisco, ma tanto sembrano tutte uguali.
Bòn.
Cambio d'abito per le due donne della serata.
Bar in tailleur tuta totalmente in pizzo nero e Luciana con un altro copricostume verde acqua, questa volta con annessa stuoia per la spiaggia.
Presentano gli Almamegretta di cui sconoscevo l'esistenza e preferivo continuassi ad ignorare. Non se ne capisce il senso.

Di tutto.
Dai brani, alle parole bofonchiate dal cantante che sembra essersi fumato cinque stecche di Malboro poco prima di esser salito sul palco.
Se non fosse per generali conferme avrei già chiamato la Amplifon.
Cantano Onda che vai e Mamma non lo sa e va avanti quest'ultima ma poco ci frega.

Arriva il turno per Max Gazzè, con un frack nero e rifiniture gialle ma lo smalto nero da finto rocker levatelo.
Un primo brano I tuoi maledettissimi impegni che non mi convince.
Preferisco Sotto casa un brano che è uno scioglilingua ma molto piacevole. 
Peccato che la base sembrava un rigurgito di qualche pezzo elettro pop di una qualche Kesha. 
Però è quasi figo in questo contesto.
E infatti va avanti.
Arriva il turno di Annalisa.

Bella lei, in un total crema, blusa e short.
Certo che più che short sembrano mutandoni pizzati della nonna, ma poco importa.
In ogni caso all'Ariston lo short no.
Comunque mi piace Scintille, pezzo ritmato, ma poco d'impatto che tempo che è finita non te la ricordi più.
Annalisa sembra più sicura e questo è un bene.
Non so ballare invece è un pezzo lento e romantico. 

Oh a me sta raghella mi piace.
Peccato che il brano non abbia un' apertura che valorizzi l'amichetta di Maria.
Una cinquecento in autostrada all'ora di punta.

Nun gliela fa.
Passa Scintille.
Bar Refaeli si cambia indossando un monospalla stile impero rosso, e arriva l'ospitone internazionale, Asaf Avidan.

Ci ho messo mezz'ora a capire chi fosse, poi quando ha cantato la sua One Day/Reckoning Song in una versione fra l'acustico e le coliche renali, lo riconosco subito.
Fazio chiede il bis e lo ottiene.
Tutti contenti.
Cambio d'abito anche per Luciana che finalmente ha trovato qualcosa di decente nell'armadio.

Abito lungo nero stile impero, con fascia metallica sotto il seno ed ai polsi e tette strizzate all'inverosimile in bella mostra.
E arrivano gli Elio e le storie tese vestiti da chirichetti e frontoni enormi che Rihanna levati, per Dannati forever.
Irriverente e sincero.

Mi è piaciuto tutto il loro show che rasentava la genialità.
Bastavano i loro dieci minuti ed avrebbero potuto pure chiudere baracca e burattini.
E confesso che li trovavo degli ebeti.
Magari adesso l'ebete sono diventato io e non capisco più nulla, ma tutto a posto.
Poi cantano La canzone mononota.
E io ho adorato a profusione.
E infatti passa.
Bravi italiani.
La serata sembra più viva del solito che stento a credere fosse lo stesso programma di ieri.

Sketch comico fra Neri Marcorè e Fazio che imitano Piero e Alberto Angela, e la palla passa ai ccciovani. Ora io dico ma come fate a lasciare 'ste povere creature fino a mezzanotte e li spedisci a casa in mezz'ora? Non si fa.
Comunque inizia Renzo Rubino con Il postino( amami uomo), canzone ovviamente a tematica omosessuale. Un brano semplice ma piacevole.

Il Cile con Le parole non servono più ricordano un po' Ligabue, ma con arrangiamento vecchio come l'utente medio di Rai 1. Il testo è piacevole.


Tocca poi a Irene Ghiotto con Baciami?.
Lei non sta ferma nemmeno se la lascia a terra catatonica dopo una schitarata di bastonate. Vestito rubato alla trisavola, anfibi da adolescente difficile, bella voce ma canzone boh.
Turno dei Blastema, che evidentemente volevano uccidersi nel fondotinta, e cantano Dietro l'intima ragione
Un po' troppo Muse, un po' troppo Negramaro, il tutto in un wannabe che aleggia sulle loro teste.
Peccato che il cantante fosse pettinato come Renato zero.
Bravini.

Passano il turno fra i giovani Renzo Rubino e i Blastema.
E come era iniziata, questa seconda puntata di Sanremo finisce.
Beppe Fiorello canta Vecchio frack, Luciana Littizzetto che si disinstalla dalle piattaforme che usa per scarpe, e tutti a nanna.

La Poraccitudine #9 Speciale Sanremo 2013 (prima puntata)

(Minchia, un titolo più lungo nemmeno a pensarlo.)
Buongiorno Italia, buongiorno Maria.
Mi sa che questa l'hanno già detta.
No, è che sono in pieno mood Sanremese.
E pensare che fino ad un paio di anni fa mi veniva la forfora alla sola idea che dovessi sorbirmi quattro giorni di questo tran tran.
E nulla.
Ieri sera quindi è iniziata la prima puntata.
Io francamente non ho capito tantissimo visto che mia nonna ha parlato ininterrottamente per due-ore-due della sua visita dal cardiologo.
Ma ho capito che è stato un Festival moscio.
Anzi direi flaccido.
Mi è piaciuto l'inizio, con l'omaggio per il  bicentenario della nascita di Verdi.
Prima "Va, pensiero" e poi il "Nabucco". 
Giusto a ricordarci che far le tantissime melodie del panorama musicale italiano classico, scegliere "Fratelli d'Italia" come inno è come andare in un ristorante di lusso e volere un McChicken.
Siamo dei polli.
Comunque per fortuna che poi arriva Luciana Littizzetto che già avevo sonno.
Arriva in carrozza lei, da vera principessa.
E tempo trenta secondi sta già per sfranticarsi le ginocchia dalla scaletta del cocchio.
E da vera principessa entra di lato.
Abito nero a palloncino con ricami e piumette qui e lì strappate a non so quale boa di Platinette.
Sì, a palloncino, la gonna lunga era posticcia.
Poi parte la letterina a San Remo.
Che io pensavo esistesse. 
E invece no.
CULO!
L'ha detto lei.
Comunque inizia la gara dei big e tocca a Marco Mengoni.
Mia nonna non sapeva chi fosse, e come la biasimi?
Quest'anno ogni cantante ha due canzoni in gara.
Si vota subito e solo una di queste va avanti.
Lui, col completo blu da nipote di Don Vito Corleone alla prima comunione, ha cantato L'essenziale, che ho perso tempo di lavare i denti, e Bellissimo.
In entrambi i casi brani leggerini, nulla di che.
Io ho preferito la prima.
Forse perchè non l'ho sentita subito.
Però devo dire che ti resta in mente.
Subito dopo è il turno di Raphael Gualazzi.
Che simpatici bastardi i genitori a chiamarlo così.
Anche lui due brani.
Senza ritegno e Sai(ci basta un sogno).
Passa il secondo.
Una canzone che è tutto una sincope di a, come se gli stessero schiacciando i testicoli.
Sul look nulla da dire.

Anzi sta pure meglio rispetto a due anni fa quando sembrava un cavernicolo in giacca e cravatta.
Poi questo ragazzo ha capito tutto.
Non dice una parola sul palco.
Parente anche lui di Don Vito Corleone?
Boh.
Ve l'ho detto che a me la scenografia piace?
Un po' tetra, ma bella durante le esibizioni.
Tutto composto da schermi, un po' concerto di Madonna, un po' bagno di Lady Gaga.
Non c'è la scala.
O per lo meno c'è ma si smonta.
Non so se sia IKEA ma mi ricorda una tastierona.
I cantanti passano letteralmente dal sottoscala.
Un luogo che gli si confà.
Come con le scope.
Comunque primo cambio d'abito per Lucianona.
Questa volta in blu, e soliti ricami di cristalli.
Un taglio leggermente a ca(ra)mpana un po' anni '60.
Il problema sono le scarpe.
Sembrano due mattoni in cemento che 'sta povera crista si trascina prima di gettarsi a mare.
No.
Capito Sanremo?
No.
E ve l'ho detto che il verdetto sulla canzone che passa viene letto da un ospite vip?
I primi sono Marco Alemanno, compagno di Lucio Dalla, per Mengoni, e Ilaria D'Amico per Raphael.
Poi segue altra gentaglia.
Da Flavia Pennetta, a Vincenzo Montella, fino a quelle due sgarrupate delle sorelle Parodi, che ho temuto volessero preparare una crêpe sulla testa di Fazio.
Vipponi.
Prosegue la gara e tocca a Daniele Silvestri, più passabile del solito.
La prima canzone è A bocca chiusa e poi decide di riprensentare "Salirò" chiamandola Il bisogno d’onore (Ricatto d’onor).
Dietro di lui intanto un mimo (???) traduce il testo delle canzoni nel linguaggio dei segni.
Suggestivo ma già visto.
Una ventata di innovazione questo Silvestri.
Ovviamente a a nessuno piace la minestra fredda, e anche un po' fetente, del giorno prima.
Quindi passa il turno A bocca chiusa.
Subito dopo il microfono passa a Simona Molinari e Peter Cincotti.
Io dall'alto della mia ignoranza li conosco poco.
Lui bellino, simpatichino, pulitino.
Semplice giacca, pantalone e camicia nera.
Lei ha pensato bene di lasciare i pantaloni a casa.
Che Sanremo in qualche modo sà da vincere.
Ha portato con se una giacca rossa luccicosissima.
Presentano due brani molto swing e jazzanti, ma molto all'acqua di rose.
Dr. Jekyll Mr. Hyde e La felicità i titoli.
Passerà il secondo, forse a causa dell'acuto orgasmico alla fine del primo brano?
Arriva Maurizio Crozza in abiti berlusconiani, ed è lo sfracello.

Il pubblico urla, come nei migliori mercati rionali, che non vuole politica a Sanremo.
O forse non vogliono l'imitazione di Berlu?
Boh.
In ogni caso Crozza era entrato da 30 secondi e non aveva detto granchè.
Quindi figuradimmerda.
La situazione diventa pesante.
Fazio richiama gli urlatori da bravo professorino.
E non parlo di Mengoni e della Molinari.
Comunque Crozza va avanti nella sua mezz'ora abbondante di spettacolo, proponendo i soliti noti di questa campagna elettorale per buona pace di tutti.
Siamo a livello noia hovogliaditagliarmifalangefalanginaefalangettaperpassareiltempo, 
e arrivano i Marta sui tubi, giusto per dare quel tocco di radical sinistroidismo che non guasta mai.
Cantano Dispari e Vorrei. 
Non vorrete mica che vi parli dei loro look, no?!
Sorvoliamo elegantemente, e diciamo che vince Vorrei.
Subito dopo, per cavalcare la falce e il martello scesi sul teatro Ariston, arrivano i due fidanzati omosessuali diventati famosi
per il video in cui raccontano la loro storia attraverso dei cartelli.
Carini loro.
Tanto dolci.
Tanto naturali, ma anche tanto coraggiosi.
Semplici.
Peccato che gli vengano riservati solo pochi minuti.
Poca atmosfera, freddezza generale.
E niente bacio che io aspettavo come i saldi a Dicembre.
Ma io mi son quasi commosso.
Si sposeranno il 14 a New York.
Ma come?
Vi perdete Sanremo? 
'Sti gay.
Luciana ricambia abito.
Solita solfa.
Top nero che comprime le tette e gonna verde poco sopra il ginocchio, con una cascata di applicazioni nere.
Posso dire che l'hanno vestita male?
Ok, l'ho detto.
Poca originalità, e anche poca eleganza.
Sì, ok, non è mica Adriana Lima, ma appunto.
Mettetele un abito lungo che sottolinei e allunghi la figura.
Altro giro altre tette invece quelle di Maria Nazionale,
che pare essere in gara.
Oh io son sicuro di averla vista, anche perchè non te la scordi.
Maria porta in gara Quando non parlo e E’ colpa mia.
Pezzi anima e core come solo Napoli sa regalarci.
Tanto core da vederlo battere in sedici noni.
Strizzata in abito fucsia monospalla, preso dall'armadio delle figlie, Maria gorgheggia sicura di sè.
Proseguirà la gara con E' colpa mia.
Ecco brava.
E' colpa tua che ti sei presentata a Sanremo.
Comunque mentre tento di staccarmi le vene dei polsi con i denti giusto per ingannare il tempo, arriva Toto Cutugno ad incentivare questo mio momentaneo passatempo.
Ho creduto per un attimo che dietro di lui ci fossero soldati tedeschi direttamente dal 1943.
Tutti amici suoi, per dire.
Lui si porta a casa il premio Città di Sanremo, canta L'Italiano, perchè pare che la sua discografia consti solo di questo brano e si prosegue.
Arriva forse la cantante più attesa in gara.
Chiara Galiazzo, vincitrice di X Factor, e vincitrice del premio Peggio Vestita della Serata.
Uno smanicato, chiaramente rivisto e merletteto da Carla Gozzi, in color ottanio, abbinato a dei pantaloni traslucidi dello stesso colore, il tutto per farla sembrare la sorella maggiore di mia nonna.
Porta in gara i pezzi L’esperienza dell’amore  e Il futuro che sarà.
Io non la apprezzo in entrambi i casi.
Ma non la apprezzo in generale.
Non mi serve avere una Florence Welsh italiana.
Brava, ma nulla più. 
Un po' uguale a se stessa e i pezzi sono più mosci di tutto Sanremo messo insieme.
Comunque passa Il futuro che sarà.
E lo strazio finisce verso mezzanotte e mezza, con buona pace dei sensi e con Luciana che finalmente si toglie quei cubi di cemento che le hanno venduto per scarpe.
Stasera altri sette Campioni e inizio della gara per i cciovani.
Se sopravvivo.
E voi? Visto Sanremo ieri?

Rihanna - Stay ft. Mikky Ekko

Unapologetic.
Settimo album. 
Stay.
Secondo singolo.
Oggi è uscito il video del brano, cantato da Rihanna, insieme a Mikky Ekko, che francamente non conosco, ma so che ha scritto e prodotto la canzone.
Uno dei pochi pezzi che meritano all'interno di questo album, ben lontano dai miei gusti.
Il ritmo lento di un pianoforte accompagna le due voci, in un pezzo sentito e in cui Rihanna ha deciso di far uscire un po' la voce.
Il video invece è piuttosto statico.
Girato all'interno di un bagno, mentre Riri, nuda #saichenovità, fa il bagno, assorta nei suoi pensieri.
Ne esiste una versione ancora più statica.
Ma non importa, perchè la canzone merita di essere ascoltata ad occhi chiusi.



Not really sure how to feel about it
Something in the way you move
Makes me feel like I can’t live without You
It takes me all the way
I want You to stay

La Poraccitudine #8 Speciale Grammy (2013)

Ebbene anche quest'anno si son tenuti a Santa Monica i Grammy Awards.
Gli oscar della musica, dove ti regalano il grammofono d'oro dietro un lauto compenso.
Anche l'anno scorso non ho potuto fare a meno di commentare.
E io ci tengo alle tradizioni.
Sono sincero, volevo piazzarvi un post su Sanremo, ma c'è tanto tempo per  parlarne #abbiatenetimore, invece i Grammy accadono solo una volta l'anno, come un congiuntivo esatto della De Filippi.
Ma ciancio alle bande, vediamo in cosa si sono infagottate le nostre stars o wannabe per l'occasione.
Le mie sono solo opinioni da ignorante, non me ne vogliano le fashion bloggers.
Tutto di panza, tutto sostanza, oserei dire.



Adele è tornata più giunonica che mai, dopo una gravidanza che sembrava non voler finire mai. 
Io credo che siano entrati fisicamente dentro di lei ed abbino preso di peso il bambino, altrimenti non si spiega.
E pare che durante la gravidanza la nostra ciaciona si sia data al taglio e cucito ed abbia confezionato questo bell'abitino con la tappezzeria di sua nonna.
Che in tempo di carestia ogni buco è una via, e tanto puoi sempre incolpare Lady Gaga se ti vesti dimmerda.
Un saluto ad Adele che so che mi legge.




Quest'anno è stato anche l'anno del ritorno sulle scene musicali di Alicia Keys.
Tanto bella, tanto brava.
Girls on Fire mi smuove parecchio i nervi e i timpani ma nulla da dire.
E' una che ce la sa.
Peccato che più che un abito a sirena, quello in cui si è ficcata la nostra Alicetta, fa un po' effetto polipona.
Un fritto misto indigesto.
Senza contare che evidenziare i fianchi e schiacciare le tette per accentuare la loro ben nota inesistenza, per me è qualcosa di disumano.








Katy Catia Perry sta a Grammy, come vecchietta con le borse di plastica sta a autobus.
Loro ci sono sempre, qualsiasi cosa accada.
Il problema è che Katy non vince un Grammy nemmeno se mostra la passera in pieno show.
Idea geniale quella di fasciarsi in un abito verde smortino pastello, e sottolineare tutta la latteria Soresina con mucche al seguito.
Che di tette non se ne vedono mai abbastanza.
Brava Catia.





Amicona della Katy, la tartarughina delle Barbados è stata la più bella della serata.
Nulla da dire a Rihanna, elegante e sexy che eterosessualità portami via.

Anche trucco e parrucco da dieci e lode.
Peccato per la fronte en plein air, ma quella è roba vecchia. 
Bella anche la sua esibizione con Stay.
Unico neo è stato star strusciata a Chris Brown, non paga delle mazzate ricevute.
Contenta lei.

Alla serata era presente anche Jenniferona Lopez, che per l'occasione ha sfoggiato un abito monospalla di seta nera.
Col cambio di guardia ad American Idol, a quanto pare Jenny ha molto tempo per tenersi in forma e se vede. 
Peccato però che abbia deciso di mostrare i prosciutti all'urlo de "è arrivato il Marino!".
Brava pora stella.









Stupisce Beyoncè, che si è portata a casa un Grammy con Love on Top, per la sua semplicità.
Dopo il megashow in pre-rec al Superbowl, King Bee ha optato per una blusa bicolore bianca e nera e pantaloni a vita alta neri.
Stupisce anche quella struttura conica impiantatale  su un fianco.
Illazioni dicono sia un'opera di Renzo Piano.











Sempre dalla scuderia Knowles, Solange è la sorella stracciona maggiore della Beyonce qui sù.
Lei ha sempre look un po' alternativi, anche alla luce del percorso musicale, meno pop e commerciale, rispetto a quello della sorella.
Sull'abito nulla da dire.
Un taglio semplice caratterizzato da spalline in rilievo e un verde acqua acceso.
Ma tesoro di mamma, non potevi ficcarti una parrucca come tua sorella?
Hai litigato col parrucchiere?
Ti è esplosa la lacca?
Essù fallo uno sforzo, che chissà quante bestie ti sono morte fra i ricci.





Taylor Swift, con la verve che le si confà, ha presenziato alla serata con un abito bianco stile impero, un po' sposa un po' vergine delle acque.
O forse, soluzione più probabile, la scelta stilistica nasconde un messaggio pubblicitario subliminale riferito ai pannetti bianchi per lo spolvero.
Non è dato saperlo.
Tu cara però non ridere troppo che finisci per sembrare viva e non sia mai.








Infiltrata fra i cantanti c'era lei, Nicoletta Kidman, ad accompagnare il marito Keith Urban.
Per l'occasione Nicole ha rubato un paralume del secolo scorso da qualche villa inglese e ne ha fatto un abito mortificante per le forme e che la fa sembrare più pennellona del solito.
Non parliamo poi del capello stirato con la piastra di mia sorella.
Nicole, ascolta me, sei troppo bella, anche con troppo botox, per conciarti così.
Cambia stylist.
Non so, assumi me ad esempio.






Quest'anno anche un po' di maschietti.
Lui, Justin Timbarlake, tornato a far musica dopo ere geologiche, ha scelto uno smoking spezzato nei tessuti.
Giacca semi lucida con venature e pantalone liscio nero.
Scialbo come un frollino, il simpatico Giustino, ha voluto fare il simpatico con un cravattino importante e un mocassino bianco e nero dal sapore retrò.
No, non l'ho assaggiato, si dice così.
Peccato che l'abito lo appesantisse sui fianchi, che Beyoncè e Adele annatevene a pascolà cinghiali.
E poi si sa, se i fianchi sembrano larghi il resto sembra più piccolo....



Due al prezzo di uno.
O meglio, qualcuno che credevamo di conoscere e invece speravamo di scordare.
Kimbra (a sinistra), che ha colto l'occasione per restare in tema carnevalesco, smontando e riadattando un vestito da damina dell'ottocento, probabilmente appartenuto all'infanzia e Gotye che il chicazzè te lo scippa meglio di due ladri sulla vespetta.






Look un po' vedo e non vedo, e se vedo ti mostro la patata per Kelly Rowland.
Bella è bella, perennemente figa, con un fisico da far invidia e un viso un po' cavallino.
Nulla da dire.
E forse è questo il problema.












Florence Welch, lead singer del gruppo Florence and the Machine, invece ha scuoiato un alieno per cucire questa cosa che si è messa addosso.
Un abito strano.
Non brutto.
Forse di più. 
Ok che il verde sta bene alle rosse. Ma la catarifrangenza sta bene solo in autostrada.
Se stai morendo.
E se ti vedono solo gli infermieri dell'ambulanza.







Una che non ha fatto successo solo per la sua bellezza è certamente Kelly Clarkson, che per la serata ha rubato un vecchio vestito di Adele.
Nulla da dire in quanto bravura, e taccio pure sull'effetto cubosenzatette che è meglio.
Però no, Kelly, non farlo.
Non volerti male.
Noi ti vogliamo bene perchè sei genuina come un caciocavallo, ma non per questo puoi vestirti da caciotta.
Ritentaje.





Na faticaccia.
Ringrazio comunque i divi di Hollywood sempre grande fonte di ispirazione per grasse risate #Adelestaacuccia.
Che poi, son americani, e va tutto bene.
Ma domani sì che ne vedremo di ogni.
Non vedo l'ora.
Intanto che ve ne pare di 'sti smandrapati?
Un bacio!

P!nk - Just Give Me A Reason ft. Nate Ruess

Ma io nemmeno lo sapevo fosse uscito ieri il video di questa canzone. 
Il che è pure normale visto che non posso essere onnisciente.
E la canzone continua a piacermi anche a distanza di mesi.
Anche se la voce di Nate Ruess, cantante dei FUN, mi urta i nervi come una fiamma ossidrica sulla pelle.
Il video non è male.
Da un lato si contrappongono una Pink più fanciulla che sogna in un letto di nuvole, e una Pink più matura che ripensa alla sua storia.
Le nuvole diventano un mare, perchè l'Amore è un mare.
Un mare di tante cose, non sempre buone e non sempre giuste.
Nate invece e per fortuna è relegato in tv.
Mi spiace solo di aver pagato il canone.


I’m sorry I don’t understand
Where all of this is coming from
I thought that we were fine
(Oh we had everything)
Your head is running wild again
My dear we still have everythin’
And it’s all in your mind

Hysteria (2011)

Mortimer è un medico fresco di laurea.
Finiti i suoi studi, però, il giovane, si scontrerà con la difficoltà nel trovare e tenersi un impiego.
Il perché è semplice: la sua mente, giovane, elastica, che guarda al futuro, cozza con le menti, arretrate, preistoriche, fossilizzate di coloro che hanno il potere del datore di lavoro.
No, non parlo della fuga di cervelli in Italia, anche perchè devi avere dei genitori orrendi per farti chiamarti Mortimer.
Siamo a Londra nel 1880, e Mortimer è uno dei protagonisti di Hysteria.



Dopo vario peregrinare presso questo o quell'ospedale, Mortimer, accompagnato da una tonnellata di correttore che gli rende metà viso bianco, troverà lavoro nella clinica del dottor Dalrymple. 
Costui è un medico specializzato nella cura dell'isteria, un male che colpisce il genere femminile #sempresventurate e che causa depressione, spossatezza, stati umorali altalenanti e può acutizzarsi in forme sempre più gravi. 
La cura?
Diciamo una forchettata alla patata.
Una stimolazione delle parti in cui non batte il sole, a meno che non ti chiami Cicciolina.
Una massaggiatina, in maniera del tutto anerotica, solo per scopi medico- clinici, alla farfallina che anche Belen ha un po' più in giù del tatuaggio.
Che tanto all'epoca erano convinti che solo un salsicciotto, un salamino, un carciofino di un baldo giovane potesse provocare l'orgasmo.
Famo a capisse, l'isteria non esiste. 
Coloro che ne avvertivano i sintomi erano soltanto donne annoiate dalla monotonia quotidiana e raffreddate da una vita sessuale da encefalogramma piatto.
Ma loro ci credevano.
E non prendetele per stupide, che oggi c'è ancora gente che crede a Berlusconi.
Il dottor Dalrymple, quindi, oltre a essere ormai avanti con gli anni, ha un esubero di pazienti e le mani di un giovane ( e anche un po' gnocco) medico sono proprio ciò di cui ha bisogno.
E sempre nello studio del dottor Dalrymple, Mortimer conoscerà le figlie del suo datore di lavoro: la giovane, leggiadra, eterea e imperturbabile Emily, e la scapestrata, ma caritatevole e socialmente impegnata Charlotte.
Col passare dei mesi, la fama del giovane medico crescerà in maniera del tutto proporzionale al numero di pazienti, che lo costringeranno a lunghi turni di lavoro.
Ma la mole di tastatine alle patate borghesi di una Londra in epoca vittoriana, non farà altro che provocargli crampi alla mano destra.
E a nulla serviranno i tentativi di nascondere il problema o usare la mano sinistra.
Il dottor Dalrymple, infatti, sarà costretto ad ascoltare le lamentele delle sue insoddisfatte pazienti e licenziare Mortimer.
Il giovane tuttavia non si dà per vinto, e, grazie al suo amico, mecenate e benefattore Edmund ( un Rupert Everett sfondato di botox come pochi), e ispirandosi ai marchingegni all'epoca futuristici di quest'ultimo, riuscirà a sostituire il movimento della mano con un rudimentale arnese elettrico, che donne e passivi dei giorni nostri conoscono come vibratore.
Una commedia leggera e piacevole, che, attraverso una narrativa allegra e divertente, un buon ritmo dei dialoghi e attori con tutte le robine al loro posto, è in grado di toccare temi importanti come il femminismo, l'emancipazione, la difficoltà dei giovani nell'addentrarsi nel mondo del lavoro, ma anche la famiglia e i sentimenti.
Uno scorcio su un mondo antico, che si rivelerà quantomai moderno.
Cosa accade fra Emily, Charlotte e Mortimer? 
Un ménage à trois? 
Apriranno un'industria di vibratori?
Guardate il film, se no spoilero troppo.

Voto 7 e mezzo

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