Recensione film: The Help (2011)

Mi son reso conto di avere molta roba ancora da vedere.
In teoria avrei da vedere tutto lo scibile umano viste le mie scarse conoscenze cinematografiche, ma visto che non mi pare il caso ed avendo solo una vita disponibile, nel frattempo perdo tempo dietro ai film consigliatimi. 
L'altra sera quindi mi sono dedicato a The Help.


Genere: drammatico, commedia
Durata: 146 minuti
Regia: Tate Taylor
Uscita in Italia:  20 gennaio 2012
Paese di produzione: Stati Uniti

Mississippi, 1950.
Eugenia "Skeeter" Phelan ha un sogno. Al contrario delle sue squittenti e cotonate coetanee che cercano l'uomo perfetto, per diventare casalinghe perfette con una famiglia perfetta, Skeeter vuole scrivere. E ci prova in tutti i modi, altro che bamboccioni a cui affiancarsi tutta la vita.
Così appena laureata accetta subito l'incarico per una rubrica di economia domestica nel giornale locale, ma Skeeter deve svoltare, vuole di più.
Se vuole realizzare il suo sogno e diventare una grande scrittrice, deve trovare una storia mai trattata.
Deve raccontare qualcosa che le masse non conoscono, specie le signorine per bene dell'alta società con cui si ritrova, indolente, gomito a gomito.
L'ispirazione arriverà proprio dalla quotidianità, da un mondo parallelo a quello in cui vive, un mondo che però le leggi, le credenze, la cattiveria, l'ignoranza hanno relegato all'ombra.


Sono questi infatti gli anni delle manifestazioni, delle rivolte e degli scontri per l'affermazione dei diritti civili da parte dei neri, guidati in particolare da Martin Luther King, vessati da un continuo odio razziale che li costringe a un ruolo di inferiorità all'interno della società.
Le donne afroamericane, in particolare, vivono una vita di sacrifici e sofferenze. Molte sono domestiche nelle case dei bianchi benestanti, che, alla stregua di serve, devono riverire i padroni, attraverso ferree regole di non-contatto con essi, anche crescendo i loro figli messi al mondo incoscientemente.
A ciò si affiancano situazioni familiari sull'orlo del disastro, fatte di solitudine, dolore, mariti spesso violenti e numerosi figli da accudire.
Queste sono le storie che Eugenia vuole portare alla luce del sole, che vuole mostrare a quel mondo tanto chiuso nella sua superficiale abitualità, quel mondo che in un certo senso ha caratterizzato la sua crescita, ma da cui vuole distaccarsi. E per farlo ha bisogno di una testimone diretta.
Troverà, non senza difficoltà, una spalla in Aibileen Clark, domestica dalla biondissima Elizabeth Leefolt.
In maniera anonima, Skeeter raccoglierà i racconti della donna in un libro.


Ma la sola Aibileen non può bastare per il grande progetto richiesto dalla casa editrice newyorkese.
Sarà un'altra domestica, Minny, licenziata da Hilly Holbrook solo per aver usato il bagno padronale, a contribuire al libro portando tutta la sua esperienza.

The Help è un film quantomai attuale, non solo contro le discriminazioni, ma in grado di toccare molti dei sentimenti e delle dinamiche umane.
Dall'odio e dal disprezzo immotivato, all'amore incondizionato per la famiglia, gli affetti, la vita e soprattutto la libertà, al coraggio di essere se stessi e di essere amati in quanto tali.
La voglia di vivere, di sperare, di cambiare, di migliorare una realtà vecchia e stantia distaccata da una qualsiasi logica umana. Ma anche il desiderio di inseguire un sogno.
Un film piacevole, che è stato in grado sorridere in alcuni punti, ma non senza sentire l'amaro sapore della commozione.

Minny ti amo!

Voto 9




Aggiornamento #11

Che periodo di merda.
Oh l'ho detto.
Questo 2013  è già riuscito a tirar fuori il peggior barista di Caracas che è in me.
Non voglio fare il blogger frignone di quelli che ti fanno venir voglia di ficcare il computer nel Gratì e farlo a pezzi, ma proprio no.
Da dove posso cominciare?
A tutti in famiglia è rimasta una spina nel cuore che nemmeno le pinzette KIKO ce la possono.
Nostalgia e tristezza sono il leitmotiv delle nostre giornate.
Soprattutto per mia nonna, che di punto in bianco si è trovata sola in una grande casa.
Noi nipoti abbiam deciso di far dei turni per non lasciarla sola specie la notte, che non si sa mai.
Non che non sia autonoma, ma è preoccupata e te credo.
Comunque io e una delle mie sorelle abbiamo già fatto più di due notti.
Due notti orrende visto che, oltre ad un letto di marmo, si sentono i rumori della strada a cui non sono abituato.
Solo un mio cugino, 26 anni altezza 1.90 cm, utile come i battiscopa al tempo delle aspirapolvere, non ha fatto nemmeno una notte.
Ufficialmente perchè ha il sonno pesante e non sarebbe utile in caso di bisogno.
Ufficiosamente si caga sotto.
Comunque stiamo cercando di riprendere la nostra routine, abitudini e cazzi vari.
Dobbiamo.
Ma qui parliamo di me, no?
Tento un sunto di questi 21 giorni di Gennaio.
Lasciando stare una serie di scartoffie burocratiche che tanto non interessano a nessuno ma toccano a tutti almeno una volta nella vita, come la carie ai denti.
Intanto la salute, con i postumi di un raffreddore che dritto dritto dal 2012 mi sta attaccato a cozza e mi ha lasciato naso e labbro superiore così secchi che il deserto del Belucistan a confronto è una vigorosa cascata di chiare, fresche e dolci acque.
E anche parenti e amici non sembrano mica appena usciti da una copertina di Viver Sani e Belli.
Attorno a ciò si sono ricamate una serie di cazzatine, che centrini di mia nonna, levatevi.
Intanto questa benedetta carta ricaricabile, la Genius card, che dopo avermi fatto sclerare fra attese al call center ( a pagamento) e tentativi vari, si è rivelata difettosa.
Tipo che per la prima volta in vita mia, una donna con evidenti problemi di ritenzione idrica e adiposità varie sulle cosce, mi ha tagliato una carta di credito in faccia.
E anche se conteneva solo 5 euro, sono esperienze che non auguro a nessuno. 
Deve arrivarmi la sostituta ma questo non fa altro che ritardare il mio shopping online in saldo.
E a proposito di saldi, tristezza.
Premetto che io compro quasi sempre low cost, che anche se ci spendi 200 euro sono sempre manine cinesi a farti gli orli, e nulla mi si è mai sciolto addosso, ma la tristezza dicevo.
Da me non ho una vastissima scelta di negozi, ma io non ho grandissime pretese.
Non c'è stato un capo per cui picchiare qualcuno per l'ultima taglia disponibile.
Non c'è stato un capo che mi abbia fatto sbarellare tanto da non guardare nemmeno se ci fosse lo sconto.
Ho preso un pantalone color tortora, uno beige chiaro leggermente jeansato, un maglioncino bianco sporco con bottoni sul davanti e la mia adoratissima borsa che chi ha Twitter avrà visto. 
Volevo portare un po' di luce al mio guardaroba invernale composto quasi esclusivamente da grigi, neri e blu ma senza esagerare che a sembrare scappato di casa ci metto un attimo.
Ora cerco un paio di scarpe chukkastringatepolacchinestivalettiocomecacchiosichiamano ma non mi convince nulla se non online. 
Vedremo.
Poi c'era un tipo che, in un modo tutto suo, stava ripetutamente tentando un approccio, benché io abbia ripetutamente esposto il mio disinteresse a tempo indeterminato per il genere maschile, in particolare in lui.
Parliamone. 
Essendo una persona che conosco da tempo, ho preferito essere magnanimo e incontrarlo un'oretta per chiarire la situation.
Con "preferito incontrare" si legga "era l'unico modo per toglierselo di mezzo".
Oltre ad essere bruttarello, 'sto qui ha pure una boria che mezza mi basta per farmi la piega.
Intendiamoci, non mi interessa che tu sia un figo da paura. 
Da tempo ormai l'unica tartaruga che mi interessa è la simpatica testuggine e se voglio un mascellone, accendo la tv e guardo Beautiful. 
Preferisco che sia uno sguardo a colpirmi, un gesto anche timido, una voce al telefono.
Ma esordire con frasi tipo 
sono una persona splendida!

ti stai perdendo un bellissimo treno...
ti fanno perdere talmente tanti punti che con i restanti non ci prendi nemmeno il pentolino scrauso in teflon.
E poi Trenitalia ormai ci ha abituati allo schifo, quindi sei pure anacronistico.
Comunque non si è fatto più sentire. 
Alleluja.
Gennaio vuol dire anche sessione esami in vista, ed io ho una voglia di studiare pari ai livelli del Po il 15 Agosto, e la ripresa delle serie TV, ma quanto interesse, vedi sopra. 
Non so perché. 
Non ho quel fremito che mi accompagnava prima, di settimana in settimana, in attesa della nuova puntata.
La 14 di Pretty Little Liars, poi, è stata una delusione per un ritorno post feste. La 15 un po' meglio, ma se vogliamo buttarla sul thriller ditelo subito.
Unica passione che procede intatta è Revenge. 
The Vampire Diaries è stato anche molto carino, ma spero si diano una mossa.
L'attesa più forte è per Game of Thrones per cui ci vorrà ancora molto quindi bón.
Ora, io capisco che l'anno è appena iniziato e in 21 giorni non può accadere nulla di rivoluzionario.
Come dicevo non sono una persona che si lamenta, e posso pure ascoltare Paolo Fox che parla dello Scorpione come se parlasse di sua madre senza denunciarlo per pubblicità ingannevole.
Ma se questo è l'inizio, che altro devo aspettarmi?
Un qualche dio incazzato che giochi a yo-yo con un meteorite sulla mia testa?

Aiuto, c'è un prete!!!
A presto.
Spero.

Il profumo delle fragole appena colte

Quando ero bambino ero un selvaggio.
O quasi. 
Che credete, ho sempre avuto un certo aplomb. 
Tranne quando andavo nella campagna dei miei nonni.
Lì diventavo un selvaggio.
Giocavo nel e col fango. 
Parlavo con le galline. 
Davo da bere ai conigli.
Adoravo andare in campagna.
La gioia più grande era l'estate.
D'estate camminavamo scalzi nei solchi in cui scorreva l'acqua per l'irrigazione.
I nostri piedi di bambini erano troppo teneri per sopportare le pietre e l'acqua gelida.
Ma la nostra testa era troppo dura per non seguire mio nonno scalzo in quei solchi.
Mio nonno ci adorava.
Ad ogni stagione, ad ogni primizia noi nipoti eravamo i primi ad assaggiarne.
Piselli, pesche, pomodori, cetrioli e soprattutto fragole. 
A noi toccavano i primi frutti più belli e grossi.
Ma tutto di nascosto da mia nonna.
Anche lei ci adorava.
Ma lei, che aveva portato avanti da sola una famiglia per 7 anni, mentre mio nonno lavorava altrove, aveva acquistato occhio per gli affari, e non poteva perdere quella primizia di prima qualità.
Specie considerando la smodata passione di mio nonno di cogliere quasi tutto acerbo.
Perché col cavolo che mia nonna dava tempo ai nostri capricci di essere esauditi una volta che il frutto era maturo.
La campagna era gioia.
Ha istruito e fatto crescere la nostra fantasia proprio come quei frutti.
Ti bastava una pietra e un pezzo di stoffa e avevi fatto una bambola.
Una corda e una tavoletta di legno ed ecco l'altalena.
Dei giornali appallottolati e potevi correre dietro a una palla.
E poi succede che si cresce.
I bambini mettono la maschera degli adulti.
Gli adulti portano il peso della maschera della vecchiaia.
E così la campagna è passata pian piano alle cure dei miei genitori.
I capricci per avere il frutto più bello sono stati messi da parte da una vita più piena di doveri.
La corda si è consumata e la tavoletta di legno si è spezzata.
La campagna è diventata un luogo di passaggio per noi nipoti.
Facebook ha sostituito la carta stropicciata. 
L'iPhone la pietra e il pezzo di stoffa.
Ma anche se non sono più il bambino paffuto di una volta, anche se nessuno mi prende più con l'Ape all'uscita da scuola nei giorni di pioggia, anche se inizio ad avere i primi capelli bianchi, anche se l'idea di una famiglia tutta mia è sempre più presente in me, e anche se ho cercato in tutti modi di mettere la maschera dell'adulto, so che non sentiró mai più il profumo delle fragole appena colte.
Ciao nonno.

Istruzioni per l'uso

Ok è stato un lavoro monumentale.
Quasi quanto far sembrare Maria de Filippi donna.
Ok, forse così è troppo, ma non è stato facile.
Direte te lo potevi risparmiare che non ce ne può fregar di meno, giustamente, ma volevo fare un lavoro quanto più ordinato possibile.
E mi è sembrato il momento giusto visto che circa 160 post sono più maneggevoli di 1000.
Magari 10 sarebbero stati più maneggevoli di 160, ma dettagli.
Non brillo per puntualità e organizzazione.
Ho provato a mettere in ordine il casotto che ho creatosi con etichette e pagine del blog.
Ho voluto creare delle macro categorie ( i tastoni sotto il titolo).
Queste macrocategorie poi si diramano e mi sento una prof di matematica che spiega gli insieme.
Dicevo ci sono poi diverse microcategorie, ovvero le varie rubrichette come le conoscete.
Ora, fare un lavoro perfettamente schematizzato sarebbe stato impossibile.
Ho rinunciato ad essere schematico, bravino ed ordinatino già da tempo. #esevede
Però volevo quantomeno provarci, consentire a chi si trova qui per la prima volta, ma pure la seconda o la terza, di non perdersi fra i meandri di questa baracca.
I pulsantoni miglioreranno e saranno più carini (forse), ma restano questi ed al massimo se ne aggiungeranno degli altri.
Quindi volevo presentarveli già ora e fare il punto della situazione.

-P


In questa sezione troverete letteralmente i cazzi miei.
Non c'è molto da dire, ho incluso al suo interno i post AmoreFraterno, picchi di odio biliare scambiato con le mie adorate sorelle, e Aggiornamento, dove parlo prettamente a random di ciò che mi capita quotidianamente, di ciò che penso, ciò che mi turba e mi rallegra. Poi c'è Misadventures of an Imperfect Pier(ef)fect ovvero i miei scontri col mondo. Spererei di non ampliare questi post, ma sono quasi certo che finiró per far concorrenza a quella mattacchiona di Milena Gabanelli.
Sempre in -P ho fatto rientrare anche i miei pensieri vicini alla quotidianità, i miei sfoghi, le mie ansie che non si incastonano dentro una serie di post ma che anzi fanno ancora più parte di me.

Blog(eff)ect


È una nuova etichetta creata ad hoc- sentite il tono professional- per mettere insieme tutto ciò che riguarda il blog. Dai premi che gentilmente quanto stoltamente di assegnate, alle interviste, dalle chiavi di ricerca, ai tag a questo stesso post utile come le bambole di porcellana di mia madre.



Recensioni e Musica

Perché ne parlo insieme? 
Perché qui mi era sorto un dubbio.
Avevo unito queste due etichette ma questa unione mi aveva lasciato un leggero retrogusto di braccino corto.
Ok, musica, film e telefilm vengono generalmente recensiti. 
Ma io povero sprovveduto che cerco una recensione di un film e mi trovo della musica, finisco per non capire una mazza.
Dunque eccoveli divisi.
In recensione ci stanno i film e in musica che può starci?
La musica ovviamente.

La Poraccitudine

Il frutto di indigestioni di navigate in rete. 

Il figlio di una internet dipendenza mai curata. 
Non so da dove mi sia uscita. 
Volevo commentare gli obbrobri rigurgitati dalla rete e a mia volta ho rigurgitato un obbrobrio.
Ultimamente mi diverte più parlare dei fatti di attualità per poterli commentare con voi.
Ma ogni sciocchezza, trashata, situazione imbarazzante è ben accetta.

Ricette

È la sezione più anoressica. 
Mi piacerebbe rimpinguarla ma vediamo. 
Ultimamente non mi son messo molto ai fornelli. 
Anche perchè nelle feste che vuoi cucinare più di quanto hai già ingloriosamente fagocitato?
Se dovesse scomparire sarà che mi son rotto di star a sbattere uova.
O al massimo mi son messo definitivamente a dieta. 
Ma conto più nella prima opzione.

Perdonerete al lungaggine e l'inutilità di questo post, ma mi rendo conto che servisse più a me che a voi.
Delle linee guida servono sempre. Anche nella vita.
Ma nella vita non ne abbiamo molte.
Almeno qui posso mettere un'etichetta, cancellare, spostare, ricominciare.

Baciotti a tutti.

CercamiComeQuandoeDoveVuoi #2

E torna puntuale come il ciclo dopo il concepimento, l'attesissimo appuntamento con le
sempiterne, notissime, eristiche, opime e quantomai inani chiavi di ricerca.
Se ve lo steste chiedendo, sì, sono aggettivi in lingua italiana.
Son passati più di quattro mesi dal primo episodio.
Mi ero scordato di questi post.
Non ci sono scuse.
Non ho guardato per molto tempo le chiavi di ricerca.
Ma veniamo al succo.
Le ho spulciate per bene onde evitare che nel tempo avessi perso qualche chicca.


  • L'amore è un'altra cosa arisa significato
    C'è chi insiste ancora con questa chiave.
    Ne farò una parafrasi con spiegazione tipo poesia di Montale in terza media.
  • Arisa fakes
    Sei falsa Arisa, cazzo!
  • Santanchè fuck
    Curati.
  • Tra un attimo è primavera
    Due minuti, tesoro, due minuti.
  • Addominali canzone try pink
    Non ho capito: vuoi sapere che addominali abbia la canzone? Vuoi usarla in palestra?
  • Belen andiamo
    E su Belen, vai.
  • Belen denti finti
    Davvero? Già Kukident?
  • Capodanno con ef
    Ef chi!?
  • Che dieta ha fatto matthew
    Quando lo vedo glielo chiedo.
  • Come si chiama quello del video di try di p!nk?
    Quello lì....
  • Culo della santanchè
    Curati con quello sopra.
  • Da molto tempo avevo voglia di scriverti
    Grazie per non averlo fatto.
  • Delusa da come facilmente si sostituiscono le persone
    Ti capisco.
  • Devo sbiancare il culoAh beh, interessante.
  • Federica sciarelli culo
    Ma fissato.
  • Gay e puzza di piedi
    Dov'è il nesso? Fetish?
  • Iron lady sullo schermo
    Spiegatemela.
  • Le cosce di nina zilli
    Due?
  • Le serate più belle non si possono raccontare ai genitori
    Certo! Ma questa casa non è un albergo!
  • Maledetta orticaria
    Ti capisco, dannazione.
  • Merida "merda" ribelle
    Ma che ti ha fatto?
  • Pink try adoro questa canzone
    Pure io!
  • Sbiancamento ano metodi naturali
    Per le talebane dell'ecobio.
  • Tette wide awake
    Ripeto, le canzoni non hanno escrescenze di alcun tipo.
E questo è tutto.
Ringrazio come sempre la fantasia sconfinata degli internauti dietro alla tastiera.
Prometto di guardare più spesso le mie chiavi di ricerche.
E ciao.

Auguri!

Ma auguri una fonchia.
Non so nemmeno se domattina mi sveglio freddo sotto un cipresso.
Figurarsi se posso augurare un buon 2013, giuoia per i prossimi 363giorni.
E se fanno schifo poi a chi glielo racconti?
Dici che siamo in ripresa come Monti?
Ecco.
E poi perché nessuno considera più gli emo che magari vogliono passare un altro anno orrendo?
Diciamo no al razzismo e al maltrattamento delle specie in via estintiva.
Comunque non ho fatto auguri a nessuno salvo due o tre persone che tengo davvero inside my heart.
Anche perché se il mio spirito natalizio era equivalente a quello di qualsiasi ospite di Barbara d'Urso, immaginate l'irruente scarica emotiva che possa crearmi il 31 dicembre.
Oltretutto ero indisposto la notte di capodanno, per cui la mia dolce testolina ha toccato i guanciali alle 2 di notte, per poi crollare in un sonno profondo che metà mi basta per quest'anno.
Non so se ve ne siete accorti ma non è cambiato nulla dal 2012, così, per dire. 
Proprio per questo in vita mia non ho mai fatto propositi, che tanto non avrei mantenuto.
Meglio pensare di far qualcosa di mese in mese, più fattibile.
Credo che vi siate accorti che i miei post fanno sempre più schifo, ma non so. 
Sono un po' moscio.
Ho tanta voglia di scrivere, e vado così, a ruota libera, senza un senso o una logica.
O quanto meno un argomento di cui parlare.
Parliamo della grafica di questa baracca, volevo cambiarla da secoli e rimandavo. 
Anche perché non avevo la più pallida idea di come farla.
E che mica ce li ho i danari per chiamare un grafico figo.
Allora mi ci son messo d'impegno risvegliando le mie abilità con photoshop. 
Devo finire, cambiare l'header ma vi spiego tutto meglio n'artra volta.
Intanto spero che questo sfondo non vi accechi e non vogliate denunciarmi per inquinamento visivo.
Non so nemmeno se esista l'inquinamento visivo.
Ah sì, i colori sono identici a quelli di prima. 
Sperando che arrivi presto l'epifania vi mando un bacetto goloso goloso sulla fronte, e tante cose belle.




Aggiornamento #10

Avvertenze: questo post contiene le migliori frasi che potrete sentire soltanto da minatori messicani sottopagati. Se siete particolarmente suscettibili o avete bimbi che possono leggere, evitate.
Buonciao pelli pampini.
Due aggiornamenti in un solo mese.
Incredibile.
Mi sento tanto Berlusca che va di rete in rete per farsi fare domande che già conosce, che con la sua monoespressione mica si capisce se è sorpreso.
Secondo me per le elezioni si metterà a cantare I'm a prima donna, I can rule the world che nemmeno l'Aguilera.
Speriamo che almeno lui i pantaloni se li metta, anche perché non vorrei perda il Tena Lady.
E, per la cronaca, nell'ottica della politica italiana togliere l'IMU vuol dire mettere altre tasse che ricadono sempre su di noi, e ok che l'abitazione è un diritto e la birra il fine settimana no, però il cetriolo scivola sempre in .... all'ortolano.
Minchioni sciocchezze a parte, abbiamo superato la fine del mondo e son passate le feste, o quasi.
Stavo per dire in sordina, ma 'sti cazzi.
Cioè non abbiamo fatto grandi cose in famiglia e questo è solo che un plus valore.
Tanto cibo, qualche regalo apprezzato, rilassatezza generale.
Penso sia stato così più o meno per tutti, no?
A Natale.
Ma dopo di cose ne sono successe.
Dall'incastrarmi ad una sedia in pizzeria, al bruciarmi la lingua col miele, dal bloccare il pin della Genius Card, ad un'alternanza di stati confusional-depressivi non ben identificati.
E con non ben identificati si legga non voglio sbandierarlo troppo in rete.
Ah eccerto, l'influenza.
Che avrei troppa fortuna se mi venissero 40 di febbre e moribondo starei a letto a scrivere le mie ultime volontà.
Invece no.
Mal di testa, bruciore agli occhi, spossatezza, una grattugia in gola e tante mazzate sulla schiena e le ginocchia.
Twitter ormai è il mio muro del pianto.
A proposito, mi seguite su Twitter? Seguitemi.
Nota positiva è che a breve arriveranno gli sconti e quest'anno ho deciso di farmi qualche regalo, anche perché l'alternativa sarebbe iniziare ad andare in giro in mutande.
Ormai vivo nel terrore di arrivare in ritardo ai saldi e non trovare più nulla.
Me lo incubo la notte.
E bòn.
E' passato Natale e Santo Stefano, ci resta solo capodanno e l'epifania e questo periodo potrà andare far in the cool, come disse una volta Patrizia De Blanck.
Ecco, capodanno.
A me partono, del tutto a random, pesanti volgarità quando mi sento chiedere che farò a capodanno.
Volgarità che soffoco dietro un sorriso sbilenco per non perdere il mio aplomb.
Non è tanto per la questione organizzare qualcosa, che a me piace pure uscire (ma non ballare), quanto per la necessità dell'evento.
Come se essendo capodanno sia un dovere costituzionale far qualcosa.
Che poi finisci agli stessi posti di sempre, solo che hai pagato il doppio per entrare, devi aspettare il triplo per bere e ti ritrovi spiaccicato ad un tipo dall'ascella pezzata che fa a gara con la De Filippi dopo una maratona.
E il giorno dopo saremo gli stessi poracci di sempre, quindi che cacchio ti festeggi?
Ecco io inizio a pensare che l'influenza sia un rigetto del mio corpo al capodanno.
Almeno ora alla domanda
Che farai a capodanno?
potrò rispondere
Credo che snifferó paracetamolo, ti unisci?
A presto bellini.



Pensieri da una cattiva digestione.

Avete presente quando un piatto di vetro cade a terra?
È un casino.
Si divide in mille frammenti.
Tantissimi.
Schegge acuminate.
In quell'esatto momento il mondo sembra fermarsi.
L'unica cosa che si muove è quel piatto.
Cade.
Subito dopo silenzio.
Come se il piatto volesse farsi notare.
Un piatto.
Vi pare possibile?
In quel secondo, l'unica cosa che vorresti è che nessuno abbia visto o sentito.
Che nessuno si sia fermato nell'istante in cui il piatto ha toccato il suolo, infrangendosi.
E cerchi subito di raccogliere i cocci.
Nessuno deve sapere nulla.
Però finisci per trovare pezzetti ovunque anche giorni e giorni dopo.
Questo é ciò che accade quando ti si spezza il cuore.
Il tuo corpo si riempie di schegge che pungono acuminate.
Puoi provare a raccoglierle ma rischierai di pungerti ogni volta.
L'unica strada è trovare qualcuno, potrebbe essere chiunque, che ti aiuti a raccogliere i pezzi e prenda meticolosamente i piatti dalla credenza.

Il problema è capire chi sia.

Faithful friends who are dear to us gather near to us once more....

Sol perché le mie campane a festa, quest'anno, hanno più il suono di unghie sulla lavagna, non vuol dire che debba essere maleducato.
Quest'anno è stato strano, un po' per tutti.

Siamo blogger, ma siamo prima di tutto persone.
Dietro ad uno schermo, a delle parole scritte ci sono delle vite che molte volte non possono essere incluse in un semplice post.
Per me quest'anno è iniziato bene, ma è finito nello scatafascio nel giro di qualche mese, sotto tanti punti di vista.
Tanti pensieri.
In parte li sapete anche voi, in parte non li so nemmeno io.
Ma lasciano comunque un non tanto vago retrogusto di angoscia e nostalgia.
E ho preferito tenere il Natale lontano da me, come non ho mai fatto da che ho memoria.
Ho capito solo dopo perché.
Sarebbe stato come avere sempre sotto gli occhi qualcosa che vorrei, ma non ho.
Ma questi come sempre sono fattacci miei che non c'entrano nulla.
E nulla miei cari.
Io spero che voi possiate passare il Natale e le feste che verranno con le persone che davvero desiderate avere al vostro fianco, che davvero amate.
Che mettiate da parte i problemi, la crisi, l'IMU che tanto già avete dovuto pagare, i conti in tasca che ci fanno i giornali a noi morti di fame e non a quei agtdehcudbpienidisoldidhfsy e vi prendiate un giorno di sano relax a bere e mangiare e ad essere sereni.
Forse chiedo troppo, e non so dirvi io stesso come fare.
Ma se ci riuscite, fatemi sapere come avete fatto e cercate di protrarre, di preservare questo stato d'animo per tutto l'anno.
Lo so, sono pessimo a fare gli auguri, poco credibile e devo anche soffiarmi il naso, ma

Buon Natale!


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