Stanno arrivando le feste, e su tanti blog ormai si parla solo quasi del Natale, dei regali da fare e ricevere e poi state tutti lì a parlare dei ricordi d'infanzia.
Ecco i ricordi.
Ora, io ho una mia memoria paragonabile a quella dell'80% dei nonnetti ricoverati in geriatria.
Forse peggio, visto che la Seconda Guerra Mondiale non mi è proprio proprio familiare.
Non che nella mia breve esistenza abbia affrontato avvenimenti di mastodontica importanza, ma quei tre o quattro fatti che mi sono accaduti non me li ricordo mica tanto bene.
Per non parlare dei ricordi dei momenti più emozionanti, che ve lo dico a fare.
Un decoder digitale terrestre durante un temporale.
Nella mia testa si susseguono fotogrammi disturbati intervallati dalla scritta nessun segnale.
Tutto questo evitabilissimo preambolo per dire che io della mia fanciullezza non ricordo nulla.
Nebbia.
Oscurità.
Come fossi stato perennemente sbronzo.
Ma non vi parlo di chissà quanti anni fa tipo di quando per uno slancio di libertinaggio, scappai di casa dal cancello su retro.
E avevo tre anni.
Oltretutto non potrei parlarvene perché a me l'hanno raccontato, per dire.
Parlo dell'infanzia, di me bambino intorno agli 8/10 anni quando le mie guance erano così paffute da non permettermi la completa apertura delle palpebre.
Non mi son rimasti grossi ricordi di scuola.
Non mi son rimasti grossi ricordi dei giochi con gli amici.
Non mi son rimasti grossi ricordi di me a casa o delle estati a mare.
Non mi son rimasti grossi ricordi del Natale.
Solo un eco, nella mia testa, ha sconfitto gravi attacchi di Alzheimer precoce.
Quattro semplici parole.
Tanto non ci somigli.
Detto proprio così.
Dopo "smettila di mangiare", questa è una delle frasi che più volte mi son sentito ripetere da bambino.
Da tutti.
Già, perché tutti somigliavano a tutti, anche per il moccolo del naso o per i denti storti, io invece, bimbo marchiato a fuoco dalla sfiga quanto dai chili di troppo, non riuscivo a somigliare a nessun personaggio famoso.
E non bastavano i miei tentativi di imitazione di Ivana Spagna in Gente Come Noi, che, detto fra noi, facevo da dio.
Che poi ti domandi come uno diventa gay. Che lo faccio a fare coming out?
Comunque non c'era nulla da fare.
Così sconsolato, riposi in un cassetto i miei tentativi di somigliare a qualcuno.
Avessi anche smesso di ingozzarmi non sarebbe stata un'idea malvagia.
Trascorsi tutta la mia adolescenza affogando la mia puerile voglia di somigliare a qualche personaggio noto.
Poi, un bel giorno, intorno ai 19 anni uno dei primi ragazzi con cui le cose si facevano serie, mi disse una frase che mi mandò in estasi.
Non "ti amo" e nemmeno "ti vedo più magro".
Mi disse
Ma sai che somigli a quel tipo di Queer as Folk?!
E io, ancora inesperto dell'ambiente e del mood LGBT, risposi con un sonoro
Chi?!?!
Che poi non mi interessava tanto chi, io ormai avevo raggiunto la pace dei sensi, e sapere che qualcuno aveva notato una somiglianza.
Per scrupolo, quanto per curiosità, mi fiondai carico di speranze a cercare su Google chi fosse costui.
Eccovelo: si chiama Hal Sparks, e manco a dirvelo nella serie non era il più bello, anzi era abbastanza sfigatello, e continuo a pensare che non c'entrassi nulla, ché quella fronte così ampia non l'avrò mai.
Ma chissene.
Il mio sogno si era avverato. Qualcuno ci credeva. Giubilo e approvazione a iosa.
Ma, si sa, il karma sa punirti quando meno te lo aspetti e da quel momento si è aperto un mondo di somiglianze totalmente a random.
Prima Broke Harrison dei Pokemon, grazie ai miei occhi a fessurina che quando sorrido diventano ancora più a fessurina.
Poi, non ricordo nemmeno più chi, mi paragonò a
Jim Sturgess.
No, ditelo pure: chi cazzo è?!
Non è bastato lo sclero a ricordare i nomi e gli sputacchiamenti a cercare di dire il nome, ma alla fine, se come me non lo sapevate, Jim Sturgess è un attore anche discretamente famoso.
Dopo Sturgess toccò ad Ashton Kutcher a farmi da sosia.
Mica faccio io da sosia a lui.
Questa somiglianza nacque dall'allora mio ex che, nel tentativo di far passare sottobanco la nostra differenza di età, uscì la storia del ToyBoy. Ma no, lui non somigliava a Demi Moore, per fortuna.
E potevo anche ritenermi appagato, ma siccome che ci piace di buttarci la zappa sui piedi e siccome nelle vite passate devo essere stato davvero brutto e cattivo, il karma ora mi rema contro, equipaggiato con un motore elettrico fuoribordo da 40 cavalli.
E quindi via altre somiglianze a random.
Una sera, amiche di amiche, fissandomi, mi dissero che somigliavo a Tom Cruise in Top Gun.
Che se non mi stesse particolarmente sulle scatole e fossi d'accordo alla millantata bellezza che tutti gli accollano, l'avrei presa come un complimento.
E invece no.
Poi è cicciato fuori su G-Day, il programma di Geppi Cucciari su La7, un certo
Filippo Scicchitano.
Anche per lui mi è partito un chicazz'è!?! a starnuto come nel periodo dei pollini, ma Google mi dice un attore.
E non vi ho raccontato del signore in sala d'aspetto dal dentista che mi disse che somigliavo ad un calciatore di cui non ricordava il nome. Figuratevi se potevo aiutarlo io che non so nemmeno come sia fatta una palla, ma alla fine c'è arrivato.
Kakà, che non è una brutta parola, ma è stato un calciatore del Milan.
Ora, magari non è che sia stato tanto fortunato con le somiglianze che mi hanno affibbiato, ma tu caro compagnetto, che di etto ormai hai solo la ciccia sotto il mento, che non trovavi somiglianze fra me e un qualche personaggio famoso, non stupirti se al tuo dolce e flemmatico
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io risponderò inacidito
e invece ci somiglio ah ah!
perché te la sei cercata come i brufoli dopo i torroncini Condorelli.
Ps. Voi a chi somigliate?