lunedì 29 maggio 2017

DECIEM | The Ordinary: esperienza di acquisto e haul

The Ordinary è senza dubbio il brand di skin care del momento. Nato nel 2013, ha spopolato in America e adesso sta arrivando anche in Europa e in Italia e io sono stato attirato come un gatto al lardo, e ci ho lasciato lo zampino.



The Ordinary è un brand canadese che fa parte del marchio DECIEM | The Abnormal Beauty Company fondato da Brandon Truaxe e che consta di un range di diversi altri marchi che passano dalla skin-care agli integratori, ai prodotti per capelli.
Questi brand sono un po' l'uno l'evoluzione dell'altro per cui ci sono delle differenze di prezzo e in questo senso The Ordinary rappresenta la base di questa piramide. 
Il sito ufficiale è tradotto in italiano ed è molto chiaro e spiega meglio di quanto potrei far io quello che è lo scopo e il concetto di questo marchio, per cui cito

"The Ordinary è una linea di trattamenti in continua evoluzione che offre tecnologie cliniche familiari ed efficaci, posizionata per accrescere l'integrità in termini di prezzi e comunicazione nel settore cosmetico. [...] La sua offerta è pioniera, non tanto nelle tecnologie familiari che utilizza, bensì in termini di onestà ed integrità.
The Ordinary è orgogliosa della propria onestà, combatte la stagnazione dell'innovazione nel settore e celebra indirettamente la profonda innovazione che i nostri marchi, Hylamide e NIOD, continuano ad apportare alla categoria.
Tutti i prodotti e i marchi DECIEM, incluso The Ordinary, sono privi di parabeni, solfati, olio minerale, metilcloroisotiazolinone, metilisotiazolinone, oli animali, cloruro di benzalconio, coloranti al catrame di carbone, formaldeide, mercurio, ossibenzone. 
DECIEM non esegue test su animali e non paga terzi per farlo."

Un brand quindi che punta tutto alla qualità del prodotto, alla sua funzionalità e va al sodo. Ogni singolo prodotto ha uno scopo particolare basato su un singolo attivo specifico ad alte percentuali; in questo senso potremmo definirli dei cosmeceutici. 
Non sono dei prodotti ecobiologici, per chi fosse dedito a quel tipo di cosmesi, però molti dei prodotti non contengono siliconi, inoltre tutta la linea è cruelty free e vegan. Il sito comunque elenca tutti gli INCI.

The Ordinary, ma direi anche l'intero concetto di DECIEM, si rivolge a consumatori consapevoli, interessati a conoscere quello che utilizzano per la propria cura della pelle. Ma sono sicuro che anche il consumatore più distratto è in grado di utilizzare questi prodotti visto che il sito descrive la funzione degli attivi presenti nelle loro formule, spiega come introdurre questi cosmetici all'interno della propria routine, quando utilizzarli, quali prodotti possono essere usati insieme e si sofferma anche su quali possono essere le controindicazioni, specie nel caso di prodotti esfolianti a base di alfaidrossiacidi. Sul sito si trova una guida con inclusi degli esempi su quando e come utilizzare i singoli prodotti; inoltre l'azienda consiglia di utilizzare un massimo di tre sieri per regime.

Il costo così basso e accessibile (da 5€ a 17 € circa) che The Ordinary offre è dovuto al fatto che l'azienda non spinge su una campagna di marketing eccessivo e utilizza packaging essenziali. Dietro però c'è anche un po' di marketing: penso che questo marchio sia un apripista, un sonaglio che attira facilmente l'attenzione verso DECIEM e verso anche i prodotti più cari. 
Tutto questo mi è parso molto arrosto e poco fumo che mi ha spinto a provare alcuni di questi prodotti. The Ordinary ha una linea che comprende più di 20 prodotti per la skin-care più un paio di fondotinta che sono gli ultimi nati del brand. Questi prodotti, nonostante in parte siano anche creme e fluidi, hanno per la maggiore la consistenza di sieri, quindi una texture tendenzialmente fluida o gellosa, per questo ho pensato potessero ben sposarsi con il periodo estivo. Ma dopo tutta questa teoria che può confondere, passiamo alla pratica.



The Ordinary arriva in Italia dal sito ufficiale ma la si trova anche su siti come Asos e Maquillalia. Io volevo provare ad acquistare dal sito ufficiale per capire come fosse il servizio offerto dall'azienda, nonostante loro stessi dicono che, per via dell'alto numero di ordini, ci possono essere dei ritardi nella spedizione. Ma io non avevo fretta.
Così giorno 13 Maggio ho inoltrato il mio ordine. Il sito secondo me è molto semplice da navigare, e ci sono due metodi di pagamento: Paypal o con carta di credito. Io ho pagato con Paypal. Al momento del pagamento vi vengono richiesti i vostri dati e vi faranno iscrivere al sito.
Le spese di spedizione ammontano a 4.99€ per ordini sotto i 25 euro, al di sopra sono gratuite. Direi ottimo se considerate che la spedizione è tracciata. In Italia The Ordinary arriva dal Regno Unito, in particolare il mio pacchetto è stato spedito da Nottingham con corriere DPD, quindi non ci sono costi aggiuntivi di dogana o problemi di sorta.
Attenzione: una volta che avete inoltrato l'ordine non può essere modificato, ma può solo essere cancellato contattando il servizio clienti anche tramite il form sul sito.

Il mio pacchetto, contro ogni mia aspettativa, è stato spedito giorno 17 Maggio, quindi dopo 2 giorni lavorativi se considerate che di mezzo c'era la domenica.



Dopo un paio di giorni ricevo un sms da parte del corriere Bartolini in cui mi dicevano che avevano preso in carico il mio pacco da parte di DECIEM, e che la consegna era prevista per il 23 maggio. Sul sito di Bartolini infatti mi segnalavano che il mio pacchetto era arrivato in Germania e che avevo l'opportunità di scegliere un'altra data di consegna o un altro indirizzo.
Giorno 23 maggio il mio bellissimo corriere Bartolini mi consegna questa piccola scatola con all'interno i prodotti che avevo scelto, incartati in della pluriball, più la fattura con tutti i dati.



Insomma 7 giorni lavorativi per un pacchetto dall'Inghilterra non mi sembra male.
In questo post non andrò a fondo riguardo i prodotti che ho scelto anche perché meritano un minimo di approfondimento e di questo passo finisce che compio 30 anni davanti alla tastiera, ma vi posso intanto dire che per scegliere i prodotti ho guardato prima tantissime review perché volevo capire quali prodotti potessero rispondere alle mie esigenze, "all'obiettivo" che vorrei raggiungere. Ho cercato di capire se sarebbero stati sostitutivi della mia skin care routine o li avrei potuti inglobare insieme ad altri prodotti che stavo già usando.
Inoltre essendo estate ho preferito evitare sia i retinoidi che gli alfaidrossiacidi.

Ho scelto l'Argireline Solution 10%, il cui attivo è un peptide che è un marchio di proprietà della Lipotec. Vi dico solo che questo ingrediente è definito il sostituto del Botox, o meglio la sua variante "in bottiglia" e quindi agisce sulle rughe dinamiche del viso date dal contrarsi dei muscoli facciali, soprattutto sul contorno occhi e fronte.
Ho scelto poi il Buffet, che è l'unico dei prodotti che contiene più ingredienti attivi al suo interno, come ad esempio Matrixyl, vari peptidi e acido ialuronico ed ha lo scopo di idratare e combattere le rughette. E per finire ho preso il Caffeine Solution 5% + EGCG, ovvero un mix di caffeina e catechina del tè verde che dovrebbero aiutare a sgonfiare gli occhi e ridurre le occhiaie.



Da giorno 23 ho iniziato ad utilizzare questi prodotti, e qui potete trovare la recensione completa. Voglio però provare altri prodotti di questo marchio e spero che amplino man mano il range con un detergente viso e più prodotti in crema.
Fatemi sapere se conoscevate The Ordinary, se avete provato qualcosa e noi ci leggiamo presto!





venerdì 26 maggio 2017

{Recensioni Film 🎥🎬}
La bella e la bestia - Cinquanta sfumature di nero - Passengers

Quest'anno ero partito in quarta con le chiacchierate cinematografiche, ma poi mi son perso. Le uscite interessanti hanno iniziato a scarseggiare, alcune non ho fatto in tempo a vederle; e poi sono stato sommerso da una valanga di serie tv che non hanno nulla da invidiare a veri e propri film, anzi in certi casi sono anche meglio. Ma avevo tre film che ho visto anche un bel po' di tempo fa e di cui ancora non ho parlato.

La bella e la bestia (2017)


Titolo originale: Beauty and the Beast
Genere: fantastico, musicale, sentimentale
Durata: 129 minuti
Regia: Bill Condon
Uscita in Italia: 16 Marzo 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Sull'onda dei live action ispirati ai classici Disney, non poteva mancare nemmeno il film su La Bella e la Bestia. Ma così com'è stato per Cenerentola del 2105, secondo me non ci siamo. 



Non fraintendetemi, non voglio dire che questa versione di La Bella e la Bestia sia sgradevole, che mi abbia disturbato al punto da interrompere la visione, ma non ne vedo il senso di ripescare vecchi film e rifarli con la carta carbone solo perché ora c'è una tecnologia migliore e magari più soldi. E non capisco poi come mai così tanto clamore. Il film infatti segue fedelmente quanto succede nel cartone animato del 1991 ma secondo me ci perde anche. 
Questa nuova "rivisitazione" punta tutto alla spettacolarizzazione data dagli effetti speciali, dalla messa in scena, ma tolto quello non mi pare ci resti molto. 
Non mi è rimasto un friccicorio particolare, una emozione che si trascinasse anche solo un passo oltre i titoli di coda. Non mi è rimasta una risata di divertimento né una lacrima per una delle storie d'amore più romantiche di sempre. Non mi è rimasta ovviamente la sorpresa.
Non mi è rimasta una interpretazione particolarmente brillante, anzi Emma Watson, sebbene sulla carta sembri una perfetta Bella, in scena si dimostra emotiva come un ferro da stiro: ogni tanto sputacchia acqua, ogni tanto si scalda, ogni tanto sbuffa e stop.
Un po' un peccato poi il fatto che un cast così ricco abbia avuto solo pochi attimi di visibilità.
Mi è rimasta invece un po' di noia per la prima parte del film, un po' più di empatia per la seconda parte ma secondo me non supera la sufficienza. 
Un film adatto a chi ama i remake non remake e a chi piace far fare big money alla Disney.
Ma quando fra 10 anni ci saranno effetti speciali ancora migliori, La bella e la bestia del 2017 sarà pressapoco un ricordo e io sarò lì a ricordarvi che ve lo avevo detto. 


Voto 6

Cinquanta sfumature di nero (2017)



Titolo originale: Fifty Shades Darker
Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 118 minuti/131 minuti non censurato
Regia: James Foley
Uscita in Italia: 9 Febbraio 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Dopo la primissima versione delle Cinquanta sfumature, non potevo perdermi questo sequel sulla storia d'amore un po' biricchina che ha stuzzicato le fantasie più ardite di migliaia di donne (e uomini) al mondo.
A me invece ha stuzzicato soltanto una domanda: perché?


Perché sono solo 50 sfumature di un colore a caso?
Ma soprattutto perché volete continuare ad infliggerci questa storia?
Vi dico la verità, questa volta mi ero anche illuso. Avevo visto il trailer e credevo avessero voluto dare un twist realmente più dark, più thriller alla storia, con un minimo di pathos che non fosse legato solo ai sospiri asmatici di Anastasia. E invece no, ma andiamo per gradi.
Anastasia e Mr Grey non stanno più insieme.
Ottimo direi, visto che stare con un maniaco del controllo, indisponente, inquietante e supponente che ti vuole appesa come un caciocavallo non è la prospettiva di vita che tutti sogniamo. 
Ecco, proprio lei, la nostra paladina dello slip commestibile sembrava quasi avesse avuto una svolta, che fosse cresciuta e maturata e che fosse giunta alla consapevolezza che nella vita, oltre alla grana, ai dindi, alle mazzette serve un minimo di personalità e carattere. Che il minimo sindacale di capacità decisionale nella vita è importante, anche solo per ricordarsi come funzionano le sinapsi.
Ma giustamente una volta resasi conto che vive in un appartamento squallido, e fa un lavoro con un capo bavoso, realizza che può chiudere un occhio sui frustini e le manette, che sculacciate e imbragature non sono poi tanto male e alla prima occasione si riattacca a cozza a Christian. Tutto quello che è accaduto in passato e il fatto che Christian sia un maniaco del controllo, indisponente, inquietante e supponente, non conta più. 
Chi avuto ha avuto, chi ha dato (mazzate) ha dato, scurdámmoce 'o ppassato
Si accontenta di una chiacchierata che nemmeno con quello seduto accanto a te sull'autobus e tutto torna come prima. Da qui succedono cose del tutto casuali che non avrebbero senso nemmeno in un universo parallelo, ma non vi dico cosa, sia mai abbiate l'idea di guardare il film.
Anastasia comunque di tanto in tanto si lamenta, fa quella scocciata, alterna qualche espressione alla totale inadeguatezza che caratterizza la sua esistenza, ma poi prosegue nel suo idillio amoroso come nulla fosse. Nulla la smuove, nemmeno il passato costellato di psicotici del giovane miliardario.
Insomma Cinquanta Sfumature anche questa volta si conferma un film comico con un infimo livello cinematografico.
Vi consiglio questa pellicola? No.
Guarderò il seguito? Certo, sono già in prima fila con un gatto a nove code.


Voto –273,15 °C

Passengers (2016)


Genere: fantascienza, avventura, sentimentale
Durata: 116 minuti
Regia: Morten Tyldum
Uscita in Italia: 30 dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Non amo molto i film ambientati nello spazio, anzi non li amo per nulla ma perché sono pazzo io. Nel senso che ho l'impressione che lo spazio, l'universo, sia una realtà verso cui ci apriremo molto presto e non qualcosa di così irraggiungibile, per cui mi piglia l'ansia. 
Lo so, non ci sto più con la testa. In generale poi non amo i film fantascientifici quindi voi vi chiederete perché ho visto Passengers e non vi so dare una risposta ma vi posso dire che non è stato malaccio. 


In realtà il tema del viaggio spaziale diventa quasi collaterale rispetto alla storia che si incentra di più, da quasi metà film in poi, sul rapporto fra i protagonisti. Diciamo una versione di Titanic futuristica mixata al tema dell'isola deserta, anche e poi non è così deserta.
Comunque, il film mi è piaciuto, ma se dovessi farci un grafico sarebbe una parabola ascendente. 
La prima parte mi ha un pelo annoiato ad essere onesto, ci ha messo un po' a mettere in moto, immagino anche per sottolineare la ripetitività in cui vive il protagonista. 
Man mano che però il rapporto fra Jim e Aurora si approfondisce, il film mi è parso via via più interessante fino a giungere al suo punto massimo durante la parte più movimentata e tensiva. Tuttavia la mia parabola discende poi verso il basso, man mano che si avvicina la fine della pellicola. Infatti alla fine ci sono state tutta una serie di incongruenze e stranezze che mi fanno sempre storcere il naso e, in qualche modo, disaffezionare. Un po' come la storia della porta su cui galleggia Rose in Titanic, vi dico che secondo me nel caso di Passengers bastava fare a turno. 
Non aggiungo altro se non una nota agli ottimi effetti speciali e ai bravi attori. Anche qui cast ridotto anche da un punto di vista temporale, ma nella coerenza del film ci sta tutto.
Insomma un film che non punta esattamente all'originalità, ma che si segue facilmente per momenti disimpegnati e leggeri o da cui, di contro, si possono ricamare interessanti metaforici paragoni alla vita reale. 

Voto 7


Spero che non passeranno altri 2 mesi prima di parlarvi di qualche altro film, ma in ogni caso ci ritroveremo sempre qui, prestissimo!





lunedì 22 maggio 2017

|Candle(s) #11|
Un piccolo assaggio di Kringle Candle

Il mio viaggio nelle diverse tipologie e brand di candele non si arresta esattamente come la mia curiosità di provare sempre qualcosa di nuovo.
Oggi tocca al marchio americano Kringle Candle.

Se mi seguite da un po' questo nome non dovrebbe esservi del tutto estraneo visto che questa azienda è stata fondata dallo stesso creatore di Yankee Candle e dal figlio Michael Kittredge III.
Sono due aziende ovviamente distinte e separate visto che Michael Kittredge II ha venduto Yankee Candle nel 1998. Il figlio Mike ha quindi fondato nel 2009, a seguito di un progetto scolastico in cui si ispirava a questa tradizione di famiglia, una nuova compagnia per le produzione di candele profumate.
Un'azienda giovane e in crescita che si sta sempre più espandendo, arrivando anche qui in Italia. 
Il concetto di base di Kringle Candle è simile a quello di altre aziende, infatti consta di 5 collezioni, suddivise in base al tipo di profumazione: dalle fresche e floreali a tutte le fragranze che ricordano le festività, per un totale di più di 100 fragranze.
Ci sono anche qui diversi formati, dalle giare grandi, alle tart ai profumatori per auto. Il sito ufficiale è molto ben fatto e per ogni variante trovate il video di questo bel ragazzone biondo, Mike appunto, che spiega il profumo che avete scelto. 



Rispetto ad altre compagnie però Kringle Candle ha optato per il bianco per quanto riguarda la cera delle loro candele, quindi non vengono aggiunti coloranti, così da avere una combustione più pulita ed emanare una luce più brillante. Inoltre sono fatte per appattare ad ogni stile di arredamento. 
Sul sito specificano che le candele sono prodotte con paraffina alimentare raffinata, e qui trovate come mai la scelta di questo ingrediente. 

Quello che mi aveva incuriosito di questo brand era la vasta gamma di profumazioni e quindi ne ho voluto provare un assaggio acquistandole su CandlesDirect.com di cui vi ho raccontato la mia esperienza di acquisto. Ho optato per due tart con due fragranze che si avvicinano molto ai miei gusti, con note fresche e legnose.
Tutte le tart di Kringle Candle sono contenute in piccole confezioni richiudibili di plastica e sono divise in quattro spicchi più un tondino centrale su cui si preme per far uscire la cera dalla confezione. Hanno un peso di 36 gr ciascuna. Per il mio gusto le etichette e le immagini scelte sono molto carine, ma non mi fa impazzire il font.


Fra le due tart che ho acquistato ho notato alcune similarità: entrambe ovviamente sono bianche e la cera di cui sono composte mi è parsa dura, compatta e poco sbriciolosa, tant'è che pur essendo semi divisa, ho dovuto usare un coltello per tagliarla. Ho notato anche una certa oleosità della cera, più di altre in verità. 

Coconut Wood

Kringle candle tart wax melt Coconut wood recensione
"La ricca bontà del cocco fresco mescolato con un trio di terrose note di legno tropicale e un pizzico di fiore di orchidea."
Annusando la tart da spenta io avverto entrambe le due componenti cocco e degli accenti legnosi. Ma da accesa è stata tutta un'altra questione. Diciamo che per la prima ora di combustione il mio naso percepisce l'odore del cocco, un po' sintetico ma comunque molto piacevole, direi dolce ma caldo e avvolgente; potrebbe stuccare alcuni nasi sinceramente, ma non il mio.
Ma non cantate vittoria, perché nell'ora successiva il mio naso percepiva più le note di legno, ma un legno "amaro", e decisamente sintetico, che però si mischia con quel sentore dolce. 
Dopo qualche ora ancora (o nel riaccendere la tart) ho avvertito un sentore lattiginoso che non mi piace molto. Quindi diciamo che uno spicchio di tart ha una durata media di 3 ore, qualcosa in meno rispetto le Yankee Candle.
Questa tart ha una fragranza abbastanza intensa, perché la si percepisce abbastanza bene anche con porte o finestre aperte, ma non si diffonde benissimo in casa ché se mi allontanavo qualche metro dal bruciatore, non sentivo più granché.
Tirando le somme Coconut Wood non l'ho trovata tremenda o inutilizzabile ma non posso dire che mi sia veramente piaciuta tanto da riacquistarla.

 Warm Cotton 

Kringle candle tart wax melt warm cotton
"Leggere note di limone, fiori delicati e tracce di muschio unite per creare la perfetta fragranza calda e avvolgente."

Del tutto un'altra storia è stata la mia esperienza olfattiva con Warm Cotton, che tenta di riprendere quel filone della più famosa Clean Cotton. Io stesso quando provo un nuovo marchio mi dirigo verso queste profumazioni per cui credo di andare a colpo sicuro (ma non è detto).
Ma tornando a Warm Cotton di Kringle Candle, annusando la cialda da spenta, non ho avuto un buonissimo feedback perché mi sembrava molto molto chimica come profumazione, quasi pungente ma non in modo gradevole. 
Una volta accesa però è stata un rivelazione.
È appunto una di quelle fragranze in stile sapone o ammorbidente, ma con delle note floreali che stanno bene a mio avviso. La trovo fresca ma appunto avvolgente, piacevole, ma sicuramente non fra le profumazioni più naturali. Non sento quelle note di limone a cui accenna la descrizione, ma una puntina di muschio l'ho avvertita.
Ha un buon livello di espansione per casa ed anche una discreta persistenza una volta spenta. Il quarto di tart non mi sembra abbia variazioni di profumo una volta riaccesa dopo circa 3 ore di combustione, ma semplicemente smette di emanare odore.

Rispetto ad altre recensioni questo in effetti è uno spuntino, ma non conoscevo Kringle Candle, per cui ci sono andato cauto per non ritrovarmi con un prodotto che non mi avrebbe soddisfatto e invece sono soddisfatto e proverei altre profumazioni. Ovviamente come ogni brand ci sono profumazioni che preferisco ed altre che invece mi possono non piacere, ma è ovviamente la mia esperienza personale. 
Fatemi sapere se conoscevate Kringle Candle e per il resto ci leggiamo presto!






venerdì 19 maggio 2017

{Aggiornamento 68}
A flusso unico


Ho quasi sempre un'opinione su tutto, per lo più anche articolata.
Leggo, mi informo, guardo video, passo dalle cose importanti, al gossip farlocco, e mi piace raccogliere le notizie che più mi colpiscono e condividerle qui.
Quasi ogni mattina, salvo imprevisti, faccio una piccola rassegna stampa, mentre faccio colazione. Eppure da un po' di tempo ho come maturato l'idea che non bisogna necessariamente condividere la propria opinione su tutto. Che ci si può anche stare zitti, che è ok avere una mente critica, riflettere, ma poi tenersi le cose per sé e buonanotte al cuculo.
Anzi, se devo dirla tutta, penso che non bisogna avere necessariamente un'opinione. 
Così è stato ad esempio per l'EuroVision Song Contest che non ha catturato il mio interesse in alcun modo.
O anche ieri sera. Guardavo Facciamo che io ero, il programma di Virginia Raffaele, e semplicemente sono stato abbastanza distaccato nella visione. Una poco eloquente riflessione sul tutto: ci sono stati alti e bassi.


Sto di conseguenza bazzicando meno Twitter, che poi è il ricettacolo delle opinioni non richieste. 
Ma anche nella vita reale, quella fatta di parole e non di tastini, quando mi rendo conto che chi ho davanti potrebbe far sfociare la mia opinione in una polemica, preferisco tacere.
Batto ritirata e non batto colpo.
In questo periodo vado praticamente a flusso a senso unico. Assorbo ma non rimetto in circolo. 
E se fino a poco tempo fa iniziavo a ribollire per non tacere, in questo momento della mia vita non me ne importa assolutamente nulla.
Strano in effetti comunicare per dire che non ho voglia di comunicare, ma forse è più giusto dire che non ho voglia di fronteggiare polemiche, e questo mi porta un po' a rallentare.
Sarà che è arrivato il caldo, o meglio sarà che ci sono 4 stagioni in una sola settimana, sarà che le zanzare quest'anno hanno deciso che sono la loro unica e sola fonte di cibo, saranno le giornate stancanti accompagnate da sonni non propriamente angelici, ma non ho voglia. 
Almeno per adesso in cui le mie energie sono rivolte ad altro, e anche solo se sarà una breve parentesi (e conoscendomi lo sarà), me la godo.
Non mi ero accorto che fosse già venerdì in verità. 
Comunque so che una mezza polemica ve la aspettate. 
Ricordate sicuramente la questione taglie di Zara e finalmente ho dissipato il mistero.
Sto cercando un completo per un matrimonio, che non è quello di Pippa Middlenton il cui invito pare sia andato perso.
Pippa, sei nel radar.
Mi sono recato nello store più vicino con le migliori aspettative ma ho avuto una mezza conferma di quanto pensavo: ovvero che le taglie fossero fasulle.
Sono ben conscio della mia fisicità che non è mai stata esile. La natura mi ha donato spalle larghe conscia che ne avrei dovute sopportare tante, ma mi sfugge il senso del fianco voluttuoso visto che non ho intenzione e non credo di poter restare incinta.
Insomma la mia reazione da Zara è stata più o meno questa:


Le intenzioni erano buone, ma i risultato sono stati scarsi.
Ho provato tutte le taglie dalla 50 alla 54 e nessuna mi stava. In realtà ho notato che in questo range di misure le differenze erano minime: entravo in tutte (strano, no?!), ma nessuna calzava bene.
Poi ho provato una 56, così per sport, perché era una giacca di un grigio chiaro che non mi faceva proprio impazzire. Beh, era larga.
In difesa di Zara devo dire che un po' questo difetto l'ho riscontrato anche altrove.
Ho fatto altri giri, in altri negozi, ho provato varie taglie.
Piccola, piccola, larga.
Piccola, piccola, brutta.
Piccola, larga, brutta.
Insomma credo che questo sarà l'andazzo dei miei pomeriggi, la pazienza è più calante della disoccupazione giovanile, ma tengo ancora botta. Non so fino a quando però, visto che ho solo voglia di tirare la coperta del silenzio e dire "dai, altri cinque minuti".








martedì 16 maggio 2017

|Beauty Cues Special|
Review Imetec Bellissima Face Cleansing - Sistema Pulizia Viso

Ben prima della spazzolina in silicone di Silvecrest stavo utilizzando già un dispositivo per la detersione approfondita del viso, ovvero la Bellissima Face Cleansing di Imetec.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Ho voluto testare questa spazzola davvero a lungo, dal Giugno dello scorso anno, per capire bene quali sono i benefici e quali potessero essere gli svantaggi di un attrezzo simile, se facesse al caso mio e se potessi consigliarlo.
Io l'ho preso da Amazon dove al momento costa 34 euro circa, che è il prezzo più basso che ho trovato. In negozio o sul sito ufficiale costa decisamente di più.
Prima di acquistarlo io stesso ho letto recensioni in ogni dove, molto spesso trovandolo paragonato ad attrezzi per la pulizia ben più cari, come ad esempio il Clarisonic per via del fatto che entrambi hanno delle testine in setole di nylon.
Tuttavia ogni esperienza è indubbiamente diversa e provare sulla propria pelle è la soluzione migliore. 
Sono quindi pronto a raccontarvi le mie opinioni, ma prima voglio spiegarvi brevemente i componenti e tutte le funzionalità di questo prodotto.

La dotazione e la struttura

Imetec Bellissima Face Cleansing

All'interno della confezione del nostro Face Cleansing abbiamo in dotazione un manipolo, le cinque testine, la base d'appoggio, un manuale di istruzioni, una beauty bag da viaggio in tessuto morbido e due pile (AA).
Il manipolo è in plastica rigida, non è particolarmente pesante (circa 150gr con le pile inserite) ed è lungo circa 16 cm; tuttavia è sicuramente resistente tant'è che una volta mi è caduto e non si è fatto un graffio. Considerate che anche le scritte non si sono cancellate, pur essendo sempre a contatto con l'acqua. 
Il corpo del manipolo si divide quasi in due parti e si apre uno scompartimento dove inserire le pile. Non abbiamo appunto caricabatterie, ma si può optare per delle pile ricaricabili. Questo secondo me non è un problema, e posso dire che non è un aggeggio succhia batterie. Le pile in dotazione mi sono infatti durate più di 4 mesi con un uso quotidiano.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Il Face Cleansing di Imetec usa la tecnologia Sonic Vibration Skin Cleansing Professional System, una vibrazione costante ad alta frequenza, che coopera con le testine in dotazione. Quindi abbiamo una spazzolina che non ruota o oscilla, ma vibra, e questa direi che è la prima differenza con il Clarisonic. Non è particolarmente rumoroso, direi meno della vibrazione di un cellulare.
Le diverse testine si incastrano semplicemente alla testa del manipolo. Questo incastro funziona bene, anche scuotendo l'attrezzo non si staccano. Non c'è (purtroppo) un coperchio che va a coprire la testina e a ripararla dalla polvere. 
La spazzolina ha soltanto una potenza, per cui solo un tasto on e off. La base regge perfettamente la spazzola, tuttavia risulta un po' leggera e se andate a sollevare il manipolo, questo resta appunto incastrato e si porta via anche la base. Una sciocchezza ma ve la dico lo stesso. 
Questo attrezzo è totalmente impermeabile e può essere usato sotto la doccia. La pulizia di conseguenza è semplicissima, perché basta lavarlo con del sapone. 

L'utilizzo

Come vi dicevo l'utilizzo della Face Cleansing è semplicissimo. Il prodotto non è pensato per rimuovere il make up, ma può essere utilizzato per perfezionare la detersione dopo lo strucco, così da eliminare ogni residuo. Per quanto riguarda la detersione basta stendere sul viso il prodotto che state utilizzando per la detersione, bagnare la testina che avete scelto in base alla vostra pelle e dopo aver acceso la spazzolina iniziare con dei movimenti lenti e rotatori nelle aree da trattare.

Imetec Bellissima Face Cleansing

Non serve applicare troppa pressione, ma basta farla scorrere con delicatezza sul viso. 
Imetec suggerisce questa routine:
  • 20 secondi sulla fronte
  • 20 secondi su naso e mento
  • 10 secondi su ciascuna guancia
  • 20 secondi su collo e décolleté
Tuttavia questo attrezzo non ha un timer che ti indica quanto tempo stare su una area del viso, per cui suggerisco di fare come faccio io: passo la spazzola su tutto il viso, ma poi insisto sulle aree che so essere più problematiche. Come dicono sul libretto di istruzioni
il trattamento di detersione profonda può essere effettuato ogni giorno, a giorni alterni o 1-2 volte la settimana.
quindi in base alle proprie esigenze e alla risposta della pelle. Io ho trovato il mio equilibrio utilizzando la spazzolina una volta al giorno, preferibilmente di sera. Vi sconsiglio di applicare il prodotto detergente solo sulla spazzola, perché, specie per i gel detergenti più densi, tendono a perdersi nel fondo delle setole (l'avrò spiegato bene?).
Comunque dopo aver sciacquato il viso si può procedere con i normali trattamenti e usare le testine da massaggio per applicare e far assorbire i prodotti idratanti. 

Le testine 

Il Face Cleansing include 5 testine che come vi dicevo si incastrano al manipolo. Di queste cinque testine 4 possono/devono essere sostituite visto che subiscono l'usura, mentre la quinta non subisce variazioni, ma vediamole in dettaglio. È possibile acquistare separatamente il kit di 4 testine, ma purtroppo non sono vendute singolarmente.

  • Testina Normal

 detersione per pelli normali

È una testina con setole in nylon non molto fitte, e morbide ma non è la mia testina preferita. È stata la prima che ho utilizzato e fin quando era nuova e nel periodo estivo quando ho la pelle più mista andava bene, ma nel giro di circa 3 mesi, vuoi che la testina si è irrigidita per via dell'usura, vuoi che la mia pelle è diventata più secca con il cambio delle temperature, ho iniziato a sentirla troppo aggressiva sulla pelle motivo per cui l'ho abbandonata. Non mi ha creato irritazioni, ma non ho voluto insistere. 
Credo sia adatta a pelli normali ma anche grasse.

  • Testina Sensitive

detersione extra-soft per pelli sensibili

La testina Sensitive invece è la mia preferita per quanto riguarda la detersione. È una testina peluchosa, morbidissima, sempre con setole di nylon, ma più fitte, più sottili e più delicate sulla pelle. Il fatto però che sia più delicata non vuol dire non sia efficace, anzi mi sembra una pulizia più accurata proprio perché si può insistere di più e credo che le setole più sottili riescano ad andare più in profondità.
Questa testina mi ha accompagnata per tutto l'inverno, e tutt'ora è morbida, sicuramente meno che all'inizio ma resta ancora confortevole

  • Testina Peeling

con setole di media durezza per rimuovere le cellule morte in superficie e per stimolare il rinnovamento cellulare

"Media durezza" per quanto mi riguarda è una descrizione ben lontana dalla realtà. O meglio, al tatto è morbida, seppur le setole sono rigide, ma una volta che va a contatto con la pelle la sento davvero ruvida, poco gradevole. Loro dicono che si può utilizzare con un prodotto scrubbante ma per me sarebbe deleterio. L'ho utilizzata un paio di volte ma di più non sono riuscito: troppo aggressiva. Più aggressiva ovviamente della Normal.
L'ho provata sul corpo e va benissimo ma è troppo piccola per riuscire ad usarla su grandi aree. 

  • Testina Attivazione 

in morbido lattice per un piacevole massaggio che favorisce l'applicazione e l'assorbimento dei prodotti cosmetici

questa è una testina con cui avevo qualche titubanza all'inizio. È appunto una spugnetta di lattice morbida ma compatta. Ho provato ad utilizzarla come suggeriscono, ovvero dopo aver steso il prodotto idratante sul viso, per massaggiarlo con movimenti circolari e farlo assorbire, ma sin da subito ho notato che assorbiva parte del prodotto, per cui l'ho "declassata" a semplice massaggio dopo aver fatto assorbire la crema idratante o l'olio. Non faccio movimenti circolari, ma pressioni sostando più tempo nelle zone che tendono a segnarsi (ovunque). Con l'uso la spugnetta si è leggermente allargata quasi dai primi utilizzi. Solo ora, dopo un anno, sta iniziando a perdere piccoli pezzetti di spugna.

  • Testina Micromassaggio 

con morbide micro-dita, ideale per un massaggio energizzante che favorisce la microcircolazione e l’assorbimento dei prodotti cosmetici

Anche questa testina mi piace molto, è delicata e rispetto alla testina in lattice, riesce ad arrivare in zone più piccole del viso, come il contorno occhi. Imetec suggerisce di fare movimenti circolari sempre per applicare i prodotti. Io la uso anche scorrendo obliquamente e con piccole pressioni sempre nelle aree  che voglio trattare maggiormente. 

Le mie considerazioni

Il sunto di tutta 'sta pappardella è che la mia esperienza con il Bellissima Face Cleansing è assolutamente positiva. Mi è sembrato uno strumento completo, di semplice utilizzo ed efficace.
Sin dai primi utilizzi ho notato la pelle più liscia, levigata e morbida.
Come dice il claim dell'azienda, senti la pelle che respira, come se diventasse più "leggera". Ma anche più luminosa e compatta
Il mio dubbio era che la vibrazione, non potendo essere regolata, fosse troppo forte o troppo debole, ma in realtà secondo me è la giusta via di mezzo: si avverte distintamente senza essere eccessiva.
Un altro dubbio era che questa spazzolina non fosse poi molto diversa da uno scrub, che si limitasse in qualche modo ad esfoliare; in realtà è una sensazione diversa, appunto di pulizia profonda del viso.
C'è sicuramente una minima esfoliazione, ma non è la stessa sensazione di utilizzare appunto uno scrub o un peeling. 
Come vi dicevo io ho preso l'abitudine ad usare il Face Cleansing una volta al giorno: al mattino uso il SilverCrest, che mi deterge ma mi dà quella sensazione di risvegliarmi il viso; alla sera questa spazzolina di Imetec per pulire più profondamente.
La mia speranza era anche che questo strumento avesse una funzione benefica sui punti neri, che nel mio caso si accumulano sul naso. Ovviamente non riesce in alcun modo ad aspirare i punti neri, non ha questa funzione, ma ho notato con un uso costante (che è fondamentale!!!) i pori appaiono più piccoli e affinati e in alcune zone (nel mio caso ai lati del naso) i punti neri sono proprio spariti.
Come vi dicevo io mi trovo benissimo con la testina Sensitive che è quella più delicata, ma non per questo meno efficace.
Devo sottolineare che non ho mai dimenticato di ascoltare la mia pelle, che se magari era irritata per altre ragioni, di certo non voleva che io la frullassi con la spazzoletta! 
Quindi sì, questo Face Cleansing non mi ha creato escoriazioni o irritazioni, ma sta a voi capire di cosa necessita la vostra pelle. Altra cosa importante è ovviamente anche il prodotto detergente a cui lo abbinate. Secondo me funziona bene con i detergenti in gel che vanno a creare una schiuma che rende il passaggio della spazzola ancora più gradevole.
Non ho avuto quell'effetto di "spurgo" che sento sempre in giro e che comporta un aumento iniziale di brufoli e imperfezioni, ma io non ho molti brufoli e come vi dicevo non ho nemmeno così tanti punti neri, quindi credo dipenda dalla pelle.
Per quanto riguarda invece le testine da massaggio quella che uso più spesso è la testina Micromassaggio perché la adoro. La trovo in primis rilassante e questo è già una buona cosa. Molto spesso faccio un lungo massaggio con questa testina mentre indosso una maschera in tessuto, in modo da avere una doppia funzione.
Trovo poi che riesca ad aiutare a drenare i fluidi che causano gonfiore in viso. Io sono il classico tipo che a volte al mattino si ritrova con gli occhi a fessura e le palpebre gonfie.
Ecco lei mi aiuta a sgonfiare la zona, ma ho avuto la riprova di questa funzionalità testandolo sulle borse ben più pronunciate di mia madre: praticamente svuotate.
Ovviamente uso questa testina sul tutto il viso soprattutto quando sento la pelle poco tonica, e avverto subito un effetto rassodante, come se appunto la pelle si compattasse. Voi direte che a 20 anni è normale si vada a compattare così facilmente, e non è mia intenzione dire che elimina le rughe, ma io credo che questo prodotto sia un buon alleato per prevenire.
Il Face Cleansing di Imetec mi è parso un prodotto perfetto per la prevenzione sia dei punti neri, vista la detersione approfondita che apporta, sia dell'aumentare dei segni del tempo, viste appunto le funzioni di massaggio che stimolano la microcircolazione.



Ci sono un paio di risvolti negativi che ho trovato e che non posso non riferirvi. Intanto come avrete dedotto, io non apprezzo tutte le testine, e anzi se devo scegliere quale portarmi in viaggio, sceglierei solo la Sensitive e la Micromassaggio. Le altre, soprattutto la testina Peeling, per me sono quasi inutilizzabili. Non poter acquistare le testine originali singolarmente comporta quindi un po' uno spreco.
Devo anche aggiungere che non è secondo me l'attrezzo più facile da portarsi dietro in viaggio, se ad esempio come me siete persone che lottate con gli spazi. Trovo che ad esempio il Silvercrest o comunque le spazzoline in silicone siano più piccole e compatte, oltre ad essere all in one.
Cosa che poi mi manda ai matti è il fatto di non avere un coperchietto che copre le testine. Quanto sarebbe costato ad Imetec?
Secondo me non è un dupe del Clarisonic (che non ho provato), direi piuttosto un cugino, ma secondo me il Face Cleansing è più delicato perché l'idea di una testina che oscilla mi sembra un po' troppo come metodo di pulizia e più completo, offrendo anche un massaggio.

A chi lo consiglio?

Ad ogni tipo di pelle, salvo le pelli che si irritano particolarmente o a chi ha molta acne che ovviamente non vuole sovrastimolazioni o comunque ha un processo di guarigione che non vuol essere disturbato.
Ovviamente lo consiglio a chi riesce ad inserire uno strumento simile nella propria routine, ma ragazzi non voglio sentire frasi tipo "ah, ma come fai ad essere costante?!" perché ci vogliono 30 secondi per la detersione e 30 per un massaggio ad essere pigri o con i tempi stretti quindi poche scuse. Inoltre può essere usato anche una o due volte a settimana.

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So che il post è parecchio lungo, ma spero di essere stato esaustivo e se così non fosse sotto nei commenti avrete modo di esprimere ogni perplessità.
E per il resto, ci sentiamo presto!





venerdì 12 maggio 2017

{Ricetta}
Biscotti al doppio cioccolato.

Cara amica, hai un languorino? Vuoi far merenda? O colazione? O uno spuntino? Sei in fase pre ciclo e ti è venuta voglia di qualcosa di buono o hai semplicemente fame chimica?
Ho una ricettina che fa per te!
O meglio, una ricettina che fa per tutti, tanto è semplice che l'ho fatta anche io ed è riuscita molto bene fin dalla prima volta. Ve l'avevo mostrata su Instagram parecchio tempo fa, ma visto che la primavera è ancora timida per buona parte d'Italia (da me fa caldo, non caldissimo) ho pensato che potesse andare bene anche adesso. 
La ricetta è quella dei biscotti al doppio cioccolato


Per me i biscotti al cioccolato come avrete capito sono un must, in tutte le loro varianti e ci sono tantissime ricette più o meno facili che però alla fine portano risultati del tutto diversi. 
Ad esempio vi avevo lasciato la ricetta dei biscotti al cioccolato senza farina, che avevano una consistenza particolare, un gusto più intenso ed erano facilissimi.
Vi avevo lasciato anche la ricetta dei cookies americani che al contrario hanno una preparazione un po' più articolata, ma che hanno un'ottima resa. Non li faccio da tanto tempo, un po' stufo di prepararli troppo spesso, e amici e parenti ancora mi chiedono quando li rifarò. 
Ora ho scoperto un'altra ricetta altrettanto buona ma soprattutto molto veloce, e che richiede due dosi di cioccolato.
Per fare questi biscotti servono
  • 220 gr di cioccolato fondente
  • 60 gr di burro
  • 160 gr di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 150 gr di scaglie di cioccolato 
  • 110 gr di farina
  • mezzo cucchiaino di lievito
  • 1 pizzico di sale

Vi ho messo gli ingredienti esattamente in ordine: fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, o al microonde e poi aggiungeteci il burro che si scioglierà col calore. Nel mentre potete far sciogliere lo zucchero con le uova. All'interno delle uova va aggiunto il cioccolato appena sciolto ma a poco a poco per non cuore l'uovo prima del tempo. Dopo aver unito questi ingredienti, possiamo aggiungere le polveri, farina, lievito e sale. E ovviamente le gocce di cioccolato
Una volta amalgamati tutti gli ingredienti dovrebbe essere venuto un composto morbido ma non eccessivamente liquido e scorrevole, tant'è che per formare i biscotti è meglio aiutarsi con un cucchiaio. 
Un punto importante è la cottura: 20 minuti con il forno a 160° vanno benissimo, per far sì che i biscotti si mantengano più morbidi, quasi umidi e friabili.



Se proprio proprio siete a dieta o volete accentuare il sapore del cioccolato, potete diminuire lo zucchero, ma secondo me non è una ricetta particolarmente dolce, anzi già così si avverte abbastanza il sapore del cioccolato fondente.
Era una ricetta facilissima, no?
Spero di averla spiegata chiaramente, e fatemi sapere se la provate.
A presto!


(Una dedica ai biscotti)




lunedì 8 maggio 2017

|Beauty Cues Special|
Tre Correttori a confronto - Review + Swatches
(L.A. Girl, Cien, Kiko)

A distanza di più di un anno torniamo a parlare di correttori e concealer per occhiaie ed imperfezioni. Un anno fa infatti vi avevo fatto un walk through della mia filosofia per quanto riguarda il camuffare le piccole (o grandi) discromie del viso.
Quel post nella parte teorica è rimasto invariato, ma nel mentre ho provato tantissimi altri correttori (e con tantissimi non scherzo mica!) di cui voglio parlarvi. Ho pensato che potesse essere ideale fare un confronto fra diverse marche e diverse tipologie di prodotto, perché nonostante le formulazioni siano chiaramente diverse, il mio fine ultimo è sempre lo stesso: avere un aspetto sano, senza risultare finto, o peggio, enfatizzare un difetto con un prodotto non adatto. Come saprete non ho brufoli frequenti o imperfezioni particolari sul viso, ma ho occhiaie che tendono al blu e qualche rossore ai lati del naso. Il requisito imprescindibile è sicuramente la colorazione che deve essere decisamente chiara, dal sottotono neutro o leggermente rosato (anche se poi mi faccio andar bene anche altre colorazioni ma vedrete).
Lo so, non sono bravissimo con gli swatches ma sono tutti fatti con luce naturale, e cerco di rendere il colore quanto più realistico possibile.
Questa volta vi parlo di tre correttori polisiliconici, quindi assolutamente non ecobiologici. Su di me, nonostante io prediliga prodotti ecobio o comunque più naturali, un concealer sintetico non crea alcun danno, anche perché mi resta sul viso solo alcune ore prima che lo rimuova. Per mio gusto ritengo che i correttori non ecobio abbiano un feeling e una facilità di utilizzo che i prodotti con ingredienti naturali non hanno, almeno per quanto riguarda quelli provati finora. Ma non abbiate paura che ci sarà anche un post dedicato ai correttori con INCI verde.
Anzi, a proposito, potete già fare un salto sul blog delle mia amica Rory, che son sicuro abbia qualche prodotto anche per gli amanti del bio.


L.A. Girl PRO.conceal HD.High Definition Concealer
(Porcelain GC969 - Classic Ivory GC971)



Consistenza: cremosa
Colore: rosato salmone - beige chiarissimo dal sottotono rosa caldo
Durata: 8 ore
Coprenza: media-alta
Finish: opaco satinato

Famosissimo in America, L.A. Girl PRO.conceal HD.High Definition Concealer è ormai da tempo reperibile anche in Italia, e penso si possa dire che questo correttore è il loro best seller.
I suoi punti di forza sono sicuramente l'ampia selezione di colori, dal Porcelain al Mahogany, più altre sei tonalità per fare la color correcting e anche un bianco, che loro chiamano Highlighter. Insomma chiunque può trovare la propria colorazione. Aggiungeteci anche il costo da "drugstore" e allo stesso tempo la promessa che di un risultato impeccabile. C'è chi dice che sia anche il dupe di alcuni prodotti High Cost fra cui il Pro Longwear Concealer di Mac che non ho provato.
Ma a parte le chiacchiere andiamo ai fatti.
Questo correttore è contenuto in un tubetto di plastica morbida, facile da spremere, e fuoriesce da un applicatore a pennellino, che no, non serve a sfumare, non è il massimo della morbidezza e secondo me è anche un ricettacolo di batteri, ma questo è e questo ci dobbiamo tenere. Basta pulirlo con una salviettina inumidita ogni tanto. Prima di utilizzarlo va un attimo shakerato massaggiando il tubetto senza spremerlo troppo, perché altrimenti all'inizio è probabile vi esca un'acquetta colorata, come se il prodotto si separasse. Non è successo solo a me, l'ho letto a più parti.


È un correttore dalla texture cremosa, morbida ma abbastanza consistente, infatti provandolo su di me ho capito quanto siano pataccosi i make up che si vedono su Instagram dove queste tipe che si spennellano mezzo volto: secondo me non è affatto necessario, ma basta poco prodotto per avere una coprenza modulabile da media a molto alta.
Inoltre questa consistenza così cremosa non crea problemi nella sfumatura; secondo me è meglio usare una spugnetta, ma anche con le dita funziona bene. Il finish è matt, ma non super opaco, o secco, per questo l'ho definito un opaco satinato.
Il primo che ho acquistato era nella colorazione Classic Ivory, perché all'epoca era la colorazione più chiara disponibile, ma no, non è secondo me una colorazione adatta a pelli chiarissime, o comunque non è una tonalità che richiama "l'avorio" che conosciamo.



Questo Classic Ivory ha un sottotono molto rosato- salmone. Su di me, che ho un sottotono neutro più verso il rosa che il giallo, se dosato con cura funziona abbastanza bene per contrasto sul blu dell'occhiaie, ma non crea un bell'effetto luminoso perché risulta scuro, e finisce per far stacco uscendo dalla zona bluastra. Inoltre ho notato che un po' si ossida nel corso delle ore diventando ancora più caldo.

Classic Ivory - Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

Così l'ho relegato a prodotto per il camouflage appunto delle occhiaie per poi andarlo a correggere con una tonalità più chiara e illuminante.
Ho acquistato quindi il PRO.conceal HD High Definition Concealer nella tonalità Porcelain che ha una colorazione decisamente più chiara e che vira soltanto leggermente al rosa, ma direi quasi neutra.


Un "Giallo Napoli rossastro", per restare sul tecnico.

Porcelain - Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

Non di rado mi è capitato di mischiare i due colori per avere un mix che si sposa bene con la mia carnagione.
Entrambi i prodotti, nonostante la differenza di colorazione, si comportano allo stesso modo in termini di consistenza, durata, sfumabilità. L'azienda vanta alcune qualità non da poco quindi vediamo se dicono il vero.
"Non va nelle pieghe"
Non sono del tutto d'accordo, è un prodotto dalla consistenza molto cremosa, che si fissa ma non completamente, resta morbida e anche leggermente appiccicosa, per cui se lo stratifico per fare del camouflage, o se ne applico anche solo un po' di più, su di me va nelle pieghe. Se ne applico poco, sfumo bene e la stagione è abbastanza fresca, tutto sommato non si muove troppo, ma fissarlo è meglio.

"Cremoso ma con texture leggera"
Qui sono d'accordo: la texture è "ricca", cremosa e direi spessa ma non si avverte sulla pelle.

"Formula a lunga durata"
Assolutamente sì, anche se in parte ci colleghiamo al primo punto, ovvero che devo fissarlo molto bene con una polvere. Su di me questo concealer di L.A. Girl dura parecchio, direi anche 8/10 ore. Ovviamente non è waterproof e non resta perfetto, ma a fine giornata c'è. Devo sottolineare che non mi diventa gessoso né mi crea un brutto effetto sotto gli occhi.

"Copertura completa e naturale"
Sul fatto che la copertura sia alta direi che sono d'accordo fermo restando gli accorgimenti di cui sopra, sul risultato naturale direi di no, ma perché non ritengo naturale un prodotto ad alta coprenza. Certamente, se si rinuncia ad un po' di copertura, dosando il prodotto, si ottiene un effetto più naturale.
Per riassumere questo High Definition Concealer è Piertificato: mi è piaciuto molto, regala uno sguardo fresco, riposato e copre molto bene. Necessità di alcune accortezze, e lo consiglio a chi ha occhiaie marcate e un contorno occhi da normale a secco perché non va ad inaridire ulteriormente la zona. Funziona discretamente sui brufoletti ma non è il top, perché su una zona calda ed infiammata come un brufolo secondo me non si adatta bene. Avendo un finish opaco e non lucido vi consiglio di prendere una colorazione più chiara del vostro incarnato di almeno un tono, come suggerisce l'azienda, se volete un effetto illuminante. Non ho notato un effetto sbiancante nelle foto fatte con flash.

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Cien Liquid Concealer Perfect Finish 
(Light)



Consistenza: fluida
Colore: beige chiaro dal sottotono neutro
Durata: 3 ore
Coprenza: bassissima
Finish: matt

Il Liquid Concealer di Cien sarebbe un prodotto in edizione limitata di parecchio tempo fa, ma ritorna spesso in vendita, infatti lo scorso Aprile era di nuovo disponibile sebbene con un packaging un po' diverso, ma mi sa che era la stessa solfa.

Quello uscito ad Aprile.

Questo correttore per me va oltre la bocciatura, e lo definirei impresentabile.
Il concetto di base sembra molto interessante e moderno per un marchio così tanto low cost: un tubetto di plastica morbida e in cima abbiamo una spugnetta. Si potrebbe considerare un correttore cushion ma bisogna dire che questa spugnetta non "rimbalza" particolarmente, anche perché è piccola, meno di un centimetro per farvi capire. Questa spugnetta ha un forellino centrale da cui appunto fuoriesce il prodotto; la si può utilizzare per sfumare il correttore se proprio siete on the go, ma non è il massimo, proprio per il problema di rimbalzo della spugnetta. Si può facilmente lavare semplicemente estraendola con delicatezza. Non mi fa impazzire come dosatore all'atto pratico perché non riesci mai a regolare la quantità di prodotto che vuoi far fuoriuscire.


Mi piacciono solo tre cose di questo correttore Cien: la colorazione chiara, la consistenza sottile e il fatto che non vada nelle pieghe, ma per il resto non mi piace nulla.
La colorazione di questa versione light è un beige con un sottotono leggermente rosa. Il range di colori che Cien offre è misero, sono solo due colorazioni e quindi non riesce ad accontentare né incarnati molto chiari né molto scuri. La texture è leggera, fluida e non si avverte sulla pelle e nel corso della giornata sparisce in modo decente, senza andarsene nelle pieghe o diventando gessoso.
Ma passiamo alla dark side of the moon.
Di questo correttore non mi piace la sfumabilità, perché sembra spostarsi piuttosto che amalgamarsi con la pelle. E una volta che lo andate a sfumare, la copertura diventa pressoché nulla. Nell'esatto istante in cui il dito, il pennello o la spugnetta toccano il prodotto, questo, PUFF, svanisce. In qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo. Anche cercando di far asciugare un po' il prodotto per 10 secondi per renderlo più cremoso, non cambia questo fattore, anzi secondo me peggiora la sfumabilità.

Appena applicato a sx, sfumato a destra.
Sul polso si è leggermente ossidato, sul volto non ho mi ha dato questo effetto

Essendo una texture sottile, come vi dicevo, si può stratificare, ma più di tanto non riesco ad ottenere. Inoltre non mi piace perché se provate ad usarlo per fare del camouflage, quindi dopo aver applicato un correttore aranciato nel caso di occhiaie o verde in caso di rossori, questo si porta via il prodotto precedente applicato e non concludi nulla.
Non mi piace la durata perché, nonostante sembra si fissi, e non vada nelle pieghette, tempo un tre orette, le occhiaie diventano visibili quasi come non avessi messo nulla.
Non so cosa Cien prometta che possa fare questo correttore ma per me è un prodotto ibrido dalla scarsa funzionalità: se da un lato non copre particolarmente dall'altro non dà nemmeno luminosità allo sguardo, per cui resta, per quanto mi riguarda, inutile.
Non lo consiglierei sinceramente a nessuno, perché con qualche spicciolo in più ci si porta a casa un prodotto migliore e, ad essere onesti, credo che finirà presto nella spazzatura.

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KIKO Universal Stick Concealer
(01 Rosato Naturale)


Consistenza: cremosa
Colore: beige albicocca
Durata: 6 ore
Coprenza: medio-bassa
Finish: naturale, luminoso

Questo correttore stick di Kiko è stato riformulato relativamente di recente, perché prima era più cicciotto e si chiamava Skin Evolution Concealer; adesso invece segue lo stile degli arcinoti Long Lasting Stick Eyeshadow di Kiko, quindi uno stilo sottile, e più stretto. Non so esattamente come fosse la precedente versione, non avendola provata, so che era effettivamente più grande, tanto da pesare 2.5gr.
Comunque questa nuova variante non mi ha del tutto convinto, soprattutto per quanto riguarda il colore. Il prodotto consta di 8 referenze colore, io ovviamente ho lo 01, quindi il più chiaro che non ha nulla di "Rosato Naturale".



Lo definirei un beige albicocca, quindi caldo, adatto a pelli chiare e medie, ma secondo me per nulla adatto a carnagioni chiarissime e con sottotoni più freddi dove non riesce creare una bella luminosità di contrasto. Ovviamente questo sottotono arancio secondo me non lo rende il prodotto ideale per coprire altre discromie oltre le occhiaie, ma Kiko parla di questo prodotto come un correttore appunto universale per tutto il viso.
È piacevole per quanto riguarda l'applicazione: lo stick rilascia una buona quantità di prodotto in una sola passata, senza risultare secco o tirare la pelle; non è affatto duro, anzi lo definirei cremoso, burroso. Si sfuma facilmente con le dita.

Appena applicato a sinistra, sfumato a destra

La copertura non è altissima proprio per una questione di colorazione: essendo così aranciato, più aggiungo prodotto, più su di me si nota che il colore non è azzeccato. E per fare la color correcting preferisco altre consistenze.
La durata su di me è buona, non mi va nelle pieghe, e, se fissato, svanisce ovviamente meno, garantendo una copertura più prolungata, ma raggiunte le sei ore circe noto che questo correttore mi va a sottolineare la grana della pelle.
Kiko dice
"Il finish è naturale per un delicato effetto “seconda pelle”. La copertura è modulabile da media a elevata. Grazie al pratico formato in stick, il prodotto si dosa e si sfuma con estrema facilità."
ma come vi dicevo io non riesco ad ottenere una copertura pazzesca. Sono d'accordo sul finish naturale visto che questo stick non ha né un finish troppo lucido, né troppo secco da risultare matt. Dona una bella luminosità naturale appunto.
Insomma un prodotto medio, perfetto per chi non ha troppe esigenze e per chi vuole un correttore pratico ed adatto a tutti i giorni, ma vi consiglio di stare attenti alle tonalità che scegliete. Non ho notato effetto flashback.

INFO BOX
🔎 Negozi monomarca Kiko, sito online
💸 6.95€            
🏋1.6 gr
⏳ 36 Mesi
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Concludo così la mia tripletta; non era voluto il fatto che ci fossero un prodotto top, un flop e un correttore medio, ma alla fine pare una classifica.
Fatemi sapere se conoscevate questi correttori o se avete domande.
A presto.





venerdì 5 maggio 2017

{Aggiornamento #67}
Elucubrazioni di un hater affamato

Com'è che siamo diventati così aggressivi? Com'è che siamo diventati così cattivi?
O forse dovrei chiedermi com'è che stiamo perdendo tasselli nel circolo dell'evoluzione, siamo l'anello mancante.
Vedo cose che mi lasciano confuso, non solo perplesso. Non capisco com'è che abbiamo maturato questa rabbia.
Animali affamati di uno zoo senza guardiani.
Viviamo in un periodo orrendo, fatto di guerre, di sacrifici che non portano a nulla, tutti, chi più chi meno, lottiamo con le nostre frustrazioni, e le ansie e soprattutto le paure.
Non voglio fare le prediche, io che su Twitter, o anche qui non son certo Claudia Koll dopo la conversione, ma sono confuso. Sono il primo che si incazza, sono il primo che si potrebbe considerare un hater per certi versi.
Ad esempio ieri parlavo su Twitter di Pietro Boselli, un modello diventato più famoso di altri modelli perché oltre alla fisicata, fa anche il professore di matematica o ingegneria, non lo so. 
E nulla, sarà sicuramente un bel ragazzo, farà davvero tanta palestra, ma lo trovo noioso e bi-espressivo: una faccia dove è serio e una dove sorride. Fine. Wow.
Così come il suo scherzo col ragazzo filippino, non lo trovo razzista.
Razzismo è quello che si è sentita dire Serena Williams riguardo al suo nascituro, da una persona adulta nonché da un personaggio pubblico, non dal primo che ha una connessione internet e tempo da perdere.
Fossi stato in Serena avrei chiesto a Năstase se ora le racchette le usa per scacciare le mosche o scolare la pasta, visto che ha una certa età.
Comunque la roba che ha fatto il Boselli la trovo semplicemente noiosa.
Poteva far ridere forse 80 anni fa, ai tempi di Rafael Padilla e George Footit, ma adesso è solo un gioco insipido.


Questo è il mio giudizio, che non va ad inficiare, immagino, nessuno.
Ma poi c'è chi rompe gli argini della shade acidula e si sporge violentemente verso la cattiveria.
Ed ogni giorno ci scontriamo con la cattiveria degli altri, cattiveria per lo più gratuita.
Il problema è che ne siamo tutti vittima e carnefici, perché è impossibile che la ruota non giri nei tuoi confronti, è impossibile che la freccia che lanci non arrivi anche solo a pungerti una chiappa.
Una banalità magari ma che si applica ad ogni livello.
Se ogni azione ha le sue conseguenze, una cattiveria ha quasi sempre il rinculo, indifferente se credi nel Karma oppure no. 
Probabilmente suona demagogico, probabilmente avrei potuto esprimermi meglio ma sono affamato.
Sì, ho tanta fame, perché è ufficialmente iniziata la stagione della prova costume. Per me la prova costume però quest'anno inizia prima ed è una prova abito per un matrimonio ai primi di Giugno. 
L'unico completo elegante di cui ero in possesso risaliva probabilmente alla prima messa in onda di Tom & Jerry e capite bene che non ci entravo più come un tempo.
Ora, voi direte, che tanto è facile fare una prova abito, rispetto alla prova costume, d'altronde in un caso sei nudo nell'altro sei vestito. Ma lo sapete che vi vendono per abito uomo per adesso?
Una giacca striminzita e un pantalone che nemmeno un sanculotto in cerca del suffragio universale avrebbe osato.


Praticamente ti arrivano alle ginocchia. Mi domando chissà quanti altri completi riescano a tirarci su con quello che spacciano per moda.
Sempre ieri, stavo dando un'occhiata al sito di Zara per curiosità. C'erano un paio di completi che mi sembravano carini, di un bel blu non troppo acceso, con uno stile che mi pare la perfetta combo fra classico ma giovanile, ma mi cade l'occhio su un dato sconvolgente.



Altezza modello189 cm, taglia europea 50.
Lasciando perdere che io provengo dalla progenie dei Puffi e non raggiungo il metro e 80, ma se un modello che pesa quanto una risma di carta indossa la 50, un ragazzo che ad esempio ha una madre siciliana che frigge anche i piatti di vetro così insaporiscono il cibo, che taglia dovrebbe scegliere?
Ora i fatti sono due: o c'è un errore di battitura e questo spiegherebbe come mai TUTTI i modelli abbiano la stessa taglia, o questi vestiti sono così striminziti, anche in lunghezza, che per poter star bene ad un modello alto due metri, devono mettere una taglia più grande.
Il mistero si infittisce e lo dipanerò solo nei prossimi giorni.
Io intanto resto affamato, anche di aria nuova, visto che ormai è trascorso un anno dal mio ultimo viaggio risale ad un anno fa e nel mezzo non c'è stato un bel niente, ma se sentirete di uno che invoca la legittima difesa dopo aver fatto a brandelli dei vestiti da Zara, sappiate che sono io e vi ho voluto bene.

Buona giornata.




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