sabato 20 febbraio 2016

The Danish Girl

Buon pomeriggio!
Stavo come al solito scrivendo tre recensioni di tre film diversi, ma poi mi son reso conto che The Danish Girl meritava e si stava prendendo uno spazio più ampio tutto suo, per cui ho deciso di trasgredire alla "regola" (come se sul mio blog ci sia una qualche sorta di disciplina) e pubblicare una recensione singola.


The Danish Girl (2015)

Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito
Durata: 120 min
Genere: biografico, drammatico
Regia: Tom Hooper
Uscita in Italia: 18 Febbraio 2016

Ci vestiamo e spogliamo ogni giorno, di indumenti diversi. Non tutti ci appartengono, come uniformi che dobbiamo indossare, ma andiamo avanti.
Lo stesso succede per le maschere che abbiamo
Solo che alcune di queste pesano di più, altre meno, altre finiamo per non sceglierle volontariamente ma solo per difenderci dal mondo esterno, o perché riteniamo sia giusto così. Col tempo quella maschera si fonde con noi, e finisce per rimpiazzarci, nei nostri sguardi, ma anche nei nostri gesti e nei nostri pensieri. Nel nostro essere.
Einar Wegener per buona parte della sua vita ha vissuto come un uomo. 
Ha dipinto i suoi quadri raggiungendo un discreto successo, ha amato e sposato una moglie devota. 
Poi un giorno, un po' per caso, uno scrigno si apre e dalla polvere riemerge il vero Einar che fino ad allora era rimasto soffocato probabilmente sotto mille paure. 
Rompendo quel bozzolo di completi grigi e camicie accollate, Einar rinascerà come Lili Elbe, la donna che aveva sempre nascosto a se stesso e agli altri. 
Non erano soltanto quei vestiti leggeri e colorati ad ammaliare Einar, ma era una forza interna, una chimica che era rimasta intrappolata in un corpo sbagliato, negli sguardi non ricambiati, in una naturalezza che si era piegata per far spazio ad altro. Adesso però quella forza non voleva più restare sommersa negli abissi dell'animo dell'uomo. 
Lili doveva venire alla luce, contro tutto e tutti, contro l'opinione della gente, contro le paure, contro anche quella donna che amava, ma a cui non poteva dare più ciò che desiderava.
L'unica strada per Lili sarà quella di sopprimere, non senza dolore, Einar e avere il coraggio di rinascere in se stessa.



Volevo vedere questo film da moltissimo tempo, dal settembre dell'anno scorso. E devo dire che le mie aspettative sono quasi state del tutto rispettate
The Danish Girl è un film intanto esteticamente molto bello. Una bella fotografia, bei colori e bella la cura nei particolari degli anni '30. Parecchie scene, statiche, ma anche alcune inquadrature, sembrano proprio dei dipinti, a volte ricchi di colori, altri più scarni, freddi e lineari.
Siamo davanti ad una storia vera, ed anche se vi sono alcune parti diverse dalla biografia dei personaggi, è innegabile che la tematica è quantomai attuale, visto che in moltissimi paesi (Italia mi leggi) il transessualismo è per lo più considerato come una depravazione o come un capriccio dell'uomo non più pago della sua condizione, molto spesso legato alla prostituzione quando poi le due cose non si somigliano nemmeno. 
Inoltre il processo di riassegnazione sessuale, è molto complicato e doloroso anche ai giorni nostri tant'è che chi decide di affrontare questa strada, soprattutto necessita di un lungo supporto psicologico.
Gli attori sono anch'essi eccezionali, e magari starete pensando a Eddie Redmayne in particolare. 
In realtà il film è sì, incentrato sulla storia di Einar/Lili, e Redmayne si dimostra, ancora una volta, all'altezza nel calarsi nella parte, ma un ruolo importante è rivestito anche dalla moglie, Gerda Wegener (Alicia Vikander), che, anch'ella con una forza riesce a sostenere e supportare il marito che ama, pur sapendo che quell'uomo non esisterà più. 
"Quanto potere c'è in te" dirà la stessa Lili. 
Nella realtà pare che Gerda fosse lesbica e sapesse della sessualità del marito e che il matrimonio tornasse utile ad entrambi. Questo nel film non è palesemente presente.
Ma quando ho scritto che questo film ha rispettato "quasi" le mie aspettative, non è che mi sia sbagliato o confuso. Mi son effettivamente mancati dei tasselli per considerarlo un capolavoro assoluto.
Intanto la storia, che è molto lineare, e con dei colpi di scena poco incisivi, ma anzi spesso prevedibili. 
Questo fa sì che il ritmo e la tensione cali, e con loro anche il dramma e l'emozione. Non voglio dire sia una visione asettica, anzi; però per quanto mi riguarda i veri picchi di pathos e commoventi son stati giusto un paio. Come vi dicevo, non vediamo le vicende solo dall'ottica di Lili: le ragazze danesi son ben due, però entrambe non vengono caratterizzate a pieno. Non sappiamo molto di entrambe prima di questa vicenda, nulla del dopo. Gerda, al contrario di quanto si potrebbe pensare, mi è risultata forse più completa di Lili, più combattuta fra l'uomo che ama e la musa dei suoi ritratti, a volte contraddittoria ma umana. 
In linea generale è un film che guarda con una ottica interna e privata, ma non scava fino in fondo nella vita di protagonisti; dall'altro lato non ci dà una visione completa della vita di Lili, non abbiamo il tempo di scoprire tutte le difficoltà, anche sociali (se non per una piccola parentesi), che ha dovuto sopportare.
The Danish Girl è un bel film, ma poteva dare di più.

Voto 8 e mezzo




26 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vederlo!E sul poco emozionante ti saprò dire;io sono una vecchia frignona che si commuove anche con le pubblicità,quindi se non emoziona neppure me vuol dire che è freddo davvero ;)

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    1. Mi dirai! Anche io mi son commosso, solo poche volte rispetto a quanto mi aspettassi XD

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  2. Vabbè, dopo aver letto la tua recensione voglio ancora più vederlo! Ti farò sapere cosa ne penso ;)

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  3. Visto stasera. Io l'ho trovato un film molto delicate ma al contempo intenso. Il personaggio di Gerda semplicemente meraviglioso, Lili l'emblema del coraggio. Non sono completamente d'accordo sul fatto che un maggiore approfondimento avrebbe arricchito il film, che credo si proponga di raccontare la storia senza farsi indagine, ma sicuramente si tratta un film dalle temperature più nordiche, molto introverso e quindi meno improntato agli slanci emotivi. Io l'ho trovato un gran bel film, colpisce per la sua melanconica delicatezza e lascia spazio a molte riflessioni. :-)

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    1. Sulla delicatezza condivido, e anche sull'introversione, solo che forse le aspettative (cosa sbagliata, ma quando attendi una cosa per molto tempo è anche normale) erano quelle di un film che raccontasse anche una storia con maggiori dettagli. Non una denuncia o una biografia dettagliata, ma la riscoperta di un "emblema di coraggio" come hai detto tu, in tutti gli aspetti che ha dovuto affrontare. Mi facevano notare ad esempio come si ripetessero le stesse dinamiche di coppia, e come quello spazio effettivamente poteva essere dato ad altro.
      Però vedo che ognuno coglie cose diverse :D

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  4. Io mi sono commossa guardando il trailer, non oso immaginare in sala! Spero di vederlo in settimana, è da una vita che lo aspetto!

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  5. Ciao Pierre! Finalmente ho trovato il tempo per tornare a trovarti e toh! Cosa mi vedo davanti? The danish girl! Sono proprio felice che sia Tu a recensirlo, non leggerò niente altro. E’ un film molto bello che credo sarà visto da molte persone che come me hanno a che fare con la disforia di genere. E’ vero, tutti indossiamo delle maschere. La mia l’ho scoperta a tredici anni. Per me si è rivelata più che altro una sorta di rifugio, a volte persino una stampella. Se questo lato della mia personalità ha ricoperto si e no il cinque per cento della mia esistenza devo anche ammettere che è stato il cinque per cento migliore della mia vita. Probabilmente, se potessi tornare indietro nel tempo, oggi quella che starebbe scrivendo ora alla tastiera sarebbe una donna vera e non l’uomo represso che sono. Ma guardiamo avanti: rimpiangere il passato non serve davvero a niente.
    In questi giorni, per coincidenza (ma le coincidenze esistono davvero poi?) stavo leggendo “Petrolio”, l’ultimo romanzo di Pasolini. Il protagonista, Carlo, di giorno è un maschio ricco, potente e rispettato mentre di notte è (letteralmente) una donna ninfomane in preda ai deliri del sesso. A tutti gli effetti un’unica persona ma che agli occhi della società diventano due e ben distinte. A volte riusciamo a trovare un compromesso tra queste dicotomie, a volte scegliamo tra l’una e l’altra, altre volte siamo costretti all’infelicità di non trovare risposte alle nostre domande.
    La società cambia e lo fa in fretta. Così, mentre i nostri politici si dibattono per giorni alla ricerca di risposte che sembrano non trovare, l’identità di genere resta un problema con cui molti si trovano a fare i conti da soli con se stessi. Come diceva Corrado Guzzanti “la risposta è dentro di te. Epperò è sbagliata!”. 

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    1. Ciao cara! Intanto grazie mille per essere passata ma soprattutto per aver condiviso questo piccolo pezzetto del tuo vissuto.
      Mi pare di capire tu abbia trovato il tuo equilibrio, anche perché il passato non si cambia, quindi ci tocca fronteggiar il presente e gestirlo al meglio. Il libro di Pasolini mi intriga e sono anche molto curioso della tua opinione su questo film.
      Ti abbraccio

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  6. Dopo aver letto la tua recensione mi è venuta voglia di leggere il libro ché al cinema quasi sicuramente non avrò modo di andare...

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    1. Anche a me sta iniziando ad incuriosire il libro!

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  7. Avevo già visto il trailer ed era nella mia "wishlist"; però adesso con questa bella recensione ... è un must.

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    1. Grazie cara :D Fammi sapere ovviamente!

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  8. Mi hai convinto ancor di più spero di vederlo presto! Lui mi piace moltissimo come attore, lo trovo davvero bravo!

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    1. Lui è molto molto bravo. Forse poco meno che in La teoria del tutto, ma solo perché il ruolo richiedeva maggiore trasformazione mi sa.

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    2. Non ho visto "La teoria del tutto" ma mi era molto piaciuto in "Marilyn" e ne "I pilastri della terra" e per ciò che ho visto lo amo anche qui, da donna è più femminile di me... ok non ci vuole assaje ma va bene :D

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    3. ahahah ma no dai! È molto femminile, ma lo sei anche tu :*

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  9. Ho molta voglia di vedere questo film, e la tua recensione mi ha incuriosito ancora di più. Al di là della vicenda principale poi mi interessa un altro aspetto: Quando si fa uscito il trailer mi sono documentata su questi due artisti e ora vorrei capire meglio come hanno riprodotto il loro stile pittorico nel film, perchè mi pare che lei avesse, nella realtà, un tratto abbastanza diverso... Vedremo.

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    1. Tu sicuramente ne capirai di più, ma guardando in rete in effetti lo stile è diverso, ma anche i temi. Gerda era decisamente più spinta che nel film.

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  10. Condivido la tua recensione! Anche io l'ho aspettato tanto e, forse, i trailer hanno mostrato un po' troppo per i miei gusti. Eddie e Alicia sono stati fantastici, ma forse anche io avrei voluto qualcosa in più: le difficoltà sociali di Lili, l'annullamento del matrimonio da parte del Re. Resta comunque un film meraviglioso che, in questo periodo in Italia tocca un argomento profondo e un po' pungente e spero che abbia aperto la mente di chi di transessualismo sa poco o nulla!

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    1. Certe cose della storia me le son dovute letteralmente cercare su internet, perché non le sapevo. Penso che nessuno volesse una biografia para para, ma qualche informazione in più!
      Un abbraccio

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  11. Devo dire che sono d'accordo con te... la storia mi ha emozionato e fatto commuovere, ma è come se fossi rimasta sulla soglia a guardare, non mi sono sentita completamente coinvolta. Nulla da dire sulla fotografia e la ricostruzione storica, né sugli attori bravissimi entrambi. Anche io appena tornata sono andata a cercare altre notizie sui protagonisti, non mi sentivo "soddisfatta". Vorrei prendere anche il libro, prossimamente.

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    1. È stata una sensazione comune a quanto pare. Il film non è lunghissimo, ma se hanno fatto la scena della scazzottata al parco, potevano fare qualche scena appunto sui problemi sociali.

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  12. Mi è piaciuto. La bravura di Redmayne ha fatto emergere quella di Vikander. Anche io l'ho trovato incompleto, tuttavia gran bel film. Storia tristissima.

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    1. La bravura, la mimica è davvero di un livello elevatissimo.

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