venerdì 23 novembre 2012

Io non porto i pantaloni rosa

Io sono rosa.
Ho mille e più sfumature di rosa.
Così tante che non riesco a contarle.
Il mio blog è rosa, lo è sempre stato e lo sarà.
Ma non soffermatevi su questo colore.
Dentro me ho anche l'azzurro più intenso, il giallo più luminoso, il rosso più vivido...
E mi piace vivere di questi colori.
Mi piace mostrali a chi mi piace.
Mi piace giocarci.
Mi piace viverli.
Anche Andrea dentro di sè aveva mille sfumature. 
Probabilmente così tante che nemmeno riusciva a contenerle.
Ma tutti si sono fermati a guardarne una.
Perché in Italia non serve che tu sia unico. 
Serve che tu sia identificabile.
Meglio ancora se sei additabile. 
Meglio ancora se sei debole, fragile.
Meglio ancora se nessuno ti aiuta.
Meglio ancora se non fai parte di un branco di furbetti di quarta categoria.
Andrea era stanco del rosa.
Ha preferito lasciare che gli altri vedessero ciò che volevano, perché non basta mostrarsi al mondo per quello che si è. 
Il mondo vedrà solo quello che vuole vedere.
Solo quello che fa ridere i furbetti di cui sopra.
Solo quello che consente agli altri di additarti più facilmente.
Solo quello che il più delle volte non sei.
E se lo sei, il mondo preferisce usarlo per insultarti.
Per torturarti.
Ancora e ancora.
Dal gioco alla realtà il passo è breve, perchè di mezzo ci sono le intenzioni.
Andrea se ne è andato a 15 anni.
E poco mi importa se a lui piacesse il rosa, il giallo, il nero.
Poco mi importa se lui volesse stare con Marta, Mirko, Alessandra, Antonio.
Poco mi importa se avesse lo smalto.
Poco mi importa se indossasse i pantaloni rosa, la gonna, non indossasse nulla.
Andrea se ne è andato a 15 anni.
Perché era solo.
Perché non voleva essere additato.
Perché voleva essere considerato per la sua unicità.
Particolarità.
Diversità.
Perché siamo tutti diversi, ma alla fine tutti simili.
Poco mi importa se Andrea fosse omosessuale. 
Poco mi importa se si chiamasse Davide, Matteo, Martina.
Quel che mi importa è che adesso non c'è più.
Ma restano gli insulti.
Restano le umiliazioni per essere quel che si è o non si è.
Restano le persone che non vedono i colori.
Resta la chiusura di coloro che non capiscono la diversità.
Resta la povertà di un Paese che non apprezza la sua primaria fonte di bellezza.
La Diversità.
Ad Andrea, Davide, Marta, Mirko, Alessandra, Antonio, Matteo, Martina e a tutti coloro che hanno scelto di vedere rosa per sempre, piuttosto che sbiadire in una massa grigia.
A tutti coloro che hanno il coraggio di essere ciò che sono alla luce del sole, e a coloro che lo troveranno un giorno.

65 commenti:

  1. Pier...volevo dire...No. Non dico niente di mio. Hai detto tutto tu in modo assolutamente chiaro e definitivo. Non avrei saputo trovare parole più intense, profonde e dolci, pur nella loro necessaria durezza.

    Ti abbraccio, con affetto sincero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pier, spinta da questo tuo post così intenso, che vale la pena di leggere, ho creato una pagina nuova sul mio blog e l'ho intitolata proprio "Vale la pena leggerli!" dove intendo raccogliere i link dei post scritti da altri blogger che sono secondo me degni di attenzione per i più svariati motivi.
      Il primo link, naturalmente, è quello di questo post qui.

      Elimina
    2. Buongiorno Maris, intanto grazie mille! mi fa piacere che tu condivida quanto ho scritto, e mi fa piacere che questo ti abbia stimolata a produrre un'idea così carina.. grazie mille per avermi incluso, passerò a leggere i post che linkerai..
      bacio

      Elimina
  2. Pier mi hai fatto commuovere. Io ho sempre creduto che, come diceva Pirandello, siamo uno, nessuno e centomila, abbiamo addosso tanti di quegli io da costruirci almeno una ventina di persone. Il problema è che gli altri di noi vedono un'unica sfumatura, sempre solo quella, vuoi per ignoranza, vuoi per necessità di semplificazione. Probabilmente sono stata un po' traviata dai miei studi universitari (ho fatto comunicazione), ma spesso mi accorgo che le persone sono un po' come un prodotto da vendere, che deve necessariamente essere, come dici tu IDENTIFICABILE. Ma a volte non basta e, mentre si vorrebbe far vedere anche altri aspetti della propria personalità, il resto del mondo o non è capace di vederli, oppure semplicemente non gli interessa, soprattutto se non corrispondono ai modelli imposti dalla nostra società. Purtroppo è dura. Mi è venuta in mente una canzone (ultimamente le lezioni di musical mi stanno traviando!) che trovo in un certo modo adatta a quello di cui stiamo parlando, è "There are worse things I could do" di Grease :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il problema è che oltre a far spettacolo sulle disgrazie altrui adesso ci si fa politica giusto per farsi strada nelle battaglie elettorali.. questo è tristissimo...
      tranquilla che i musical mi piacciono ;D

      Elimina
  3. ESATTO, c'è una cosa intelligentissima in quello che hai scritto, secondo me: che non importa se fosse gay o meno.

    Dopo che ho scritto il mio post, c'è uno che su twitter mi ha martellato dicendomi "Peccato che non fosse gay", come se non fosse ugualmente un segnale di disagio per una Nazione che un quindicenne si sia suicidato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. O.o ormai la morte deve fare notizia per essere di interesse, se non sei un omosessuale disagiato vittima di bullismo, un vip, l'uomo gatto o chissà chi, non vale la pena parlarne.... mah.

      Elimina
  4. "Perché in Italia non serve che tu sia unico.
    Serve che tu sia identificabile."
    Esattamente. E anche il suo gesto è stato identificato/etichettato in una precisa categoria: vittima di omofobia. Non un grido con il bullismo, che colpisce tutti, ragazzi e ragazze, per motivi svariati.
    E' una cosa tristissima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la cosa peggiore è essere etichettati quando ancora non si sa nulla, per chissà quale motivo...

      Elimina
  5. Da brividi quello che hai scritto. Grazie Pier.

    RispondiElimina
  6. Bellissimo post, Pier. Non saprei cosa aggiungere. Se non che è profondamente triste e che spero nel futuro..

    RispondiElimina
  7. stamattina ho aperto il giornale ed il cuore mi si è allagato di tristezza ... non si dovrebbe non amare la vita a 15 anni... non si dovrebbe essere soli a 15 anni...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, è un'età difficile, ma la si può superare senza grossi problemi, arrivare a certi estremi fa davvero riflettere

      Elimina
  8. Non c'è altro da aggiungere! bravo!

    RispondiElimina
  9. Applausi...fatti "di gusto", inchino... per la tua persona, un abbraccio.. di conforto, uno sguardo al cielo, una preghiera.. un grazie.. un saluto a te piccolino che sei volato via..
    a te.. che mi hai fatto piangere Pier. Grazie per quello che hai fatto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie a te per essere passata! un abbraccione..

      Elimina
  10. Mentre leggevo il tuo post, la mia testa annuiva. Ad ogni parola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi fa piacere che anche tu concordi con questo mio pensiero, che poi non è solamente mio, ma pare essere condiviso...

      Elimina
  11. Pezzo molto bello e ispirato. Però, non so se sia più disgustosa l'omofobia che ha causato il suicido o il fatto che i telegiornali, con tono paternalistico, pietoso e patetico, continuino a dire cose tipo "vestiva pantaloni rosa solo perchè era estroverso" oppure "era un giovane quindicenne, confuso come tanti alla sua età". La radice dell'omofobia continua a essere questo voler chiudere gli occhi, far finta che il ragazzo sia un "Freak" allegro, perchè anche solo ipotizzare che gay lo fosse davvero, sarebbe un'onta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il problema è che ne i giornali ne noi, possiamo dire con sicurezza se fosse gay o meno... probabilmente nemmeno lui lo sapeva ( io a 15 anni non ne avevo la certezza francamente). Se andiamo a definirlo per come si mostrava, andiamo solo a dimostrare la nostra superficialità! io penso che ciò che debba essere sottolineato è la sua morte, qualsiasi siano le cause, perchè vuol dire che qualcosa non ha funzionato!

      Elimina
  12. Il commento più intelligente, sensato e lucido che abbia letto fin'ora sull'argomento.

    RispondiElimina
  13. Ciao Pier
    come dice Sara è vero siamo uno nessuno centomila, ma essere quel centomila e voler essere fieri di esserlo non è facile. Quando avevo l'età di Andrea decisi che il brnaco non l'avrei seguito, e ovviamente mi beccai l'etichette molto educativa da parte dei miei professore di asociale, perchè non accettavo le idee del branco, perchè lì uno decideva per tutti e a me non andava bene, perchè alla mia diversità ci ho sempre tenuto. Io mi ritengo un leader quindi come le aquile non volo in stormo, ed essere diversi perchè si ha deciso di esserlo non è facile, bisogna guardare avanti e farsi scivolare addosso tutto quello che le persone ti dicono, certo diventi forte solo se riesci a passare questo duro banco di prova, mi spiace perchè un altro angelo ha deciso di spiccare il volo per altri paradisi, senza deliziarci della sua presenza, perchè nessuno che gli stava accanto ha capito la sua bellezza nell'essere diverso.
    Omologarsi sempre il must di ora, io dico invece cercate la diversità in qualunque campo sarà la vostra forza e la vostra ricchezza. Baci buona giornata Alex

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alessia! grazie mille per aver condiviso il tuo pensiero... anche io ho sempre preferito starmene in disparte, piuttosto che unirmi al branco, anche perchè non mi riusciva! Andrea è rimasto solo nella sua particolarità purtroppo!
      Baci

      Elimina
  14. pelle d'oca,
    complimenti Pier davvero belle queste parole.

    RispondiElimina
  15. Ero in vacanza e casualmente l'unica volta che ho acceso la TV ho visto la notizia di Andrea.. che rabbia.. mi si sono inumiditi gli occhi..

    Faranno finalmente una legge contro l'omofobia? Chissà..

    Siamo in Italia e per me, trentenne, camminare mano nella mano al mio ragazzo è un problema.. immagino l'inferno passato dal ragazzo..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quella deve arrivare indifferentemente da tutto!

      Elimina
  16. Credo che nonostante tutto anche noi dovremmo prendere esempio.

    RispondiElimina
  17. Che belle parole! Ragazzi abbiate il coraggio di dimostrare chi siete a testa alta, fregatevene degli altri e non lasciatevi condizionare. Viviamo in un mondo di pecoroni in cui tutti si devono identificare con qualcosa o qualcuno...e appunto con un colore. Ma perchè? Io oggi voglio essere rosa, domani blu e dopodomani verde, voglio poter esprimermi in tutte le varie sfumature senza farmi nessun problema.Non è facile, ma ragazzi DOVETE RESISTERE. Arriverà il giorno in cui tutto questo sarà solo un ricordo del passato di cui vergognarsi e le persone saranno accettate per quello che sono.

    RispondiElimina
  18. Belle parole e mai banali (come sempre) pero' io vorrei proprio sapere dove erano i genitori di quei bulli perche' prima di tutto alla base di questi episodi c'e' una vastissima ignoranza e cattiva educazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quella è proprio la povertà verso cui le varie generazioni si sono sempre più avvicinate!! tanta ignoranza, radicata e solida...

      Elimina
  19. Hai detto tutto tu. Non mi rimane che dirti grazie per le parole...

    RispondiElimina
  20. infatti quel ragazzo non ha mai detto ufficialmente di essere gay una scelta che condivido dato che ad oggi nessuno si è mai presentato a me dicendomi "piacere, sono etero e mi chiamo Tizio". Noi siamo arcobaleno, noi siamo mille sfaccettature ma soprattutto siamo esseri umani. Un saluto, buongiorno

    RispondiElimina
  21. I colori sono tutti bellissimi.. :)

    RispondiElimina
  22. Non potevi scrivere un post più toccante di questo!
    Apprezzo molto

    L.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi fa piacere apprezzi il mio pensiero! un saluto!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...