domenica 9 luglio 2017

Il covo di serpi nella tana del lupo




La comunità LGBT ha al suo interno una bellezza rara, data dalla varietà  di creature che contiene al suo intero. Per questo l'arcobaleno ne è il vessillo. Per questo, chi si trova all'esterno da questa comunità e ne appoggia le qualità, si sente attratto ed affascinato, attirato nella convinzione di trovare apertura, empatia, generosità e sensibilità.
È spesso un luogo comune, ma come tale non è detto che non sia verità.
Gli unicorni di questa vallata sperduta chiamata umanità
Eppure quando ti gratti via i glitter dagli occhi, ti accorgi che in questa stessa comunità, piccola ma allo stesso tempo sconfinata, si celano tutti i vizi e non solo le virtù che l'essere umano trascina dietro per tutta la propria esistenza. 
E quando si parla di coming out, le forze LGBT si uniscono e si ergono con un indice che punta dritto all'accusa. 
Devi farlo, e devi farlo nel modo più chiaro possibile, senza mezzi termini, senza peli sulla lingua, senza quel confuso "affettività" al posto di "sessualità". Dobbiamo sapere che cartellino metterti, altrimenti ti attende la scomunica e l'esilio da tutti i circoli omosessuali.
Risultati immagini per vintage labels for jars
Manco Dante e Firenze, in pratica. 
E se sei un personaggio pubblico, una persona famosa, di quelli che vanno sulle copertine devi inderogabilmente ed imprescindibilmente fare coming out e supportare la causa LGBT facendo megafono con tutta la forza mediatica dei tuoi follower su Instagram.
Non ci sono vie di mezzo per nessuno. 
Così è se ti chiami Ferro, Zero, Nannini, Mengoni e quant'altro, ad esempio. Così è che vuole la comunità LGBT. Altrimenti resti un mezzo confuso e inutile per la causa. Etichette da staccare e riattaccare a proprio gusto, che fanno comodo quando serve, che ripudiamo quando non ci garba.
Eppure in queste consuetudini, alla suddetta comunità mancano evidentemente due tasselli: libertà e privatezza.
Il primo è molto semplice, ovvero riguarda la possibilità di scelta, di fare un po' come vuole o come purtroppo deve una persona, sia essa famosa o sconosciuta. 
Perché purtroppo sì, per una svariata serie di ragioni più o meno condivisibili, il coming out non è possibile  a tutti.
Poi c'è anche una fetta di persone a cui semplicemente non va o non interessa svelare al mondo della propria sessualità, e che, anche senza una palese ragione, possono e devono starsene per i fatti loro, continuando con l'atteggiamento che meglio credono, sia esso dettato da cause di forza maggiore o dalla propria volontà.
C'è poi la privatezza: quando sei un personaggio famoso, è normale per chi ti segue avere più o meno pruriginose curiosità sulla tua vita privata, ed è "normale" visto che io ti seguo e ti ammiro in tutto. Ma la vita privata di un personaggio pubblico ha le stesse implicazioni e complicazioni che ha la vita privata di un perfetto sconosciuto come me. Può essere meravigliosa o uno schifo, come un po' per tutti. E poi ci sono cose che uno può voler tenere per sé, anche solo per personale pudore.

Personaggio pubblico può corrispondere ad affettività privata.

Ma la comunità LGBT non conosce questo "personale pudore", non conosce la possibilità che io in privato possa essere una persona del tutto diversa da quella che dimostro pubblicamente, senza cambiare l'opinione che ha di me. Ti becchi l'appellativo "finta santa", eventualmente. 
Prendiamo il caso di Gianna Nannini che sta facendo sfruguliare le dita degli omosessuali social-dotati.
La cantante nella sua autobiografia ha dichiarato

"Non ci sono leggi in Italia che mi garantiscano di sapere cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo, quindi me ne vado in Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma e dove registro anche i miei dischi da trentanni. Faccio l’unione civile con Carla e la stepchild adoption, perché adesso è questo l’unico vero nucleo familiare di cui posso fidarmi"
Toni alquanto inopportuni, freddi e duri, che non condivido per un gesto che dietro ha ragioni affettive profonde
Molti degli appartenenti dell'ormai plurinominata comunità hanno asserito che sputare così sull'Italia, senza aver partecipato alle battaglie per ottenere diritti civili, sia quantomeno indecoroso. 
E io sono d'accordo che questo tono sia piuttosto fuoriluogo, ma mi chiedo, i diritti vanno soltanto a coloro che hanno scelto di combattere per gli stessi? Non credevo fosse così.
Credevo andassero a tutti, a chi volesse accedervi nei modi e nei tempi che ritenesse opportuno.
Mi sbagliavo, forse.
Ma mi chiedo ancora una volta, eliminando il nome Gianna Nannini, il fatto che le dichiarazioni siano in un libro in uscita (che non so chi abbia letto) e prendendo la questione per sé, se una persona ha deciso di dichiararsi al mondo in un determinato momento della propria vita, cosa c'è di strano? Chi decide quando è il momento giusto per farlo?
Tra l'altro, faccio un passo indietro, la stessa Nannini anni fa aveva dichiarato della sua sessualità dicendo di essere "polisessuale". E se mentre io scrivo mi sembra strano parlare delle dichiarazioni della gente sulla propria vita privata e sessuale in particolare, c'è chi questa dichiarazione l'ha trovata comunque inutile e solo un vago modo per buttarla in caciara e non dire apertamente la propria etichetta: lesbica. 
Come dire in altri termini che la tua libertà inizia dove lo decido io, nei modi e nei termini che decido io. Ah, era la TUA libertà? Mi spiace, ora è mia.
Capisco che un personaggio così famoso avrebbe potuto essere un sostegno ideologico per chi magari si trova nella sua stessa condizione, chi la ammira, chi magari ha la sua stessa età o le sue. Avrebbe potuto diventare un esempio e capisco chi è deluso da queste dichiarazioni (fermo restando che il resto delle pagine del libro non le conosco), ma non mi stancherò mai di dire che ergersi ad idoli da seguire non è una cosa sana.
Diventare baluardi politici non è la scelta che tutti vogliono o desiderano anche perché non è un compito semplice. 
In questo covo di servi nascoste nella tana del lupo c'è anche chi ha immerso le mani ancora più profondamente in questa sabbia di vite umane. 
C'è chi ha praticamente augurato, quasi fosse la peggiore sciagura e condanna che solo il Karma può scatenarti contro, un figlio gay a chi da sempre si è dimostrato contro i diritti gay.
Se non ci credete evidentemente non avete letto di Luigi Berlusconi e del bacio all'amico su di un molo, con un probabile outing per lo stesso ragazzo, che ha la mia stessa età. 
"Ti auguro un figlio gay" e altre battutine quasi fosse un insulto, lo sputo per terra di una maledizione antica. Per un bacio, per un probabile essere gay che non va bene agli stessi gay.
Vittima del padre come se fosse figlio di un Ugolino della Gherardesca qualsiasi, per restare in tema dantesco.
Ci sono ancora tantissimi passi avanti da fare e sventolare bandiere per le strade non porta a compierli. Li chiediamo agli altri ma non a noi stessi. 
Non meravigliatevi se c'è chi ancora non ha fatto coming out, chi si nasconde, chi non ha coraggio o chi non ha la voglia, o chi non si sente appieno parte di una comunità, chi non vuole definirsi ed etichettarsi, ricordatevi i semi che avete lasciato e capirete il vento che vi sbatte contro.






28 commenti:

  1. Citi anche Zero ma a me sembra che abbia sempre e solo giocato all'ambiguo. 'na paraculata insomma, come dicono a Roma... ;)

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    1. Lo cito fra nomi di quelli che "devono" secondo alcuni, dichiararsi in un senso o nell'altro. Lui ci gioca, questo non implica il DOVER fare coming out a tutti i costi.

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  2. ho letto diversi articoli sulla questione perchè alcuni amici appartenenti alla LGBT erano abbastanza indignati. Quello che scrivi tu, invece, è un discordo diverso perchè analizzi cose che molti non dicono ma che sono una grande verità. Ecco, io penso che ogni individuo è libero di amare chi vuole e che non deve dichiaralo ad ogni costo. L'amore è una questione privata e non tutti, anche tra gli etero, lo palesano sempre al mondo. Penso che sia importante lottare per certi diritti al contempo credo che non tutti, a volte, hanno lo steso coraggio o voglia di farlo. Ecco se lei non ha voluto lottare e affar suo ed etichettarla non serve. Io sono etero però da etero vorrei che tutti gli esseri umani abbiano gli stessi diritti. Tante volte litigo con la gente che è contro questo grande arcobaleno e dice "cosa ti frega?". Beh! io ci tengo perchè voglio che i miei amici si sposino se si amano, voglio che abbiano dei diritti nel caso accada qualcosa, anche se non è la mia battaglia. Lei forse, anche se dovrebbe combatterla per prima questa guerra, non ha voglia di farlo per ragioni che probabilmente non sapremo. Detto questa se ci pensiamo quanta gente è morta per dare il diritto di voto a tutti e quanta gente non ha voluto farlo ma poi ha votato grazie a chi si è sacrificato? Qualsiasi argomento si tratti, anche se importante, anche se ci riguarda da vicino, non sempre trova tutti disposti al combattimento anche se a raccoglierne i frutti poi si è in tanti. Non so se sono riuscita a spiegare quello che penso e che credi sia alla fine il tuo stesso pensiero. Buona serata ;)

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    1. Anche io ho letto sempre la stessa tiritera, per questo ho deciso che non potevo più trattenermi.
      Hai spiegato molto bene il tuo punto! Pensa che c'è gente che dice che lei si è battuta per cause che non la riguardavano, come se ci fossero problemi di serie A e serie B. Ma indifferentemente dal caso specifico, se non si è liberi di poter dire quello che si vuole al mondo intero per quanto riguarda la propria sessualità, allora stiamo messi male!
      Buona serata a te :)

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  3. Io sono per il coming out quando si sente di farlo per sé stesso. Sai benissimo quanto ami Tiziano e che prenderò lui come riferimento anche non oggettivo xD
    Ma lui è sempre stato riservatissimo, attento e misurato e quando ha scritto il libro (se non lo hai letto te lo consiglio perché è molto forte e bello) ha fatto un grande gesto, ma non verso il pubblico, quanto verso se stesso. Ognuno deve essere libero di esprimersi o di NON farlo in ogni situazione. D'altronde io che sono etero non sono obbligata ad urlare al mondo che amo un uomo ed un omosessuale dovrebbe esserlo, invece?!
    Ma poi la questione di fondo è: a chi dovrebbe importare?!
    Si, Tiziano è gay. La nostra vita com'è cambiata?! In nessun modo, quindi...Tiziano per dire chiunque altro, eh.



    Ps. Non è vero, mento, da quando ho scoperto che è gay muoio dentro perché non posso averlo xD xD

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    1. Esatto è un gesto principalmente verso se stessi, verso la propria famiglia, verso il partner, non verso i giornali di gossip!

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    2. Comunque non per spammare il tuo post, ma per rimanere in tema Tiziano....vogliamo parlare della foto che ha pubblicato in Sicilia senza maglia?!?! *.* *.*

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  4. Come ti ho già detto in privato, trovo ridicola tutta la questione. La Nannini si vuole sposare? Fa benissimo, deve pensare alla figlia dato che lei non è eterna, un po' come fanno tutti i nostri genitori o noi quando saremo genitori (o se lo siamo già). Il Luigi Berlusconi è gay? e chi se ne frega? se fosse stato li a baciarsi con una ragazza nessuno avrebbe fiatato ma ad ogni moto, etero o gay chi se ne importa? Sono solo fatti suoi!

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    1. Fosse stata una ragazza sarebbe stato un marpione come il padre e sarebbe passato inosservato o quasi figo!

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  5. A me questo genere di cricche non piacciono.
    Non mi piace dover rendere conto ad altri di ciò che sono, di ciò che sento, di cosa faccio sotto le lenzuola, o sopra o dove cavolo mi pare. Odio dovermi etichettare per supportare una causa che non è neanche detto debba appartenermi per forza.
    Certe comunità nascono per unire e invece poi finiscono per dividere.

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    1. Hai ragione, finiscono per dividere. Stavo discutendo della cosa con un amico che mi ha detto che fare coming out per un artista è importante perché lo rende più aperto verso i suoi fan, come se sapere della sua sessualità sia direttamente collegato alle storie che racconta...Come se io leggessi le tue recensioni ma sapendo della tua vita privata le leggerei meglio XD

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  6. Questo post mi è piaciuto un sacco, bravo, e guarda io penso che ognuno nella vita abbia i suoi tempi e le proprie necessità, e la comunità dovrebbe supportare ciò e non puntare il dito! Ma il problema di qualsiasi comunità è che c'è sempre una parte di persone che ne fanno parte pronte a giudicare e puntare il dito, rompendo le palle a chi già ha i suoi pensieri, problemi o vuole vivere la propria vita come meglio ben pensa!

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    1. Grazie mille! Purtroppo non capisco perché un personaggio famoso debba riversare tutto in pubblico. Si potrà tenere qualcosa per sé!?

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  7. è un argomento molto delicato... e anche molto vasto! Capisco quando parli di libertà, ma se ti metti nei panni della comunità, si sà che l'unione fà la forza, e alle volte è anche giusto e doveroso che ognuno nelle sue possibilità faccia la sua parte, è pur vero che se uno non vuole non puoi mica costringerlo. Ma nel caso della Nannini, allora poi non lamentarti, perchè se tu sei la prima che non ha mosso dito per cambiare le cose, tu che avevi tutto il potere di questo mondo per provarci almeno. Non puoi pretendere sempre che facciano tutto gli altri. Al di là della sua sessualità, anche quello che ha fatto per avere una figlia in tarda età (così come Carmen russo), se fosse stata una persona persona comune non avrebbe potuto farlo, e sinceramente non lo trovo giusto, proprio loro che hanno avuto tutto più semplice e dovrebbero capire cosa si prova, una mano alle volte potrebbero darla.

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    1. Del tuo discorso ho due punti a cui controbattere. Il primo è che comunque la Nannini non ha detto "è colpa di...." ma effettivamente ha sottolineato un aspetto reale. Il secondo punto è la facilità che secondo me si dà per scontata perché è un personaggio pubblico. Ma dietro a questo personaggio c'è sempre una persona

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  8. Parole sante! Il problema è che alla comunità, qualsiasi cosa tu faccia, avranno sempre da ridire, quindi viviamo e basta fregandocene di ciò che pensa, e dice, la gente!

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  9. Purtroppo, come dice Lucia De Rosa sopra di me, qualsiasi comunità (e qualsiasi individuo, aggiungo io) non può fare a meno di criticare qualsiasi cosa l'altro faccia! Tutti predicano la libertà individuale, di pensiero e compagnia cantando, ma la predicano solo quando tocca la loro stessa persona. Quando gli altri scelgono altre vie, altri modi per esprimersi o preferiscono mantenere una privacy ormai estrapolata da ogni contesto, si sentono quasi in diritto di criticare!
    L'unica cosa possibile, così come credo stia facendo la Nannini, è fregarsene bellamente e pensare al bene dei propri cari e di sè stessa.
    Anche perchè la vita ci da già tanto per cui farsi il sangue acqua, ci mancano solo i criticoni della domenica!

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    1. Effettivamente questa realtà ci ha resi un po' tutti egoisti. Ognuno come meglio può cerca di guardare ai propri interessi o altrimenti si ritrova inghiottito dalle male lingue

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  10. Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in quel che Gianna Nannini dice o fa.
    L'Italia è semplicemente uno schifo da ogni punto di vista.

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    1. È un dato di fatto effettivamente...

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  11. Arrivo davvero tardi a commentare, Pier, ma avrai notato anche sul mio blog che sono stata pochissimo presente in generale, nelle ultime settimane.
    Il tuo discorso non fa una piega: questo tenevo a dirti dopo aver letto il post. Tutto il clamore che si fa intorno ai personaggi pubblici è logico, la naturale conseguenza della loro popolarità ovviamente...ma bisogna comunque farsi una ragione del fatto che loro sono persone innanzitutto prima di essere personaggi, per cui come tutti noi hanno il loro carattere, le loro debolezze, le loro incertezze, il loro modo di approcciarsi ai problemi...esaltarli e idolatrarli o sparare a zero su ciò che fanno (o non fanno), a seconda dei casi, non è mai una buona cosa.
    Un abbraccione, ciao!

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    1. Maris un abbraccio in ritardo, anche io sono stato assente, non preoccuparti e grazie!!!

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  12. Le tue parole mi fanno quasi commuovere, perchè ti condivido e penso anche che non bisogna essere per forza "forti" o dannatamente sfacciati. Nella vita bisogna essere liberi anche di essere deboli, e di trovare in quella debolezza la "forza" di andare avanti con le proprie imperfezioni. Spesso chi non fa outing è perchè non può, non solo perchè non vuole. E puntare il dito fermamente non è mai una cosa saggia, ma i più non lo capiranno mai, purtroppo.

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    1. Esatto, libertà per tutti! Soprattutto per questioni così intime.
      Ti ringrazio e ti abbraccio :)

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  13. Quante volte ho pensato "Che stupido non ammettere la propria omosessualità" e quante volte non ho saputo darmi una risposta al "Ma se fossi omosessuale lo direi senza problemi?"
    Da una parte giustifico il mio pensiero in quanto non ho mai concepito i gusti sessuali come un argomento su cui polemizzare; dall'altra c'è la solita faciloneria: i gusti sessuali saranno anche indiscutibili, fatto sta che la mia eterosessualità non è mai stata additata come perversione o malattia, quindi è difficile comprendere come ci si senta ad essere colpevolizzati per questo. Voglio dire, io mi vergogno ad ammettere la propensione per la montagna chè tutti "ommioddio ma come puoi preferirla al mare", non dovrebbe essermi difficile comprendere perchè una persona non vada a sbandierare i propri gusti sessuali, ben conscia di poter essere duramente discriminata...

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    1. Esatto, oppure è come se tu fossi obbligata a raccontare tutto sul rapporto con tua madre (per fare un esempio) o tuo padre a completi estranei. Non è una cosa che deve essere obbligatoria, deve partire da te, devi essere a tuo agio, parlare con persone che magari possono capirti e così via. Come per la montagna :D

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