mercoledì 6 gennaio 2016

|Il ponte delle spie|
Irrational Man
| Il Piccolo Principe|

Buongiorno miei cari,
è la vostra befana preferita che vi scrive. Mi sto dando sotto con i film e son contento. Vorrei riuscire a vedere almeno un film al giorno, ma capite bene che ci vorrebbe un livello di organizzazione che nemmeno mi sogno, indi facciamo un po' per volta. 
Vi ricordo che sono tutt'altro che un critico, ma sono solo una persona che va al cinema (con una connessione internet) che condivide la sua opinione e magari vuol sapere la vostra.
Questa volta tanti film recentissimi che sicuramente trovate ancora nelle sale.

Il ponte delle spie (2015)


Titolo originale: Bridge of Spies
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 141 min
Genere: storico, thriller, spionaggio, drammatico
Regia: Steven Spielberg

Da competente assicuratore, James Donovan, si ritroverà a difendere un uomo, Rudolf Abel, accusato di essere una spia russa. La Guerra Fredda è ancora in atto, e quello che Donovan doveva affrontare, sarebbe dovuto essere un processo lineare, per ribadire ai media che gli Stati Uniti offrono paritarie condizioni anche a coloro che sono considerati dei nemici pubblici, e per affermare i diritti costituzionali che la nazione vanta.
Tuttavia, l'avvocato, mettendosi contro l'opinione di tutti, persino della sua famiglia, prederà il caso a cuore e cercherà in tutti i modi di salvare Abel.

Due ore e venti minuti che scorrono lisce, per questo film che inquadra, a sommi capi, ma in modo chiaro, un periodo storico preciso.
Sulla regia non mi esprimo affatto, visto che è condotta da un nome famoso. Posso però dire che narrativamente il film è ben sviluppato, forse in maniera troppo lineare, ma son dettagli. Pur non essendo io abituato/propenso a film così lunghi, non ho fatto grossissima fatica a guardarlo fino alla fine.
Accanto ai lunghi dialoghi, ci sono sono momenti più drammatici, momenti ironici, e altri più movimentati o tensivi, per cui non ti stanchi, né sbadigli; di base, essendo un film basato su una storia vera, risulta emotivamente coinvolgente.
Il punto più criticato in rete è la faziosità del film. E' così difficile da superare? A mio avviso no.
E' vero, gli americani ne escono, rispetto ai tedeschi e ai russi considerati brutti, cattivi e strambi, come quelli che credono alla loro costituzione, che tutelano la libertà di tutti, persino di quelli che all'epoca erano componenti importanti nelle sorti del paese. E' anche vero però che sono parti nel film, e, da un'ottica più ampia, non mi è parso così intinto di buonismo americano da far venire la nausea.
Un buon film, forse mi aspettavo qualcosa in più, ma non saprei nemmeno dirvi cosa. 
L'unica cosa negativa che posso dire, è che la faccia di Tom Hanks, cade un po' male qui e lì.

Voto 7 e mezzo

Irrational Man (2105)


Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Durata: 96 min
Genere: noia, commedia, sentimentale, giallo
Regia: Woody Allen

Abe Lucas è un professore di filosofia che dovrebbe essere bello, dannato e incredibilmente magnetico. L'unica cosa che invece nota il pubblico è la sua pancia sporgente e il capello unticcio.
In realtà la filosofia sembra essere un hobby, visto che per metà film fa il profumiere: lo fa annusare, ovviamente senza darglielo, a Jill una studentessa del suo corso. Questa finirà irrimediabilmente innamorata di lui senza conoscere il suo oscuro segreto.
Nel suo potere di onnipotenza e totale follia, infatti, Abe decide di fare il paladino della giustizia e diventerà l'artefice di un omicidio. 

Questo film non dovevo vederlo, perché io Woody Allen non lo digerisco. Mi era andata bene con Magic in the MoonlightMidnight in Paris, ma ho capito che si trattava di una clamorosa botta di chiappa.
Credo fortemente che questo film sia stato volutamente imbottito di noia per colmare una trama vuota. Una storia lineare, semplice, ma al limite del soporifero, farcita di filosofia e dialoghi, che, scusatemi se sono ignorante e non li capisco. 
Moralità sciorinata a destra e a manca, che si scontra con il cercare una strada per sentirsi vivi, in un quadro che di vivo non ha nulla.
Poco ci interessa della storia perfettina fra Jill e il suo ragazzo. Poco ci interessa della psicosi di Abe Lucas che appare come un matto qualsiasi con una buona favella e una certa istruzione.
Non è l'ironia della psicosi che viene messa in scena, ma solo un matto da cui ve (ce) la dareste a gambe levate.
Nemmeno il colpo di scena finale risolleva le sorti di questa pellicola.
La mia professoressa di filosofia con i suoi racconti sui suoi disastri culinari, era decisamente più accattivante e sicuramente più divertente.

Voto 4

Il Piccolo Principe (2015)


Titolo originale: Le Petit Prince
Paese di produzione: Francia
Durata: 108 min
Genere: animazione, fantastico
Regia: Mark Osborne

Prodigy ha il destino segnato: essere la migliore, sempre. E soprattutto entrare alla Werth Accademy. Lei ne sembra convinta, ma quella che più la spinge verso questa strada è la madre, una giovane donna in carriera. Per far sì che la figlia possa realizzarsi, le due si trasferiscono in un nuovo quartiere, dove Prodigy deve seguire un serrato calendario per essere pronta ai test di ammissione all'accademia.
Tuttavia i suoi studi subiranno uno stop, perché Prodigy non saprà resistere alla simpatia del suo nuovo vicino di casa: un nonnetto fuori dai canoni con una storia molto particolare da raccontare. Egli era infatti un pilota, e un giorno, a causa di un problema al suo aereo si ritrovò nel deserto del Sahara e qui incontra un bambino, il Piccolo Principe.
L'aviatore racconterà la storia di questo bambino proveniente da un asteroide chiamato B612, su cui vive insieme ad una rosa, ma da cui si era allontanato non sopportando più il comportamento vanitoso di questa.
Non senza difficoltà l'aviatore arriverà alla fine della storia, ma Prodigy ne resterà delusa, tanto da staccarsi definitivamente dall'anziano.
Tuttavia la bambina finirà per ricredersi e deciderà di ritrovare il Piccolo Principe.

Un film per bambini, tanto che al cinema te lo mettono alle 18 (molto comodo, vero?!), che non è solo per bambini. La storia di Prodigy si intreccia con quella più nota scritta da Saint Exupéry, e lo fa anche graficamente, tanto che, le parti animate in 3D, si uniscono ai disegni originali riprodotti in stop-motion .
Non sono un fan del libro, e se proprio devo subire il linciaggio in pubblica piazza, dico pure che mi sembra si sia un po' abusato di questa storia, e della sua simbologia. 
Malgrado ciò promuovo questo film che è mi è parso evocativo, emozionante, delicato, elegante, ma anche divertente e piacevole da seguire. Le due parti, quella più moderna e quella più "datata", si fondono nella metafora che il problema non è crescere e dover diventare adulti; Prodigy vuole diventare adulta, l'aviatore è invecchiato e non solo lui, ma il problema è scordare di essere stati bambini, di vedere e sentire come i bambini sanno fare: un po' ingenuamente ma genuinamente col cuore.
Probabilmente la lancetta del tempo dà meno spazio alla storia originale e più a quella di Osborne ma non importa, mi ha comunque commosso.


Voto 8


E col classico pianterello, io vi saluto e ci sentiamo presto con tanti altri film!





30 commenti:

  1. ora però sarei curiosa di conoscere le storie sui disastri culinari della tua prof di filosofia ahahahaah Dei film che vedo sai già tutto e a chi ti segue non gliene fregherà na ceppa :D
    PS: devo vedere il ponte delle spie e magari anche qualche altro film candidato ai prossimi golden globe che se non mi sbaglio sono domenica notte e ancora non sono dovutamente documentata!!

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    1. E te le ho pure raccontate le storie :D
      Poi mi dirai u.u

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  2. Il piccolo principe credo lo vedrò, il ponte delle spie temo la sensazione di potente patriottismo che ho respirato in American Sniper, cosa che non ho davvero sopportato. Ma se dici che non è poi così invadente... magari magari...
    Woody Allen lo conosco poco. Ho visto qualche suo film, l'ho sempre trovato piacevole, ma nulla più. Questo se capita lo vedo in tv, in streaming o non lo vedo proprio. :D

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    1. Non ho visto American Sniper, ma da quanto ho sentito, questo è un po' meno (forse anche decisamente meno) patriottico.
      Non lo vedere proprio il film di Allen, che è meglio XD

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  3. Dei tre ho visto solo Il ponte delle spie e non mi è piaciuto. Mi aspettavo un film di spionaggio con intrighi e colpi di scena, mentre ho trovato il film piuttosto noioso (soprattutto la prima parte) e per niente avvincente. Il contesto storico politico poi è stato estremamente banalizzato. Nemmeno io sono una critica cinematografica ma un'appassionata di storia si, e credo che il film abbia reso solo un'idea molto molto romanzata di come fosse in realtà il clima degli anni della guerra fredda. Insomma, per me bocciato l!

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    1. Non so bene come avrebbero potuto inserire meglio la parte storiografica, cioè dovevano già raccontare la storia di un personaggio e inserirla in un contesto storico, parlare ancora di più dell'intreccio politico non avrebbe allungato il film a chissà quante ore? Secondo me c'è volutamente in questo senso una infarinata.

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  4. Ecco...mi confermi che Il piccolo principe è un film da vedere! Più persone in questi giorni me lo hanno consigliato e poi io adoro i film di animazione quando sono ben fatti.

    Un bacione, Pier!

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    1. Sì Maris! Fallo vedere ai bambini, e vedilo con loro se puoi! E' molto carino per tutti, magari i più piccoli non colgono il messaggio, ma è piacevole da vedere :)

      Bacio!

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  5. Mi hai convinto per il Piccolo Principe! Quanto a Irrational Man, da un lato vorrei vederlo perché vedo sempre i nuovi di Allen (tranne il penultimo, come sai), dall'altro mi pare una scemenza... mah!

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    1. Guardalo il Piccolo Principe che ne vale la pena :) E quanto a Irrational Man, se sei curiosa, guardalo col beneficio di sapere che è una scemenza, magari rende meglio. xD

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  6. L'unico film che vedrò e' il Piccolo Principe. Sfruttato in mille modi resta un capolavoro. E da come hai descritto la visione non me lo perderò. Un bacio Pier!

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    1. Un bacio a te, spero di sapere presto cosa te ne è parso :)

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  7. Il ponte delle spie devo vederlo con Gigante, tempo permettendo! Adoro Tom Hanks, è uno dei miei attori preferiti! :-)
    Il piccolo principe, invece, lo vedrò tra una mezz'ora, ho appena preso i biglietti! Come direbbe Aldo, le "sinergie"!
    Un abbraccio!

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    1. Bellissimo questo commento in diretta :D Come ti è parso?

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    2. Pier, che dire? Forse uno dei migliori film che abbia mai visto. Non avrei mai pensato ad uno sviluppo "post-serpente" e l'ho trovato onesto, genuino e umanissimo. Ho pianto come se fossi sola in sala, ma forse ha contribuito lessermi così tanto rivista nella bambina. Ad ogni modo credo che lo porterò per sempre nel Cuore, insieme al romanzo, che è lì da anni!:-D

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    3. Beh mi fa piacere ti sia piaciuto così tanto. Trovo che le "aggiunte" siano state azzeccate e ben pensate :) Un bacio

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  8. Naaa Irrational Man l'ho adorato, ma io adoro Woody Allen, per cui, a parte rare eccezioni adoro tutto quello che fa, quel film per me è un trattato di puro esistenzialismo, dice, come spesso accade nei suoi film, verità che non sono facili da ammettere, prima di tutto che istintivamente nessuno è altruista, ma portato a massimizzare il proprio piacere, secondo che la vita è retta dal caso molto di più di quello che noi caparbi umani pensiamo di poter fare con la volontà. Temi che forse sono già stati abbondamente trattati nei suoi film, ma a questo giro, rispetto al capolavoro di Match Point fa vincere il concreto, la giovane ragazza verrà salvata dal pragmatismo (la torcia su cui lui scivolerà rappresenta la praticità), quindi non è propriamente la storia della perfettina che si innamora del prof irrazionale, ma la teoria, confutabile, che senza consapevolezza razionale, si è solo soprasseduti dalle emozioni finendo per non viverle, al contrario del realista che senza scomodare i massimi sistemi esistenziali vive le emozioni cavalcandole. Al tempo stesso però condanna la cultura fine a se stessa, quella che io trovavo in molti studenti universitari che macinavano esami a suon di belli voti, ma senza approfondire, senza godere di ciò che la cultura davvero dovrebbe regalare, lo spirito critico, ricordo ancora una lezione favolosa di Storia delle Dottrine politiche dove il prof quasi mai disquisiva direttamente dei capitolini del libro e gli studenti a fine lezione, più di uno, si preoccupavano solo di sapere se quegli argomenti apparentemente fuori tema fossero poi oggetto dell'interrogazione, io abbondanai la penna, non mi interessava prendere appunti, ma godetti di quella bellissima lezione sul concetto di tempo, in cui si faceva notare di come l'uomo da quando è nato ha cercato di dominarlo senza troppi risultati, pensa all'invenzione della luce, ha allungato la giornata e allontanato la futura alba che se ci pensi crea un nuovo giorno ma ne ammazza uno. Ok La smetto ;-) Io leggo Cioran, Camus, Moravia, Sartre, i pipponi esistenziali mi appartengono. Un bacio Pier

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    1. L'egoismo di fondo in Allen l'avevo notato. Quanto alla tua opinione del film posso anche condividerla, ma non mi quadra una cosa. Intanto Jill (che, attenzione non ho definito perfettina, ma parlavo della storia con fidanzato "storico") che questa consapevolezza razionale (ma ci arriviamo) la tiene nascosta fino alla fine (un uomo che conosci uccide una persona e te che fai?! Gli dai tempo e fai quasi finta di nulla?!?! Ma che sei matta!?). Il pragmatismo sarebbe stato non andare con uno costantemente ubriaco, e a quel punto non ci sarebbe stato il film e questo mi fa capire che la trama è debole, che è costruita su un "caso". E la torcia è un segno del caso se ci pensi: è un caso che sia possibile vincerla al gioco, è un caso che Abe Lucas vinca (anche se mi pare che nel film lei racconti come voce narrante che lui aveva questo metodo infallibile per vincere), ed è un caso che si trovi lì in quel momento. Insomma, una gran confusione XD
      Però posso dire che se mi ritrovo a non riuscire a trattenere gli sbadigli, qualcosa non mi deve essere piaciuta ;) bacio!!

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    2. Il prof profondo e un po' scapestrato farà sempre sesso eheheh ma poi torna la ratio e infatti succede quel che succede

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    3. Ecco, io ho mantenuto la mia parte razionale ben attiva :D

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  9. p.s. gli altri due non li ho visti, ma ho pregiudizio sul Piccolo Principe secondo me il libro più sopravvalutato del mondo ;-)

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    1. Non l'ho mai finito di leggere ;) Ne ho sempre letto pezzi e poi lasciato lì. Però il film non è solo quello, anzi, come dicevo è più la novità che la trama originale.

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  10. io ho amato ogni pagina de "Il piccolo principe" che è il mio libro prediletto in assoluto... tuttavia sono andata, piena zeppa di pregiudizi, a vedere il film, e mi sono proprio ricreduta: una pellicola magica!
    questo Woody è da dimenticarsi invece, il 4 direi che è un voto più che giusto

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    1. Davvero un bel film.
      Mi fa un po' sorridere questa contrapposizione su Allen :D O lo si ama o lo si odia a quanto pare!

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  11. Visti 2 su 3 (abbiamo gusti simili allora!)... e condivido i tuoi giudizi! Il ponte delle spie mi è piaciuto, non l'avrei mai detto... e poi, per il fatto che diverse parti sono ambientate a Berlino, mi sono tornate alla mente le giornate che ho trascorso lì... e quando sono poi stata anche nella zona di Checkpoint Charlie e simili...
    Irrational Man l'ho trovato noioso... mi sono addormentata più volte...
    Il piccolo principe invece non l'ho visto... e mi sa che non lo vedrò più ormai!!!

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    1. Come mai non vedrai Il Piccolo principe? Ancora sei in tempo :)

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  12. Dei tre ho visto solo "Il ponte delle spie" e concordo con il tuo giudizio. Ho fatto la recensione sul mio blog gattaracinefila.blogspot, se vuoi dai un'occhiata! Del "Piccolo principe" ho letto il libro, bellissimo, ora devo guardare il film!

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    1. Se vedrai il Piccolo principe fammi sapere :) Ho letto la tua recensione!

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  13. Su Il ponte delle spie non si può obiettivamente dire niente di male, ma... non mi ha coinvolta. I personaggi di per sé non mi sono dispiaciuti, ma non so, qualcosa non mi ha convinta e non so bene spiegare cosa XD

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    1. Beh sì, qualcosa mancava, non è stato un film epocale. Io stesso ho dato un sette e mezzo, che è un buon voto ma non il top!

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