martedì 20 marzo 2012

Magnifiche Presenze

Ieri sera volevo andare al cinema. 
Ma sapevo che Amor sarebbe stato stanco, e piuttosto che fargli sorbire un film che non gli sarebbe piaciuto, avrei preferito stare a casa.
Che poi mi piace stare a casa. Una serata rilassante. A letto. Col tuo ragazzo. Che vuoi di più?
Comunque, mi chiama e mi dice che F, un suo amico, già da tempo gli aveva chiesto di andare al cinema e quindi il mio inconscio desiderio si è avverato.
Che poi mi piace uscire con gli amici di Amor. Sono sempre gentili. E penso non lo facciano per dovere. 
Forse. 
A voi piace uscire con gli amici dei vostri partners ?
Siamo andati a vedere Magnifica Presenza.


Ed è stato molto carino. 
Ok, all'inizio non l'ho capito bene. 
Usciti dal cinema ho pensato di aver visto una commedia ben recitata con dei picchi drammatico riflessivi. 
Ma sembrava incompiuto (il termine non è mio, ma rispecchiava a pieno il mio pensiero). 
Sembrava mancasse una morale, un insegnamento.
Io non ho le conoscenze tecniche ed esperienziali per poter discutere di un film appena uscito dal cinema, ma in genere metabolizzandolo riesco a capirlo. 
E così è stato, solo che ci ho messo più tempo. Tipo una notte intera.
Stamattina sono arrivato al punto di pensare che si tratti di un film "aperto". 
Aperto ad avere più interpretazioni, tutte giuste. 
La classica commedia in cui devi andare oltre, ma da solo, con le tue gambe.
Il film prende uno spaccato della vita di Pietro, un giovane omosessuale che va a Roma a cercare lavoro come attore, ed intanto fa cornetti.
Non è una macchietta, è gay, si vede che è gay, ma questa è solo una cornice. 
Una parte della sua vita, che finito il film probabilmente continuerà, così come era già presente prima dell'inizio del film.
La solitudine di Pietro lo spinge ad innamorarsi delle storie degli altri, o di storie non realmente accadute. 
Ed il fatto che solo lui può vedere gli inquilini della casa in cui va a stare, lo spinge ulteriormente a volerli aiutare. E' una patata, buono come lo si vede.
E' l'attore in quel momento, e soprattutto non è più solo.
Forse Pietro ha un po' paura di vivere la sua vita, e tenta di risolvere le vite degli altri. 
Questo è forse il primo messaggio che ho colto. Vivere la vita, per se stessi, ma anche per gli altri. Vivere per chi non ha potuto vivere, per chi è rimasto bloccato in un tempo che non è più il suo.
Non farsi bloccare, anche per chi è stato bloccato da circostanze che non avrebbe voluto vivere.
Gli altri però sono importantissimi per Pietro, tanto che finisce per seguire tutto ciò che loro gli dicono. 
Ma poi sconvolge tutto e fa di testa sua.
E' importante seguire le proprie sensazioni? E se non sappiamo dove queste ci possano portare?
Forse dovremmo circondarci di gente che è in grado di capirci. Di chi conosce la nostra solitudine. Di chi guarda con gli occhi delle sensazioni, perchè la realtà non è quello che si vuole. 
Magari non ce la siamo scelti noi, è capitata.
Il caso.
A volte è ostile, a volte ci si piazza davanti qualcuno che ci fa perdere quota. 
Ma si deve andare avanti. 
Cambiare.
Non è sempre un male. Chi può dirci che quello che c'è fuori è peggio di quello che c'è in queste quattro mura? Dobbiamo scoprirlo da noi.
Ozpetek ci mostra l'eternità dell'arte, della musica, del teatro. Ma non crea un ritratto. Non ci fornisce i minimi dettagli. Ci fa un abbozzo, forse per lasciarci entrare meglio in questo spaccato di vita.
Roma è eterna, seppur senza le classiche inquadrature dei suoi monumenti, senza il romanaccio di turno o la sora borgatara.
Guardiamo oltre, forse c'è qualcosa che ci aspetta, anche se non ce ne siamo ancora accorti.


Voto. 8

9 commenti:

  1. Mi pare che il film ti abbia lasciato perplesso… Nel senso buono!
    E’ difficile trovare e dunque star vicino a persone che ci capiscano. Spesso gli altri, magari involontariamente, sono troppo presi da loro stessi per capire che cosa accada ai loro cari. Oppure è semplicemente egoismo, pretendere e mai dare. Oggi queste situazioni non sono così rare, purtroppo…
    Buona serata

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    1. Il protagonista trova chi riesce a capirlo, ma come spesso accade lo trova fuori dalla sua famiglia! Pietro dà e poi ha la fortuna di ricevere... quindi tentar non nuoce!

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  2. Bella recensione Pier:-) E il film voglio proprio vedermelo!Ozpeteck fa bei film in genere e il significato,non è un caso,è multiforme.Credo sia intenzionalmente così.Cioè assume un senso,una morale,un messaggio, a seconda di chi lo vede.Bella la riflessione che ne è scaturita in te dopo averlo visto. Non ci fermiamo quasi mai a riflettere su quanto gli altri condizionino,anche inconsapevolmente,la nostra vita.Di quanto siano importanti,nonostante spesso ci "pesano".Il fatto è che soli non possiamo stare,ma possiamo sceglier di stare soli di tanto in tanto.Gli altri ci aiutano ad essere quello che siamo,come possono ostacolarci.Ma molto dipende da noi e dalle nostre sensazioni.Ecco,chiedi,dove ci portano?E chi lo sa?Però credo che averne sia sempre un segno.Non si sa dove ci porterannom,cosa ci indurranno a fare o a non fare,però non so a te,ma a me capita d'aver un fastidio strano se non dò loro ascolto.Riguardo al circodarsi di gente che ci capisce.Mah,sai,io penso che nessuno possa veramente comprendere l'altro fin in fondo,per quanto si sia vissuti una esperienza per molti versi vicinissima alla nostra.Perchè siam comunque esseri diversi e alla stessa situazione,allo stesso fatto,reagiamo diversamente.Sì,alcune condizioni,alcune situazioni,alcuni stati d'animo ecc,sono più facilmente comprensibili da chi è simile a noi,da chi ne ha vissuti,come noi,che non chi,invece,non ne ha mai fatto esperienza.Però alle volte,serve anche chi non ci comprendere,perchè,stranamente,aiuta a ritornare in noi stessi(che non vuol dire chiudersi a guscio in se stessi eh)e a riflettere su aspetti di noi che credevamo di conoscere a fondo o davamo per scontato,e invece riservano sfaccettature nuove e diverse.C'è sempre una frase,credo di Kierkegaard che recita così,la dicotomia dell'essere umano nella sua condizione di umano in mezzo ad altri suoi simili: "stare,solo con l'aiuto di un altro.Stare solo,con l'aiuto di un altro". Il diverso posto assegnato alla virgola,fa una gran differenza,a pensarci su..Un abbraccio:-)Ps: scusami..ho scritto un papiro commento...

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    1. Grazie Ele :) in primis non ti preoccupare del papiro XD i commenti sono aperti a tutti ed è bello confrontarsi, se no mi aprivo un tumblr ed al massimo mi ribloggavano :D
      riguardo alle sensazioni mi ricollego ad un mio vecchio post sull'andare dal mio ragazzo o restare per mia nonna... io in genere ragiono un attimo e poi mi passa quel senso di fastidio per aver ascoltato una sensazione al posto dell'altra, ma alcune volte resta il pensiero a "avrò fatto bene?"... Guarda pure io la penso come te riguardo al trovare qualcuno che realmente ci capisca... Pietro nel film ci riesce, ma è cosa rara, si vede, la sua stessa famiglia e il resto della gente lo guarda come a dire " ma questo che sta a fà??"... l'importante è non chiudersi perchè magari abbiamo trovato chi ci capisce sul serio!
      un bacio :)

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    2. Fiuhhh meno male che i miei papiri non ti "appesantiscono":-)Sì,esatto,l'importante è non chiudersi:-)Che poi anche da chi non ci capisce traiamo qualcosa di buono e bello:-)Sul dilemma "avrò fatto bene"..eh..mah..io credo che ogni scelta comporti una rinuncia e non sapremo mai fin in fondo se avremo fatto la cosa migliore in assoluto,però possiam aver scelto di far quel che sentivamo di fare in quel momento,andava bene per quel momento e allora dovremmo imparare,poi,a farci meno seghe mentali e dirci "ok,forse poteva andare anche meglio,forse era perfetto far diversamente,ma in fondo non è stato tanto male neppure questo e allora,sai che c'è?Chissenè"..Ecco,io però sono ancora una work in progress ehehehehe Magari arriverò a novant'anni e finirò di farmi le seghe mentali:-)ehehehehe

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  3. Molti mi dicono che è un bel film, ma non il suo miglior film. E allora sono tentato, però poi ci ripenso. :)

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    1. ahahah cerchi solo il meglio?? prova a guardare il trailer.. io ti posso assicurare che è comunque un film molto carino, anche se poi non ci troverai nulla di ciò che ho scritto...

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  4. Bellissima la tua recensione, io l'ho visto questa sera... anche io ho avuto lo stesso tuo pensiero, cioè che il film fosse fine a se stesso, una specie di dipinto, una bella opera d'arte, in grado di suscitare emozioni. I messaggi ci sono, ma sono sottili, soggettivi e, come hai detto, non immediati. Lascerò passare anche io il 'giorno' di elaborazione prima di dire altro :) Gian

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    1. Grazie :) voglio sapere cosa ne pensi una volta metabolizzato il tutto... Quali messaggi ti ha trasmesso

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