Sanremo 2017
Le pagelle della seconda serata

Dopo il grandissimo (???) successo della prima serata, tornano le pagelle anche per la seconda serata del Festival di Sanremo.


La serata tutto sommato mi è parsa più rapida della precedente. Non so se sia solo una mia impressione ma è continuata abbastanza fluida e abbastanza gradevole. Grande assente per me una canzone che mi abbia emozionato o che abbia spiccato. Non è mancata però la musica. 

I Conduttori

Maria arriva sul palco distribuendo al pubblico i portachiavi raffiguranti Carlo Conti. Molto carina, peccato per quel cardigan lungo che si era messa, con queste maniche tirate su come se avesse le caldane, e quei pantaloni in jersey che fanno subito palestra. E vogliamo parlare della collana pendente?


Vi posso garantire che in foto appare anche meglio rispetto allo schermo.
Carlo invece migliora rispetto al velluto della sera precedente, con un completo spezzato blu inchiostro e nero.
Al secondo cambio di abito Maria riprende quota.


L'ho trovato molto più elegante ed adeguato, se non fosse per una sorta di poncho di rete che magari funziona su una modella o su un manichino, ma non su Maria.
La conduzione si è rivelata ancora promossa. Se da un lato la de Filippi fa un po' come le pare col suo modo più lento, Conti, arriva nel momenti in cui serve un po' più di ritmo.

I Giovani

Da destra Marianne, Francesco, Braschi e Lamacchia

La serata si è aperta con l'esibizione di quattro cantanti della categoria Nuove proposte. Io purtroppo sono arrivato tardi sentendone due su quattro ma a giudicare dall'andazzo, non mi sono perso nulla.

Marianne Mirage
(Le canzoni fanno male)

Purtroppo arrivo tardi per poterla sentire, ma tanto viene subito eliminata quindi pace. 
Non mi piaceva questo look, perché mi sta bene vincere facile con un completo simil-maschile ma sei comunque in gara fra i giovani, un po' di brio non guasta.

Voto 6

Francesco Guasti
(Universo)

Posso dire che non ne posso più di questi ragazzi con queste barbe insaccati in questi completi, che sembrano la versione tamarra di Pinocchio? Ecco l'ho detto. L'hipster dell'ultima ora. Nulla contro Francesco Guasti che non ho avuto modo di sentire essendo arrivato tardi. Passa il turno. 

Voto 5 (per il look)

Braschi
(Nel mare ci sono i coccodrilli)

Lui ha la faccia da bravo ragazzo, ma una canzone più stupida era difficile da creare.
"Ci sono i coccodrilli, stai lontano dal mare, vuoi farti male." recita il testo e già da qui potete capire anche voi.
Giustamente l'hanno eliminato.

Voto 4

Leonardo Lamacchia
(Ciò che resta)

Leonardo afferma che essere stato scelto a partecipare a Sanremo Giovani gli ha "salvato la vita". Tutto sommato ha una faccia simpatica ed un look un po' sciatto adatto ad un giovane, ma la canzone mi sembra un po' uno strazio che non sa bene dove andare a parare.
Riesce, nonostante tutto, a passare il girone.

Voto 5


Finita la gara dei giovani è iniziato il "vero" festival di Sanremo con la gara principale, ovvero i non più giovani.

I Big

Bianca Atzei
(Ora esisti solo tu)


Bianca è molto carina, e lo sarebbe anche il taglio del suo abito se poi non fosse stato adornato da uno sfacelo di drappi di stoffa con stampe diverse, spille, applicazioni e merletti. Poi è strano, le casca male.
Lei mischina è arrivata tardi quando è esplosa la moda delle voci gutturali ed afone. La canzone per me ad un primo ascolto è abbastanza insipida, sia come testo che come arrangiamento. Ha un non so che di retrò, ma nulla più.

Voto 5


Marco Masini
(Spostato di un secondo)


Masini arriva con un completo blu elettrico che dà quel pop di colore che non mi spiace. La canzone credo abbia qualcosa di autobiografico, ma in ogni caso non mi prende, anche se non la ritengo proprio brutta. È lui che su di me non ha alcuna influenza.

Voto 6

Nesli e Alice Paba 
(Do retta a te)


Presentati da un Totti un po' confuso, i due portano un brano che ancora una volta non posso definire brutto, ma a cui manca qualcosa. È Sanremese con un tocco più fresco e moderno. Forse dovrei risentirlo.
Nesli per me è al limite della bocciatura: carina la giacca "stellata" sebbene al confine con la forfora ben distribuita, ma pure la camicia direi di no.
Lei invece, ex concorrente di The Voice mi piace per il look, peccato che porti il vestito nemmeno stesse andando in una risaia e per il resto della canzone è praticamente inespressiva.

Voto 6 e mezzo (il look di lei alza la media)


Sergio Sylvestre
(Con te)

L'espressione che avrebbe dovuto fare quando ha scelto quella giacca.
Vincitore sfortunato di Amici, visto che dopo la spinta post programma, non ha avuto grande successo. Il pezzo strizza l'occhio all'Rnb, e credo lo riascolterei volentieri, lui ha una voce bellissima, ma non sono convintissimo.
Devo parlare della sua mise? Non basta la foto? Ecco.

Voto 6 

Gigi D’Alessio
(La prima stella)


Gigi è sempre Gigi, non si scappa. Stecca da paura, la canzone è il solito ritornello di un amore straziante e straziato così come sono le nostre orecchie. Almeno era vestito bene.

Voto 4

Michele Bravi
(Il diario degli errori)


Un po' tutti ci siamo chiesti chi fosse Michele Bravi e perché sia fra i big, tanto che la stessa presentazione cerca di giustificare la cosa. Il pezzo non è brutto, anzi è delicato e sentito, ma non ha una apertura, un momento che va ad emozionare, anzi mi è sembrato ripetitivo ad un primo ascolto. La sua voce ricorda troppo Elodie e Noemi.
Promosso il vestito, bocciate le sopracciglia.

Voto 6

Paola Turci
(Fatti bella per te)


Pezzo empowering per Paola Turci che ci ripete "bella" circa 80 volte lungo i tre minuti di canzone. 
Approvo l'outfit, prevedibile su una grintosa come lei, ma adatto. 
Non amo molto la canzone, ma pare che in giro piaccia. Vedremo.

Voto 6 e mezzo

Francesco Gabbani
(Occidentali’s Karma)



Ritmo estivo e radiofonico per il pezzo di Gabbani, vincitore della categoria giovani dello scorso anno. A me sinceramente non piace molto come cantate, e non ho seguito il suo percorso. Non si può però dire che il pezzo sia brutto, ma posso dire che il maglione arancione e infeltrito, la coreografia, il finto menefreghismo, abbassano il voto. Ma anche lui pare piaccia.

Voto 5 e mezzo

Michele Zarrillo
(Mani nelle mani) 


Zarrillo risorge dalle ceneri in cui un po' tutti ci aspettavamo fosse finito (o diventato) e presenta una canzone per me bruttina. Il look non lo avevo capito bene dalla tv: si tratta di uno spezzato giacca e jeans, cosa che odio a dismisura, specie se lo tiri fuori dall'armadio per fare il giovane. 
A Miché, so 60!

Voto 4

Chiara
(Nessun posto è casa mia)


Chiara è al terzo Sanremo e devo dire che ho un ricordo di lei comunque piacevole. Tuttavia ieri sera si è presentata malissimo: un abito-vestaglia un po' tetro, capelli slavatissimi che invocano la vendetta che solo una decolorazione riuscita male può volere.
La canzone è davvero una tribolazione, lenta, noiosa, fiacca. Non l'ho trovata raffinata come dicono. E non è colpa del del fatto che abbia cantato quasi a mezzanotte. Forse la delusione più grande?

Voto 5 e mezzo

Raige & Giulia Luzi
(Togliamoci la voglia)


Loro sono un'altra coppia di noti sconosciuti. Ho un vago ricordo di aver sentito parlare di lei a Tale e Quale Show, lui invece è un rapper e ammetto la mia ignoranza. 
La canzone dovrebbe essere sensuale e biricchina ma non mi ha smosso nulla. Abiti tra i più brutti della serata, quando cerchi di essere originale, ma non ci riesci risultando banale. 

Voto 3

Gli Ospiti

I momenti con gli ospiti di questa seconda serata di Sanremo non sono stati proprio al top, un po' sbrigativi, in linea generale, e poco interessanti per quanto mi riguarda.
Il primo "ospite" straniero è Hiroki Hara, il mago illusionista di fama internazionale che apre la gara dei big con una sua esibizione. Sicuramente bravo, ma non mi ha lasciato esattamente a bocca aperta.


Segue Francesco Totti, tirato a lucido al limite della gessatura. Si parla un po' di calcio, si fa fare quattro domande, tenta un paio di presentazioni dei cantanti in gara e poi lancia palloni autografati sul pubblico. Simpatico tutto sommato, ma solita solfa.


Pure in questa serata è tornata la copertina di Maurizio Crozza, che almeno, dando dello stronzo a Conti, ci fa sorridere. Ieri sera sembrava più simpatico, ma anche qui, nulla che svoltasse la serata.
Quasi verso le 23 ci hanno presentato il secondo ospite internazionale: Robbie Williams
Canta "Love my life", ma siamo tutti distratti dalle applicazioni sulla giacca. E soprattutto impazziamo quando si limona Maria.



Quinta ospite della serata, finalmente una vera cantate: Giorgia. I look di Giorgia sono sempre un po' sul filo della bocciatura (e del Domopak), l'abito le casca ed è brutto, ma se facevano cantare lei tutte le serate, sarei stato felicissimo. 


Canta "Vanità, "E poi", "Come saprei" e "Di sole e d’azzurro". Ci distrugge con l'ironia e le emozioni di una vera diva, ed è sicuramente il momento più alto di questa gara canora. 
Altro ospite di spicco è stato Keanu Reeves


Lo intervista Maria, ma il tutto diventa un po' noioso, o meglio un po' troppo pre-impostato, se non fosse che l'attore si sia messo a suonare il basso, sua vecchia passione, visto che secoli fa faceva parte di una band.
Look bocciato da testa a piedi per l'attore Hollywoodiano. 
Fra gli ospiti non poteva mancare il momento poraccio che, nella seconda serata è stato regalato dal trio Cirilli, Brignano e Insinna. Su Twitter la voce era unanime: basta!


Quando la comicità non fa ridere.
Dopo di loro sono arrivati i Biffy Clyro, la band scozzese che un po' tutti conosciamo per "Re-arrange" che tempo della canzone se ne vanno ed arriva, a ruota, Sveva Alviti per fare un po' di pubblicità alla fiction Dalida che andrà in onda su Rai Uno.


Non ve lo dico mai ma come ogni anno a fine serata, Carlo Conti si collega con Rocco Tanica dalla sala stampa. A me lui non fa ridere, non mi dice nulla ed è un momento che mi pare non finisca mai, anche perché vista l'ora star lì a chiacchierare non mi va proprio.

Fra i big non passano il turno, e quindi non faranno le cover questa sera, sono Nesli e Alice Paba, Bianca Atzei e Reige e Giulia Luzi

Pronti per la terza serata? Secondo me la serata più interessante, ma vedremo cosa ci riserverà.






Sanremo 2017 - Le pagelle della prima serata.

E come le vecchie zie che si palesano all'ultimo minuto alla cena di Natale, allo stesso modo arrivano, last minute le mie pagelle sulla prima serata della 67° edizione del Festival di Sanremo.


I presupposti non erano il massimo, fra la polemica per Greta Menchi (???) come esperta giurata, e il logo Tim collegato all'hashtag ufficiale del Festival. 
Ma tutto sommato sull'andazzo generale di questa prima serata non posso dire proprio male, perché, a parte un paio di momenti, ha saputo tenere un certo ritmo, pur con alti e bassi.
L'intro iniziale con un filmato con tutti i brani che non hanno vinto il Festival ma sono diventati successoni, della serie, state accorti che vincere porta sfiga, è stata molto carina.
Più poraccio il finale con il finto Bob Dylan che non credo abbia fatto ridere qualcuno. La serata si è portata a casa il 50% di share, per cui non mi pare affatto male.
Ma andiamo in ordine.

I conduttori

Li hanno definiti Re Carlo e Queen Mary, ma lo sappiamo tutti, che l'unica attesa era Maria de Filippi



Fino all'ultimo hanno cercato di mantenere il dubbio sul fatto che facesse la scalinata, ma Maria per tutta la serata ha fatto proprio come le pareva. Si è seduta sullo scalino, ha chiamato Conti da dietro le quinte, ha presentato a modo suo. Un po' C'è posta per te, con un po' più di verve. Alla fine conosciamo Maria, che oltre "dai Tina!" non lo dice, per cui promossa. Il primo abito non era esattamente meraviglioso ma la si perdona per la battuta su Trump.
Il secondo abito arriva alle 23 inoltrate, e credevo non arrivasse più. 


Dicono sembrasse una abat-jour ma a me piace: un taglio anni '30 che però ha un non so che di moderno e dinamico.
Carlo Conti invece è sempre lo stesso, pare si sia portato pure gli abiti dello scorso anno. Peccato che la sua giacca in velluto, dalla tv, sembrasse vinaccia, per via delle luci. 

Voto 8 (una media generale)

I Big

Giusy Ferreri 
(Fa talmente male)


La canzone ha un ritmo un po' latino,  ed estivo che in radio farà passaggi su passaggi, e non mi è parsa tremenda ad un primo ascolto, ma lei era agitatissima e il brano, un po' ripetitivo, non la aiutava. Infatti, forse complice l'agitazione, ha cantato così così. Non male anche l'abito, direi nel suo stile. 

Voto 6 +


Fabrizio Moro
(Portami via)


In generale non mi dispiace lui come cantante, peccato che la sua voce non riesca a rendere al meglio dal vivo la ballatona (in pieno stile Sanremese) che porta in gara.
Si poteva conciare meglio perché, sebbene in foto non renda al meglio (o al peggio) quel vestito con cuciture e stropicciature era disturbante. 

Voto 6

Elodie
(Tutta colpa mia)


Non so se il titolo della canzone fosse un modo per scusarsi dell'abito o per le sopracciglia litigate a vita con i capelli, ma non è stato male come brano. Un arrangiamento che urla Sanremo ad ogni nota e che devo risentire.
Che per chi non la conoscesse, Elodie ha partecipato ad Amici. La sua voce è un misto di Emma Marrone, Noemi e Giusy Ferreri. 
Il vestito, vi dicevo, mi è parso bruttino, e più lo vedo, peggio mi pare. Andiamo oltre.

Voto 6 e mezzo


Lodovica Comello
(Il cielo non mi basta)


Lei non sapevo chi fosse, ma lo dico veramente e non per shade. Certamente non si è presentata bene: canzone brutta, vestito brutto, esibizione brutta. Braccia sempre alzate che nemmeno nella pubblicità del deodorante e capelli sciapi.

Voto 4

Fiorella Mannoia
(Che sia benedetta)


Fiorella è una signora e da signora si è presentata: è stata perfetta. Dall'abito dal taglio maschile al brano sanremese ma non troppo, emozionante. Finora la mia favorita, ma riascolterò. 

Voto 8

Alessio Bernabei
(Nel mezzo di un applauso)


Lui segue il percorso della Comello: canzone brutta, che somiglia a quella dell'anno scorso che somiglia a mezza discografia mondiale, abito brutto, che sembrava un art attack fatto con il nastro adesivo.

Voto 4

Al Bano 
(Di rose e di spine)


Al Bano fa Al Bano da circa 70 anni, ed ogni volta che lo vedo mi riporta indietro nel tempo.
Chiaramente non era molto in forma perché non ha fatto esplodere nemmeno un riflettore con un acuto, ma è pur sempre una istituzione.

Voto 6

 Samuel
(Vedrai)


Lui era uno dei Subsonica e come uno dei Subsonica che si presenta a Sanremo si è vestito. La canzone ha un beat della dance anni'80 che non è affatto male.
Radiofonica ma la dovrei risentire.

Voto 6  (ma il look avrebbe meritato 5)

Ron
(L'ottava meraviglia)


Altra istituzione di Sanremo e devo dirvi, non linciatemi, che la canzone non mi è spiaciuta, però mi è parsa molto breve. Il look non sorprende né inquieta. 

Voto 6 e mezzo ma potrebbe aumentare

Clementino
(Ragazzi fuori)


Clementino ripresenta un brano su temi sociali e sui giovani e sulle cose brutte della società, peccato che di anno in anno peggiora diventando più noioso. Il look è banale del tipo "so trasgre", adatto ad un rapper ma bruciate quelle scarpe.

Voto 5

Ermal Meta
(Vietato morire)


Di Ermal ho avuto sensazioni tiepide su tutto, dal brano al look. La canzone dovrebbe parlare di un tema delicato come le violenze domestiche, ma forse manca un po' di intensità. Non so, non mi ha suscitato nessuna emozione che mi faccia decidere per bene o male.
Da  risentire e rivedere.

Voto 6 politico

Gli ospiti

Gli ospiti quest'anno hanno avuto un tocco rainbow e un tocco nazional popolare.
Il primo a salire sul palco è stato Tiziano Ferro che ha aperto la serata facendoci piangere tutti con una delle mie canzoni preferite di sempre: "Mi sono innamorato di te" di Luigi Tenco.


Lui era molto emozionato, e non so se ho apprezzato la sua uscita lungo il corridoio, ma è stato un bel momento. Ritorna in un secondo momento per cantare prima Potremmo Ritornare e Il Conforto  con Carmen Consoli che si era messa una vestaglia ispirata a La casa nella prateria.


Il secondo ospite è stato Raul Bova a rappresentare il bono maschio italico della situazione. Nel corso della serata è stato po' un valletto, tutto sommato cavandosela. Sul finale si è ricongiunto alla compagna Rocío Muñoz Morales, anch'ella ospite della serata in quanto ex spalla di Carlo Conti.


Per essere bella è bella ma quel vestito pareva il cappello di un giullare smontato e cucito male.
Dopo la prima apparizione di Bova, secondo me ci sono stati due momenti un po' di down per diversi motivi: Maurizio Crozza e gli eroi del quotidiano.



Per Crozza non nutro la massima simpatia, mi pare ripeta mille volte le stesse cose, le stesse battute, gli stessi sketch. Eppure Conti ce lo propone sempre.
Per quanto riguarda il tributo ai "nostri eroi", ovvero i vigili del fuoco, la guardia di finanza, il soccorso alpino e la croce rossa, mi è parso un intervento un po' troppo lungo, banale. A mio avviso bastava un applauso alla rappresentanza. Penso che tutti in quel momento eravamo galvanizzati dal labrador. 



Continuando con gli ospiti non è andata meglio per Paola Cortellesi e Antonio Albanese che si sono presentati con una canzone sull'amore. 


Lei bravissima, ed anche elegante nella sua semplicità; lui un po' meno, ma in generale mi aspettavo meglio e tra l'altro era più che altro una marchetta per il nuovo film.
Quanto agli ospiti internazionali il primo a salire sul palco è stato Ricky Martin che cerca di risvegliarci (anche gli ormoni) a mezzanotte con un medley dei suoi pezzi latini più famosi. 


Lui balla, canta, suda, farfuglia cose che non capisco. Almeno la gente in teatro si alza a ballare e sembra essersi divertita.
E per chiudere i Clean Bandit che io ancora non ho capito perché gli ospiti internazionali a Sanremo li mettano la notte quando ormai hai la bavetta che cola e ti sei addormentato sulla poltrona.

E così finisco le mie pagelle della prima serata del Festival di Sanremo. Purtroppo gli ultimi tre in classifica non passavano il turno e non arrivavano alla serata cover.
Questi tre sono stati Ron, Giusy Ferreri e Clementino. Mi spiace un po' per Giusy che è stata svantaggiata, e come vi dicevo volevo risentire Ron. 
Ma voi avete seguito il Festival?







|Beauty Cues|
Prodotti corpo: Finiti, Promossi e Bocciati (Organic Shop, Antos...)

Bentornati sul mio blog e buon inizio di settimana.

Come sempre zero sbatty, iniziamo in leggerezza o a sabato arriviamo di pezza (che rima baciata).
Ho utilizzato e in parte finito alcuni prodotti per il corpo e quindi sono più che pronto per parlarvene.
Il primo prodotto di cui voglio parlarvi è di Organic Shop, un brand low cost russo ma prodotto in Estonia da una azienda europea, la Eurobio Lab, specializzata nelle creazione di cosmetici con formulazioni naturali e biologiche con certificazione ECO CERT (Francia), BDIH (Germania), ICEA (Italia) e Soil Association (Regno Unito). Infatti i prodotti Organic Shop sono certificati Cosmos Natural, ovvero il nuovo Standard Internazionale della Cosmesi Bio e Naturale che vede riunite tutte queste certificazioni. Esistano anche negozi fisici (non so in quale parte del lontano est) monomarca del brand, ma io li ho reperiti online sul sito Emporio Natura (di cui più avanti vi racconterò la mia esperienza).
Ma a parte queste robe più tecniche che mi hanno messo già noia, il primo prodotto che ho utilizzato è il BagnoSchiuma Nutriente Skin Nourishment Bath Foam Chocolate Milk, appunto di Organic Shop. 

500ml//3.90€//PAO 6M

Questo bagnoschiuma è contenuto in un tubone con tappo a vite. Il foro da cui fuoriesce il prodotto è un po' largo ma per fortuna il prodotto è un gel non troppo liquido che si riesce a dosare con un po' di attenzione. 
Sin dal primo momento ho deciso che per me questo prodotto profumasse di yogurt alla stracciatella, e non ho trovato una definizione migliore dell'odore. A me piace, è delicato, non persiste purtroppo ma sentirlo in doccia è gradevole.
Sebbene sia un bagnoschiuma, e sulla confezione è indicato di versarlo all'interno della vasca io l'ho utilizzato come un classico docciaschiuma sulla spugna.
La schiuma c'è, non è moltissima o meglio tende ad essere liquidina; per me, ormai abituato con i prodotti bio che tendono a non schiumare molto, va bene, specie per l'uso quotidiano; per creare una schiuma più consistente e fluffettosa serve una maggiore quantità di prodotto ed ogni tanto me lo sono concesso ma quotidianamente mi sembra uno spreco di prodotto. Si sciacqua facilmente.
È stato il primo prodotto di Organic Shop che ho provato e l'ho apprezzato. Deterge bene e non aggredisce la pelle. Successivamente metto la crema, ma nelle occasioni in cui non ho messo nulla dopo, non ho avvertito la pelle tirare o, peggio, prudere.
Certo se ce l'avete secchissima, magari cercate prodotti più emollienti, ma per chi non ha grossi problemi può provarlo.
Credo sia un prodotto adatto a tutta la famiglia, sia per quantità che per qualità.
Il brand dice del prodotto
Il burro di cacao biologico offre un nutrimento profondo per arricchire la pelle, con vitamine, valorizzando la sua morbidezza e bellezza.
Le proteine del latte sono una meravigliosa idratazione per la pelle che ripristina il suo naturale equilibrio e la arricchisce di elementi benefici.
Insomma, parlare di idratazione quando si parla di detergenti è sempre strambo, perché è ti lavi o ti idrati, ma non mi pare che comunque aggredisca e lo ricomprerei, magari in altre profumazioni. 

Subito dopo la doccia e sempre di Organic Shop ho utilizzato il Body Butter White Chocolat

250ml//6.50€//PAO 6m

Dalla confezione si capisce che abbiamo a che fare con un brand low cost, visto che si tratta di un barattolo con tappo ad incastro molto cheap. 
La prima cosa che mi ha colpito, aprendo questo tappo cheap è stata la profumazione che non mi è piaciuta molto: un odore sì di cioccolato, ma molto sintetico. Col tempo, complice il fatto che non è una profumazione particolarmente duratira sulla pelle mi ci sono abituato, ma lì per lì ci sono rimasto un po' male perché speravo fosse più goduriosa (non per nulla l'ho scelta rispetto a profumazioni più neutre o fresche).
Quanto alla consistenza, devo dire che un po' tende ad ingannare perché, alla vista, sembra una roba molto solida e compatta, appunto un burro che va ben dosato e quasi centellinato. 
In realtà secondo me la consistenza a cui più si avvicina è quella del mascarpone (buono il tiramisù 💖) quindi sì ferma, ma cremosa. Tant'è che una volta prelevato questo burro si "rompe" molto facilmente e quando si va a massaggiarlo, si scioglie sulla pelle. Non fa nemmeno scia bianca per intenderci. Quindi ottima spalmabilità.
Si assorbe abbastanza rapidamente ed è un po' stupefacente se considerate come appare il prodotto. 
Per quanto riguarda il potere idratante, quelli di Organic Shop non la menano per le lunghe. 
Sulla confezione scrivono 
La combinazione di burro di karitè e burro di cacao biologico è un eccellente regalo per la vostra pelle!
Il magico profumo di cioccolato vi stupirà!
Sul magico profumo mi sono già espresso. Per quanto riguarda l'efficacia sulla mia pelle posso dire che idrata, lascia la pelle liscia e morbida. Reputo questo Body Butter un buon prodotto, ma questa sensazione di pelle idratata e morbida non è estremamente prolungata, tant'è che dopo circa una 10 di ore (quindi prima della doccia successiva) potrei anche riapplicarlo. 
Quindi non credo lo possa consigliare ad una pelle molto arida. Io stesso riacquisterei questo prodotto, senza dubbio in un'altra profumazione ma in un periodo un po' meno freddo. 

Sempre per quanto riguarda l'idratazione corpo ho scelto un prodotto che sulla carta mi sembrava molto carino ed interessante, ovvero il Burro corpo – Candela da massaggio di Antos Cosmesi nella versione Rilassante.

100ml//7.50€//Online, Bioprofumeria//PAO 6M

Non credo di dovervi presentare io Antos, visto che ormai è famossissima sul territorio italiano, per cui vado dritto alla review.
Praticamente il prodotto si presenta a tutti gli effetti come una candela, in un barattolino di vetro, con tanto di stoppino e già da questo capite bene che non potevo non provarla. Si accende e la cera di cui è composta questa candela si trasforma in un olio da massaggiare sulla pelle (prestando attenzione a non ustionarsi). È possibile però non accedere lo stoppino, e utilizzare la cera anche "da fredda", perché in realtà è un burro sicuramente consistente ma che si riesce a prelevare abbastanza facilmente e che si scioglie entrando a contatto col calore del corpo.
Come candela da massaggio, quindi da accendere per far sciogliere il burro, non mi è piaciuta
Devo dire una cosa: il prodotto da spento ha un profumo paradisiaco. Un misto di cannella con una punta di arancia che per me è qualcosa di fantastico. È una fragranza intensa che però consiglio solo agli amanti del genere. 
Tuttavia una volta accesa questa candela e lasciata sciogliere per circa 15 minuti, come indicato dall'azienda, non sento alcun odore. Mi aspettavo di essere avvolto da una fragranza deliziosa, e invece nulla. Ho provato a lasciarla in combustione mentre faccio la doccia, ma anche a lasciarla accesa in bagno un po' prima di entrare così potessi percepirla al meglio. E invece nulla: non sento un odore distinguibile. 
Inoltre lo stoppino rilascia un po' di cattivo odore quando la spengo, "inquinandomi" l'aria del bagno.


Usare il prodotto a mo' di candela, e quindi in versione olio corpo, rende più facile l'applicazione, ma dopo qualche tentativo di accensione, ho iniziato ad usare il prodotto come un burro corpo qualsiasi. Sebbene io preferisca i prodotti cremosi più che burrosi, non ho avuto alcun problema: come dicevo il burro si preleva e si scioglie facilmente a contatto con la pelle. Lo scaldo un attimo fra le mani, e poi lo massaggio. La texture appena prelevato è leggerissimamente granulosa, ma appunto, una volta sciolto si fonde bene. Ovviamente impiega un po' più di tempo per assorbirsi e va massaggiato un po' di più ma non ci si perde le ore.
Ho trovato che questa candela - burro di Antos è idratante, mi lascia anche lui la pelle liscia e al contrario del burro di Organic Shop, l'idratazione perdura un po' più a lungo.
Ho provato ad applicare l'olio/burro anche sulla pelle umida, ma non mi sembra cambi il risultato finale.
Però mi domando se questo prodotto possa funzionare su una pelle secca secca e mi rispondo che no, non credo basti. 
Antos dice 
Una formulazione completamente vegetale con cera di soia, burro di karitè ed olio di cocco, appositamente studiata per idratare a fondo e nutrire la pelle del tuo corpo. 
Ma mi sembra più che altro un claim. Aggiungo una cosa per farvi capire meglio: non so bene perché ho avuto i gomiti particolarmente secchi e un po' spellati, ma mi ci son volute diverse applicazioni mirate per risolvere il problema e questo mi dice molto del potere nutriente. Anche il fatto che il prodotto mi sia durato circa un mesetto (e ovviamente io non mi ungo come una vecchia lampada) mi fa capire che non  è necessario millesimare con cautela il prodotto come si fa con queste consistenze.
Per concludere non credo ricomprerei questa candela da massaggio, un ottimo profumo, un'idea carina ma un potere idratante comune non mi fanno superare la poca praticità del prodotto.
Una delusione, più che un bocciato.

Una parentesi rapidissima devo farla sul deo vapo Natura Amica al Muschio Bianco.

100ml//3.90€//Grande distribuzione//PAO 6M

Ho parlato spesso di questi deodoranti, che ho testato davvero in ogni situazione, dal caldo umido estivo al freddo più invernale, alle giornate movimentate e stressanti e su di me reggono benissimo tutto il giorno, per cui non mi soffermo.
Questa profumazione al muschio bianco per me è gradevole, credo sia la più maschile insieme a Brezza Marina (che però non mi era piaciuta come profumazione) fra le varianti che il brand offre. Il flacone spary eroga in maniera molto sottile il prodotto, l'unico neo è stato che, dopo aver messo il prodotto da parte per un po', per testare il deodorante de I Provenzali, mi si era inceppato lo spruzzino perché l'allume di rocca contenuto nel prodotto doveva essersi asciugato nel foro. È però bastato mettere il flacone sotto l'acqua calda e si è sbloccato tornando perfetto come prima. Insomma, un prodotto su cui posso sempre contare e che ricompro con piacere.

Per restare in tema di parentesi rapide e di profumazioni, volevo parlarvi per la prima volta di un eau de toilette di H&M ed in particolare della Winter Fig.

50ml//7.99€//Online, Negozio monomarca

Purtroppo si tratta di una fragranza in edizione limitata per Natale, ma se la trovate in qualche negozio o dovessero riproporla il prossimo anno, dategli un'occhiata. Intanto la confezione: semplice ed elegante per essere un prodotto low cost, e che non mi ha creato affatto problemi. Il profumo in sé per me è gradevolissimo: appena spruzzato può sembrare un po' troppo intenso, ma appunto essendo eau de toilette tende a scemare velocemente, in quanto meno concentrata dell'eau de parfum. Io ci avverto delle note agrumate non appena lo spruzzo, non sento il fico, ma non mi spiace; quando il profumo va a scemare, restano invece delle note di ambra e sandalo come dicono nella descrizione:
Un profumo confortante, indulgente per lunghi giorni pigri spesi a casa. Fichi freschi e un pizzico di crostata al limone danno frizzantezza all'ambra e al legno di sandalo.
Per mio gusto le eau de toilette sono perfette perché, nonostante anni fa utilizzassi profumi più intensi e persistenti (anche costosi), col tempo non ho più amato sentire profumazioni più "invadenti" su di me. Per un certo periodo non ho addirittura utilizzato proprio nulla, ma da qualche tempo ho ripreso ad interessarmi alla faccenda. Questa eau di toilette di H&M come vi dicevo, va incontro ai miei gusti: si avverte, ma resta delicata, non invadente o peggio fastidiosa. Ovviamente non ha una durata altissima: dopo circa un paio di ore non si avverte più molto, ma non importa per me. Questa Winter Fig credo sia una profumazione abbastanza decisa e unisex, adatta a tutte le stagioni, anche se d'estate preferisco qualcosa di più fresco. Insomma promossissimo.

Questi sono stati i prodotti che ho utilizzato negli ultimi mesi. Alcuni li ho già terminati e sostituiti, altri invece ancora mi accompagnano. Fatemi sapere se sono stato chiaro e se conoscevate questi prodotti.
A presto!




{Aggiornamento #58}
Marcio dentro

Siamo rimasti col fiato sospeso come se cercassimo di sentire le voci sotto quelle tonnellate di neve.
È giunta la gioia, e poi la tristezza, per quello che poi è stato un epilogo in parte prevedibile, ma totalmente indesiderato.
Una giostra scorretta e bugiarda, su cui siamo stati costretti a salire. E poi le polemiche, tantissime, ora le indagini, che chissà cosa dovrebbero portare. A dar consolazione a chi non potrà mai averne?
Non lo so, ma è così che deve andare.
Ma non voglio intristirvi così.
Faccio girare a caso il mappamondo e mi ritrovo in America dove si organizzano marce e proteste. In realtà non solo in America.
Apprezzo ogni forma di manifestazione pacifica, che se il parrucchiere ti sbaglia il taglio io sono in piazza a sventolare parrucche a sostegno della causa.
Sono anche a favore della lotta per i diritti civili, e non è una cosa da dare per scontata, perché persino miei coetanei affermano che i diritti civili servano solo a distogliere l'attenzione dai problemi seri del mondo. Come se non fossimo abbastanza in questo mondo per occuparci di tutto. E come se il vivere civilmente non sia un traguardo importante.
E non sono favorevole al muslim ban, specie se è fatto a caso, senza capo né coda, con fondamenta politiche e razziali, ma la domanda è: farle prima queste manifestazioni, no?


Capisco che il messaggio sarebbe stato, "non votate lui, votate l'altra", durante la campagna elettorale, ma magari sarebbe stato più efficace che farle ora?
In ogni caso io sto qui a vedere che succede, come tutti del resto. 
Certo che a noi italiani fa strano immaginare che esistano anche i fatti, qualunque essi siano, e non solo le promesse da sciorinare nei programmi tv.

Ma accadono tante altre cose che un po' si fa fatica a seguirle.
Tipo un mondo pieno di piccole Beyoncé pronte a farti sentire ancora più schiappa. Perché si comincia dai gemelli, e si finisce alla squadra di calcio. 




Non so come si possa essere bellissima e inquietante allo stesso tempo.
Oppure accade che gli scout americani, dopo alcune polemiche, e superando quella che era la "tradizione" accettino anche i bambini transgender
E ci sono altre cose che accadono ma mi mette ormai noia pensarci, ché un po' mi son rotto di sentire sempre le stesse notizie alla tv, in questo bombardamento di notizie a cui facciamo fatica a sottrarci, di Renzi, della Raggi, di Vessicchio a Sanremo, delle "discriminazioni" di Mediaworld.
Sempre la stessa routine nelle ossa, e sempre gli stessi pensieri nella testa.
Le stesse preoccupazioni, le stesse ansie.
Ci stavo riflettendo.
Anni fa, mi dicevano, ero antipatico, irascibile, permaloso, chiuso. Persino peggio di come sia ora, dicono.
Col tempo un po' consciamente e un po' no, ho fatto i conti con me stesso, mi sono quasi "risolto", ho fatto pace, non smettendo di lavorarci, ma accettandomi di più.
Tuttavia se quella parte si è ridotta, tutta un'altra si è palesata. Meno istintiva e più spaventata. Che poi spaventata da cosa non saprei. 
Accade che crescendo crescano certe ansie che prima nemmeno sentivi, forse nel caos di capire dove fossi con la mente e col corpo.
Eppure crescere non ti risolve un bel nulla, ti fa solo cambiare, più o meno.
Più o meno costantemente, più o meno giorno dopo giorno, più o meno in una quantità che non riesci a calcolare, con una velocità e un modo che non riesci a distinguere.
E mentre cambio, come tutto e tutti, mi godo questo assaggio di primavera. Peccato sia arrivato proprio quando avevo finalmente trovato un cappotto caldo e comodo.
Lascio il cellulare spento, che tanto non funziona da un po' e non arrivano mai belle notizie, e lascio che accada.







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