venerdì 18 marzo 2016

Recensioni film:
Io e lei
Suffragette
Brooklyn

Buon venerdì a tutti!

Il week-end è alle porte, quindi volevo lasciarvi qualche spunto per una serata al cinema, che ultimamente sono la tipologia di serata che preferisco. 
Giustamente la vecchiaia avanza. 
Buona visione!

Io e lei (2015)


Genere: drammatico (ma non tanto), commedia
Durata: 97 minuti
Regia: Maria Sole Tognazzi
Uscita in Italia: 1 Ottobre 2015
Paese di produzione: Italia

Federica e Marina sono una coppia da ormai cinque anni, ma le due donne sembrano gestire la loro relazione in modo del tutto diverso.
Marina è espansiva e grintosa, fiera della sua omosessualità tanto da essersi dichiarata pubblicamente, pur essendo una attrice famosa.
Federica è più schiva e riservata, quella con Marina è la sua prima relazione lesbo e vive con timore l'opinione della gente. La relazione sembra però proseguire bene, se non fosse che una serie di situazioni portano aria di crisi fra le due donne.
Prima Marina, che, dopo anni lontana dalle scene, decide di accettare un ruolo in un nuovo film; e poi, durante un'intervista, rivela il nome e la professione della compagna, costringendola all'outing sul posto di lavoro. Federica infatti non è dichiarata se non che con l'ex marito e il figlio, e vivrà male queste scelte della partner.
Tuttavia ella stessa commetterà alcuni passi falsi: un po' per caso incontra una vecchia passione, un uomo con cui aveva intrattenuto una relazione sessuale anni prima.
Marina scoprirà presto l'infedeltà di Federica e questo porterà le due donne a rivedere i propri errori e a mettersi in gioco.


Volevo vedere Io e lei da diverso tempo, ma ci sono riuscito solo ultimamente. Mi aspettavo meglio, in tutta onesta.
La storia di per sé è molto lineare, e nel tentativo di rappresentare una quotidianità verosimile, si scade un po' nel sempliciotto, nel già visto.
Il risultato è una pellicola poco incisiva, che da un lato mi ha fatto scappare qualche sorriso, dall'altro però non mi ha smosso un granché emotivamente, perché il lato drammatico è evidentemente moscio. Lo sviluppo e il finale risultano banali, sebbene tutto scorra abbastanza bene. Mi è piaciuta la delicatezza con cui è stata trattata l'omosessualità delle due donne, senza stereotipi, ma questo non basta.
Quanto alle attrici, devo ammettere che Sabrina Ferilli mi ha sorpreso, perché risultava abbastanza adatta al ruolo. Pollice verso per Margherita Buy che anche basta con questi personaggi sempre nervosi e scattosi.

Voto 5 e mezzo

Suffragette (2015)



Genere: drammatico, storico, biografico
Durata: 106 minuti
Regia: Sarah Gavron
Uscita in Italia: 3 marzo 2016
Paese di produzione: Regno Unito

Maud Watts è una lavandaia, un lavoro molto comune fra le giovani donne di umili origini nella Londra dei primi anni del '900. Un po' per caso, Maud conosce Violett Miller, che, insieme alla figlia, lavora nella stessa lavanderia.
Tramite Violett, Maud verrà a conoscenza di questo gruppo di donne che lotta per ottenere dei diritti civili, in particolare il diritto al voto e migliori condizioni lavorative. 
La giovane donna è titubante ad unirsi agli incontri, per via delle reticenze del marito, ma non potrà esimersi dall'esporsi quando Violett, dovendo parlare davanti David Lloyd George per testimoniare la propria condizione lavorativa e umana, sarà impossibilitata dai segni delle violenze del marito. Maud prenderà il suo posto, e da quel momento, pian piano crescerà in lei la voglia di essere incisiva, nel suo piccolo, delle sorti di generazioni di donne che voglio ottenere meritati diritti.



Penso che fra i film usciti in sala ultimamente, Suffragette sia fra i più attuali in fatto di tematiche, perché se da un lato è vero che le donne hanno fatto un passo avanti, dall'altro non si può dire che la loro condizione sociale e giuridica sia davvero equiparata a quella maschile. Inoltre anche altre porzioni della società, come gli omosessuali, possono riconoscersi nell'argomento. 

Quanto alle mie impressioni posso dirvi intanto che il film mi è piaciuto. La sceneggiatura è abbastanza lineare, non ci sono tantissimi colpi di scena che mi hanno lasciato traumatizzato. Mi è piaciuta la cura dei dettagli, e anche la fotografia. Quanto alla regia non ho notato nulla di particolare, ma lo sapete che non ne capisco granché.
Mi piacciono i film in cui si mischiano parti storiche e biografiche, con parti inventate, e in questo caso, il mix, funziona abbastanza.
Mi è piaciuta Helena Bonham Carter che ha tirato fuori le sue doti da attrice drammatica e non necessariamente sopra le righe; così come non mi è spiaciuto che Meryl Streep avesse solo un cameo, altrimenti credo che Carey Mulligan sarebbe sparita del tutto. 
Infatti una cosa che credo manchi in Suffragette è un po' di passione, una vera riscossa di Maud che invece sembra sempre un po' sottotono, che non sembra avere una svolta decisiva nel suo essere. Mi è parso che questo non desse mordente al film. Mi son commosso, ma forse mi aspettavo fiume di pianto e singhiozzi che invece non è arrivato.

Voto 7 

Brooklyn (2015)


Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 111 minuti
Regia: John Crowley
Uscita in Italia: 17 marzo 2016
Paese di produzione: Irlanda, Regno Unito, Canada

Di storie come quella di Eilis Lacey se ne potevano raccontare tantissime negli anni '50 e non solo: quando la tua patria non ti offriva nulla, era arrivato il momento di emigrare altrove, in America magari, all'epoca fiorente e il sogno di molti.
Eilis è irlandese, e la sua terra la porta negli occhi azzurri e in quelle tantissime lentiggini sul viso. Vive con la madre e la sorella, l'unica che in casa abbia uno stipendio e un buon impiego. Ma nel suo piccolo paesino irlandese non c'è nulla per Eilis, non un futuro.
Per questo, col supporto della sorella Rose e di padre Flood, partirà per gli Stati Uniti alla volta di Brooklyn.
Non sarà subito facile per la giovane ragazza adattarsi e resistere ai morsi della nostalgia, ma lentamente troverà il suo posto. Prima a lavoro, come commessa in un bel negozio, poi nella sua vita, con un amore.
Tuttavia, quando le cose sembrano andare per il meglio, una nuvola di tristezza riporterà Eilis in Irlanda dove stranamente le cose sembrano essere migliorate.


Brooklyn per quanto mi riguarda è un film delizioso.
È delizioso nel modo in cui espone una storia semplice, comune, ma comunque emozionante, coinvolgente e non banale
È delizioso nella fotografia, nei suoi colori accesi, nella cura dei dettagli degli anni '50.
Il film contiene tutto un ventaglio di emozioni, dramma compreso, che però non sfocia nel pietismo, e c'è la gioia, che non sfocia però nel finto o nello stucchevole. Tutto è trattato con estrema delicatezza, ma anche con ironia. Anche le differenze culturali non diventano caricaturali, o stereotipate, ma solo parte del proprio essere.
Abbiamo anche, al contrario di Suffragette, una vera eroina, un personaggio, quello di Eilis che matura, pur mantenendo le proprie umane contraddizioni, i propri dubbi e le proprie paure. 
Tutto bello, ma ho trovato in Brooklyn anche dei punti negativi. 
Intanto la storia del migrante, che nel mondo del cinema non è certamente roba nuova. Non mi sono annoiato, anzi, secondo me il film scorre senza incepparsi, ma se cercate originalità assoluta, non fa per voi. 
Ho detestato il personaggio della madre di Eilis, che personalmente mi è parsa di un egoismo spaventoso, tanto da cercare di trattenere la figlia in ogni modo in Irlanda, di farla sentire in colpa, di preoccuparsi persino dei soldi per vestire la figlia, e tanto dal non potermi trattenere a mandarla a fanc....
Mi ha commosso. 


Voto 8

14 commenti:

  1. Finalmente ho visto Suffragette, lo aspettavo da tanto tempo. Mi è piaciuto davvero tanto, trovo che nella sua semplicità sia risultato innovativo e abbia trattato il tema del diritto di voto in maniera diversa. Spesso si pensa che la conquista dei diritti delle donne sia stato un processo lento e pacifico, fatto di cortei, marce in piazza e poco più; invece dal film si evince come sia stato un processo in realtà molto più tumultuoso, composto da vari attentati sfiorando il terrorismo e in cui ci hanno anche rimesso la vita. La Carter nei panni della Pankhurst mi è piaciuta, e in effetti un paio di scene mi hanno fatto scendere una lacrimuccia :D

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    1. Non sono sicuro sia così innovativo in verità. Credo che già altri film abbiano mostrato un lato più violento nella lotta alla conquista dei diritti.

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  2. Nessuno dei tre mi sembra fare molto per me,ti confesso ;)
    Ma ti leggo sempre volentieri!

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  3. Le ultime due pellicole mi incuriosiscono parecchio, sopratutto Suffraggette. Non ricordo di aver visto la Carter in ruoli un po' più "seri", potrebbe essere una piacevole scoperta!

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    1. Nemmeno io credo di ricordare la Carter in un ruolo serio, è stata molto piacevole!

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  4. Mi piacerebbe vedere al cinema Brooklyn non fosse altro per l'ambientazione;) Lo hai raccontato molto bene direi he ne vale davvero la pena. Gli altri due aspetteró che passino alla tele. Un bacio grande!

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    1. Grazie Mariella :D Se puoi guardalo al cinema, davvero una bellissima fotografia.

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  5. Se ti va, da me si vincono libri :-) Buon pomeriggio
    http://ilcuoreinunlibro.blogspot.it/2016/03/vecchio-amico-3-libri-senza-tempo_4.html

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    1. Grazie, sono sfortunato sia in amore che al gioco XD

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  6. Voglio vedere suffraggette anche se la Carey Mulligan non lo so se mi è antipatica :/
    comunque il film con la Ferillona e quell'altra mi sa di munnezza e devo vederlo a forza *_*

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    1. ahahah devi vedere il film con la Ferillona quantomeno per commentare i suoi ritocchini :D

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  7. anche a me suffragette è piaciuto tanto e ho trovato bravissima Helena bonham carter

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    1. Ha fatto proprio una bella parte in effetti :)

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