mercoledì 1 ottobre 2014

Corri

Ci sono giorni in cui anche il tempo per respirare si restringe, figurarsi il tempo per pensare.
Eppure le pagine del calendario, una dopo l'altra vengono via, e ti ritrovi in un presente che dovresti aver costruito, ma che invece è solo il frutto di un'alba diventata tramonto una moltitudine di volte.
Con tante lezioni studiate e capite, ma mai messe effettivamente in pratica.
Due anni pieni di vita che diventano un fardello quando non prendi il meglio e abbandoni il resto.
Ma il resto ce lo cuciamo alle tasche e resta lì a darci fastidio. 
Come quando ti sbucci un ginocchio, ma il pantalone non si strappa. Non lo vedi, ma il bruciore ti ricorda che sei inciampato.

E' difficile spiegare cosa sia successo. 
Mi viene in mente la pioggia. Una prima goccia sbatte alla finestra e si divide in piccole gocce, e poi altre ancora, sempre più, esplodendo in milioni di gocce più piccole. 
Anche le onde se ci pensi sono fatte di gocce, ma ti travolgono lo stesso.
E ti ritrovi a galleggiare fra pensieri che avresti dovuto frenare sul nascere, emozioni che avresti dovuto non avere, desideri che somigliano a sogni, e realtà che non somigliano a ciò che conoscevi.

La realtà appunto, ha sempre due facce: la sua, e quella che credi abbia. O che vorresti possa avere.
L'unica cosa che ti resta da fare è aspettare che la corrente si calmi, raggiungere la riva e iniziare a correre.
Ricordati di non rivelare al mare i tuoi segreti, ti trascinerà di nuovo a fondo.
Corri.



21 commenti:

  1. Ed è proprio tutto vero!!
    Giornate e momenti così ci sono sempre e ci saranno: forse la terza faccia di una verità che esce fuori solo ogni tanto, per fortuna.

    Moz-

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    1. Forse sarebbe meglio averla sempre davanti agli occhi questa verità, per non sbagliare!

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  2. Mi sembra una buona base di partenza. E ti dirò di più: una volta appurato che la realtà veste più facce (alla faccia di Prada), non servirà neanche correre, basterà discernere.. ;)

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  3. Ora ho capito perchè io non riesco a raggiungere la riva. Non sapendo nuotare affogo.
    Il ché può sembrare uno scherzo ma devo mi sembra di affogare tra queste onde.
    E' tutto cosi fottutamente complicato.

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    1. Aspetta che le acque si calmino e poi corri! Non c'è altro da fare.

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  4. La stessa goccia che si frantuma poi scivola sul vetro e ingloba quelle più piccole.

    Attendi il momento giusto, ritroverai la tua dimensione.

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    1. E' un gioco continuo. Le gocce piccole diventano grandi, ma tutte fanno comunque un mare.

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  5. No so Pier. Io mi sono fatta travolgere da quelle onde il giorno in cui ho smesso di correre. E la realta'poi mi e' parsa l'unica possibile.

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    1. Se questa realtà subacquea ti sta bene, ben venga :)

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  6. Ah quel fardello, come lo conosco bene... condivido ogni parola che hai scritto Pier, anche se quado arrivi a riva e comincia a correre non è detto che l'onda non ti travolga di nuovo... e allora sai cosa si fa? Si nuota... ;-)

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    1. Eh già, si continua a nuotare, ancora e ancora!

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  7. bellissima!! adoro l'ultima frase è stupenda oltre che veritiera ;)
    buon week end Pier

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  8. Avevo letto gironi fa questo post, Pier, ma di corsa. E mi era piaciuto tanto.
    Ora l'ho fatto con più calma e l'ho apprezzato ancora di più, pur nella sua amarezza.
    Hai scritto cose assai vere, spero che tu sia arrivato intanto sulla riva e stia già correndo perchè il futuro è lì....un pò più avanti.
    Ti abbraccio. E ci sono, lo sai.

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    1. Grazie mille maris, per aver apprezzato il post e soprattutto per esserci sempre :***

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  9. Io sono una di quelle che si fa travolgere dall'onda, che sul momento vede tutto nero ma che poi, dopo una notte insonne, stringe i denti e nuota. Però il più delle volte è davvero difficile non lasciarsi vincere dallo sconforto, in questo mondo di incertezze poco adatto a chi, come me, vuole sempre avere tutto sotto controllo...

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    1. Forse è la mania/voglia di controllare tutto che ci frega...

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