Un'app per restare (o tornare) in forma

Non ho superato la prova costume, o meglio non l'ho fatta proprio. 

Non perché temessi una clamorosa (e meritata) bocciatura, ma perché effettivamente non ho avuto occasione di andare al mare. 
Ma questo non importa. Quel che ci importa (o per lo meno, quel di cui voglio parlare) è che fa caldo, ci copriamo sempre meno e vogliamo essere a nostro agio anche mezzi ignudi.
Che poi non si dovrebbe aspettare l'estate per mettersi in forma, né tanto meno Agosto, ma questo è un altro paio di maniche.

La rete è piena di gente che ti dice cosa fare per dimagrire, da quello che devi mangiare, all'attività fisica da seguire, fino a robe assurde.
Bene, secondo me dovete (dobbiamo!) lasciar perdere 'ste matte.
In primis per una questione di salute: se a loro sta bene alzarsi la mattina alle 5 e mangiare 16 pan cakes, non vuol dire che possa andare bene anche per noi. E lo stesso vale per l'attività fisica: ci possono essere cose che, piuttosto che farci bene, ci fanno male, anche perché molte volte, chi parla in rete, non è un professionista del settore.
In secondo luogo perché dobbiamo imparare a ragionare con la nostra testa e non farci influenzare. Se su YouTube o su Instagram vedo un ragazzone palestrato e anabolizzato, non vuol dire che avere quel fisico mi farà stare meglio né esteticamente né mentalmente
Io devo pensare per me, a quello che mi fa stare bene, ed ognuno deve fare altrimenti, anche con un paio di chili in più.

No body shaming here.

Stare in forma è una scelta personale, e la "forma" la puoi scegliere tu e prima di tutto riguarda la salute in toto secondo me. Non solo per quanto riguarda vere e proprie malattie cardiovascolari, ma anche psicologicamente, perché, non so voi, ma se ad esempio vivo un periodo sereno, la mia alimentazione tende automaticamente, senza troppa attenzione a ciò che mangio, a migliorare; mi ritrovo più sgonfio durante i periodi meno stressanti.
Ma non voglio fare un trattato sull'alimentazione e sulla psiche, né voglio impartire una lezione a qualcuno, anzi, voglio solo segnalarvi un'applicazione per smartphone che mi ha entusiasmato e che magari non conoscete, e che penso possa essere utile per chi non ama andare in palestra o in questo periodo in cui molti centri stanno chiudendo per ferie e non volete perdere il ritmo. 
Non è un post sponsorizzato, sarei il peggio sponsor possibile e se i tipi dell'app sapessero che ne parlo proprio io che di atletico non ho nulla, mi denuncerebbero.

Non so voi, ma io non ho un buon rapporto con le palestre, soprattutto per una innata incostanza e pigrizia nel dover prepararmi, uscire di casa, prendere l'auto e recarmi appunto in palestra. 
In tutti questi passaggi finirei almeno per farmi 3 panini con la mortadella e a far ginnastica non arriverei mai. Così da diverso tempo ho scelto di allenarmi in casa, per non avere scuse ed essere sempre pronto.

Allenarmi è un parolone: cerco di aggiungere movimento alla mia ben radicata sedentarietà


Di base sono comunque convinto che l'importante sia muovere un po' il culo da sedie/divani/letti senza dover fare robe estreme da atleta olimpico.
Per parecchio tempo ho fatto i classici esercizi che un po' tutti conosciamo: squat, flessioni, addominali, piegamenti ecc, che vanno sempre bene, ma dopo un po' mi son scocciato a far sempre la stessa roba quindi ho cercato un supporto su internet.
Da diverso tempo spopolano in rete i work out che si ispirano al Tabata Training: una sequenza di esercizi da eseguire in 4 minuti o poco più, mantenendo alto il ritmo cardiaco. Dopo ogni esercizio che dura in genere meno di un minuto, ci sono 10 o 20 secondi di ripresa.
Esistono ovviamente circuiti con un maggior numero di esercizi e che durano più tempo.
Ovviamente sono 4 minuti ma bisogna avere la costanza ogni giorno.

YouTube è zeppo di video di work-out, esistono interi canali, italiani e stranieri che parlano esclusivamente di questo e molti seguono appunto la filosofia di gruppi di esercizi. I video sono molto utili: ti spiegano bene cosa fare, quali errori evitare e tengono il tempo degli esercizi per te.
Ma i problemi di YouTube sono due:
  1. ovviamente serve un collegamento ad Internet e può capitare che non sia disponibile. 
  2. Si perde molto tempo per un semplice motivo: prima di iniziare ti tocca vedere tutto il video per capire se possa fare al caso tuo, perché magari servono delle attrezzature che non hai o ci sono degli esercizi che non ti va fare o non puoi fare per qualunque ragione.
Le applicazioni per smartphone sono invece più semplici e veloci da consultare, e funzionano per lo più anche offline.

La prima applicazione per l'allenamento home-made che ho provato è stata 7 Minuti Workout.

6 Best 7 Minute Workout Apps That Actually Work

Gratuita nella versione base e disponibile sia per iPhone che per Android, ma ce ne sono diverse nell'app store con lo stesso principio dei sette minuti. 
Non sarebbe male come app di fitness, anzi è semplice e intuitiva, gli esercizi sono ben spiegati passo passo dalla voce guida e  non è richiesta alcun profilo o iscrizione. Basta accettare le condizioni, e parte. Inoltre è in italiano, che non guasta per chi non parla bene l'inglese. Ma 7 Minuti Workout presenta sempre gli stessi esercizi, tanto che la stessa app vi suggerisce altre applicazioni per fare degli allenamenti mirati, e per sbloccare le altre funzioni devi comprare la versione pro. 
Ma secondo me, anche acquistandola, resta ripetitiva, e nel giro di poco la vorrete eliminare dalla memoria del telefono.

Quindi ho cercato altro. Ho trovato questa JEFIT.


Ma anche con questa applicazione non ci siamo. Sì, è gratuita (sebbene ci sia anche la versione PRO) sia per iOS che per Android, ma come prima cosa vi fa creare un profilo; niente di complicato o troppo personale, ma comunque non mi piace come cosa. Secondariamente ma non meno importante, una volta che accedete all'applicazione, vi rendete conto che è un po' confusionaria. In parte anche per la quantità di palestratoni gommosoni che vi sbatte in faccia, in parte per il fatto che è in inglese, ma soprattutto per la disposizione degli esercizi. Ma, il più grande problema che rende questa JEFIT inutilizzabile per me è che l'80 percento dei workout richiedono degli attrezzi da palestra. Non solo le classiche palle di ghisa, ma anche bilancieri e altri aggeggi che non so nemmeno come si chiamino. Decisamente scomoda, anche in palestra dove non sempre hai tutti i macchinari a disposizione.

Ho cercato ancora ed ho trovato la pace dei sensi con l'applicazione chiamata Workout Trainer.


Vero, anche questa Workout Trainer richiede la creazione di un profilo, con nickname e e-mail, ma non è nulla di dispendioso. Tra l'altro possiamo accedere al profilo in un secondo momento e modificare i nostri dati con qualcosa di più credibile di Mario Rossi. 
Non credo ci sia molto da dire su questa app, perché è davvero semplice da usare: i workout sono divisi per sezioni in base all'obbiettivo dell'allenamento e a quale parte del corpo va a stimolare. Quindi ci sono gli esercizi per rinforzare il busto e gli addominali, e quelli full body, per allenare tutto il corpo, o quelli per le spalle. Ci sono inoltre workout ispirati allo yoga e al pilates, e quelli dedicati al riscaldamento e allo stretching dopo l'allenamento.
Workout trainer vi manda anche una notifica per ricordarvi di fare la vostra sessione ginnica quotidiana, e ovviamente c'è anche un calendario che segna quando e quanto vi siete allenati.
La trovate gratis sia su Android che su iPhone e, sebbene ci siano dei programmi di allenamento che si attivano a pagamento, o la possibilità di creare un account PRO, l'applicazione in versione free secondo me va più che bene. Ci sono davvero tantissimi circuiti, non credo serva aggiungerne altri. 
Su ogni workout è indicata l'intensità e la durata dell'allenamento e fin da subito l'app ci dice se occorrono degli attrezzi. Puoi scorrere subito gli esercizi che andrai a fare così che, se qualcosa non ti garba, puoi scegliere un altro allenamento. I workout possono essere scaricati per poterli eseguire offline ed è possibile crearsi un proprio gruppo di esercizi.

Ci ho provato ovviamente, ed ho chiamato il mio workout "muori male". Effettivamente dovrei rivederlo perché così come l'ho composto è troppo faticoso. 
L'app ha anche una funzione "social", ovvero è possibile condividere le foto di noi madidi di sudore. Ovviamente non l'ho fatto.

E questo credo sia tutto. Manca forse la risposta alla domanda più interessante: questo tipo di workout funziona? Su di me direi di sì.
Certo, ci vuole costanza, nel fare attività fisica ma io vedo dei miglioramenti. Prima di andare a Milano sono stato abbastanza costante, e penso che si noti qualcosina in questa foto. Poi, per via del caldo, non sono riuscito a proseguire con altrettanta perseveranza.
Ma non mi arrendo.
Oggi tra l'altro è lunedì, un buon giorno per iniziare a rimettersi in forma!



Buona giornata a tutti e fatemi sapere come vi allenate.




|Beauty Cues Viso|
Naturaverde Bio Siero Rigenerante Intensivo 10% Bava di Lumaca Pura

Ma ciao!

Volevo farvi un aggiornamento sciué sciué sulla skin care routine.
Con l'arrivo dell'estate infatti, ho dovuto trovare un modo per idrare il viso in modo tollerabile anche con la caldazza afosa livello sauna finlandese di Luglio e Agosto.
Come prima cosa ho abbandonato il mix di oli vegetali di Aroma Zone che mi ero creato: buoni a livello di nutrimento, ma troppo per questo periodo. 
Le creme Cien Nature, seppur leggere, le ho accantonate, o meglio ho rivisto la loro posizione nel mio beauty: la crema da giorno alla rosa di infatti è diventata la mia nuova crema notte per quelle sere in cui fa più fresco (decisamente raramente); la crema da notte invece è stata retrocessa a crema contorno occhi, che, seppur col suo profumo un po'  intenso, non mi crea fastidi di alcun tipo.
Insomma mi serviva un prodotto idratante.
Sinceramente se c'è tanto tanto caldo, non metto proprio nulla; semplicemente lavo il viso, spruzzo un po' di tonico e buonanotte al secchio e a tutte le rughe che mi si possono formare. 
Se il clima è caldo ma umanamente tollerabile specie a livello di umidità, sento comunque la necessità di applicare qualcosa sul viso.
La logica mi ha spinto negli ultimi anni a provare dei sieri, che con la loro formulazione acquosa/gellosa, si prestano bene ad idratare senza soffocare la pelle. 
Avevo utilizzato lo Jalus C di Fitocose, ottimo; così come ho trovato ottimo il siero viso Antiossidante di Biofficina Toscana, che secondo me si può adattare a diverse esigenze di pelle; mi era piaciuto un po' meno il siero antiage alla Rosa Mosqueta de I Provenzali, che è in crema, ma essendo molto leggero, potrebbe funzionare in questo periodo. 
Per questa estate però ho scelto il 

Naturaverde Bio Siero viso Rigenerante Intensivo con Acido Ialuronico e Aloe Vera Gel Bio 10% Bava di Lumaca Pura

60ml//6.90€ in offerta//Grande distribuzione// PAO 12m

Da quando hanno aperto una filiale di Acqua&Sapone dalle mie parti, mi son lanciato alla ricerca di prodotti che prima non riuscivo a reperire come appunto il marchio Naturaverde, e quindi avevo preso un paio di prodotti di cui vi parlerò presto. 
Quando poi ho notato questa nuova linea alla bava di lumaca (tra l'altro in offerta, capisciammè) mi ci sono fiondato senza se e senza ma, perché volevo provare questo ingrediente cosmetico che da tempo raccoglie consensi e dissensi sul web. 
All'inizio sinceramente ero un po' perplesso anche io, pensando che mi avrebbe fatto ribrezzo l'idea di massaggiarmi sul viso le secrezioni di un invertebrato. Ma una volta che utilizzi un prodotto fatto e finito, non ci fai caso. 
Tornando al siero di Naturaverde, esso è contenuto nel packaging più amato dagli italiani (e non solo): un contenitore airless di cui basta ruotare di uno scatto il beccuccio per erogare il prodotto.

Esternamente abbiamo una scatola, di cui apprezzo la scelta cromatica, con tutte le classiche spiegazioni, ma, cosa più interessante è il bugiardino all'interno della scatola dove ti spiegano il processo di estrazione della bava: le lumache (della famiglia delle Helix aspera, ovvero la chiocciola) sono allevate per scopi alimentari (quindi non è un prodotto adatto a chi segue una filosofia vegan molto strong) e vengono stimolate manualmente e delicatamente per produrre una maggiore quantità di bava.


Tornando (n'altra volta) al siero di Naturaverde Bio, questo ha una consistenza liquida, leggermente più vischiosa dell'acqua, ma ripeto, è molto molto liquido, e se lo sottolineo c'è un motivo che vi dico fra poco.
Il profumo è gradevole e fresco, non so bene descriverlo, sicuramente naturale, ma non troppo ruspante, e comunque non fastidiosamente impertinente (???) e persistente. Queste caratteristiche, ovvero una consistenza leggera, una texture sottile, e un profumo delicato già danno al siero un effetto rinfrescante molto piacevole. 
Io utilizzo mezzo push di prodotto per idratare sia il viso che il collo.
Inutile dirvi che si stende benissimo, e, una volta massaggiato sulla pelle, impiega circa una ventina di secondi ad assorbirsi completamente. All'inizio può sembrare leggermente appiccicoso, ma è una sensazione davvero momentanea e non così fastidiosa; una volta assorbitosi, il siero assume un tocco asciutto sulla pelle che resta liscia e non appunto appiccicosa o unta. 
Ma veniamo agli effetti.
I signori Naturaverde dicono che la bava di lumaca abbia 7 benefici, per cui, per proprietà transitiva, anche il loro siero dovrebbe averli.
Per cui andiamo ad esaminarli uno ad uno e a vedere se il prodotto fa ciò che promette.

∙ Elasticizzante
Sì, la pelle mi pare elastica, turgida direi. Ovviamente penso che mai nella vita avrò una pelle più elastica di adesso che ho 20 anni, quindi vince facile.

∙ Idratante
Sì, idrata. Non so come si possa comportare su una pelle secca o matura, ma sulla mia pelle che al momento è normale, mi dà quella giusta dose di idratazione che mi serve. Ero tentato di prendere anche la crema viso della stessa linea, ma ho desistito. Sarei curioso di provare il siero in autunno o appunto in combo con la crema, perché secondo me appattano bene.

∙ Antiossidante
Sinceramente non sono una pila e non saprei come misurare il mio grado di ossidazione.

 ∙ Lenitiva
Non ho grandi rossori (se non dei capillari ai lati del naso per cui un cosmetico nulla può), per cui non saprei dire. In generale dopo l'utilizzo del siero la pelle ha un colorito più uniforme, ma ripeto non so quanto sia lenitiva.

 ∙ Protettiva
Se per protettiva intendiamo dagli agenti atmosferici, ora non c'è granché da proteggere. Devo però dire che in genere, quando ad esempio sono in una stanza con l'aria condizionata accesa, la mia pelle tende un po' a tirare; cosa che non accade quando utilizzo questo siero. Sarebbe interessante vedere come si comporta in inverno.

 ∙ Rigenerante
 Il potere rigenerante mi sembra strettamente legato al settimo beneficio, ovvero 
∙ Illuminante
Con un uso costante ho notato infatti che la pelle assume un aspetto più luminoso, compatto e omogeneo. Quasi dewy direi.
Il siero mi lascia la pelle liscia e morbida anche al tatto e i piccoli segni (nel mio caso quelli ai lati della bocca) vengono distesi.
Insomma, alla fine di tutta 'sta fiera non posso far altro che promuovere questo siero di Naturaverde Bio, che ho trovato perfetto per l'estate e con un rapporto qualità/quantità/prezzo davvero interessante.
Inutile dire che non mi ha creato problemi né di  impurità, né di lucidità. Su di me non unge e la mia pelle non lo ributta fuori.


Inoltre non lascia quei fastidiosi residui di prodotto che possono capitare con prodotti liquidi o in gel.
Vi avevo accennato al fatto che questo siero fosse molto liquido, e qui casca l'asino. O meglio, il problema non sta nella consistenza, ma nel packaging. Infatti il contenitore airless non spruzza il prodotto, ma lancia proprio missili terra-aria a lunga gittata. Non so se il mio contenitore sia fallato, ma prima di capire a che distanza dovessi tenere il palmo della mano rispetto al beccuccio erogatore, senza che il siero arrivasse anche sul soffitto, c'è voluta un po' di pratica (e di spreco di prodotto).
Signori Naturaverde, mettete un classico contagocce, che con i prodotti liquidi funziona sempre bene.

Cosa buona a sapersi, questo siero Naturaverde è prodotto dalla SO.DI.CO, è Made In Italy ed è certificato ICEA.
Qui trovate anche la review della crema viso e della crema contorno occhi della stessa linea!

E con questo concludo, fatemi sapere il vostro rapporto con le lumache!

A presto.





#Saldi2016 - H&M, Pull&Bear e...
(abbigliamento, accessori e beauty)
- Prima Parte -

Buon primo di Agosto a tutti!

Forse un po' in ritardo - ma che importa! - volevo raccontarvi delle spese fatte durante gli ultimi saldi estivi, non tanto per suggerirvi cosa comprare visti i miei discutibilissimi gusti, quanto piuttosto per parlare delle mie esperienze d'acquisto.
Vi avevo infatti accennato qui che l'incipt non è stato il massimo, il seguito invece si è un po' ripreso, ma in generale non posso ritenermi super soddisfatto da questi saldi.

I miei negozi di riferimento - leggasi quelli che mi posso permettere - sono le solite catene low cost, come avrete ben capito, e non tutti mi vengono esattamente di mano, per cui devo alternare e-commerce con negozi fisici, ma le offerte sono state comunque abbastanza deludenti.
L'intento dello shopping era quello di trovare qualche capo d'abbigliamento per questa stagione calda, (principalmente pantaloni corti, di cui non sono il primo dei fan ma sa da fare), tuttavia non avrei disdegnato un buon affare per la prossima stagione.

Inizio subito con una menzione di (dis)onore per Piazza Italia (dove in genere trovo capi più basic) e OVS da cui ho visto roba da triplo orrore, salto carpiato e dritti nel cesto dei rifiuti.


Da OVS in particolare, prima degli sconti, avevo avvistato delle t-shirt carinissime, ma ovviamente non erano disponibili nemmeno non in saldo e nemmeno se davi le mazzette alle commesse.

Poi è stato il turno di H&M e Pull&Bear. Entrambi i negozi non mi sono molto vicini, per cui mi sono affidato agli shop online. Se ricordate avevo già provato questi due siti, qui e qui vi avevo mostrato cosa avevo acquistato, e non ho nulla di cattivo da dire per quanto riguarda la struttura del sito.


Da H&M.com ho fatto due ordini, uno il 7 e uno il 16 Luglio, entrambi arrivati da me (in Sicilia ndr) in 4 giorni lavorativi; il sito spedisce e ritira la merce con corriere SDA.

[Aggiornamento Luglio 2017: il sito attualmente spedisce con la Crono Economy di Poste Italiane. La spedizione è ancora tracciabile ma ci potrebbero essere ritardi conoscendo il servizio postale. Ho fatto un ordine il 26 Giugno 2017, spedito il 28, e arrivato il 3 Luglio.]



Loro mantengono, secondo me, uno standard abbastanza buono per quanto riguarda le spedizioni e in generale l'esperienza di acquisto, visto che, anche nei periodi più congestionati, mandano i pacchetti perfettamente imballati e nei tempi previsti. 
Credo abbiano gli Umpa Lumpa al loro servizio.
Il sito poi scorre abbastanza bene (anche se ci sono stati 3 giorni in cui era in down) ed è possibile richiedere gratuitamente il catalogo su cui presentano le collezioni.
Durante il periodo di saldi il sito aveva  le spese di spedizioni gratuite, prima dai 60 euro di merce e poi per tutti gli ordini. Più in generale, offre spesso codici sconto, magari nei periodi festivi, o su alcuni capi selezionati. 
Insomma che volete di più da un brand low cost?
Il reso H&M si prenota tramite il sito di SDA seguendo quanto spiegano qui e arriva il corriere direttamente a casa a ritirare il pacchetto: vi basta reimballare i capi con le confezioni con cui la merce è arrivata e le etichette adesive che includono nel pacchetto. Il reso costa 2.99€ attualmente e vi vengono restituiti i soldi in base al metodo di pagamento, quindi vi restituiscono l'importo speso meno i 2,99€ per il ritiro.

Tuttavia, c'è stato qualche problema anche con loro. 
Intanto la gestione della merce in saldo: sul sito di H&M hanno messo i capi in offerta a più riprese, e questo poteva essere normale se magari ci fosse stata un'ampia scelta di capi sin da subito; invece buona parte degli indumenti estivi sono andati in offerta in seconda battuta. Quindi o aspettavi e speravi che ciò che volevi finisse in saldo, ma con l'alta probabilità che perdevi la taglia desiderata, oppure acquistavi a prezzo pieno sperando che poi non mettessero il capo acquistato in saldo, con l'alta probabilità di mandarli a fan...
Vediamo cosa ho acquistato per quanto riguarda l'abbigliamento.
Ho scelto in primis questo pantaloncino

semplice, di un bel cotone fresco, color blu scuro, mi arriva sopra il ginocchio. In foto sembra più scuro, dal vivo il blu è più brillante, ma lo sapete che non sono bravo a far le foto quindi accontentatevi delle foto prese dal sito. 
Pagato 9.99€, poi passato per magia a 3.99€. E già qui ero un po' irritato.
Poi ho preso un altro shorts

lo so, sono banale. Ma per 8.99€ da utilizzare in casa, non era male, essendo di un cotone più leggero. Tuttavia, malgrado avessi azzeccato la taglia, nella descrizione sul sito non si faceva riferimento al fatto che questo pantaloncino fosse una slim fit, e come vedete, non si capisce nemmeno dal modello che lo indossa, che come minimo avrà addosso una 50 per averlo così largo. E mi chiedo perché? Perché se sui jeans lo scrivete che il capo calza in un determinato modo, non potete farlo anche sugli shorts?
Capisco che io sia grasso, ma se siete chiari nella descrizione, non cado in depressione cercando di entrare in cose in cui non entro (???).
Ovviamente l'ho fatto presente all'azienda. Loro si sono scusati con un codice sconto su un altro ordine ma la mia battaglia non si è conclusa. Intanto ho effettuato il reso.
Poi, sempre dal sito H&M ho acquistato calzini, che non guastano mai


Carini, tutti con pattern diversi, economici anche se non in offerta, e per adesso, ma anche più avanti quando farà appena più fresco, vanno benissimo. Sette paia a 6.99€.
Dal secondo ordine che ho fatto da H&M ho preso un altro shorts che potesse sostituire quello che poi ho reso indietro e di cui non c'era più la taglia. 
Ed ho scelto questo

In realtà non è un vero e proprio sostituto dell'altro capo, perché questo pantaloncino è fatto da una sorta di tela di jeans leggera; il colore è leggermente più scuro che in foto ma è molto carino lo stesso. Sotto aveva un risvoltino che a mio avviso sta bene, ma si può tranquillamente rigirare. 
Pagato 7.99€ da 19.99€ che era il prezzo iniziale. 
E per concludere con l'abbigliamento ho preso questa t-shirt, l'unica in verità ad avermi colpito, di cui mi ero innamorato sin da subito.
Lo scollo a barca non è né troppo ampio da risultare sciatto o troppo femminile, le maniche hanno un risvoltino carino e ha un taglio squadrato. Tuttavia non era in offerta e Simona (MissPenny09) mi ha fatto subito notare che le righe delle maniche prendono la tangenziale rispetto a quelle sul busto. E io non ero convinto del colore delle righe stesse, che avrei preferito più sul blu navy acceso.
Poi però da 12.99€ il prezzo è stato ribassato a 4.99€, e quindi che fai, non la prendi? 
E niente, mi sta pure discretamente bene.

Sempre sul sito di H&M ho fatto una capatina alla sezione beauty. So che molti inorridiscono al fatto che un'azienda che si occupa di abbigliamento, poi si metta a produrre cosmetici, ma come potete immaginare non è che accanto a dove tessono le maglie ci sono dei tipi che impastano le creme.
Anzi, rullino i tamburi, squillino le trombe, esplodano i fuochi d'artificio: alcuni dei cosmetici H&M sono MADE IN ITALY. Il make-up in particolare, mentre la cosmetica bianca è MADE IN SVEZIA.
Lo so, non ci si crede. 
Avevo provato la lozione corpo della linea ecobio che non era malvagia tutto sommato e trovo che abbiano prodotti interessanti.

La sezione beauty, almeno sul sito da quanto ho visto finora, non è mai in offerta
Ma, il bello di ordinare cosmetici online è che siete sicuri che non vengano smanazzati e inquinati dalle luride impronte di mille persone, come spesso accade nei negozi. 
Nel pacchetto che vi spediscono dal sito, i cosmetici vengono perfettamente imballati in una busta di carta molto carina, con dentro della pluriball che permette di non rovinare la merce. 
Per farla breve ho preso un correttore liquido, il Cover-Up Concealer
Presto arriverà un nuovo post "concealer galore" con tutto quello che sto testando anche con questo caldo atroce. Questo di H&M mi attirava per via della colorazione: ho scelto l'Ivory che mi sembrava non solo molto chiaro ma anche dal sottotono neutro. Ovviamente vi aggiornerò, ma per 5.99€ si poteva fare un tentativo.

Poi, sempre un tema make up ho preso la nuova Precision Sponge 
Sicuramente vi ricorderà ad occhio la più famosa Beauty Blender, ma sarà un valido dupe super cheap? Per 2.99€ si poteva fare uno sforzo e conto di parlarvene prestissimo.

Sempre in tema ma spostandoci sul corpo (???) ho preso una eau de toilette.

Sinceramente non sapevo l'esistenza di queste acque di profumo di H&M, e son rimasto piacevolmente sorpreso nel constatare che ne fanno tre varianti. A naso, è il caso di dirlo, sono stato attirato da due in particolare, ma la descrizione di questa Urban Verve mi sembrava più adatta alla stagione. E non mi sbagliavo. La fragranza mi sembra unisex, il packaging molto carino, costa 7.99€ (anche lui non in offerta) e l'ho sto provando da un po'. Qui trovate la recensione completa. 

E per finire ho preso alla modicissima cifra di 1.99€ ho preso questo set da 5 lime per unghie. 
Non perché sentissi una impellente necessità di far parte di tutti i prossimi video di Britney Spears


solo che essendo non troppo grandi, tornano utili in viaggio quando ti si spizzica un'unghia e l'unica cosa che hai a disposizione sono i tuoi denti (brrrr!); le ho già distribuite a madri e sorelle tutte. 
Sono le classiche di cartone, immagino non abbiano una lunga vita, ma mi sembrava brutto lasciarle lì.

Una piccola nota totalmente random. Mentre vagavo fra le pagine del sito di H&M mi è caduto l'occhio sulla sezione HOME, in cui sono presenti tutti gli articoli per la casa. In particolare la mia attenzione è stata colta, totalmente inaspettatamente, dalle candele. In offerta a 3.99€ c'era questa alla vaniglia
Sapete che mi piace sperimentare nuovi brand per quanto riguarda le profumazioni d'ambiente, quindi mi son lanciato. Questa candela di H&M ha un design molto carino secondo me: il bicchiere è nero ma trasparente e la scritta dorata non risulta pacchiana. La scatoletta esterna, per quanto inutile, da' quel tocco che la rende graziosa come regalo. La profumazione Vanilla però per me è bocciata. Non l'ho accesa, ho solo annusato la cera perché alla fine non l'ho tenuta, ma mi ricorda la più famosa Vanilla Cupcake di Yankee Candle, che, come sapete, non amo. Rimandata al mittente senza se e senza ma. Ho visto che adesso hanno aggiunto altre tipologie, potrei dargli una opportunità in futuro.

Subito dopo i miei acquisti da H&M son passato dal sito di Pull&Bear e




Continua...





|Beauty Cues Special|
Solari 2016 (parte 1) - Prime impressioni e confronti

Buongiorno!

L'estate ha spalancato le sue porte con giornate piene di sole, luminose e calde.
E per chi come me ha la pelle chiara o molto chiara, le porte dell'estate somigliano molto alle porte dell'inferno, perché, a meno che non mi rinchiuda in casa ed esca dopo il tramonto, come Dracula, devo proteggere la mia pelle dal sole.

In realtà tutti dobbiamo proteggerci dal sole indifferentemente dal proprio fototipo, e, a proposito, non è una gara a chi è più bianco e delicato.
Fortunatamente abbiamo superato l'epoca Vittoriana.

L'anno scorso vi avevo raccontato anche un po' la mia filosofia a riguardo ai solari, e vi ho parlato di un paio di creme bio (o meglio con filtri fisici) che avevo testato; e seppur apprezzandoli e trovandoli validi, non erano perfetti, per cui anche quest'anno, sempre con la mia amica Rory, è iniziata la ricerca della protezione solare migliore per le nostre esigenze.
Come deve essere una crema solare perfetta?
Personalmente non importa che sbianchi, come sento dire spesso in giro; per quanto mi riguarda la cosa peggiore è che il prodotto sia pesante, unto, che faccia sudare e che ti metta voglia di scorticarti contro gli spigoli delle porte. Soprattutto sul viso, è una sensazione che non sopporto, e applicando la protezione solare anche in città, capite bene che cerco un prodotto impalpabile o quasi.

Non potete capire la voglia di urlare quando sento dire frasi tipo "ne basta poca, per cui non unge". Non è vero che ne basta poca.
Per decidere quel numerino che appare sulla confezione della crema solare, ovvero il fattore di protezione (SPF), viene fatto un test per cui si applicano 2 mg di prodotto su 1 cm² di cute. Per cui se vogliamo rispettare quel livello di protezione sulla nostra pelle, dobbiamo schiaffarci molto prodotto. I medici e i dermatologi dicono che per ricoprire il corpo di un uomo adulto, servono in media 30ml di crema solare per rispettare il fattore di protezione.
Capite anche che la logica "fattore di protezione alto = ne posso mettere meno", non funziona.
In caso contrario, tanto vale non mettere nulla.
Le creme solari tendono per loro natura ad essere più pesanti di una crema idratante, ma dovendo abbondare, per me è importante che unga il minimo sindacale.

Il prodotto che cerco deve avere un fattore di protezione alto (30 o 50 SPF), che protegga sia dai raggi UVA che dai raggi UVB, essendo io un fototipo fra l'uno e il due, con una pelle che si arrossa e si scalda facilmente. Inoltre ho tanti nei di cui alcuni a rischio, che devo proteggere e controllare periodicamente. In pratica se tenessi una t-shirt e stessi sotto l'ombrellone a mangiare parmigiana di melanzane, sarebbe meglio.
L'altro giorno riflettevo che non esistono foto di me abbronzato, anche da ragazzino, quando andavo al mare ogni giorno per molte ore; ricordo invece alcune scottature. 
Certo, d'estate ho un colorito diverso, tendenzialmente più caldo che d'inverno, ma comunque definirla abbronzatura sarebbe una presa per i fondelli.
Il segreto è che sono nato biondiccio. Dalle poche foto che ho, non si capisce granché, ma mia madre mi ha sempre detto che i miei capelli erano un biondo cenere; verso i 3/4 anni son diventato più castano, ma restavano dei riflessi biondi abbastanza evidenti. Non mi è chiaro quale mistero della genetica con la crescita abbia fatto diventare i miei capelli quasi neri, fatto sta che non sono enucleabile nella tipologia di "moro" per eccellenza. Mò so pure tinto...

Il motivo quindi per cui ho messo da parte le creme solari che si basano solo su filtri fisici è che, non potendo fare a meno di questa tipologia di prodotti, ho pensato che un filtro chimico possa esser più gradevole sulla pelle.
Questo lungo discorso (un po' pesante, lo so!) per premettere le mie necessità, e la mia scelta di provare, insieme a solari che strizzano l'occhio al mondo ecobio, anche prodotti da supermercato che non hanno nulla a che spartire con i prodotti naturali.

Ho avuto modo di provare alcuni campioncini e alcune full size, ma ci tengo a sottolineare che sono solo prime impressioni, vuoi per la quantità di prodotto, vuoi per la durata del mio test ancora abbastanza limitato. Intanto mi soffermo sui campioni, o il post diventa ancora più lungo!

Alkemilla Crema Solare Media Protezione 30

Campione gratuito// Full size 150ml //16.80€
Se ricordate avevo utilizzato questo solare di Alkemilla a Milano, per poter passeggiare in tranquillità anche sotto al sole, e mi aveva colpito subito positivamente.
Si presenta come una crema abbastanza stabile appena prelevata, ma fluida nell'applicazione, bianca e con un profumo che ricorda il cocco/monoi, ma molto delicato e non persistente.
La consistenza è molto morbida e pur essendo una creme con fattore di protezione alto (loro dicono medio, ma in genere 30 è considerato già alto) si stende bene, senza far fatica, senza impastare o essere appiccicosa e, una volta spalmata, si uniforma all'incarnato. Non mi pare che sbianchi eccessivamente, ma sua una pelle più scura si potrebbe notare.
Questi due campioni mi hanno convinto ad un acquisto futuro perché mi sembra un prodotto che protegge molto bene, tanto che non avverto quella sensazione di pelle che si scalda e si arrossa quando la applico.
L'ho usata principalmente sul viso (che poi è la zona più problematica) e non la trovo una crema grassa, unta o soffocante, e non mi pare che occluda i pori. Non dà un finish opaco, ma non è nemmeno troppo lucida e a voler essere pignoli, con un velo di cipria su di me va benissimo per la città. Trovo che resista bene al sudore, ma non credo possa sopportare lunghi bagni in acqua senza essere applicata più volte.
Infine, una volta rimossa lascia anche la pelle abbastanza idratata.
Insomma, promossa.
Campione gratuito//Full size 150ml//16.80
Organoletticamente uguale alla sorella con SPF 30, questa versione della crema solare di Alkemilla mi è piaciuta un po' meno di quella su citata. 
Ha praticamente la stessa consistenza, odore, stessa spalmabilità, senza fatica o eccessiva pastosità e non mi pare che sbianchi più dell'altra variante.
Quello che non mi ha convinto è che sul viso mi risulta abbastanza più lucida della protezione 30.
E voi direte "ma va?! È una protezione più alta".
E avete ragione, ma io devo far le pulci ai prodotti e voglio parlarne in maniera più chiara possibile.
Nessuna delle due creme è così grassa o pesante da essere insopportabile, anzi, sono entrambe confortevoli sul viso e sul corpo; e se consideriamo che si tratta di protezioni alte, per me sono valide, ma su questo SPF 50+ Alkemilla secondo me è indispensabile utilizzare una cipria o un fondotinta minerale che vada a mattificare il tutto, se necessitiamo di utilizzarlo in città. 
Personalmente lo utilizzerei più che altro in spiaggia, dove non mi faccio grossi problemi di lucidità, perché mi sembra valido per quanto riguarda la protezione dai raggi solari. Benché comunque sia lucido come finish, non mi resta appiccicoso sul viso.
Anche questo solare, non lo trovo super resistente all'acqua ma non vi si scioglie con un nonnulla. 

Nessuna delle due creme mi ha creato impurità (ma io cerco sempre di rimuovere al meglio i solari e tenerli solo quando serve).
In sintesi questi solari Alkemilla, da questi campioni, mi sembrano funzionali ma li consiglierei con le dovute accortezze e in base alle necessità.

Campione gratuito// Full size 50 ml//20€ 
Premessa: ho visto che l'INCI di questa crema attualmente è stato modificato rispetto al campione che ho utilizzato, ma non mi pare del tutto diverso, motivo per cui immagino che il risultato finale possa essere più o meno quello.
Detto questo: io odio questa crema solare viso di Bioearth. Il motivo ve l'ho twittato:




In verità avevo grandi aspettative da questo prodotto, che son rimaste completamente deluse.
Questa crema solare è una cremina fluida di colore bianco. L'odore non l'ho capito bene: si avverte, ha un non so che di chimico/alcolico ma non è fastidioso, né permane a lungo.
Appena spalmata mi è parsa un bel prodotto, fresco, facile da massaggiare e sembra che, dopo averla lavorata un po', si assorba bene. La scia bianca e il conseguente effetto fantasma è davvero facilmente gestibile.
E, appena assorbita dalla pelle, mi sembrava quasi di non sentirlo addosso. 
Questa sensazione però dura circa 3 secondi perché poi ho iniziato ad imperlarmi copiosamente di goccioline di sudore.
La mia pelle non la tollera minimamente. Infatti non ho finito il campioncino. È stato davvero imbarazzante andarci in giro, perché se già la crema mi fa sudare da fermo, quando inizio a sudare davvero, finisce per gocciolare ovunque. Come vedete nella foto mi son trovato con la crema completamente sciolta e accumuli qui e lì di prodotto che si era porta dietro tutto il correttore.
Ho fatto anche la prova di metterla su metà volto ma nulla, dove c'era lei sembravo di ritorno dalla mille miglia a piedi, pur non avendo fatto un passo.
Proverò a finirla per il corpo ma come crema solare viso è bocciata e non credo proverò la non tanto-nuova formulazione. 

E per quanto riguarda questi primi test di creme solari con filtri chimici per il momento è tutto. Presto però arriva la seconda parte con alcuni prodotti da supermercato.


Un bacio!




TAG - Mi piace fotografare

Visto che fa caldo, e mi sudano anche i polpastrelli ho pensato che un post disimpegnato fosse la cosa migliore. In realtà un po' tutti i post di questo periodo - spoiler alert! - non avranno argomenti corposi, giusto perché è estate per tutti.
Il tag in questione riguarda la fotografia, e proprio per questo si intitola Mi piace Fotografare.



Il tag è stato creato da blog Opinionista per caso, ma son stato nominato da Sara del blog Le divagazioni di una Fatina Arancione, che ha già ricevuto i miei ringraziamenti ma li rinnovo comunque.
Iniziamo a rispondere alle 10 domande.

  1. Hai mai tagliato/bruciato fotografie del tuo ex fidanzato/a perché ti dava fastidio vederle?

    Diciamo che adesso le foto sono quasi tutte digitali, ma in ogni caso non le ho mai cancellate. Certo, è capitato di perderle, magari perché rimaste su un vecchio cellulare, ma penso che non ci sia nulla di male a conservarle. Certo, se stai lì a riguardarle complessivamente, abbiamo un problema.

  2. Di solito le fotografie che pubblichi nel tuo blog le realizzi tu o le rubi in internet?

    Al 90% sono mie, specie quelle per Beauty Cues. E sono mie anche quelle delle tart Yankee Candle, lo specifico perché non mi ricordo chi mi chiese se le facessi io. Invece i post col maggior numero di foto prese dal web sono i post Aggiornamento

  3. Quante fotografie hai realizzato negli ultimi dieci giorni?

    Non abbastanza! Anzi veramente poche e per lo più per Instagram, ma ho molti prodotti da fotografare.

  4. Hai mai aperto un profilo sui social con fotografia di profilo pubblico che non era la tua immagine vera? 

    Sì. Immagino che la domanda strizzi maliziosamente l'occhio alle chat, in cui magari hai preso la foto di un figo spacciandosi per lui (c'è gente che l'ha fatto); diciamo che in gioventù capitava; adesso non ho manco più l'età per le chat. 

  5. Quante fotografie stampi di solito ogni mese?

    Nemmeno una ed è un peccato. Non so nemmeno il costo, proprio perché nell'era del digitale non ci pensi poi molto, ma è un peccato perché i vecchi e cari album fotografici hanno ancora il loro fascino ed è l'unico modo per avere quel ricordo praticamente per sempre.
  6. Ti piace fotografare di più il cibo o gli animali tipo gatti, cani, cavalli?

    Non amo in particolare nessuno dei due soggetti. Se proprio devo rispondere direi gli animali.

  7. Che rapporto hai con i selfie: ti piace o detesti fare i selfie, e successivamente ti piace condividerli anche sui social?

    Al contrario di quanto sembri, non sono proprio un appassionato dei selfie. Ad esempio quando ho aperto il mio profilo Instagram, non ne volevo pubblicare; poi mi son sciolto. Prima di pubblicarne uno faccio tanti scatti e poi ne scelgo uno che riguardo non so per quanto. Diciamo che quando stai molto sui social è "normale" postarli, ma, ripeto, fare e pubblicare solo selfie non fa per me.

  8. Quali sono le tue applicazioni preferite che usi per la post produzione delle foto?


    Photoshop è quello con cui mi trovo meglio. Ma se parliamo di istantanee mi limito ad app come LINE Camera, che credo sia fra le più complete, oppure le modifiche di Instagram, che devo ammettere, sono migliorate. 

  9. Quante fotografie sono esposte in casa tua?

    Credo più di una decina. Avevamo una parete che adoravo, con parecchie foto dei nostri nonni e bisnonni, tutte in bianco e nero, ma a seguito di alcuni lavori non le abbiamo riappese ancora. 

  10. Ti va di raccontarci chi è secondo te il miglior fotografo che conosci?

    Facendolo sembrerebbe che io abbia una qualche competenza in questo senso, cosa non vera. Così, a naso, mi vengono in mente due nomi noti: David LaChapelleAnnie Leibovitz.

Son sicuro però che avrò visto miliardi di foto che ho adorato pur non sapendo il nome dell'autore. 


Ma potete anche rispondere nei commenti se vi va.

E con questo vi saluto e ci leggiamo presto.







{Aggiornamento #49}
Hashtag, sudore e lacrime



Cercavo un incipit che potesse sinteticamente riassumere questa prima metà dell'anno, ma come potete notare ho fallito miseramente.
Le cose sfuggono.
Onironautica, più o meno.
Come quando, in sogno lucido, vuoi andare a prendere qualcosa che hai perso, ma per quanto ci pensi, non riesci a fare in tempo che ti sei svegliato. E ti svegli col pensiero di andare a prenderla quella cosa, ma poi ti ricordi che l'hai solo sognata.
La delusione della sfuggevolezza.
Credevo di possederla davvero quella grinta di cui parlavo all'inizio dell'anno, quando tutto correva, tutto si riempiva di vitalità, ma subito mi son reso conto che questa vitalità seguiva una parabola, che è ascesa e via via discesa fino a trasformarsi nella più sciatta incapacità o sensazione di non concludere tutto quello che dovrei o vorrei.
Una fiammella che man mano si è affievolita, e che, stranamente non ha avuto un twist col mio viaggio a Milano. Forse troppo breve per vedere degli effetti, non so.
Respirare aria nuova, per quanto ispirante, e piacevole sia stato, non ha portato aria nuova.

Giugno è stato il corvo che ti aspetti sulla spalla di un becchino.
Prima la morte di Christina Grimmie, la giovanissima cantante uccisa con un colpo di pistola a seguito di un concerto.
La seguivo, con il distacco con cui seguo i personaggi famosi per quanto apprezzi ciò che fanno, ma mi è piaciuto vedere il suo percorso. Dalla cameretta, da cui non si è mai "allontanata", a The Voice USA.

Cerchi di convincerti che sia stato un pazzo, o, ancora più cinicamente, che la sua vita si è spezzata nel momento del successo, facendo ciò che amava - come se fare ciò che ami sia la giustificazione al fatto che per te possa bastare la vita che hai avuto - e non per qualcosa che detestava.
Questo già mi aveva sfalsato le impostazioni, lasciandomi così, senza parole.
Nemmeno il tempo di realizzare, e il giorno dopo, il 11 giugno 49 persone sono state uccise al Pulse, un locale gay ad Orlando, in Florida.


Un attentato di matrice omofobica, senza se e senza ma, anche se le indagini hanno parlato di terrorismo.
A quel punto non avevo davvero più parole, né pensieri. Solo un senso di oppressione, che i social, Twitter soprattutto, hanno acuito.
Mi sembrava che fosse una gara a chi volesse dimostrare maggiore sdegno, maggiore compassione, maggiore pubblico dolore. 
E con i Pride di mezzo, mi sembrava tutto più amplificato.
Una sequela di messaggi, commenti, foto che, ai miei occhi, tutto facevano, tranne che rispettare la difficoltà del momento.
Così come non stanno rispettando il dolore delle vittime in Puglia.
Che nessuno definisce come debba essere il dolore, in che modo debba fluire, ma si può ridurre tutto ad un hashtag?
Hashtag che viene sostituito, tra l'altro, in pochissimo, da un altro cancelletto dell'ultimo minuto. Ma questo è il gioco, e a volte partecipo anche io, altre volte, la maggior parte, resto ad osservare e cercare di capire.

Poco dopo è arrivato #Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.


Incredibile come chiunque avesse una opinione precisa, dettagliata e minuziosa su quali sarebbero state le conseguenze socio-politico-economiche del tutto.
E io che starei anche per laurearmi in scienze delle relazioni internazionali non sapevo manco che dire, visto che di base non c'era un mezzo accordo che potesse palesare i pro e i contro di uscire da una federazione di stati pur restando un soggetto politico importante, e pur, ovviamente, non potendo sparire dal mercato internazionale.
Chissà se me li rimborsano questi anni di tasse universitarie.

Ma ad un certo punto lo capisco che sono io quello dalla vena in fronte facile.
Mi ero anche preparato psicologicamente a sopportare il caldo.
Un training autogeno in cui, senza illusioni, mi dicevo che avrei potuto imparare a convivere con l'afa, con l'arsura, con l'umidità, con lo scirocco, con la lordura, con le maglie che ti togli a mo' di ceretta, col sudore, col sudore sulla schiena, con sudore sulla nuca, col sudore in posti in cui non dovresti sudare.
Beh, missione quasi fallita.
È arrivato Luglio e la retta dell'invariabilità ha mantenuto il suo moto costantemente calante. 
Gli stimoli esterni sono stati fino ad ora ben pochi e per lo più poco incoraggianti.

Intanto ci si è messa Rai Due che ha censurato la prima puntata de Le regole del delitto perfetto, ma non tagliando le scene cruente; no, tagliando cinque secondi di Connor che sta per far sesso con Oliver con lo scopo di rubargli alcune informazioni.



Ovviamente Rai Due crede che i suoi spettatori sappiano a malapena tenere in mano il telecomando e che nessuno avrebbe notato la cosa. E invece. La notizia è rimbalzata ovunque su internet, l'hanno twettata sdegnati gli attori e i creatori, Shonda compresa.
Compressa in questa figura barbina internazionale, la direttrice della rete Ilaria Dallatana ha giustificato dicendo
"Non c'è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l'edizione delle serie per il prime time."
Quindi un dipendente qualsiasi si permette di decidere cosa mandare in onda in base al proprio pudore. Peccato che, la scena poco prima a quella tagliata, in cui Annalise ha la testa di Nate fra le gambe non ha smosso il pudore dell'impiegato.


Subito l'hashtag #RaiOmofoba, ma non lo ritengo del tutto corretto, perché in Rai è chiaro che qualcuno pensa che il pubblico si sarebbe indignato a vedere una scena gay in prima serata e quindi si è mosso preventivamente, tagliando qualcosa di sgradito.
Voglio darti un consiglio Ilaria, se mi leggi: piuttosto che giustificare le scelte discutibilissime dei tuoi dipendenti (se davvero è andata così), al prossimo impiegato che cerca di perorare una mentalità antica, bigotta, oscurantista, fa' una cosa


La cosa più assurda è che tutto questo accadeva giorno 8 Luglio, la sera in cui è arrivato (in ritardo) il decreto ponte per l'attuazione delle unioni civili
Tale decreto dovrebbe contenere tutte le procedure che i comuni devono attuare per consentire alle coppie di accedere all'istituto.
In realtà, prima di far la ruota bisogna un attimo capire cosa accadrà perché questo decreto transitorio deve passare il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti e poi arrivare al presidente del Consiglio per emanarlo. Questo vuol dire che ci vorrà ancora un po' e intanto i comuni possono fare un po' come gli pare. Si possono già fissare le prenotazioni per la celebrazione e la futura trascrizione.

In questo liquame di aspettative deluse contavo di trarre gioia e giovamento dalle cose più superficiali: ovvero sperequare denari senza sentirsi in colpa per via dei saldi.
E invece mi sbagliavo. Una quasi delusione dopo l'altra, ma ne parliamo in dettaglio un'altra volta perché ho il dente un attimo avvelenato. 
Ho tratto invece giubilo da un'altra cosa anch'essa futilissima, ovvero concludere la miniserie 22.11.63 ed averla apprezzata davvero. 


Non voglio dirvi troppo, basta la data a suggerirvi l'argomento; vi invito però a dargli una possibilità, perché fra i bravi attori (non pensavo che James Franco lavato e pulito potesse risultare così piacevole da guardare), e la buona messa in scena, penso valga la pena guardarla.
Non mi ha fatto piangere, mi ha fatto singhiozzare, e penso che recupererò il romanzo di Stephen King da cui è tratta.
Ho apprezzato anche la morale, il messaggio che si coglie dalla storia: ognuno è destinato ad una strada, che può essere certamente migliore, ma può anche diventare decisamente peggiore; e a volte per quanto ci sforziamo a cambiare il corso degli eventi, dobbiamo semplicemente accettare che gli ups and downs fanno parte della vita.

I miei downs ve li ho raccontati, adesso però aspetto gli ups, tipo di incontrare Will Young su Tinder, che, anche se non ho un profilo sull'app, magari è il mio destino.
Chi può dirlo?


Ok, la smetto.
A presto!








|Beauty Cues|
Prodotti corpo: Cien Shower Cream

Buongiorno!

Visto che è lunedì e i neuroni stanno ancora godendo del week-end, qui si va in semplicità. 
Semplice come farsi una doccia direi, per chi è avvezzo con lo strumento (spero tutti).
Sarò un po' ripetitivo in questo periodo ma è iniziata quella parte dell'estate in cui senti il bisogno fisico e psicologico di rinfrescarti almeno un paio di volte al giorno, per cui vedrete diversi prodotti per il corpo susseguirsi su queste pagine.
Attualmente ne sto usando un prodotto - o meglio tre che sono uguali ma con profumi diversi - che ho trovato molto carino; mi riferisco ai 

Cien Shower Cream 

Fresh Cascade Sweet Summer  -  Sparkling Sunrise

200ml// 1,99€// LIDL
Cosa sono queste Shower Cream di Cien? Praticamente sono delle mousse, delle spume molto compatte ma morbide, che servono a detergere il corpo. Si presentano nella loro bomboletta pressurizzata con il beccuccio in stile schiuma da barba, ed effettivamente, una volta erogate, ricordano proprio la schiuma da rasatura, sia per colore che per consistenza. 
Ma, se avete mai provato una schiuma da barba, avrete notato che restano abbastanza compatte; queste mousse di Cien invece, al contatto col corpo bagnato si trasformano in una schiumetta morbida, cremosa appunto, e sono molto piacevoli da massaggiare.
Vi devo confessare che, la prima volta che ho visto queste mousse, ho pensato che non avrebbero lavato un bel niente e, al massimo, ci avrei potuto organizzare uno schiuma party; ma provandole il risultato è praticamente come quello di un docciaschiuma in gel o in crema: detergono bene, ma allo stesso tempo non sono troppo aggressive. Se avete una pelle secca secca un po' di crema ci vuole; su una pelle normale, può andare bene anche senza.
Non è necessario utilizzare quantità industriali di schiuma, anzi ne basta poca, per cui non fatevi spaventare dai 200ml. 
Diciamo che la differenza con un altro prodotto, è che queste Shower Cream Cien sono divertenti da usare, ma hanno le loro potenzialità.
Intanto parliamo delle profumazioni.
Cien ha tirato fuori tre fragranze e io le ho volute provare tutte e tre.
L'espositore da LIDL era avvolto da una nube di odore, perché la gente non sa essere educata e ha provato ad locum il prodotto; questo però mi ha aiutato  a capire che non avrei disdegnato nessuna delle tre profumazioni. Devo dirvi che, al momento in cui vi lavate, la fragranza si avverte abbastanza nettamente, quindi l'utilizzo è davvero gradevole; però, una volta usciti dalla doccia e asciugati, il profumo che resta sulla pelle è molto delicato: non aspettatevi qualcosa che vi duri addosso da mattina a sera. 

Abbiamo la fragranza Fresh Cascade che è definito come un docciaschiuma rinvigorente che

con il suo fresco profumo speziato fa vivere un'esperienza vitalizzante di massima freschezza
Fra le tre shower cream effettivamente è quella col profumo più fresco, ma anche maschile. Non saprei definirlo bene, ci sento però una punta fruttata, agrumata direi. Mi è piaciuto.

Sparkling Sunrise viene descritto così:

cien shower cream
con il suo profumo fruttato e frizzante di rabarbaro con una leggera nota di vaniglia, vi avvolge calorosamente e vi fa vivere un'esperienza rinvigorente, conferendovi una piacevole sensazione di benessere.
Sì, di rabarbaro! Lo so, è strano, ma il risultato non mi spiace: direi che è una fragranza fruttata, con una nota acida che la rende più estiva, e una nota di vaniglia che la rende più avvolgente. È molto particolare, e, pur non essendo la mia preferita, la alterno volentieri alle altre shower cream. Loro lo definiscono "docciaschiuma rinfrescante".

Infine abbiamo Sweet Summer

una schiuma cremosa dal profumo fruttato di mirtilli al sole e immergetevi nella danza degli elementi yogurt e vaniglia
Questa è la mia fragranza preferita: è la più femminile, ma mi piace perché è dolce senza essere stucchevole; i mirtilli si avvertono bene al momento della doccia, mentre lo yogurt e la vaniglia non ce li sento molto. Però credo sia fra le tre varianti, quella col profumo leggermente più persistente. Dovrebbe essere un "docciaschiuma nutriente".

Tralasciando le definizioni che dà la Cien, la differenza fra queste tre shower cream è praticamente solo questa: hanno dei profumi diversi, ma detergono, e in generale si comportano, tutte allo stesso modo
Tutte e tre hanno la stessa consistenza (ricordatevi di agitarle prima dell'uso!); tutte e tre lasciano la pelle morbida; e tutte e tre, per quanto mi riguarda, sono promosse.
Le ho provate anche sul viso, e non sono affatto aggressive, ma per i miei gusti sono troppo profumate per questo scopo.
Creando appunto una schiuma soffice, si prestano bene anche alla rasatura perché aiutano effettivamente a far scorrere bene la lametta. 
Vi invito anche a buttare un occhio all'INCI che non fa affatto spavento

Insomma un prodotto divertente, carino da usare, ed originale. Purtroppo però credo che queste Shower Cream di Cien siano in edizione limitata per l'estate, per insegnarci che tutte le cose belle non durano per sempre. Ma sono sicuro che le trovate ancora da LIDL, tra l'altro dovrebbero essere in offerta. 

E con questo vi saluto, vi bacio, e ci sentiamo presto!




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