lunedì 29 aprile 2019

|#backtoseries chapter 36|
È andata bene, ma doveva andare PEGGIO!

Le storie cupe, intrise di mistero, di inquietudine, di complicanze e di tensione mi affascinano e non è difficile che finisca per gravitare intorno a quelle serie tv o quei film con delle vicende che mi tengono incollato e mi trascinano fino alla fine, facendo aumentare le palpitazioni e galoppare le sinapsi. Le serie tv di cui vorrei parlarvi hanno questi elementi di base, due storie intricate e dark, però mi aspettavo un po' più di caos, di marcio, di maggiore impatto, non necessariamente per quel che viene raccontato, ma soprattutto per ciò che trasmettono a me.

True Detective
Terza Stagione
⭐⭐⭐

Ho realizzato per caso che non ho mai espresso una opinione particolarmente approfondita su True Detective, eppure è una serie che seguo dalla prima, ormai iconica nel suo genere, stagione. La verità è che anche io son salito sul trenino della delusione come tutti coloro che nella seconda stagione si sono persi appresso ad una storia inconcludente e confusionaria, che se non avete visto potete saltare in scioltezza vista la struttura antologica della serie.
Questa terza stagione di True Detective, andata in onda su Sky Atlantic dal 21 Gennaio al 4 Marzo, prova a riprendere le redini di una narrazione d'impatto ma non ci riesce completamente.



Il detective Wayne Hays insieme al collega Roland West si ritroverà a cercare di risolvere un caso delicato e al tempo stesso difficile: la scomparsa di due ragazzini in una sperduta cittadina di provincia dell'Arkansas. Non sarà affatto facile per i due detective portare avanti le indagini, nonostante l'abilità da segugio di Wayne, perché dovranno anche scontrarsi col bigottismo, il razzismo e la chiusura mentale dei cittadini, oltre che con le istituzioni il cui interesse è quello di calmare le acque nel minor tempo possibile, muoversi in un versante politically correct, più che ritrovare i bambini scomparsi.
La difficoltà sarà tale che la storia si svolgerà addirittura in tre fasce temporali: l'inizio delle ricerche, nel 1980, la ripresa delle indagini nel 1990 quando Wayne verrà interrogato dagli ex colleghi a seguito di nuove scoperte sull'accaduto; ed infine nel 2015, quando l'agente, ormai vecchio, malato e stanco, non potrà fare a meno di lottare ancora una volta con le ombre del passato, durante un'intervista che tenta di chiarire come andarono le ricerche dei perduti bambini Purcell.



Un inizio intrigante ed assolutamente inquietante per questa terza stagione di True Detective che viene trascinato alla grande dalla bravura di Mahershala Ali, che letteralmente trasmuta in questo detective Wayne Hays, personaggio complicato, con una psicologia forte, vissuta, contorta, tormentata. In parte devo dire che non si coglie da dove viene questa sua ferita, oltre all'essere un veterano di guerra, che è già tantissimo, ma devo dire che mi manca un tassellino, specie in un primo momento. Mahershala Ali è comunque bravissimo a rendere tutte le fasi della vita di Wayne Hays, specie l'ultima, quando nell'anzianità il detective ormai sarà più volte sopraffatto dalla fatica di una vita non facile, e da una mente non più lucida e malata.


Bravi tutti in verità, senza esclusioni. Così come sono stati bravi gli sceneggiatori ad aver creato una storia più pulita, più diretta, più semplice rispetto alla prima stagione ad esempio, dove si perdevano un po' in dialoghi a volte troppo profondi, filosofeggianti al limite del distaccato, e sicuramente meglio della seconda stagione dove si perdevano e basta. Ma ci sono tanti "però" che mi son nati in mente da questo terzo capitolo di True Detective
Intanto lo sviluppo della storia: capisco che segue l'andamento sinuoso delle indagini che non possono andare avanti sempre con il piede sull'acceleratore, ma si muovo ovviamente in varie direzioni e con tempistiche diverse.



Tuttavia devo dire che c'è una parte lunga di True Detective che ho trovato troppo rallentata, in cui letteralmente si resta impantanati nel nulla, ed è stato un po' difficile per me non arrivare alla noia. Il tutto viene condito con i litigi fra Rebecca Hays ed il marito Wayne che però risultano spesso poco comprensibili, ripetitivi, noiosi, a volte ti sembrano basati sul nulla, come se si mettessero d'impegno per cercare di urlarsi contro. 
Ma parliamo un po' di Rebecca/Becca. Il suo percorso inizia con una certa ambiguità, quasi come se fosse coinvolta nel caso, come se dietro lei ci sia molto altro. Ed io non voglio darvi molti dettagli sul suo personaggio e quella che sarà la sua sorte per restare esente da spoiler, però semplicemente non l'ho capita bene del tutto.



E, sempre restando fuori da qualunque spoiler, qualora vogliate recuperare la serie, devo dire che anche il finale per me è stato un po' deludente, non tanto per quel che accade, ma per tutto quello che abbiamo attraversato le precedenti puntate. Mi è mancato alla fine il pugno allo stomaco, quel marcio che vi dicevo sopra, quella drammaticità anche emotiva che potesse impressionarmi. Credo che in questo terzo capitolo True Detective abbia fatto un passo avanti ed allo stesso tempo uno indietro. Se da un lato sono riusciti a creare una serie interessante da seguire che si scosta e migliora rispetto alla seconda stagione, visti anche i maggiori tempi di produzione, non riescono però secondo me a creare un prodotto che possa raggiungere i livelli del primo ciclo di episodi e soprattutto che possa distinguersi da altre serie tv di questo genere.
Non ci sono ancora notizie certe su una quarta stagione di True Detective.


Dirty John
Miniserie 
⭐⭐⭐

Mi aspettavo anche peggio da Dirty John, serie tv targata Netflix, distribuita in lingua italiana il 14 Febbraio, perché sapevano che noi single non avremmo avuto da fare, ed anzi hanno voluto sottolineare che a star da soli forse si fa anche bene.
Quella dietro Dirty John è una storia assolutamente inquietante, specie se si pensa che si tratta di una storia realmente accaduta, ed anche abbastanza recente.
Debra Newell è una rampante cinquantenne con una carriera di successo nel settore dell'arredamento, con due figlie, ma purtroppo senza un compagno che le stia a fianco. Una vera e propria milf, che potrebbe gioire della sua vita già fortunata, ma il suo animo romantico la spinge a cercare un uomo che la ami. Così si iscrive ad una delle tante chat di incontro e, dopo una serie di appuntamenti sfortunati, conosce John. Debra resterà incantata da quest'uomo che sembra affascinante e sensibile sin da subito, tuttavia il primo incontro non va proprio per il meglio. Ma i modi garbati e suadenti di John sapranno ammaliare la donna. Tuttavia Debra non sa che dietro quell'uomo brillante e carismatico si nasconde un castello fatto di menzogne, di un passato losco, e di tanti problemi.



Se tutta la storia dei bambini scomparsi di True Detective è inquietante, Dirty John fa venire la pelle d'oca, specie a guardare le foto online dei reali protagonisti. In passato anche io ho frequentato alcune chat di incontro ed è vero, si trovano tipi strani, ma a questi livelli ce ne vuole, eppure è verosimile che possa capitare di tutto, e nel corso di questi otto episodi hanno saputo raccontare come è facile essere presi in giro quando si è emotivamente predisposti verso l'altro, quando si è innamorati e si ha proprio il bisogno di amare. La cecità di Debra a volte è sconcertante e per quanto può sembrare da recidivi, credo che chiunque si sia ritrovato nella situazione di voler a tutti i costi credere in quella persona che si ama, ma soprattutto la serie mostra come una mente diabolica e contorta possa manipolare una più fragile
È un po' una storia assurda, che può sembrare tratti poco bene un argomento complicato, ma il fatto di essere reale un po' va a mitigare questa sensazione, pur, tuttavia, non riuscendoci alla perfezione. 



Non conoscevo nulla di questa storia e ad attirarmi verso Dirty John è stato sicuramente il volto di Connie Britton (direttamente da Nashville che io ho abbandonato) sulla locandina, che interpreta molto bene Debra: una donna sicuramente forte, ma anche senza malizia, con buone intenzioni, che ci vuol credere davvero in questo amore. Dall'altra parte c'è Eric Bana che è bravissimo a portare sullo schermo l'aurea di John Meehan, che sa essere affascinante, bello, ma si porta dietro sempre qualcosa di cupo che ti mette a disagio.
La spirale di tensione che si scatena in Dirty John mi ha saputo intrattenere da inizio a fine, diventando una sorta di guilty pleasure intrigante, angosciante, ma anche molto interessante su quella che alla fine è la realtà di tutti i giorni per chi come me si affaccia sul web.
I problemi di questa miniserie a mio avviso non riguardano però la storia, ma più aspetti diciamo tecnici.



Intanto la gestione dei tempi: le vicende di John e Debra si svolgono nella realtà nel giro di un paio di anni, ma nella serie questi tempi a volte non sono organizzati nel migliore dei modi, creando ogni tanto un po' di confusione. Si accentua la cosa quando si inizia a scavare nel passato di John e quindi si va indietro anche di parecchio tempo. Ma seguendo con un minimo di attenzione si supera questo piccolo inconveniente.
I problemi un po' più grandi forse sono alcune scelte che non capisco. Qui e lì Dirty John mi ha dato l'idea di essere una sorta di documentario, complici anche alcune scelte di regia, alcune inquadrature più da reportage post eventi che da serie tv che dovrebbe farti vivere in prima persona quel che sta accadendo. Avete presente quei documentari in cui appunto fra le ricostruzioni vengono interpellati i diretti interessati? Ecco, nonostante non ci siano questi stacchi netti, a volte ho avuto l'impressione che fosse un po' "finto" quello che stavo vedendo, e non che la vicenda risulti meno ansiogena, ma l'ho avvertita con un po' più distacco.


Quel che peggio è forse la romanticizzazione di questa storia d'amore chiaramente malata. Il rischio che Debra, nonostante sia la vittima, passi per ingenua, o peggio, stupida, masochista ed un po' disperata, e che quindi venga colpevolizzata, è alto, per cui non ho ben capito la scelta di inserire alcune scene più romantiche, specie quando ormai non era più necessario. C'è in particolare una parte nell'ultima puntata che ho trovato completamente inutile e credo che possa convincere lo spettatore a caricare un ulteriore peso su di lei.
Quindi Dirty John è sì una compagnia intrigante, ben recitata e molto interessante vista la realtà che tratta, ma, come moltissime serie tv, non è esente da problemi di varia natura. Credo però che rispetto ad altri telefilm non abbia velleità di essere o diventare una roba cult o particolarmente di rilievo, al contrario di True Detective che si porta dietro una fama non da poco.



Visto che sono a buon punto con tante altre serie tv posso già anticiparvi che #backtoseries torna prestissimo. Ovviamente se vi va fatemi sapere nei commenti che pensate di True Detective e Dirty John se le avete viste e cosa state seguendo per adesso.




16 commenti:

E tu cosa ne pensi?

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  1. Visto solo True Detective. Bravura di Ali a parte, niente di eclatante. Anche se ho amatissimo quel finale sospeso nell'oblio della vecchiaia.

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    1. Sei stato uber veloce! :D
      Mahershala Ali davvero di una bravura impressionante!

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  2. Io ancora non vedo TD3, ma mi attira perché amo i casi che si dipanano in lunghi periodi.
    Oddio, forse i difetti che citi sono questioni che loro avranno pensato fossero fighe, come nella prima stagione (anche lì il finale è un non finale, anche lì spesso sembrano esserci cose inconcludenti).
    Vedremo.
    Dirty John è intrigante^^

    Moz-

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    1. Allora vedendo capirai, perché non posso far troppo spoiler, ma ti posso dire, se non lo sai già che ci sarà un piccolo accenno alla prima stagione :D

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  3. queste mi mancano, devo dire che stanno mettendo a dura prova il mio sonno :-)

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  4. Le ho viste tutte e due che ho vinto?😂 Sai anche cosa ne pensi quindi... Ciao sono Simona ed ho scritto un commento inutile ma tu mi vuoi bene ugualmente vero?😁

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  5. Li ho visti entrambi e concordo in pieno con le tue considerazioni.True Detective mi è piaciuta molto, ma anche a parer mio la diatriba tra Rebecca e Wayne è stata oltremodo soporifera e ha appensantito la trama. Ho fatto anche un po' fatica a ricordarmi nomi e personaggi forse per la trama un po' lunga, o per la mia memoria "ballerina". Comunque da vedere anche per la bravura di Mahershala Ali.
    Dirty John mi ha lasciata irritata, anche se l'ho voluta proprio vedere per il tema trattato. Ho saputo solo alla fine che fosse una storia vera e non mi capacito, ma devo comprendere.

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    1. Rebecca è davvero un personaggio enigmatico, pare messa lì a posta per far casino XD
      Dirty John avrebbe irritato anche me immagino se non avessi saputo che era una storia vera... quando la realtà supera la fantasia!

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  6. Lo sai, io non guardo serie perché non ho pazienza e anche la mia concentrazione ha un limite piuttosto moderato.
    Tuttavia mi sono appassionata alla tua descrizione di Dirty John e mi è piaciuto anche il trailer. Inquietante, a dir poco. E quindi interessante :) ci farei un pensierino.

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    1. Quella in Dirty John è effettivamente una storia inquietante e sconvolgente, ben ricostruita, secondo me ti potrebbe piacere!

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  7. Eh sì, terza stagione bella ma non bellissima, eppure True Detective rimane serie fantastica ;)

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    1. Resta effettivamente una buona serie tv ma che secondo me finisce per non spiccare nel suo genere, almeno secondo me! :D

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