mercoledì 13 luglio 2016

{Aggiornamento #49}
Hashtag, sudore e lacrime



Cercavo un incipit che potesse sinteticamente riassumere questa prima metà dell'anno, ma come potete notare ho fallito miseramente.
Le cose sfuggono.
Onironautica, più o meno.
Come quando, in sogno lucido, vuoi andare a prendere qualcosa che hai perso, ma per quanto ci pensi, non riesci a fare in tempo che ti sei svegliato. E ti svegli col pensiero di andare a prenderla quella cosa, ma poi ti ricordi che l'hai solo sognata.
La delusione della sfuggevolezza.
Credevo di possederla davvero quella grinta di cui parlavo all'inizio dell'anno, quando tutto correva, tutto si riempiva di vitalità, ma subito mi son reso conto che questa vitalità seguiva una parabola, che è ascesa e via via discesa fino a trasformarsi nella più sciatta incapacità o sensazione di non concludere tutto quello che dovrei o vorrei.
Una fiammella che man mano si è affievolita, e che, stranamente non ha avuto un twist col mio viaggio a Milano. Forse troppo breve per vedere degli effetti, non so.
Respirare aria nuova, per quanto ispirante, e piacevole sia stato, non ha portato aria nuova.

Giugno è stato il corvo che ti aspetti sulla spalla di un becchino.
Prima la morte di Christina Grimmie, la giovanissima cantante uccisa con un colpo di pistola a seguito di un concerto.
La seguivo, con il distacco con cui seguo i personaggi famosi per quanto apprezzi ciò che fanno, ma mi è piaciuto vedere il suo percorso. Dalla cameretta, da cui non si è mai "allontanata", a The Voice USA.

Cerchi di convincerti che sia stato un pazzo, o, ancora più cinicamente, che la sua vita si è spezzata nel momento del successo, facendo ciò che amava - come se fare ciò che ami sia la giustificazione al fatto che per te possa bastare la vita che hai avuto - e non per qualcosa che detestava.
Questo già mi aveva sfalsato le impostazioni, lasciandomi così, senza parole.
Nemmeno il tempo di realizzare, e il giorno dopo, il 11 giugno 49 persone sono state uccise al Pulse, un locale gay ad Orlando, in Florida.


Un attentato di matrice omofobica, senza se e senza ma, anche se le indagini hanno parlato di terrorismo.
A quel punto non avevo davvero più parole, né pensieri. Solo un senso di oppressione, che i social, Twitter soprattutto, hanno acuito.
Mi sembrava che fosse una gara a chi volesse dimostrare maggiore sdegno, maggiore compassione, maggiore pubblico dolore. 
E con i Pride di mezzo, mi sembrava tutto più amplificato.
Una sequela di messaggi, commenti, foto che, ai miei occhi, tutto facevano, tranne che rispettare la difficoltà del momento.
Così come non stanno rispettando il dolore delle vittime in Puglia.
Che nessuno definisce come debba essere il dolore, in che modo debba fluire, ma si può ridurre tutto ad un hashtag?
Hashtag che viene sostituito, tra l'altro, in pochissimo, da un altro cancelletto dell'ultimo minuto. Ma questo è il gioco, e a volte partecipo anche io, altre volte, la maggior parte, resto ad osservare e cercare di capire.

Poco dopo è arrivato #Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.


Incredibile come chiunque avesse una opinione precisa, dettagliata e minuziosa su quali sarebbero state le conseguenze socio-politico-economiche del tutto.
E io che starei anche per laurearmi in scienze delle relazioni internazionali non sapevo manco che dire, visto che di base non c'era un mezzo accordo che potesse palesare i pro e i contro di uscire da una federazione di stati pur restando un soggetto politico importante, e pur, ovviamente, non potendo sparire dal mercato internazionale.
Chissà se me li rimborsano questi anni di tasse universitarie.

Ma ad un certo punto lo capisco che sono io quello dalla vena in fronte facile.
Mi ero anche preparato psicologicamente a sopportare il caldo.
Un training autogeno in cui, senza illusioni, mi dicevo che avrei potuto imparare a convivere con l'afa, con l'arsura, con l'umidità, con lo scirocco, con la lordura, con le maglie che ti togli a mo' di ceretta, col sudore, col sudore sulla schiena, con sudore sulla nuca, col sudore in posti in cui non dovresti sudare.
Beh, missione quasi fallita.
È arrivato Luglio e la retta dell'invariabilità ha mantenuto il suo moto costantemente calante. 
Gli stimoli esterni sono stati fino ad ora ben pochi e per lo più poco incoraggianti.

Intanto ci si è messa Rai Due che ha censurato la prima puntata de Le regole del delitto perfetto, ma non tagliando le scene cruente; no, tagliando cinque secondi di Connor che sta per far sesso con Oliver con lo scopo di rubargli alcune informazioni.



Ovviamente Rai Due crede che i suoi spettatori sappiano a malapena tenere in mano il telecomando e che nessuno avrebbe notato la cosa. E invece. La notizia è rimbalzata ovunque su internet, l'hanno twettata sdegnati gli attori e i creatori, Shonda compresa.
Compressa in questa figura barbina internazionale, la direttrice della rete Ilaria Dallatana ha giustificato dicendo
"Non c'è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l'edizione delle serie per il prime time."
Quindi un dipendente qualsiasi si permette di decidere cosa mandare in onda in base al proprio pudore. Peccato che, la scena poco prima a quella tagliata, in cui Annalise ha la testa di Nate fra le gambe non ha smosso il pudore dell'impiegato.


Subito l'hashtag #RaiOmofoba, ma non lo ritengo del tutto corretto, perché in Rai è chiaro che qualcuno pensa che il pubblico si sarebbe indignato a vedere una scena gay in prima serata e quindi si è mosso preventivamente, tagliando qualcosa di sgradito.
Voglio darti un consiglio Ilaria, se mi leggi: piuttosto che giustificare le scelte discutibilissime dei tuoi dipendenti (se davvero è andata così), al prossimo impiegato che cerca di perorare una mentalità antica, bigotta, oscurantista, fa' una cosa


La cosa più assurda è che tutto questo accadeva giorno 8 Luglio, la sera in cui è arrivato (in ritardo) il decreto ponte per l'attuazione delle unioni civili
Tale decreto dovrebbe contenere tutte le procedure che i comuni devono attuare per consentire alle coppie di accedere all'istituto.
In realtà, prima di far la ruota bisogna un attimo capire cosa accadrà perché questo decreto transitorio deve passare il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti e poi arrivare al presidente del Consiglio per emanarlo. Questo vuol dire che ci vorrà ancora un po' e intanto i comuni possono fare un po' come gli pare. Si possono già fissare le prenotazioni per la celebrazione e la futura trascrizione.

In questo liquame di aspettative deluse contavo di trarre gioia e giovamento dalle cose più superficiali: ovvero sperequare denari senza sentirsi in colpa per via dei saldi.
E invece mi sbagliavo. Una quasi delusione dopo l'altra, ma ne parliamo in dettaglio un'altra volta perché ho il dente un attimo avvelenato. 
Ho tratto invece giubilo da un'altra cosa anch'essa futilissima, ovvero concludere la miniserie 22.11.63 ed averla apprezzata davvero. 


Non voglio dirvi troppo, basta la data a suggerirvi l'argomento; vi invito però a dargli una possibilità, perché fra i bravi attori (non pensavo che James Franco lavato e pulito potesse risultare così piacevole da guardare), e la buona messa in scena, penso valga la pena guardarla.
Non mi ha fatto piangere, mi ha fatto singhiozzare, e penso che recupererò il romanzo di Stephen King da cui è tratta.
Ho apprezzato anche la morale, il messaggio che si coglie dalla storia: ognuno è destinato ad una strada, che può essere certamente migliore, ma può anche diventare decisamente peggiore; e a volte per quanto ci sforziamo a cambiare il corso degli eventi, dobbiamo semplicemente accettare che gli ups and downs fanno parte della vita.

I miei downs ve li ho raccontati, adesso però aspetto gli ups, tipo di incontrare Will Young su Tinder, che, anche se non ho un profilo sull'app, magari è il mio destino.
Chi può dirlo?



Ok, la smetto.
A presto!








19 commenti:

  1. Prometto solennemente che questa estate leggerò 22.11.63 lo ho lì in attesa da troppo tempo, così poi recupero la serie TV. Per il resto... Già sai :)

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    1. Leggilo così poi me lo presti XD
      Per il resto non dico nulla!

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  2. Bellissima 11.22.63,quanto quanto quanto ho pianto!!!!
    Credo moltissimo nel destino,che come un fiume impetuoso ci porta da dove siamo a dove dobbiamo arrivare.E noi ci stiamo dentro in un kayak,pagaiamo pagaiamo disperatamente,e possiamo spostarci un pò di qua un pò di là,ma alla fine quello che deve succedere succederà,e cerchiamo solo di non ribaltarci!!!!Questa cosa dello sciacallaggio via hashtag è terribile.Passi finchè si tratta di cose futili,ma cavalcare il dolore collettivo per un atto orrendo per tirare su qualche click è veramente osceno.Ben più di quei 5 secondi tagliati.

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    1. Non mi aspettavo che mi piacesse così tanto, e poi non so se è capitato anche a te, ma la sserie ti crea un'ansia tale che alla fine è un po' una liberazione piangere, ma in senso positivo non del tipo "ah finalmente è finito sto calvario" XD
      Gli hashtag possono essere una bella cosa perché diffondono ciò che vuoi dire, ma su una tragedia che c'è da dire!?

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    2. Io ho pianto per loro.C'è quella scena dove lui le tiene le mani,fuori dal bar dove lei sta con le cugine, e praticamente le sta dicendo addìo,perchè ha capito che l'unica maniera per salvarla è lasciarla andare.Sniff sniff sob sob!!!

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    3. Lei poi è bellissima.Una bambola.
      E lui qui recita davvero bene!
      Aaaaah se ci penso ripiango.
      Quando lei ha la cicatrice,e dice "va bene.Vuol dire che sarò una donna di carattere".Brividoni!

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  3. Condivido pienamente la tua "tristezza" d'animo dovuta agli eventi,al caldo, alla poca fiducia nel genere umano ormai. Mi preoccupa la società dell'oggi e anche quella del domani, forse non saremo mai liberi di esprimere noi stessi ma chi può dirlo? In questo spero sempre!

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    1. Anche la società vive in una parabola in declino, che ormai precipita sempre più in basso. L'involuzione dell'evoluzione...

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  4. Aggiungerò una nuova serie tv alla lista.
    Non sapevo la storia di quella ragazza... e mi trovi d'accordo su gli hashtag finti solidali, io infatti non metto mai nulla, non perché sono indifferente ma perché non credo che postare una foto sui miei profili sia la soluzione. Le cose continuano comunque a succedere, e sinceramente prendere qualche like più del solito non mi cambia la vita. Idem per l'ultima notizia "bomba" del treno, un post sulla necessità di sangue e poi foto di aperitivi e sdraio in spiaggia... mi sapevano di un ridicolo!!!
    Comunque anche la mia curva è in discesa, mi sa che è un problema di noi persone incostanti. Io mi faccio anche i fogli dove programmo quello che devo/dovrei/vorrei fare, ma poi non li mantengo mai, massimo un giorno. Alla fine credo che dovremmo accettarci per quello che siamo. Non siamo perfetti.

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    1. Il mio stesso blog si è mangiato il mio commento... bene!
      Serie consigliatissima.
      Quanto al resto ho realmente riflettuto su quali vantaggi potesse apportare un hashtag in un momento drammatico ma non ho trovato una risposta.
      Quanto all'incostanza non ci avevo mai pensato, o meglio non mi ci sono mai considerato tale, ma probabilmente in alcune cose lo sono.

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  5. 11.22.63 è un libro bellissimo. La serie tv ancora devo cominciarla.
    Non commento molto il resto: Brexit e Orlando perché da una parte non ne ho le capacità e dell'altra certi orrori hanno bisogno solo di silenzio e di riflessione interna.

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    1. Lo compro! Deciso, anzi guardo subito qualche offerta.
      Per il resto concordo.

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  6. il genere umano fa veramente schifo...
    mi spiace dirlo in modo tanto schietto, e con così poca bravura nel mischiare parole e lessico, ma la verità è che non ho altro da dire...
    il fatto che la vita umana abbia così poco spazio e peso, per altri, mi fa rabbrividire a dire poco

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    1. 140 caratteri, ma se hai Facebook diventano contrattabili.

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  7. Ti capisco, neanch'io sto facendo troppi passi in avanti, e mi sento anche abbastanza fiacca :(
    Non sapevo della censura su Rai Due; il bello è che il nuovo direttore artistico aveva annunciato che voleva "svecchiare" la rete. Io finora ho visto solo un netto aumento delle donne incinte, tipo con la serie Jane the Virgin e il reality Coppie in attesa. Manco fosse MTV XD

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    1. Loro si sentono alternativi perché Jane the Virgin parla di una madre surrogato.... -.-
      Vedi tu come stanno messi.

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  8. La domanda è: secondo te, ora che la GB è uscita dall'UE, all'ex mio Gene lo cacciano a pedate???? <3

    ps: qualora saranno accettate le unioni civili, potremo finalmente andare a convivere!

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    1. Speriamo di no XD Se lo tenessero!!

      Sììì *-*

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