domenica 17 febbraio 2013

La certezza del ragno

Mi scuso con chi si aspettava un post su Sanremo.
L'ho visto, ma la mia mente era altrove.
Oggi La Poraccitudine sarò io.
Io perché credo.
Credo che noi esseri umani siamo mossi da sentimenti illogici, irrazionali, impalpabili, volubili se vogliamo.
Sentimenti su cui non abbiamo controllo, ma che quasi ci controllano.
Poi a volte ci troviamo sull'orlo di un baratro e l'ultima cosa che possiamo fare è affidarci ai sentimenti.
Anzi dobbiamo essere quantomai razionali per non cadere in quel baratro.
La Poraccitudine sono io.
Perché mi fido di chi credo la pensi come me.
E invece no.
Perché credere che sia giusto provare è sbagliato.
Perché respirare ragione dopo aver vissuto di istinto è sbagliato.
Perché cercare di impegnarsi nel porre rimedio ad uno strappo piuttosto che lasciare che si dilani è sbagliato.
Perché è meglio iniziare da zero in un mondo incognito invece di riprendere vecchie spedizioni lasciate all'abbandono.
Perché quando i sentimenti vacillano è scorretto appoggiarsi alla razionalità.
Perché tenerci anche dopo mesi non è la via giusta.
È meglio voltare pagina.
E invece no.

Prendiamo i ragni ad esempio.
Piccole creature. Ripugnanti per molti, da studiare per altri.
Peró i ragni hanno capito uno dei segreti della vita.
Costruiscono le loro ragnatele, che diventa fonte di sussistenza. 
Lavorano meticolosamente affinchè non si spezzi. 
Ricuciono gli strappi.
Non hanno alcuna certezza che quella tela regga.
Non sanno se la pioggia o il vento possa distruggerla.
Non sanno se qualche preda possa cadere nella loro trappola.
Se un essere umano possa scontrarsi e squarciarla.
Ma loro sono lì.
Credono in ciò che fanno.
È un istinto primordiale il loro, che si concretizza tramite la ragione.
Un calcolo quasi matematico.
Loro provano.
Perché esiste un'unica certezza. E non è fra le più auspicabili.

39 commenti:

  1. Io ho una visione poco romantica dell'amore e dei sentimenti e forse non sono la persona più adatta a commentare. Però penso che, tutto sommato, siamo molto simili hai ragni. Costruiamo, ragioniamo e continuiamo a dispetto di tutto.

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    1. Molti hanno ancora da imparare dai ragni!

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  2. i ragni sono costretti a ricucire gli strappi della loro tela se vogliono aumentare la loro possibilità di sostentamento.

    i sentimenti ci fanno star bene, ci fanno star male, in qualche modo ci sostentano, ma non si mangiano. il tuo paragone coi ragni è molto bello e romantico, ma secondo me non ci sta.

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    1. stai dicendo che per provare un sentimento o provare a riparare una situazione, ci debba essere di sotto una motivazione contingente e materiale? perchè non condivido... è ovvio che non abbiamo la stessa istintualità dei ragni, ma delle creature che sanno ricucire, che provano a rimediare secondo me sono da imitare

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    2. dicevo che se non ricuci o rimedi certe situazioni di certo ti potrai sentir male ma si vive lo stesso (mele!!).... il ragno o ricuce o muore di fame :D

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  3. Un periodaccio, quindi.
    Guarda... momenti del genere avvengono, ed è giusto che ci siano.
    Aiutano a capire come far più forte la ragnatela.
    Io ho passato un lungo momento così, dove avevo dato davvero il tutto per tutto e non ne ho ricavato niente.
    Ti senti come se hai sprecato del tempo, ti senti idiota.
    Gli strappi ricuciti avranno sempre il segno della ricucitura.
    Dipende da che colore vuoi dare a quel segno. Magari sarà una ricucitura che porterà la tua tela non strapparsi mai, oppure essa si strapperà altrove.

    Non c'è un teorema, c'è da dormirci su e attendere di avere la mente un poco più lucida. La vita poi ti indicherà una strada.

    Moz-

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    1. nessuno ha la certezza che questa tela non si strappi più, ma almeno ci provi, ci credi e passo alla volta ricuci....

      aspetto mi indichi una strada...

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    2. Beh, tieni duro e cerca di non pensarci troppo, perché sarà il tempo a decidere. E se non aspetterai che passa, potresti commettere altri errori.

      Moz-

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    3. diciamo che forse ne ho già commessi, ma io zitto non sto mai xD

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    4. Se l'istinto ti dice così, allora è giusto che tu faccia così anche continuando a sbagliare, in fondo gli errori servono più che le cose riuscite :)

      Moz-

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    5. è vero, ma proverò comunque a fare pochi errori...

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  4. Ieri sera mi chiedevo dove fossi :( guarda, i ragni sono bravi, ma a volte secondo me ricucire gli strappi serve solo a complicare le cose, meglio buttare giù tutto e ricominciare da capo. Un abbraccio!

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    1. sicuramente ricucire gli strappi non è facile, ma come fai ad essere sicuro che quello strappo non si può cucire, se non provi?

      un abbraccio a te!

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    2. Io parlo per esperienza, poi dipende dal caso specifico, spero che per te le cose vadano diversamente! :)

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  5. Non so nello specifico cosa ti abbia scatenato tutti questi pensieri, ma innanzitutto ti abbraccio.
    E poi ti dirò, Pier: ci sono momenti in cui ci si sente sbagliati, in tutti i modi possibili e immaginabili; però se ciò che si è fatto è stato dettato da ciò in cui si crede davvero, allora non può essere tutto sbagliato. Anche se sul momento ti sembrerà così, cioè che chi si comporta all'opposto di te è uno "giusto" e che gli va sempre tutto bene, non farti ingannare: a parte alcune cose oggettivamente sbagliate, le altre sono giuste o meno a seconda dello spirito con cui le si fa e sono giuste o meno a seconda di chi le fa.
    Tu sei Pier. Sei così e non potresti essere diverso da come sei. E allora ciò che hai fatto l'hai fatto perchè sei tu. E dunque non è sbagliato, pur se ti ha portato a soffrire magari.
    Se sei stato te stesso fino in fondo, potrai aver riportato delle ferite, ma devi essere orgoglioso di te.

    Non girerà sempre contro. Vedrai. Essere se stessi a lungo andare paga sempre. Ne sono convinta.

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    1. porto sempre me stesso, con tutte le complicazioni che comporta... e dire di averci provato mettendoci me stesso sarà la mia risposta se qualcuno un giorno dovesse giudicarmi...
      lo spero cara Maris... un abbraccio a te

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  6. Concordo col commento sopra il mio. Se sei stato te stesso, non hai nulla da rimproverarti, perché è meglio essere se stessi e sbagliare che fingersi altri e sbagliare comunque, almeno si ha la certezza di non aver barato.
    Una volta ebbi un colloquio di lavoro durante il quale risultai praticamente insopportabile alla persona che mi faceva il colloquio ma nonostante tutto non me la presi più di tanto, perché io ero stata me stessa al cento per cento e se non andavo bene per quel lavoro, vuol dire che quel lavoro non era adatto per me. Certo, magari tu ti riferisci ad altro, però insomma era per dirti che ti sono vicina e ti voglio bene, stai su :)

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    1. apprezzo molto la tua vicinanza Rory :) grazie mille...io so di non essere perfetto, di essere irruento, di sbagliare, ma cerco di portare avanti ciò in cui credo quindi non conosco altre strade.. ti voglio bene anche io

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  7. bisogna provarci sempre, nonostante tutte le paure e i pronostici negativi...

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  8. Più che certezza è coraggio. I ragni non sono stupidi e sono consci che nel modo si può vivere in altri modi... evidentemente quella tela è l'unica cosa che hanno ;).

    Gran bel post.

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    1. potrebbero costruire un'altra tela, ma aspettano che la vecchia sia irrecuperabile...

      grazie Rafa

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  9. Si deve sempre credere, anche se è difficile. Guarda cosa succede in amore. Non siamo forse tutti stati chi più chi meno delusi ma siamo sempre pronti a riprovare?

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  10. senti va bene l'introspezione, ma un ragazzo della tua età non può e non deve fare questi discorsi che a prima lettura sanno di pessimismo cosmico. Provare? cosa cavolo vuol dire "credere che provare sia giusto è sbagliato". Certo che si deve provare e non si deve aver paura di sbagliare, perchè solo così s'impara. Ed è un discorso che vale per tutte le sfere della vita! bacione

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    1. ma no Amoon, non hai colto il mio essere contrario proprio a quelle affermazioni di pessimismo cosmico, di negazione di quelle affermazioni... bacio

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  11. Post da 10+!
    Mi è piaciuto da morire!
    Ebbravo il mio Pier!

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    1. grazie mille, sono solo pensieri un po' sputati fuori..

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  12. Gioia mia,
    che succede?
    Io sono dell'idea che se il tuo istinto è quello di riprovare ad arraggiare la tela allora devi farlo.
    Credo sia sempre meglio pentirsi di aver fatto che rimpiangere di non aver fatto.
    Spero poi di aver colto il messaggio del tuo post...
    Ti abbraccio

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    1. l'hai colto Betty... sono gli altri che non colgono, ma io ho a testa dura, che posso farci?
      un abbraccio a te :)

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  13. Ci ho pensato un po', a questa storia del ragno.
    Mi sa che non c'è una risposta: io opto sempre per il tentare, quando lo si fa "seriamente" e non è un suicidio mascherato.
    E a parte fisiologici momenti di insicurezza, penso sia giusto così. Tanto le ragnatele, per quanto solide, possono fare una fine molto molto triste ugualmente!

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    1. esatto Martina, credo che hai colto il mio pensiero o comunque è simile al tuo :)

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  14. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  15. I ragni.... di fondo, costruiscono la loro ragnatela infischiandosene un po di tutto ciò che pà accadere e cercano con tutte le loro forze d ternale fuonzionante...
    Che fanno i ragni? guardano prima se stessi, prima o poi.... mangiano.

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