venerdì 30 marzo 2012

Amici e Guardati, Guardati Amici

Il mio ragazzo è un fan di Amici. 
Bon, mi son esposto al pubblico ludibrio, ma mi son tolto un peso. 
Che volete farci, ognuno ha i suoi difetti. 
Ma io non sono ognuno.
Comunque il suo ( malefico) piano sarebbe quello di vedere il sabato sera, da soli o insieme ad altri amici, il serale del Talent Show, che inizia domani.
Ora piccola parentesi, Amor, ti amo tanto e so che mi leggi, ma davvero ogni sabato vuoi vedere Amici? 
Lo so che vi siete rotti le scatole con i fatti miei, ma oh, se non vi sta bene saltate.
Comunque Amor non è che intendevi "ogni sabato, quando non c'è di meglio da fare"? 
Possiamo contrattare? 
Dimmi di si!
L'idea di per sè non sarebbe malvaggissima. 
Poter commentare (maleficamente ) le esibizioni degli Amici di Maria mi alletta. 
Sono stato forgiato per anni in cui restavo a casa il sabato sera, a vedere la tv con mia madre e le mie sorelle. Che volete che mi possa fare un'altra edizione, magari ridendo e scherzando?!?
Il problema che però adesso mi tange di più è questa copertina di Tv Sorrisi e Canzoni.
C'è poco da sorridere mi sa.
Quest'anno Maria porterà al serale vecchie glorie del programma, per farle scontrare fra loro.
Il migliore fra i migliori. 
O il meno peggio fra lo scempio. Decidete voi
Comunque ce li presenta con questa copertina. 
Ma quanto è brutta questa copertina?! 
Chi ha avuto la genialata di mettere 'sti quattro scemi a bocca aperta? 
Sapevano che era una foto o si aspettano un video?
Al centro troviamo quel virgulto di Maria de Filippi, che tralasciamo, perchè, voglio dire, che volete dire a Maria? 
Questa è. Dobbiamo accontentarci.
In alto a sinistra c'è PierDavide Carone, che, a quanto pare, anche dopo Sanremo, non ha avuto i soldi per far si che i  suoi denti stiano l'uno accanto all'altro. 
E lui non urla. 
Sorride ebetamente. 
Come se il sorriso fosse la sua arma di seduzione.
Con quest'occhio sbescio e quel fare tipico da Gobbo di Notre Dame sociopatico.
Sempre sulla sinistra c'è Valerietta Scanu. Lo so, si stenta a riconoscerlo. 
Così, vestito da uomo. 
Messi via i boccoli alla Maria Antonietta, ha avuto la decenza di usare un maquillage poco evidente. O forse l'hanno struccato con Photoshop.
Più in centro abbiamo, dal basso verso l'alto, Emma Marrone, col suo completino lesbo chic, e un'espressione molto alla Wanna Marchi #accattatevillo.
Ma questo noooooooo, non è in saldoooooooo.
D'accordo?!?
Segue Karima Ammar, brava quanto volete, ma qui sembra la versione ebony di Ghostface. 
Poi Annalisa Scarrone, più bella di tutti, ma con un non so che di finto. 
Poca enfasi nello strillo.
A seguire abbiamo Antonino Speriamonondinomeedifatto Spadaccino, che Maria insiste a volerci rifilare, ma che puntualmente nessuno si fila, e Tristinio Simonelli, più brutto che mai, ma sempre uguale al mio ex.
Alessandra Amoroso sembra essere stata presa a sprangate sulla schiena. 
Un misto fra dolore e piacere.
E infine Marco Fogliettodi Carta, il quale non si capisce se abbia visto qualcuno cadere da un dirupo li vicino, o stia aspettando la ricompensa da faticoso lavoretto praticato su un aitante giovane.
Devo pensarci.
Comunque questo quadretto familiare da copertina, non vi ricorda qualcuno?
Ma certo!

We Are Family!

domenica 25 marzo 2012

Question #1

Ma secondo voi, dovrei aprire un account Twitter?


E' da un po' che ci penso. Da un lato mi piacerebbe, sull'Iphone dovrebbe essere semplice. 
Ho visto che c'è già l'app.
Dall'altro però non ho ancora capito come funge sto hashtag. Me lo posso inventare come faccio qui sul blog?
Che poi il mio rapporto con i social è molto poco stretto. 
Già mi urta stare su Facebook a leggere i post lagnosi degli altri. Tutti a lamentarsi di qualcosa. 
Oppure a raccontare i complimenti, le lusinghe e le serate fantastiche trascorse in un luogo fantastico con gente fantastica che ti riempie di complimenti e lusinghe. 
No, non c'è da tirartela. Dovresti nasconderti, tu e il tuo status.
Ma poi che dovrei scriverci ?
Io fossi un altro non mi seguirei. Vediamo, ci penso.




EDIT: e Twitter fu https://twitter.com/#!/Pier_ef_fect se vi va seguitemi!

giovedì 22 marzo 2012

I Dieci (Dis)Piaceri della Vita

Da qualche tempo, qui e li sui vari blogs che leggo, ho letto il tag riguardo i 10 personali piaceri della vita.
Perdonate se non taggo da chi l'ho letto, ma davvero non ricordo. Credo giri ormai da mesi.
Comunque il giochino consiste nell'elencare 10 cose che ci rendono felici.
Piccole cose, non certo vincere al lotto o sposarsi.
Che poi sullo sposarsi sono punti di vista.
Comunque volevo fare 'sto benedetto tag ma ho rimandato. Ho rimandato molte volte. Ma non capivo perchè. Non ho una vita così piena di impegni da non avere tempo per creare una misera lista con 10 cose che mi piacciono.
Tuttavia ieri in doccia ho capito perchè non avevo ancora preso parte a questo gioco.
Sia chiaro, piccola parentesi, in doccia penso anche a cose più serie.
Come lavarmi, ad esempio.

Insomma per farla breve questo tag non mi piace.
E non mi piace perchè è troppo conformante.

E' ovvio che a tutti piaccia ridere, trovare una banconota per strada, andare in vacanza, fare shopping o scaccolarsi.
Ho riflettuto che in questa maniera si perdeva l'intento del tag stesso, ovvero conoscersi meglio.
E cosa ci può far conoscere meglio se non le cose che ci fanno dispiacere?
Non prendetemi per lo stron** di turno. Non voglio creare odio.
Non voglio sputare nel mio blog tutto l'odio e l'acidume che riesco ad estrarre dal mio fegato.
Sono piccole cose che ci disturbano. Che magari ci fanno incazzare, ma su cui possiamo sorvolare. Piccole cose che ci urtano senza farci saltare i nervi.
Ecco la mia lista delle 10 cose che mi fanno dispiacere.
A caso.
  1.  Non Potermi Lavare le Mani.                                                                                                        
    Attenzione: non sono un rupofobico. Posso sopravvivere anche toccando la ringhiera di una stazione o un panino da McDonald. Ma detesto non avere a disposizione un lavandino e del sapone con cui lavarmi le mani quando ne sento il bisogno. E il tutto peggiora in un circolo continuo. Più ho una sensazione sgradevole alle mani e più mi agito. E più mi agito e più mi sudano. E più mi sudano, più aumenta la sensazione sgradevole alle mani.

  2. Trovare Chiuso.
    Non parlo di trovare chiusa la Posta il giorno prima che vi stacchino il telefono.
    Parlo di trovare chiusa la pizzeria in cui volevate andare. Il negozio che cercavate da tanto. Il vostro pub preferito. Ed anche se si trova sempre un posto in alternativa in cui andare, ci resto sempre male. Anche se la colpa è mia che non ricordo mai i giorni di chiusura. #Masochista.

  3. Non Poterselo Permettere.
    Scena. Entri in un negozio qualsiasi in un giorno qualsiasi. Non vuoi comprare nulla. Vuoi a fare due passi. Vedere che c'è di nuovo. Scrutare i nuovi cardigan. Vedere se esistono jeans NON tamarri come piacciono a te. Osservare quali sono i nuovi arrivi e dettami della moda per quest'anno come se la cosa ti interessasse sul serio. Poi trovi quel capo che ti piace. C'è la tua taglia. Lo provi. E' perfetto. Ma il tuo occhio cade accidentalmente sul prezzo.
    Così mestamente ti rivesti. Non è successo nulla. Tu non hai visto nulla. Fatto nulla.
    E se una commessa ti chiede " posso aiutarti?" tu con aria di superiorità, nascondendo il disprezzo che ti è sorto dentro per tutto il negozio, rispondi "no, grazie, stavo solo dando un'occhiata".

  4. Non Trovare la Canzone che Cercavi.
    Amo la musica. Ascolto di tutto. Adoro soprattutto le colonne sonore dei telefilm. Adoro i telefilm, quindi sono la mia più grande fonte di musica. Brani sconosciuti di artisti sconosciuti. In genere ficcati nel momento di maggiore enfasi della puntata. Le poche parole che senti e che riesci a decifrare ti colpiscono e decidi di cercarla. Prima provi con il programmino di riconoscimento dei brani. Poi cerchi sui siti specializzati. Poi provi a scrivere su Google quelle 4 parole sconnesse che hai capito in inglese.
    Nulla. Non la trovi. Rinunci.

  5. Il Correttore che Va nelle Pieghe.
    Qual'è il misterioso movimento che spinge il correttore ad andare nelle pieghe? Perchè se lo stendi alla perfezione come ClioMakeUp comanda, questo prende e si installa nelle tue 2 rughette di espressione?
    E soprattutto perchè questo avviene totalmente a random, indifferentemente se hai tamponato con della cipria o meno, indifferentemente se ci sono 5 gradi o si sciolgono i sassi? Mah.

  6. Non Trovare Quello che Volevi Mettere.
    Prima di uscire organizzo cosa mettere. Molto prima. Ma solo a mente. E in genere non sbaglio abbinamenti. E' raro che provi più di due cambi. Ma non è raro che non trovi quel maglione che volevo mettere. O quella maglietta da mettere sotto più comoda rispetto ad altre sotto a quel determinato cardigan. Ripieghi su altro, ma mh...
    Aggravante incazzante: trovare cosa cercavi quando non hai più tempo per cambiarti o ti sei pettinato.

  7. Arrivare in Ritardo.
    Al contrario di quanto dice il mio ragazzo, arrivare in ritardo mi spiace. Ovviamente quando è possibile arrivare in ritardo. Altrimenti mi incazzo. Mi spiace perchè sono incapace di calcolarmi i tempi di preparazione per uscire. Un tempo arrivavo persino in anticipo. Adesso ho recuperato.
    Con gli interessi.
    Aggravante incazzante: arrivare in ritardo per colpa di altri.

  8. Non poter Mangiare Tutto Quello che Voglio.
    Lo so, è cafonissima come cosa. Ma non vi è mai capitato di avere fame, ma di dover comunque dividere la vostra pizza o il vostro panino con altri? Se al cuor non si comanda, pensate allo stomaco!

  9. Non Fare un Esame.
    Non tanto non passarlo. Quello si può superare, ma è un dispiacere decisamente più grande. Parlo di non avere il coraggio per farlo. Studi, si. Ma pensi di non superarlo. Magari vai pure a seguire la sessione, ma all'ultimo rinunci e te ne torni a casa con la coda, anzi il libretto, tra le gambe. Uff!

  10. Dimenticare le Cose.
    No, non mi fa incazzare. Mi dispiace/ snerva dover star li a perdere tempo cercando di ricordare. Ma quasi sempre ricordo. Quindi è solo un attimo, o un'ora, o un giorno di "ma perchè sono così sbadato?!?!".
E a voi cosa dispiace/ vi fa arrabbiare per qualche istante/ vi infastidisce?

martedì 20 marzo 2012

Magnifiche Presenze

Ieri sera volevo andare al cinema. 
Ma sapevo che Amor sarebbe stato stanco, e piuttosto che fargli sorbire un film che non gli sarebbe piaciuto, avrei preferito stare a casa.
Che poi mi piace stare a casa. Una serata rilassante. A letto. Col tuo ragazzo. Che vuoi di più?
Comunque, mi chiama e mi dice che F, un suo amico, già da tempo gli aveva chiesto di andare al cinema e quindi il mio inconscio desiderio si è avverato.
Che poi mi piace uscire con gli amici di Amor. Sono sempre gentili. E penso non lo facciano per dovere. 
Forse. 
A voi piace uscire con gli amici dei vostri partners ?
Siamo andati a vedere Magnifica Presenza.


Ed è stato molto carino. 
Ok, all'inizio non l'ho capito bene. 
Usciti dal cinema ho pensato di aver visto una commedia ben recitata con dei picchi drammatico riflessivi. 
Ma sembrava incompiuto (il termine non è mio, ma rispecchiava a pieno il mio pensiero). 
Sembrava mancasse una morale, un insegnamento.
Io non ho le conoscenze tecniche ed esperienziali per poter discutere di un film appena uscito dal cinema, ma in genere metabolizzandolo riesco a capirlo. 
E così è stato, solo che ci ho messo più tempo. Tipo una notte intera.
Stamattina sono arrivato al punto di pensare che si tratti di un film "aperto". 
Aperto ad avere più interpretazioni, tutte giuste. 
La classica commedia in cui devi andare oltre, ma da solo, con le tue gambe.
Il film prende uno spaccato della vita di Pietro, un giovane omosessuale che va a Roma a cercare lavoro come attore, ed intanto fa cornetti.
Non è una macchietta, è gay, si vede che è gay, ma questa è solo una cornice. 
Una parte della sua vita, che finito il film probabilmente continuerà, così come era già presente prima dell'inizio del film.
La solitudine di Pietro lo spinge ad innamorarsi delle storie degli altri, o di storie non realmente accadute. 
Ed il fatto che solo lui può vedere gli inquilini della casa in cui va a stare, lo spinge ulteriormente a volerli aiutare. E' una patata, buono come lo si vede.
E' l'attore in quel momento, e soprattutto non è più solo.
Forse Pietro ha un po' paura di vivere la sua vita, e tenta di risolvere le vite degli altri. 
Questo è forse il primo messaggio che ho colto. Vivere la vita, per se stessi, ma anche per gli altri. Vivere per chi non ha potuto vivere, per chi è rimasto bloccato in un tempo che non è più il suo.
Non farsi bloccare, anche per chi è stato bloccato da circostanze che non avrebbe voluto vivere.
Gli altri però sono importantissimi per Pietro, tanto che finisce per seguire tutto ciò che loro gli dicono. 
Ma poi sconvolge tutto e fa di testa sua.
E' importante seguire le proprie sensazioni? E se non sappiamo dove queste ci possano portare?
Forse dovremmo circondarci di gente che è in grado di capirci. Di chi conosce la nostra solitudine. Di chi guarda con gli occhi delle sensazioni, perchè la realtà non è quello che si vuole. 
Magari non ce la siamo scelti noi, è capitata.
Il caso.
A volte è ostile, a volte ci si piazza davanti qualcuno che ci fa perdere quota. 
Ma si deve andare avanti. 
Cambiare.
Non è sempre un male. Chi può dirci che quello che c'è fuori è peggio di quello che c'è in queste quattro mura? Dobbiamo scoprirlo da noi.
Ozpetek ci mostra l'eternità dell'arte, della musica, del teatro. Ma non crea un ritratto. Non ci fornisce i minimi dettagli. Ci fa un abbozzo, forse per lasciarci entrare meglio in questo spaccato di vita.
Roma è eterna, seppur senza le classiche inquadrature dei suoi monumenti, senza il romanaccio di turno o la sora borgatara.
Guardiamo oltre, forse c'è qualcosa che ci aspetta, anche se non ce ne siamo ancora accorti.


Voto. 8

sabato 17 marzo 2012

Patate, Ananas e Peperoni

Ieri sera siamo stati a cena a casa di un amico di Amor.
6 gay e 2 lesbiche.
Lo so che sembra l'inizio di una barzelletta, ma non lo è.
Eravamo tutti felici, tutti contenti. 
Abbiamo finito due bottiglie di vino, sarà stato questo.
No ma bella serata. Tutto buono, tutto bello.
Solo che abbiamo mangiato a morire.
Il padrone di casa ci ha abbottati con tonnellate di cibo.
Si sono susseguiti in ordine:
- 2 primi,
- 4 secondi,
- contorni vari,
- un tagliere di formaggi circondato da salsine varie,
- ananas cheaiutaladigestione,
- setteveli al pistacchio giustopergradire.
Tutto a base di verdure visto che Amor è vegetariano.
Ovviamente ho dovuto mangiare TUTTO, che poi i calabresi si offendono.
Ho fatto bis sulla setteveli, ma in questo caso non per colpa della generosità calabra.
Alla fine i miei pantaloni imploravano pietà come forse fanno soltanto durante le feste natalizie.
Il mio stomaco voleva autoespiantarsi dalle viscere per lavarsi con l'acido, non so se rendo l'idea.
Sopravviviamo al lauto pasto e ci dirigiamo verso il divano a spanzarci e chiacchierare, ed è uscita fuori una simpatica ma interessante e profonda teoria.
Secondo una delle due lesbiche gli individui, da un punto di vista prettamente caratteriale e relazionale, sentimentale, possono essere paragonati a frutta e verdura.
Ora, i sessuomani possono anche smettere di leggere perchè tanto non parlerò di banane.
Dicevo, la divisione più importante è quella che contraddistingue peperoni, patate e ananas.
Devo specificare che quanto segue è una teoria abbastanza femminista, quindi chi si dovesse sentire preso in causa, consideri la questione con puro spirito empirico.
Dicevo, ma quanto sono logorroico?
Dicevo, in primis la questione più facile riguarda le patate.
Prendete una patata. Guardatela. 
E' come la vedete sia dentro che fuori. 
Se è marcia si vede. 
E poi può essere cucinata in mille modi, tutti buoni.
Ecco, una persona patata è cosi: è come appare. 
Buona.
Tuttavia anche la patata può diventare cattiva: cresce un germoglio e diventa tossica.
Allo stesso modo ci sono le persone patata, buone, genuine, di cui non si butta niente.
Maiali.
Poi ci sono gli ananas o le ananas o nonsocomesiscrive.
Gli/le/stocazzodi ananas hanno una buccia dura. Quasi una scorza. 
La superi, o la sbucci, o lo spogli a secondo delle situazioni, ed è dolce. E' succoso.
Ma superata la polpa, cosa ne resta? 
Il torsolo duro.
E poi l'ananas come lo fai? Mica lo puoi cucinare. Al massimo una torta.
E poi l'ananas può essere acerbo, quindi nemmeno tanto dolce. 
Se è maturo puoi mangiare il torsolo, ma non ti sazia.
E così possono essere alcune persone ananas: dure, difficili da capire, vuote.
Le patate tendono a cercare gli ananas, per quel loro fascino trasgressivo, e gli ananas tendono a cercare le patate, che danno un senso di stabilità, di sicurezza.
Poi ovviamente la conversazione ha divagato su altri possibili esempi.
Categoria a parte sono i peperoni.
Gli uomini etero, infatti, possono essere considerati peperoni: esternamente sono voluminosi, colorati, appariscenti.
Poi li tagli, ma dentro non hanno nulla. Solo semi e il seme si sa a che serve... o devo spiegare la metafora?
E voi cosa vi sentite? 
Patatoni dolci e coccolosi, o ananassi aspri, duri, da cui è meglio guardarsi?

venerdì 16 marzo 2012

Obliquità

WARNING: Questo post è altamente patetico.


Odio sentirmi indeciso.
Odio avere in mente due strade entrambe praticabili, ma che entrambe potrebbero causare lo scontento di qualcuno.
Io che sono sempre abbastanza sicuro.
Bianco o nero, cercando di trovare dei grigi.
Si o no, cercando di capire i forse.
E invece no.
È una classica scelta che ti pone la vita.
Dormire dal tuo ragazzo VS Restare a casa (visto che tua nonna non è stata bene)
E io non so essere egoista e pensare a me.
Ma vorrei essere egoista e pensare a me. Alla mia storia.
Rispetto. Verso TUTTI.
Non è nulla di grave. Ma i rapporti affettivi completano la mia vita.


Trying to be perfect.




giovedì 15 marzo 2012

mercoledì 14 marzo 2012

Sansone

E così ieri ho tagliato i capelli.
Dovevo.
Detesto dover perdere tempo a sistemarli, soprattutto quando non ho tempo da perdere a sistemarli.
E poi il vento di questi giorni ha contribuito a farmeli odiare.
Ho sempre avuto un rapporto di amore- odio con i miei capelli. 
Ma non ho avuto mai grandi pretese.
Nel corso degli anni ne hanno subito di ogni.
Non ultimo l'henne Lush. 
Mai nulla di risolutivo.
Tranne quando li feci crescere perchè ero un adolescente senza gusto e privo di senso critico.
Fase passata per fortuna.
Comunque, benchè non sia più un fanciullino ho sempre vergogna ad andare dal parrucchiere.
Oltre all'angoscia di vedere tutte quelle ciocche cadere.
Ma il panico viene prima.
La fatidica domanda "come li facciamo?" mi fa sudare freddo.
Caro parrucchiere, come diavolo faccio a spiegarti che da anni ormai acconcio i miei capelli in almeno 4 modi diversi in base al mio abbigliamento, al tempo che ho, alla voglia, al posto in cui mi trovo e alla lunghezza dei capelli stessi?
Mi calmo, e opto per un classico: corti sui lati e lunghi senza forma sopra.
E fortunatamente il mio attuale parrucchiere ormai ha imbroccato la strada giusta per evitare che io lo uccida nel sonno.
So dove vivi.
Ma i primi tempi era un disastro.
Sempre troppo lunghi.
O troppo corti ( che è peggio).
Chiedevo una spuntatina e via di rasoio.
Chiedevo un taglio radicale, e via con creste tamarrissime.
Comunque siamo arrivati al giusto compromesso. 
E, benchè senta le forze mancarmi ad ogni ciocca che cade sotto i colpi di forbici impazzite, riesco ad uscirne indenne.
Tuttavia io e il mio parrucchiere siamo ben lontani dall'idillio.
Ogni volta che mette le mani nei miei capelli, hanno sempre qualcosa che non va.
- Eh sono secchi!
- Si lo so, li ho lavati molto in questo periodo.
- Guarda, dietro devo tagliarli sono troppo bruciati.
- Ma no, sono solo crespi, io sono riccio.
- Va beh te li taglio.
- Hai un po' di forfora.
- Lo so, sono sotto esami, un po' di stress.
- Mmmh.
C'è sempre qualcosa che non va.
Troppo grassi. Troppo secchi. Troppo lunghi. Troppo corti. Troppi capelli.
Ma alla fine inizia a tagliare.
Lui è contento così. 
Si diverte a credere che non mi guardi allo specchio dal '95.
A tutto ciò seguono 30 minuti di silenzio alternati, qui e li, da classiche domande come:
- All'università tutto a posto?
- Si, prossimamente esami ( #IOFALSO)
- Hai sentito di quello che è morto sparandosi da un cannone fotonico per cercare di raggiungere l'atmosfera?
- WTF?! 
Un classico.



martedì 13 marzo 2012

Marco Mengoni - Dall'Inferno

Mi dicono dalla regia che oggi sia uscito il video del nuovo singolo di Marco Mengoni, Dall'Inferno.

                  

Insomma il video è nulla di che.
Sembra un misto fra una pubblicità del caffè e una manifestazione surrealista.
Ma la canzone mi ha colpito.
Nei giorni scorsi l'ho sentita al punto tale da pubblicarla su Facebook. Cosa rara visto il mio utilizzo del social network.
Comunque questa è stata una ri-scoperta.
L'album Solo 2.0 infatti lo scaricai mesi fa, ma mi colpì soltanto Solo (Vuelta Al Ruedo).
Il resto mi sembrava un po' gne.
Poi ho beccato Dall'Inferno alla radio e mi ha fatto tornare a questo cd.
Anche Tanto Il Resto Cambia mi è piaciuta.
Il resto mi sembra ancora gne.
Comunque un applauso al Mengoni che ha deciso di salvare le sue corde vocali e le nostre meningi optando per un numero limitato di urli acutissimi, totalmente casuali e scoordinati dalla melodia.
Bene.

Desaparecido

Simpatico.
Si, sono passati quasi 7 giorni dall'ultimo post.
Cosa mai accaduta nella breve vita di questo blog.
Il problema di base, oltre una scarsa voglia di scrivere e la scarsa disponibilità di tempo quieto, è anche la mia scarsa memoria.
Ho pensato circa 4 post diversi.
Quattro questioni di cui mi sarebbe piaciuto discutere.
Ma nulla.
Li ho scordati.
E da qui la sempre più ferma convinzione che io abbia seri problemi di memoria.
E da qui ho iniziato ad appuntare le idee sulle note dell'iPhone ed ad usare la funzione agenda.
Speriamo serva.
Ma scorderò certamente di controllare.
Comunque mi son detto " cerca almeno di recuperare con un post totalmente inutile sugli ultimi giorni".
Bene.
Forse riesco a ricordare qualcosa.
Questa settimana è volata, e questa che verrà sembra essere ancora più veloce.
Mi sto prendendo una pausa dallo studio come se fossi stanco, ma ancora è presto.
Il prossimo appello sarà in estate, e portarmi avanti non fa per me.
Il resto della settimana è stata piatta.
Ho trascorso un bel week end con Amor, che mi ha stracciato a Sing Star.
Ora, in tutta modestia, io canto meglio di lui, ma come diavolo si fa ad imitare perfettamente un cantante, trovando la sua tonalità?
I cantanti uomini erano tutti troppo bassi per me. Solo Irene Grandi mi ha dato soddisfazioni.
Così sulle note di Don't Cha e Like a virgin, perchè mi piacciono le cose semplici e anglofone, è avvenuta la mia dipartita.
Comunque giornate ventosissime qui in Sicilia.
Ho meno peli sul corpo però...
E ok, devo tagliare i capelli, ma un litro di lacca che dilania il buco dell'ozono dovrebbe aiutarmi.
Invece no.
Dilania solo l'ozono.
Ma domani porrò fine a queste chiome fluenti.
Altra riflessione della settimana è che mi serve un lavoro.
Non tanto per la questione effimera e venale.
E' una riflessione che risale al mio corso di diritto privato.
Seguito due volte. Con due professori diversi.
Pensa tu la follia dove arriva.
L'articolo 1 della Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Chi ha studiato diritto, sa che quella specificazione sta a sottolineare il fatto che un cittadino che lavora è un cittadino libero, perchè un cittadino che ha una propria fonte di guadagno economico, non ha bisogno di entrare nelle maglie della corruzione e dell'illegalità, e chi non entra nelle maglie della corruzione e dell'illegalità può fare liberamente le proprie scelte politiche.
Ma francamente l'equazione lavoro : soldi = soldi : libertà mi mette una tristezza infinita.
Forse perchè questa è legata da una ottica " roba de sordi" che non mi appartiene più di tanto.
Comunque mi serve un lavoro.
Mi serve una borsa nuova più grande e devo fare shopping primaverile.
Altra riflessione profonda è che devo dimagrire. 
Lo avevo già detto, lo so.
Ma questa volta la questione è seria.
Se sono i tuoi jeans a dirti che è ora di abbattere la pancia e snelline le cosce, è un conto.
Ma se a dirtelo è un amico del tuo ragazzo, che da candidamente la colpa alla tua maestria culinaria, ma che ti conosce da soli 8 mesi e non ti vede nemmeno tanto spesso, allora è il momento di intervenire.
Così giù di step e alimentazione più controllata.
Ci provo.
Sopportatemi in questo calvario.

mercoledì 7 marzo 2012

I miei impegni

Perchè per i tuoi genitori, l'unico impegno che puoi avere è quello.
L'Università.
Una lezione improvvisa.
Un esame che non sapevi.
Non c'è altro che ti impedisca di accompagnare tua madre dal dentista giorno 15.
E tu non puoi dire "non lo so". 
E se non sai una cosa, salla.
Mah.
Non sono stressato. Però una barrettona di cioccolato sta finendo.

lunedì 5 marzo 2012

E' la noia che avanza

Dopo un week- end un bel po' turbolento, per questioni emotive più che fisiche, è iniziata una settimana per fortuna tranquilla. 
A volte si commettono errori che nemmeno ci rendiamo conto. 
Feriamo persone senza saperlo. 
O, consci di poter far male, andiamo avanti egoisticamente perchè ci divertiamo. Perchè "non si fa nulla di male".
E invece no.
Ma sbagliando si impara.
Anche se purtroppo a volte, a furia di cancellare gli sbagli, facciamo un buco nel foglio.
Scusami Amor. Non te lo ripeterò mai abbastanza.
Comunque tornado a questa nuova settimana devo dire che ho pochi stimoli.
Sarà che è iniziata da poco. 
L'Italia sembra essere tutta concentrata sulla morte di Lucio Dalla. 
E sul suo compagno definito dai giornali come un semplice collaboratore.
Ora, non voglio fare il pesante, ma si continua a mettere la polvere sotto il tappeto. 
"Ah, ma Dalla non ha mai fatto coming out, perchè ora devono dirlo ora i giornali? Mi sembra una mancanza di rispetto"
I giornali non devono raccontarci vita, morte e miracoli del fidanzato del cantautore. 
Mi è scoppiata la tetta!
Ma definire le cose per quello che sono in totale naturalezza, mi sembra il minimo. Specie chi, per mestiere, deve raccontare i fatti per quelli che sono.
Dalla non l'ha mai detto probabilmente per vivere il tutto in naturalezza e riservatezza. Magari l'avrà detto ai familiari.
#PETTEGOLI
Ma comunque. 
Stare li a pensare " non l'hanno detto per paura" o "non l'hanno detto per rispetto" è come voler contare le operazioni chirurgiche della Santanchè: non finiremmo più. 
Ho letto pure della morte di un operaio che montava il palco della Pausini a Reggio Calabria.
Mi è spiaciuto molto. 
Ormai Reggio è diventata la mia seconda casa, e benché la Pavesina mi stia sul culo, è sempre brutto che certe cose accadano. 
Se non sbaglio poco tempo fa è accaduto a Jovanotti. 
Mi sorge il dubbio che le case discografiche e produttori e sponsor, in tempo di crisi, stiano risparmiando troppo sulla sicurezza, in lavori che si ritengono facili e di routine.
Ma non è mica come montare un naso nuovo alla Santanchè: non c'è pericolo che diventi esteticamente più gradevole.
Il pericolo c'è. Attenzione.
Insomma questa settimana è iniziata un po' così. Pochi stimoli dal mondo.
Io mi rado almeno.
E' smesso praticamente solo adesso di piovere. 
E per la serie hai scoperto l'acqua calda, ho provato il gel di aloe sui capelli umidi e mi piacque.
Rende i capelli morbidi come i siliconi.
Ma non ha siliconi.
Definisce i capelli come una schiumaperdefiniresenzaincollareanchesepoiincolla.
Ma non incolla. E non è una schiuma.

Appunto.
Se finirò come Beyoncè, aggiornerò.
Dovrei fare qualcosa di produttivo. 
Cose tipo studiare o aiutare Amor. 
Ora vediamo.
Non è mica come chiedere una prestazione sessuale alla Santanchè: ci devo pensare prima di decidere.

venerdì 2 marzo 2012

{Ricetta}
Chocolate Chip Cookies



No, questi non sono i miei

Come promesso ecco il post sui miei Cookies.
Ormai i Cookies sono diventati il mio cavallo di battaglia. Li faccio da circa un mese e a casa mia, sembra passino le cavallette ogni volta che li preparo. #ANIMALI
Per chi non conoscesse cosa sono, i cookies sono biscotti americani, tondi e friabili, caratterizzati da tante gocce di cioccolato.
Comunque no, la ricetta non è mia.
L'ho beccata su un blog di cucina molto interessante che si chiama Labna - Amore in cucina, ricco di tantissime ricette interessanti.
Io, ciompo come sono, punto sempre alle cose più semplici, ma fanno anche primi, secondi ed antipasti invitanti, se qualcuno volesse cimentarsi.
Io no. 
Mi sento già la Cenerentola dei biscotti.
Ecco passiamo alla ricetta piuttosto che parlare.
Sul blog ce ne sono due versioni, ma io faccio quella classica.
Ah, non ho provato altre ricette, né i Cookies originali, ma questi mi son piaciuti, piacciono a tutti, quindi Amen.
Passiamo alla ricetta.
In teoria questi dovrebbero essere dei biscotti del diametro di 7/8 centimetri ma io ho un branco di iguane da sfamare quindi li faccio più piccoli.
La ricetta dice che per 12 biscotti ci vogliono


- 80 g di zucchero di canna
- 75 g di zucchero semolato
- 115 g di burro fuso
- 135 g di gocce di cioccolato
- 2 cucchiaini di lievito
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 210 g di farina
- 1 uovo
- 1 bustina di vanillina

Facciamo sciogliere il burro. Io lo metto al microonde. 
Lasciamolo raffreddare e poi aggiungiamo i due tipi di zucchero, mescolando con le fruste elettriche. Cerco di far sciogliere per bene lo zucchero, benché quello di canna tende a restare in granelli. Aggiungiamo le uova e la bustina di vanillina. 

Fatto?!
Bene. 
Ora possiamo incorporare pian piano farina, lievito e bicarbonato. Poi tocca alle gocce di cioccolato. Si può usare la barretta tagliata con un coltello in piccoli pezzetti, ma richiede tempo.
Che non ho.
Richiede pazienza.
Che non ho.
E comunque si scioglie troppo, disperdendosi nell'impasto, per cui consiglio di fare un po' di cioccolato ed un po' di gocce.
Di questo impasto, che si presenta leggermente colloso, ma di facile malleabilità, dobbiamo ricavarne delle palline leggermente schiacciate. Aiutatevi con un cucchiaio. Queste palline non devono essere comunque molto piccole.

Lo so, magari anche voi avete degli orsi affamati al posto dei familiari, ma rischiate che i biscotti vengano più duri ed asciutti, anche se li lasciate cuocere poco.
Mi raccomando, una giusta via di mezzo.
Se avete tempo potete lasciare queste palline un po' in freezer. I biscotti diventeranno più morbidi e "gommosi".
Sì, mi è capitato di mettere in freezer tutto l'impasto. Credo sia lo stesso, la difficoltà sta nel fare le palline con un composto congelato.
Fate vobis.
Se non avete tempo metteteli subito in forno, mi raccomando non molto vicini perché si incollano allargandosi, a 180° per 15/20 minuti. La cottura dipende dal vostro forno. È comunque sempre meglio lasciarli leggerissimamente più crudi, perché, appena usciti dal forno, è come se la cottura continuasse, e si asciugassero.
I cookies possono essere conservati per 4/5 giorni, in un ciotola con coperchio.
Ah volete vedere come mi son riusciti?



So fare i biscotti, mica le foto.



Attenzione: possono creare dipendenza. Eventuali accumuli adiposi su pancia e cosce, NON possono essere imputati al proprietario di questo blog. Maneggiare con cura. Si sconsiglia di avvicinarli al latte, o non smetterete più di mangiarne.

Alla prossima. 





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